Socci su Libero: “Sì al consumismo natalizio”

In un articolo su Libero di oggi intitolato A Natale è Dio stesso che ci chiede di spendere, Antonio Socci si lamenta delle prediche contro il consumismo natalizio. Si tratta, a detta del giornalista, delle “solite lagnose recriminazioni moralistiche”, un “uggioso refrain in cui sono specializzati molti ecclesiastici, ma anche tanti laici, non credenti” che biasimano “il presunto paganesimo della ‘corsa ai regali’”. D’altronde le spese natalizie possono rilanciare l’economia, specie in un momento di crisi come questo. Ma se rivolge soprattutto ai parroci: “per favore, quest’anno evitateci queste geremiadi anticonsumistiche”. “Non c’è cosa più insopportabile (e acristiana) del sentire sacerdoti alla Messa di Natale” che “invece di consolare le nostre sofferenze, si mettono a strapazzare i fedeli che si sono scambiati i doni”. Questi preti, scrive Socci, “somigliano a quei farisei” che polemizzavano con Gesù.
“Voi sacerdoti di oggi che avete da dare la notizia più grande di tutti i tempi, la più commovente, la più inimmaginabile, consolante, cioè che Dio si fa uomo e viene ad abitare fra noi, che viene a guarirci, a salvarci”, continua il giornalista in uno slancio lirico riferendosi alla nascita di Gesù, “vi mettete a rompere le scatole sui regali? Quasi indispettiti dalla gioia della gente?”.
“Questa sì che è un’empietà!”, prosegue, “oltretutto, se proprio vogliamo essere evangelici, dobbiamo riconoscere che il primo Natale dei regali è stato precisamente quello di duemila anni fa: sono stati i pastori e i Magi a viverlo così”. E’ Dio stesso che “inaugura ‘il Natale dei regali’”, anzi è “il ‘Grande Consumista’, è Colui che ci ha regalato il cielo e la terra, l’universo intero”. Il Natale è “la follia di Dio”, segno della sua “irragiungibile umilità”. “Davanti a un tale Re che ti dona se stesso e tutto il suo regno, senza che tu lo meriti neanche lontanamente”, si chiede, “come si fa a non essere mossi spontaneamente, anche noi, a donare?”
Per questo “i sacerdoti dall’altare di Natale dovrebbero dire esattamente l’opposto della geremiade contro il consumismo: dovrebbero anzi esortare a donare ancora di più, a donare non solo ad amici, figlio o parenti, ma a riempire di doni e di amore anche tutti coloro che sono stati più sfortunati”. D’altronde, conclude Socci, “chi, sapendo tutto ciò, può essere così masochista da rifiutare questo stupefacente regalo: essere trasformati in dèi, essere divinizzati, partecipare alla signoria di Dio sull’universo, partecipare alla gioia di Dio?”.

Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato martedì, 21 dicembre 2010 alle 21:58 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.