Ravenna: il nuovo prefetto comincia con la visita all’arcivescovo

Entrerà in carica oggi il nuovo prefetto, Bruno Corda, già assegnatario del titolo di “Disaster Manager” per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Protezione Civile. Secondo quanto scrive Ravenna Notizie, “inizierà subito le visite istituzionali all’Arcivescovo, al Presidente della Provincia e al Sindaco del Comune di Ravenna”.

Raffaele Carcano

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21 commenti

Silvio Manzati

Sarebbe opportuno comunicare al Prefetto l’orario ed il luogo nei quali può fare la visita istituzionale anche al coordinatore/referente UAAR.

Stefano Grassino

Silvio, un consiglio: appuntati questa giornata. Quando saremo diventati una forte presenza ed il prefetto verrà a cercarti, dagli appuntamento per la fine di Gennaio e ricordati di Canossa.

Alfonso

io continuo a ripetere: “con l’8 x mille facciamo molto per tanti”
molto assai, ma molto molto assai!

FSMosconi

@Diocleziano

Partire con un piede sbagliato? Questo è come dire su D ‘nd D “Apro la porta” quando il Dungeon Master ti ha appena descritto il luogo di morte e distruzione ricoperto di scheletri che si trova dietro di essa… :shock;

FSMosconi

Pardòn:
l’emoticon finale ovviamente era questo: :shock:

;)

luca t.

Purtroppo il fatto che il prefetto comprenda l’Arcivescovo nell’ambito delle “visite istituzionali” non è una sua scelta: deriva da obblighi normativi sanciti in un DPCM (Decreto del presidente del consiglio dei ministri) che regola tutta la materia del cerimoniale pubblico.

Su tale DPCM trovate indicazioni più precise nella pagina UAAR / Laicità / Invadenze clericali, alla voce “cerimoniale pubblico”.

Otzi

Il Prefetto infatti centra per niente o pochissimo. Centra la qualità della Democrazia dello Stato repubblicano italiano. La democrazia italiana è di fatto ed è ancora intesa una democrazia confessionale. Niente ha da spartire con una reale democrazia laica: infatti i diritti delle minoranze laiche sui grandi temi che riguardano la persona, sono calpestati dalla presunta superiorità morale di derivazione confessionale. La lotta per la Laicità dello Stato democratico moderno si combatte tutta qui: arrivare a fondare la morale sociale sull’uomo e non su dio. Di modo che nessuno venga privato dell’esercizio degli elemetari diritti della persona, nemmeno quelli che credono, non essendo tolta loro, in questo modo, la libertà di scelta secondo la loro morale religiosa. Prima l’uomo, poi dio. Allora ci sarà uno Stato in cui al Prefetto, rappresentante dello Stato, non sarà più imposto il cerimoniale verso una ‘superiore’ autorità religiosa. Ma fin che l’italiano oltre dio e i suoi vescovi, ha anche il Vaticano… diamoci una mano: lottiamo!

MicheleB.

Visita istituzionale doverosa, in quanto l’arcivescovo è la carica istituzionale più alta della provincia, nella miglior tradizione clerico-fascista. Per ora solo di fatto, ma aspettiamo e si compirà qualche miracolo normativo.

Rothko61

Lo fanno tutti i neo-Prefetti in tutte le province italiane. E non solo i prefetti… purtroppo.

ANCIA LIBERA

tipico esempio di sudditanza verso le gerarchie clerico fasciste !!! a questo punto visto ciò che sta succedendo l’unica soluzione possibile per rimettere in carreggiata questo ns. paese è la rivoluzione modello tunisia con finale alla piazzale loreto !!!!

MicheleB.

Ma che! In Italia se sputi per terra durante un corteo sei un terrorista. Quanta gente ti seguirebbe in piazza dovendo affrontare i cani da guardia dell’autocrazia, come avviene in Tunisia? Ho partecipato a tantissimi cortei -e qualcuno l’ho anche organizzato- ed ho ben stampati in mente l’astio ed il timore che molti “tranquilli” cittadini ci mostravano.
Il nostro è un popolo intimamente “anti rivoluzionario”.

nicola007

no,il fatto è che noi non siamo un popolo,siamo(sono)tutti chirichetti

Paul Manoni

E’ già tanto che non sia andato a rendere omaggio alla “mammasantissima” con qualche corona o mazzo di fiori, per averlo fatto eleggere…. :(

Giovanni Bosticco

Il 2 giugno 1946 s’è seciso che l’Italia deve
essere Repubblica. Questo termine, dal latino
“res publica”, significa “cosa di tutti”.
E allora, cosa vogliono pretendere i cattolici
di essere istituzionalizzati, quasi che fossero
pilastri del nostro Stato?
Quanto alle loro “radici cristiane”, non sono
tali l’alfabeto e il Diritto Romano, l’ipotesi
atomistica e la geometria dimostrativa,
le cifre arabe e l’algebra.
Alla CCAR non basta la piena libertà, come
aveva dal 1861 al 1924. Vuole il dominio
totale, togliere a noi la nostra libertà.

Federico Tonizzo

“Mala tempora currunt” … per il momento! ;-)

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