Parmense, licenziato docente dell’ora alternativa
In un comune montano della provincia di Parma, il dirigente scolastico ha interrotto il contratto scadente il 30 giugno con un docente di attività alternative alla religione cattolica, senza fornirgli alcuna motivazione. I sindacati stanno valutando la vicenda, che si colloca in una più generale difficoltà da parte del ministero ad assicurare i fondi per questi docenti. La notizia, data dall’Informazione di Parma, è stata ripresa dal sito dell’ANIEF.
Raffaele Carcano

Mi piacerebbe sapere quanto viene speso per gli stipendi degli insegnanti di religione.
Frithnanth risponde:
mercoledì 16 febbraio 2011 alle 0:29
Molte fonti lo stimano a circa 1 miliardo di euro (10^9).
Ad esempio http://www.uaar.it/news/2009/08/06/laicita-della-scuola-pubblica-croce-della-religione-cattolica/ riporta:
durante la crisi colpiscono la laicità dello Stato nelle sue diverse forme istituzionali, ma lasciano intatto la religione cattolica che in pratica è ancora interpretata come identitaria dell’italia e nella realtà ha l’appoggio degli schiaramente politici sia di destra che di sinistra.
Ne fanno le spese docenti e ragazzi, che per la sentenza sull’ora alterantiva non dovrebbero avere problemi, perchè i fondi ci sono e devono essere erogati dal ministero dell’istruzione.
La mia solidarietà al docente licenziato in questione.
Mai che si risparmi sugli insegnanti di IRC, quelli sembra che li ha ordinati il medico!
Se non gli forniscono una motivazione plausibile per il suo licenziamento, saranno costretti a risarcirlo abbondantemente.
Quel che non sopporto è l’esistenza di problemi
assurdi ed inutili, fatti solo per complicare la vita
agli altri.
Ma, scusate, per fare l’ora della loro religione, non
hanno chiese e conventi, parrocchie e oratori?
Nessuno gli e li vuole togliere.
Ma questo non gli basta. Cattolico viene dal greco
“Katà olen ghen”, che significa: su tutta la Terra.
Chiamano “uguaglianza” il loro dominio su tutti,
e, quando questo viene messo in discussione da
individui moderni, loro chiamano “prevaricazione”
le nostre legittime istanze, ed incominciano a fare
i “martiri”.
loro si autonominano “martiri”,