Voci cattoliche: “Indignazione per caso Ruby”

Dal mondo cattolico si levano diverse voci che si esprimono in maniera critica sul caso Ruby.
Da segnalare ad esempio quella di Domenico Delle Foglie, già portavoce del Family Day e direttore del sito cattolico Piuvoce.net, che difende la Chiesa. “Nessun silenzio dei cattolici italiani”, si legge nella nota sul sito, anzi “le parole a disposizione (purtroppo anche quelle che non avremmo mai voluto leggere) sono state spese tutte”. Quindi “immaginiamo che nessuno possa attribuire silenzi interessati o imbarazzati ai cattolici italiani e alla Chiesa”. L’auspicio è che si faccia chiarezza, per “restituire serenità” a tutti i cittadini italiani, “credenti e non credenti”. “Forse altre parole significative e dall’alto valore pedagogico verranno da Ancona” dal Consiglio permanente Cei previsto per lunedì.
Anche Famiglia Cristiana interviene nuovamente, con un commento che definisce il caso Ruby fonte di “smarrimento e di angoscia per l’effetto che lo scandalo sta producendo fra le famiglie e i giovani”. “Proprio mentre la Chiesa annuncia un decennio alla rieducazione cristiana della gioventu”, prosegue il commento di Beppe Del Colle, “da Arcore, dai suoi sostenitori e dai suoi critici viene un messaggio opposto, di indecente rappresentazione del modo di vivere di tre generazioni”.
Sulla questione si fa sentire anche il leader di Sel Nichi Vendola, intervistato durante il programma Otto e Mezzo su La7. “La reazione di Famiglia Cristiana“, “il sentimento di indignazione che serpeggia nelle parrocchie” e “lo scandalo autentico che viene percepito dalla coscienza cristiana”, “il rischio che il riferimento religioso sia soltanto un codice formalistico o una furbizia di tipo elettorare”: tutto questo, secondo Vendola, “non può non determinare una presa di parola da parte della Chiesa”. Alla domanda del giornalista Antonio Polito, se la reazione della Chiesa in questo caso sia una “ingerenza”, il leader Sel risponde di no e aggiunge: “penso a differenza di altri che la dimensione pubblica della fede sia un fatto della laicità” e “che vada reimpostata, riscritta l’idea di laicità, credo che noi non dobbiamo avere paura di un confronto nel merito delle cose”.
Secondo Vendola non c’è stato “mai” un dibattito “sul merito dei problemi” come quelli “che vedono la Chiesa talvolta anche con una asprezza inusuale intervenire su scelte che riguardano la vita delle persone”. “Credo che bisognerebbe avere il coraggio di andare a discutere con la Chiesa”, sostiene, “e quando la Chiesa ha parole che appaiono intolleranti, bisogna rilanciare la sfida del dialogo”. Perché “viviamo in una realtà molto complicata ed ognuno è bravo a denunciare il fondamentalismo dell’altro”. Invece “dobbiamo tutti quanti disarmare il proprio, il nostro fondamentalismo e ricercare insistentemente, pazientemente la via del dialogo”, conclude Nichi Vendola.

Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato sabato, 22 gennaio 2011 alle 11:19 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.