Un vescovo di Genova: “l’omosessualità va estirpata”

Intervistato dai giornalisti alla fine del discorso di apertura dell’anno giudiziario del tribunale ecclesiastico regionale ligure, mons. Paolo Rigon, vicario giudiziale della diocesi di Genova, guidata dal card. Angelo Bagnasco, ha affermato che “un matrimonio celebrato per nascondere l’omosessualità di un individuo è destinato a naufragare”. Secondo la dottrina cattolica, ha spiegato Rigon, l’intento della Chiesa cattolica “è quello di far passare il messaggio che il problema dell’omosessualità è indotto”: perché “omosessuali non si nasce se non in rarissimi casi di disfunzioni ormonali o fisiche”. L’omosessualità va dunque presa dall’inizio, perché solo così “si può superare, attraverso la psicoterapia”. Il vescovo, secondo quanto riporta Il Secolo XIX, ritiene che, “se la psicoterapia viene affrontata nella prima adolescenza, se il problema si pone, è un problema che si risolve. Il nostro consultorio familiare affronta parecchie volte questo tema e ci riesce anche”. Purtroppo, lamenta in conclusione Rigon, “quando l’omosessualità è incancrenita è difficile estirparla”.
AGGIORNAMENTO DEL 12 AGOSTO. La Procura della Repubblica, scrive Gaynews, ha chiesto l’archiviazione, per infondatezza della notizia di reato, per monsignor Paolo Rigon.

Luciano Vanciu

Questo articolo è stato pubblicato domenica, 20 febbraio 2011 alle 6:31 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.