Trapani, l’ex vescovo fece da tramite tra boss e Stato

Monsignor Domenico Amoroso, vescovo di Trapani defunto nel 1997, nel 1992 inviò al Ministero dell’Interno diverse lettere scritte da familiari di mafiosi che protestavano contro il regime di 41 bis (il cosiddetto “carcere duro”). In tal modo volevano far sapere allo Stato che le stragi sarebbero cessate se fosse stato revocato il regime carcerario, cosa che poi effettivamente avvenne. Secondo quanto scrive l’edizione di Palermo di Repubblica, sarebbe stato lo stesso Totò Riina a promuovere l’iniziativa.

Raffaele Carcano

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14 commenti

Paul Manoni

Peccato che sia già deceduto, altrmineti avrei visto bene anche lui a regime di 41/bis.
Comincio un po’ a stancarmi…Tutti i preti che scoprono a violare la legge, o sono già morti oppure sono esageatamente vecchi per andare al gabbio!
Mai nessuno di questi sudici, che paghi seriamente per le proprie colpe!

Federico Tonizzo

Bisognerebbe iniziare ad indagare a tappeto su tutti quelli ancora in vita ma non troppo vecchi, per beccarne il maggior numero possibile!

Volo alto

I boss si sono rivolti ai loro amici nuaturali!
Dov’è la notizia?

Kaworu

s’è solo confuso, pensava di far qualcosa di buono per la famigghia…

Laverdure

Una piccola osservazione “politicamente scorrettissima”.
Molte delle stragi di cui sopra,come l’esplosione del “Treno di natale nella galleria di S benedetto”,furono strumentalizzate per anni da forze politiche che e’ inutile nominare,che fecero il gioco della mafia senza nemmeno avere (forse) legami con essa.
Alcune,come quella alla stazione di Bologna,vengono strumentalizzate ancora oggi.
Paradossale,vero ?
(Anche se varrebbe la pena di usare definizioni molto piu’ sgradevoli ma indicatissime .)

Stefano Grassino

Non essere scorretto. Ci sono gli atti dei tribunali che parlano chiaro sul coinvolgimento degli USA in molti degli attentati avvenuti nel nostro paese. E poi segui la logica: a chi giova? E’ il movente quello che si deve comprendere.
Se poi oltre loro c’è stata anche la mafia ci credo. Quei due assieme alla chiesa ed alle forze reazionarie ed oscure di questo paese (P2 – gladio etc. etc.) hanno sempre lavorato assieme.

Laverdure

@Grassino
No caro Stefano,negli atti dei tribunali ci sono solo un sacco di dichiarazioni di personaggi vari che accusavano la CIA,il Mossad ecc di ogni delitto avvenuto nel dopoguerra,dalla strage di Portella delle ginestre al caso Ustica,ma persino megistrati come i nostri sono stati costretti ad ammettere che di concreto non c’era proprio niente,tanto che tutto e’ sempre stato archiviato.
E per favore non venirmi a parlare di pressioni da chissachi:il giudice Priore ha continuato la sua famosa inchiesta su ustica per 20 anni,ottenendo senza problemi
un’infinita di proroghe,ma arrivato al dunque ha dovuto ammettere di non avere proprio niente di valido in mano.
La mafia esiste da molto tempo prima della CIA, e non ha certo bisogno di aiuti esterni per compiere le sue porcherie in Italia.
Durante l’inchiesta sulla strage di Bologna i magistrati inquirenti furono costretti ad ammettere di essersi recati a piu’ riprese nella sede dell’allora PCI per “chiacchiarate” private,dal contenuto imprecisato.
Ma di “legittima suspicione” e di provvedimenti a seguito di questo gravissimo vizio di procedura non se n’e’ vista l’ombra.
E i risultato si vide:come colpevoli non trovarono di meglio di due ergastolani,
l’importante era il colore giusto.
Perfino molti esponenti della sinistra ebbero il buon senso e l’onesta di trovare
assurda la sentenza.
La strage del “treno di natale” fu la prima per la quale si arrivasse ad una condanna,ma siccome Pippo Calo e soci erano mafiosi, e quindi “politicamente inutili”,querlla condanna ,guarda caso,ebbe pochissimo risalto,ricordi ?
E di esempi analoghi se ne troverebbero molti altri.
Non e’ incaponendosi con questi ammuffiti cliche,e con molti altri, che la sinistra,ammesso che
esista ancora,puo’ illudersi di combattere Berlusconi,confondendo le acque non
fa che favorirlo e aiutarlo a nascondere le sue vere responsabilita.

MicheleB.

Carol gridò ai mafiosi di convertirsi. Ma se questi sono tutti devoti ai santi ed alla Madonna!
A che dovrebbero convertirsi, all’induismo?

Enrico

Se il vescovo si fosse tenuto le lettere avreste detto: ecco è complice dei mafiosi perchè non ha inoltrato informazioni agli inquirenti, se le inoltra invece è complice della mafia perchè le inoltra.

Southsun

@ Enrico.

Il vescovo si sarebbe dovuto rifiutare di far da tramite a mafiosi condannati e conclamati.

Invece, i preti i mafiosi li sposano pure, anche quando sono alla macchia! Ma come, non erano bisognosi di “conversione”??

Il vescovo avrebbe fatto miglior figura non sponsorizzando le richieste ricattatorie di questi schifosi. C’è il servizio postale per spedire letterine, sai?

Convertiti tu al raziocinio, va’!

Enrico

Al 41 bis possono essere assegnati anche detenuti non condannati definitivamente.

I sacerdoti incontrano latitanti e magari amministrano loro sacramenti bene Gesù non è venuto per i giusti ma per i peccatori.

Il vescovo non ha sponsorizzato ha solo inoltrato.

marcigno

È sempre complice…
Amministrare questi “tuoi” sacramenti ad una vittima e ad un carnefice è uguale? Spegalo alle vittime di mafia…
Che morale assurda è la tua…

Enrico

Ma i cacramenti sono amministrati a noi peccatori non ai giusti.

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