Caso Williamson, Benedetto XVI: “Non sapevo fosse negazionista”

Continuano le polemiche sul vescovo lefebvriano Richard Williamson, riammesso nella Chiesa cattolica da Benedetto XVI nonostante le dichiarazioni negazioniste sulla shoah. Il vescovo svedese Anders Arborelius dichiarò di aver messo preventivamente in guarda il Vaticano su Williamson (Ultimissima del 25 settembre 2009). Il papa aveva già sostenuto di non aver conosciuto prima le posizioni negazioniste del lefebvriano (Ultimissima del 4 febbraio 2009). Ora Williamson dovrà affrontare in Germania un processo per negazionismo. Ma ha scelto come difensore l’avvocato Wolfram Nahrath, noto esponente della formazione neonazista Npd. Mons. Bernard Fellay, superiore della Fraternità di San Pio X, ha intimato a Williamson di scegliersi un altro legale, pena “l’esclusione” dal gruppo dei lefebvriani. Nel libro intervista di Peter Seewald Luce del mondo, Benedetto XVI si è espresso anche sul caso Williamson. Il Vaticano “non sapeva, nel gennaio 2009″ – cioè quando fu tolta la scomunica ai quattro vescovi lefebvriani, tra cui Williamson – che uno di loro aveva certe posizioni riguardo la shoah. L’episodio è “particolarmente doloroso”, ma “non lo avevamo previsto”. “Altrimenti non avrei revocato la scomunica”, dichiara il papa, che parla di problemi di comunicazione interni al Vaticano. “Si sarebbe innanzitutto dovuto separare il caso Willimason dagli altri”, ma “nessuno di noi ha guardato su internet” per capire con “quale tipo di persona avevamo a che fare”, ammette Benedetto XVI. Il caso Williamson, dichiara, ha fatto però emergere “un’animosità pronta a esplodere, che attende solo che queste cose accadano per poi colpire con precisione”.

Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato martedì, 23 novembre 2010 alle 15:17 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.