Savona: pedofilia e film porno in parrocchia, ma reati in prescrizione

La Procura di Savona sta indagando su casi di pedofilia in alcune parrocchie (si veda ad esempio l’Ultimissima del 29 novembre). Come riporta Il Secolo XIX emergono nuovi particolari, secondo la denuncia di due mamme di bambini che frequentavano un oratorio. Ai bambini sarebbero stati mostrati film porno, nei locali della parrocchia e durante i campi estivi. Il nuovo reato ipotizzato è detenzione di materiale pedopornografico. Si attendono le rogatorie internazionali in Germania per ascoltare altre vittime e trovare riscontri dei versamenti che i preti inquisiti facevano per pagare prestazioni sessuali. Dalla Procura fanno sapere che “i riscontri sono a decine, ma sono tutti episodi prescritti”. “A Savona ci sono intere generazioni di padri e figli vittime di abusi da parte di alcuni preti che raccontano di un passato non perseguibile dalla legge”, commenta un investigatore. La prescrizione porterà ad archiviare la maggior parte delle denunce raccolte, nonostante i riscontri.

Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 28 gennaio 2011 alle 10:07 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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42 commenti a “Savona: pedofilia e film porno in parrocchia, ma reati in prescrizione”

  1. Kaworu scrive:

    ah l’educazione cattolica…

    la coerenza…

    la trave e la pagliuzza…

  2. c.j. scrive:

    ma è ovvio. In un paese di lecchini chi si mette contro la chiesa?

    1. La politica? NO
    2. La polizia? NO
    3. La giustizia? NO
    4. La stampa? NO
    5. La gente? NO
    6. L’istruzione? NO

    Fanno tutto ciò che gli pare, tanto poi se la cavano. Vorrei anche io avere lo stesso tipo di impunità.

    • Marco scrive:

      In questo paese di lecchini, che io credo possa migliorare, sarei contento di farmi impallinare da politica, polizia, giustizia, stampa, gente, istruzione, Chiesa stessa e altri ancora, se questo servisse a portare onestà intellettuale.

      Se da cristiano mi trovassi in una situazione simile farei di tutto perché la giustizia – terrena – seguisse il suo corso ed eliminasse queste vergogne nazionali al pari della camorra. Eppure, sull’uno e sull’altro versante, qualcosa ancora non va…

      Forse è così solo perché sono critico, ma se dall’Italia non ci fosse la minima speranza di eliminare le organizzazioni mafiose forse lascerei perdere con l’Italia. Credo che un cristiano, se non avesse la minima speranza di eliminare questa delinquenza che lo infanga in prima persona, dovrebbe essere il primo ad abbamdonare la “religione ufficiale”.

      • c.j. scrive:

        non te la prendere a male, ma io non credo che possa migliorare. Gli italiani per loro natura si prostituiscono abitualmente con il miglio offerente, sempre subordinati ai prepotenti, sempre spavaldi coi più deboli. la tua è utopia, molto bella ma utopia.

      • Congo scrive:

        “Gli italiani per loro natura”…

        Questa è una frase razzista.
        Forse volevi dire “Gli italiani per loro CULTURA”?

        In ogni caso la cultura cambia e anche molto nel tempo, nel bene e nel male. Il pessimismo è funzionale solo a giustificare il fatto di non muovere un dito per cercare di cambiare le cose.
        (non mi riferisco a te, che non conosco, ma al pensiero che hai espresso)

      • c.j. scrive:

        allora, riflettendo, correggo e dico: “Per loro CULTURA”.

        Ma resta il fatto che per me (non tutti) gli italiani sono “culturalmente” inclini a fenomeni di nepotismo, raccomandazioni, mazzette, bustarelle, spintarelle, parentopoli, fascismo, mafia, camorra, corruzione, abusivismo, immondizie “varie”, omofobia, intolleranza verso i diversi, xenofobia, misoginia e lecchinaggio selvaggio nei confronti dei ricchi, dei potenti e di chi è al potere (preti, preti e preti).

        Poi se leggi del razzismo nelle mie affermazioni, è un pò come dare del “poverini” a quelli che picchiano i gay (ma non vogliamo mica discriminare gli omofobi, eh? Anche loro hanno il diritto di esistere, altrimenti scadiamo dell’omofo-fobia, l’intolleranza contro i poveri omofobi).

        Io nono odio gli italiani (il che sarebbe razzismo) ma per natura obbiettiva e razionalista sono portato a chiamare le cose col loro nome, a guardare in faccia la realtà e vedere le cose come stanno effettivamente. L’Italia è una nazione arretrata, che poi ci siano persone in gamba che vogliono cambiare lo stato delle cose, questo è altro. saluti

      • fiertel91 scrive:

        Anche per me il fattore determinante dello schifo attuale è la (non)cultura dell’italiano medio, non certo il suo patrimonio genetico. E non è certo colpa dell’istruzione. Io guarderei di più alla tv.

  3. Sandra scrive:

    Si parleranno al telefono ogni tanto queste generazioni di abusati? E intercettarli e rendere pubbliche le conversazioni? E’ una provocazione, ci vorrebbero dei memoriali. Ho idea che parlare di abuso (o del piu’ soft “molestie” come fanno i giornalisti nostrani che amano restare nel vago) sia troppo edulcorato e non serva: sembra che gli italiani per capire lo schifo lo debbano leggere nei dettagli, che non sia il caso di farglieli arrivare nero su bianco?

    • Kaworu scrive:

      i libri di psicologia sono acquistabili da tutti, quindi basterebbe entrare in una qualsiasi libreria universitaria dove non ci sono libri di Morelli e scartabellarsi quelli di psicologia dello sviluppo, abusi e via dicendo.

      tendenzialmente hanno TUTTI delle parti di dialoghi riportate e/o il racconto.

      ah già ma bisogna leggere (e gli italiani in linea di massima sembra siano allergici a questa attività)… vuoi mettere un bel plastico in tv?

      • Sandra scrive:

        Eh, hai voglia, entrare in una libreria e comprare un libro e poi leggerlo???? Tutta questa fatica, a gente che ha votato uno che si vantava di non leggere?? Solo adesso iniziano ad avere qualche dubbio perché leggono dettagli di chi toccava cosa (prostituzione era ancora considerato ambiguo ..). A questi ipocriti non basta la foto, devi mettere la me.da vera davanti al naso perché faccia il collegamento con la puzza.

      • Kaworu scrive:

        già, hai perfettamente ragione.

        e tutto questo mi fa terribilmente incazzare

      • Kaworu scrive:

        già, hai perfettamente ragione.

        e tutto questo mi fa terribilmente in ca zz are

      • Alessio scrive:

        Bisogna leggere, ma anche capire i concetti che si leggono. Io però mi chiedo, da sempre, come fa a capire qualcosa un analfabeta di ritorno che conosce sì o no 300 parole di italiano!

    • Kaworu scrive:

      non hai idea di quanto queste cose, questa ipocrisia schifosa e i maltrattamenti sui bambini mi mandino in bestia

      • Sandra scrive:

        ne ho, se facessero qualcosa del genere ai miei figli alla polizia ci andrei, ma dopo.

      • Kaworu scrive:

        io di figli non ne ho per il momento, ma comunque sono cose che non riesco a sopportare, le trovo di un’atrocità infinita.

        i bambini meriterebbero di essere trattati molto meglio di come generalmente vengono trattati…

      • Marco scrive:

        Ci andrei anch’io alla polizia, non so se prima o dopo.

        Ci andrei se ai miei figli lo facesse un prete in nome di Dio.
        Ci andrei se lo facesse un delinquente a proprio nome.
        Ci andrei se lo facesse una persona qualunque in nome del piacere sessuale.

        Se invece ci andassero i miei figli di loro spontanea volontà, prima spiegherei loro cosa significa “libertà” con l’aggiunta di due timbri sul fondoschiena (ironico :) ) e dopo direi loro che sono “liberi” di andare.

      • Kaworu scrive:

        la pedofilia è più complicata di così, ma non va a toccare la capacità di intendere e volere.

        il problema della pedofilia nel clero è che un’intera gerarchia direi piuttosto potente difende a oltranza i membri (a occhio direi più numerosi che nella popolazione normale o tra altre categorie che comunque non godono di questo apparato per preservare l’impunità dei loro membri, mi piacerebbe avere delle statistiche attendibili) che si macchiano di questo reato E che soffrono di questo disturbo.

        permettendogli di perpetrare a oltranza il tutto.

        e una percentuale molto vicina al 50% di pedofili, a sua volta è stata abusata quando erano piccoli, quindi lascio a voi fare due conti su cosa un abuso può innescare.

      • sauro scrive:

        E quando le cose si mettono male li premiano mandandoli in paesi(vedi il post precedente)dove è più facile farla franca.

      • Southsun scrive:

        @ Sandra.

        Da noi lo fanno sul serio. L’altro giorno ad un vecchiaccio pedofilo uscito di galera gli hanno fatto un bel cappotto di zinco e legno su misura.

        13 anni fa il vice-parroco di un paesino dell’interno conosciuto per i suoi “valori tradizionali” – e la sua violenza bestiale – fu ucciso la vigilia di Natale (“in die nota”) da un vero e proprio “fantasma”, viste le circostanze dell’omicidio e l’omertà blindata di tutto il paese.

        Nessuno mi toglie dalla testa che sia stato ucciso per una questione di “manolunga” con i chierichetti………..

  4. Giovanni Bosticco scrive:

    Vorrei chiarire, una buona volta per tutte,
    da dove viene questa pedofilia ecclesiastica.
    E’ nata, nell’XI secolo, dall’obbligo di castità
    per tutti i preti e i frati.
    Si poteva, ovviamente, chiedere loro di essere
    astemi o vegetariani, non di rinunciare ad una
    funzione anatomica necessaria, non ideata da
    noi, ma, a sentire i credenti, venuta da Dio.
    Questi “ministri del culto” come possono esple-
    tare questa funzione vitale?
    Non con persone adulte, che scoprirebbero il
    loro tradimento.
    Restano i ragazzini/ragazzine.
    E’ inutile, amici atei, discutere le conseguenze,
    come soprusi in Patagonia od Australia.
    Partiamo dal principio che li provoca.

    • Marco scrive:

      Vorrei contestare: questa spiegazione “una volta per tutte” non mi soddisfa in quanto troppo semplicistica.

      Se io fossi un prete onesto e sentissi che questa “funzione anatomica” è irrinunciabile, a livello pratico (leggi: affari miei) cercherei qualcuno che la pensa come me per soddisfare il mio bisogno senza nascondermi dietro l’incoscienza infantile, e questo per me sarebbe pur sempre un “peccato”, ma sgravato della circonduzione di incapace.

      In secondo luogo partiamo dal principio che li provoca: perché esiste?

      Se non ci trovassi un motivo, mi farei promotore di un movimento per l’abolizione di un obbligo antico e inumano quale il celibato, “depeccatizzando” la funzione anatomica. Non lo dice la Bibbia che i preti non si debbano sposare, infatti non tutti i cristiani (vedi protestanti) osservano questa regola.

      Se invece la si ritiene ancora utile allora bisogna riuscire a rispettarla senza eccezioni (leggi: rifiutando pedofilia, relazioni clandestine, sotterfugi eccetera).

      Altrimenti non può rimanere un precetto; casomai può diventare una scelta volontaria di chi si sente più portato a soddisfazioni mistiche che carnali, senza tanti discorsi di merito o di obbligo.

      Auguri!

      • P.C. scrive:

        “Se io fossi un prete onesto e sentissi che questa “funzione anatomica” è irrinunciabile, a livello pratico (leggi: affari miei) cercherei qualcuno che la pensa come me per soddisfare il mio bisogno senza nascondermi dietro l’incoscienza infantile, e questo per me sarebbe pur sempre un “peccato”, ma sgravato della circonduzione di incapace.”
        Mauro, devi considerare che negarsi completamente alle pulsioni sessuali, come fanno alcuni preti, può bloccare lo sviluppo della parte psicologica della sessualità. Invecchiando, si desiderano e considerano partner sempre più anziani; il celibato può bloccare questo fenomeno, portandoti da vecchio a desiderare i bambini. Se poi sei cresciuto e maturato in un ambiente sessista come quello ecclesiale, preferisci i bambini alle bambine.
        Era uscito un bell’articolo di una psichiatra a questo proposito, mi pare proprio qui sulle ultimissime UAAR…

    • P.C. scrive:

      Secondo me la ccar (ai “livelli alti”) somiglia molto ad una istituzionalizzazione della sindrome di Münchhausen per procura, dove il malato (di solito la madre) provoca dolore e danni a chi gli sta vicino per poter poi correre in soccorso e/o consolare la vittima ed ottenere, così, attenzione.
      In pratica prosperano sulla sofferenza e, dove non c’è, cercano di provocarla. Non me lo spiego altrimenti.

      • Marco scrive:

        A me (Marco e non Mauro :D ) piace fare l’avvocato del diavolo, come si suol dire. A proposito di quello che tu dici, cioè negarsi completamente alle pulsioni sessuali bloccando lo sviluppo della parte psicologica… potrebbe non essere completamente vero per tutti.

        Non me lo voglio vedere un prete che dice “No, pulsione sessuale, tu sei Satana, non ti voglio, vade retro!”. Non lo stimerei.

        Magari alcuni non avranno niente da fare, ma altri che conosco si alzano alle sei di mattina per le funzioni religiose, poi vanno a visitare i malati all’ospedale di un paese della mia provincia, quindi ritornano nell’ufficio parrocchiale a sbrigare pratiche e prendere telefonate. Dopo il pranzo confessano in chiesa, vanno a fare altre visite, benedizioni, mercanzia varia che non so bene come funzioni, celebrano uno o due funerali, la messa serale, i vesperi, il rosario e poi ancora dopo cena le riunioni dei gruppi parrocchiali, i corsi per fidanzati, gli scout e la compieta.
        Potrebbe essere un impegno che fa passare in secondo piano tutto, anche la vita sessuale, che qualcuno sceglie di prendersi. È difficile chiamare tutto questo “prosperare sulla sofferenza o cercare di provocarla”.

        Lasciando stare ora i giudizi sull’utilità e la qualità del lavoro svolto, che possono essere diversi (e io stesso avrei diversi punti da criticare). Mi domando se non ci sia qualche analogia nel rapporto fra un teologo-teorico-scaldabanchi e un parroco di provincia e, dall’altra parte, tra un operaio della Fiat e un presidente del consiglio a caso.

        Il paragone – è chiaro – era provocatorio. Ma perché provoco?

        Forse per lo stesso motivo per cui più in alto mi hanno detto che coltivo utopie. Sembra che in Italia chi fa il bungabunga ed è colluso con la camorra sia la maggioranza. Credo che non sia vero, che sia solo più rumoroso, e che faccia disonore a tutti gli italiani.

        Ugualmente credo che tra i cattolici ciò che fa notizia siano le porcate dei piani alti, ma che ci sia anche chi ci crede davvero e senza risparmiarsi, tanto da non avere nemmeno il tempo di difendersi dalle accuse che ricadono anche su di loro attraverso gli stessi piani alti.

        A loro va la mia stima e il mio rispetto, anche se dovessero essermi avversari ideologici.

        Agli altri invece, agli ipocriti, pedofili, fannulloni, falsi e mistificatori, non so dire altro che parole di condanna.

      • P.C. scrive:

        Anzitutto mi scuso, avevo veramente letto Mauro invece di Marco.
        Per la parte psichiatrica, è chiaro che in psichiatria, e in medicina più in generale, è raro esistano gli assoluti, e infatti ho scritto che “può bloccare lo sviluppo”, non “lo blocca sempre”: forse lo saprai, ma in medicina 2+2 non fa 4, perchè non è mai veramente 2+2, è spessissimo (se non sempre) 2+2+x, dove x è un insieme di variabili che o non si possono conoscere o si potrebbero ma non ne vale la pena (ci vuole troppo o costa troppo o sarebbe pericoloso).
        Per il prosperare sulla sofferenza, mi pare di aver scritto che mi riferivo ai livelli alti, cioè a bxvi e alcuni suoi predecessori e, a quanto mi risulta, anche alcuni vescovi, non certo al parroco di campagna che ci crede davvero e non ha (altri) problemi psichiatrici (per Freud la fede può essere simile ad una patologia psichiatrica).

        Per il resto sono d’accordo.

    • fiertel91 scrive:

      Peccato che questa spiegazione “una buona volta per tutte” non sia compatibile con quanto afferma l’Istituto di Studio della Sessualità e della coppia di Barcellona: “Essere sacerdote o celibe inclina alla pedofilia? Decisamente no”, e che subito dopo aggiunge: “Essere pedofilo inclina al sacerdozio? Sì, perché la Chiesa Cattolica funziona come elemento protettore. Gli istinti alla pedofilia appaiono durante l’adolescenza. Questo significa che quando un ragazzo entra in seminario già presenta questi stimoli.”.

      Dopo precisa che il celibato ha comunque una sua incidenza, ma da quanto capisco non è certo il fattore scatenante/determinante.

      • Kaworu scrive:

        un pedofilo esclusivo però è perfettamente lucido e come tale cerca mestieri e comportamenti che gli permettano di esser quello che è senza farsi beccare.

        educatore, maestro, pediatra…

        prete.

        che secondo me è il mestiere perfetto, perchè contrariamente agli altri mestieri:

        - nessuno si insospettisce se non hai una normale vita affettiva e relazioni mature con persone coetanee o giù di lì, anzi questo farà di te un virtuoso

        - nessuno si insospettisce se passi molto tempo coi bambini, soprattutto SOLI

        - c’è una casta potente che ti proteggerà a oltranza

      • Kaworu scrive:

        senza contare che nei seminari minori ci sono bambini, e dato che una percentuale molto vicina al 50% di abusati diventa a sua volta abusatore…

        beh i conti si fanno piuttosto rapidamente

  5. Paganini scrive:

    Mai nessuno che li sbatta contro al muro questa gente?

    Poi i ragazzi non hanno raccontato ai genitori?

    E la reazione degli stessi? Perchè è sempre così blanda?

  6. Alessio scrive:

    Io non capisco la menata oscena della prescrizione dei reati. Se uno ha commesso dei reati per me deve pagare. Punto e basta.

    • Bruno Rapallo, apostata e ateo scrive:

      ..effettivamente riesce difficile accettare la prescrizione soprattutto per questo genere di reati, alquanto più gravi e odiosi di una banale truffa o di un semplice furto; altrettanto sgradevole mi sembra quanto ho già segnalato nel post precedente sempre a proposito di pedofilia ecclesiastica, ossia l’offerta miserabile dei gesuiti tedeschi, che pensano di cavarsela con uno striminzito risarcimento di 5000 euro a testa per circa 200 vittime di abusi e molestie sessuali in età minorile, come risulta al link
      http://www.antoniolombatti.it/b/Blog01-11/Voci/2011/1/27_German_Jesuits_offer_1_million_to_sex-abuse_victims.html
      Se i reati commessi non sono ancora caduti in prescrizione e sono provati senza ombra di dubbio (mi auguro, non ritenendo giusto un clima di “caccia al mostro” senza prove certe), voglio sperare che le gerarchie dei gesuiti tedeschi non pensino con quest’obolo ridicolo di evitare la galera ai responsabili !

    • Congo scrive:

      In generale la prescrizione ha le sue ragione d’essere. Ciò non toglie che “qualcuno” ne abusi.

      Ma per quanto riguarda la pedofilia, per me, non dovrebbe esserci alcuna prescrizione.
      Sia perché il danno inflitto tende ad essere grave e permanente, sia perché chi compie questo reato è a grave rischio di recidiva e perciò deve subire, quando preso, almeno almeno qualche forma di riduzione della sua libertà.

      • Painkiller scrive:

        Congo escludendo i paesi scandinavi, nel mondo lo stupro (non importa se a danno di maggiorenni o minori) viene vista come una “ragazzata” fatta dal malfattore perchè provocato dalla vittima.
        Non per niente in itaglia abbiamo sentenze come quella dei jeans antisturpo o le attenuanti riconosciute al patrigno che stupra la figliastra sedicenne perchè “se lei non è vergine al momento del fatto è meno grave”.

  7. FSMosconi scrive:

    Ecco un’altra cosa che mi fa imbestialire dopo la vicenda del cane sgozzato… :evil:

  8. spapicchio scrive:

    queste forme di abuso e violenza, anche implicita, si traducono poi in una legittimazione di forme prevaricative e comportamenti illegali e lesivi dello stato di diritto, dei normali rapporti di convivenza civile, anche in contesti sociali ed istituzionali di maggiore rilievo di quello parrocchiale;

    per cui si giustificano abusi e distorsioni anche nella prassi istituzionali, nel senso di forme e motivi di discriminazione per alcuni per l’esclusione dagli ambiti decisionali e nelle carriere, contribuendo al degrado ed al deterioramento della coesione sociale, e del vincolo di solidarietà.

    • Sandra scrive:

      Beh, sai com’è, questione di credibilità. Dicono che metà delle denunce secondo loro sono false. Forse anche metà delle donnine che dice di aver conosciuto B forse non dice il vero…. il fatto è che sono piu’ credibili loro a dire una possibile bugia che lui a dire una possibilie verità: colpa di chi? La chiesa è credibile come Berlu, entrambi godono della credibilità che si sono costruiti.

  9. ANCIA LIBERA scrive:

    viviamo in un paese dove i pedofili comandano, unica speranza la rivoluzione !!!