Casi di abusi sessuali in Belgio: cardinale chiede perdono a nome della Chiesa

Gottfried Danneels, ex primate del Belgio, ha espresso la “vergogna ed il dolore della Chiesa” per le sofferenze inflitte alle vittime di abusi sessuali da parte dei preti, e la sua personale “ammirazione” per il coraggio dimostrato dalle vittime che hanno esposto denuncia. “La chiesa ha pensato troppo a se stessa ed ai suoi preti e non alle vittime” ha affermato l’alto prelato, secondo quanto riporta il quotidiano Le Soir. L’ex presidente della conferenza episcopale belga ha poi affermato che si tratta tuttavia di un’”epoca ormai passata” in cui il potere della Chiesa sulla società era tale da poter imporre il silenzio, mentre oggi la Chiesa ha bisogno di “umiltà e trasparenza”, senza temere la perdita di potere che ne consegue. Ascoltato dalla commissione speciale per gli abusi sessuali, Danneels ha però minimizzato il proprio ruolo nella problematica degli abusi: “Non potevo intervenire se non nel caso del mio arcivescovado di Malines-Bruxelles; in totale sono sette i casi di cui sono venuto à conoscenza dopo che la giustizia se n’era già occupata. Non potevo prendere iniziative nei confronti degli altri vescovi, sui quali non ho alcun potere giuridico. Non ero l’alto responsabile della Chiesa del Belgio poiché questa non esiste, non vi sono altro che vescovati. Ero il volto della Chiesa belga solo attraverso una costruzione mediatica”, riporta ancora Le Soir. Il cardinale ha poi investito l’attuale conferenza episcopale della responsabilità di giudicare l’eventuale indennizzo delle vittime, in funzione di un “dovere morale superiore della Chiesa” o perché le vittime non possono più essere indennizzate dalla giustizia, ovvero nei casi di morte del colpevole o di prescrizione.

Franco Virzo

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 23 dicembre 2010 alle 5:59 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.