E’ morta Adriana Zarri

Si è spenta il 18 novembre scorso, a Strambino, nei pressi di Torino, alla veneranda età di 91 anni, Adriana Zarri, teologa, giornalista e scrittrice, esponente tra le più rappresentative del cattolicesimo riformatore e tra le rari voci critiche, nell’ambito del Consiglio nazionale dell’Associazione dei teologi italiani, del pontificato di Giovanni Paolo II prima (nel 2005 fu tra i firmatari di un appello che chiedeva al Vaticano di non beatificare papa Wojtyla) e di Benedetto XVI poi, la cui elezione accolse con freddezza.
Figura schiva (viveva da molti anni in un volontario eremitaggio) al contempo fu instancabilmente battagliera, schierandosi a favore del divorzio, per la contraccezione, contro il celibato dei preti, per il sacerdozio alle donne, a favore di una legge che regolamentasse l’aborto. Fu sempre a fianco di esponenti ecclesiastici progressisti (don Enzo Mazzi, Giulio Girardi, mons. Bettazzi) e criticò sempre le prebende e i privilegi della Chiesa.
Scrisse per riviste vicine al cattolicesimo di base come Concilium, Il Regno e Adista ma non disdegnava di collaborare con riviste laiche come il settimanale Avvenimenti (la sua rubrica si chiamava Diario inutile) e fino a poche settimane fa con Il Manifesto.
Molti la ricordano anche per la sua partecipazione fissa a Samarcanda di Michele Santoro.
Tra i suoi libri da citare Vita e morte senza miracoli di Celestino VI, pubblicato nel 2008, nel quale immagina dopo Benedetto XVI l’elezione di un nuovo papa, dal nome non casuale, che cambierà profondamente il carattere teocratico ed oscurantista che caratterizza l’inverno della Chiesa Cattolica attuale.

Stefano Marullo

Questo articolo è stato pubblicato martedì, 23 novembre 2010 alle 6:00 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.