GB: attrice di Harry Potter aggredita in famiglia per la relazione con un non musulmano
Il fratello di Afshan Azad, l’attrice che ha recitato il ruolo di Padma Patil nei film di Harry Potter, ha ammesso alla corte di Manchester di aver aggredito la sorella, riporta MSN News. La violenza domestica sarebbe la reazione della famiglia, di religione musulmana, residente in Inghilterra ma originaria del Bangladesh, alla relazione della ventiduenne con un ragazzo hindi. L’attrice è fuggita da casa propria, e non si è presentata al processo. Richard Vardon, che esercita la pubblica accusa, ha comunque riportato alla corte che la ragazza avrebbe parlato non solo di aggressioni ma anche di minacce di morte, fatte dal padre e dal fratello congiuntamente, riporta la BBC. Il fratello di Azad è stato rilasciato su cauzione e sarà giudicato a gennaio. Per l’ulteriore accusa di minacce di morte è stato dichiarato innocente. Anche il padre era stato arrestato per minacce, poi riconosciuto innocente. Il rappresentante legale del padre ha dichiarato alla corte che l’uomo negava con enfasi di essersi mai comportato male con la figlia. Ha poi accettato di versare una cauzione di buona condotta per i prossimi 12 mesi, dell’ammontare di 500 sterline.
Silvia Righini

E’ davvero triste che esista chi riesca a dare ad un amico immaginario più importanza di un famigliare, e che sia addirittura disposto ad uccidere quest’ultimo per far “piacere” a questo amico immaginario.
Ciao a tutti
Kaworu risponde:
giovedì 23 dicembre 2010 alle 11:27
abbiamo su questo forum un perfetto esempio di chi mette il proprio amico immaginario prima dei propri familiari, per cui non c’è di che stupirsi.
tutto ciò è molto triste, e per una ragazza famosa come lei, probabilmente ce ne sono altre 50 non famose che subiscono lo stesso.
questi qui sono fissati, hanno l’orizzonte mentale di un lombrico.
Quanta strada dovranno ancora fare per emanciparsi.
Clair de Lune risponde:
giovedì 23 dicembre 2010 alle 10:36
Ancora troppa, probabilmente.
La stessa che dobbiamo percorrere noi italiani per emanciparci dal Vaticano.
Batrakos risponde:
giovedì 23 dicembre 2010 alle 12:09
Dici bene dal Vaticano anzichè dalla religione cattolica; credo che in Italia si debba separare la religiosità media intesa come ’sentire’ dalla forza della Chiesa.
In Italia la gente, anche molti sedicenti cattolici, dei diktat morali del vaticano se ne infischia; l’islam è una religione che ha una presa molto più forte sulle coscienze e sull’agire quotidiano.
Il problema della CCAR è più che altro la sua forza economica e politica, unita ad una duttilità capace di saper mutare alcune linee a seconda del partner politico che si sceglie.
L’islam punta alle masse, la Chiesa, ormai che le masse le sta perdendo, punta ai soldi dove può e all’ ‘evangelizzazione’ dove capisce che può avere ancora terreno.
Il rappresentante legale del padre ha dichiarato alla corte che l’uomo negava con enfasi di essersi mai comportato male con la figlia
——–
certo che no…non si è mai comportato male, ha solo seguito la sua religione..
eclatante caso in cui un bell’ “AVADA KEDAVRA” sarebbe più che appropriato >:(
Kaworu risponde:
giovedì 23 dicembre 2010 alle 14:40
prima però una serie di “CRUCIO!”
piu’ o meno come si comportò la mia famiglia con me nel 1996 quando seppero che ero omosessuale. Non sono arrivati alle minacce di morte, ma mi hanno trattato come un appestato, e di parolacce, sguardi minacciosi e pure mani addosso ce ne sono state e perfino parecchie. Me ne sono dovuto andare di casa e da allora la mia famiglia non si è mai piu’ riunita.
E non parlo di una famiglia pakistana o musulmana o del bangladesh. Parlo della mia famiglia italiana, cristiana cattolica e in Italia.
Oggi vivo all’estero da anni, ma posso immaginare benissimo cosa debba aver provato quella ragazza per aver compiuto l’enorme crimine d’essersi innamorata della “persona sbagliata”. Ti senti un alieno, buttato nell’immondizia perché non piu’ parte del “gruppo”.
Che bella la religione.
#Aldo# risponde:
giovedì 23 dicembre 2010 alle 15:38
Questo tipo di reazioni sono con ogni probabilità enfatizzate dalla religione, ma non credo che siano ascrivibili esclusivamente ad essa. Credo che il germe di questo male stia nella volontà di possesso sugli altri che ci porta a reazioni assurde. Pensa alla struttura stessa del linguaggio: si parla di mio figlio, mia moglie, mio marito, e così via. Il linguaggio nasce dall’ideazione, e de processo d’ideazione è sua volta un’emanazione, in un circolo vizioso infinito. Stento a credere che sia un caso se la lingua ha assunto quella forma, e temo che il fenomeno non riguardi solo la lingua e la cultura italiane.
Kaworu risponde:
giovedì 23 dicembre 2010 alle 15:46
diciamo che senza la religione la gente dovrebbe per lo meno trovare scuse migliori per giustificare la propria ignoranza e i propri pregiudizi
Kaworu risponde:
giovedì 23 dicembre 2010 alle 15:47
comunque dipende anche da quanto si è credenti.
una famiglia molto credente anteporrà il benessere dei suoi membri e l’amore nei loro confronti all’amore (ahaha) per un essere immaginario.
credenti all’acqua di rose fai da te se ne strabatteranno dell’amico immaginario.
per lo meno, è quel che ho generalmente visto.
Federico Tonizzo risponde:
giovedì 23 dicembre 2010 alle 16:00
Diciamo pure che, se non ci fossero le religioni, la gente avrebbe un grosso (e illusorio!) motivo (o una scusa) in meno per farsi molto male.
Kaworu risponde:
giovedì 23 dicembre 2010 alle 16:08
anche