Nuovo aumento dei matrimoni civili
L’Istat ha pubblicato l’Annuario statistico 2010, dal quale emerge che i matrimoni civili, nel 2009, sono stati il 37,5% del totale; nl 2008 erano stati il 36,7%, nel 2007 il 34,6%, nel 2001 il 27,1%, nel 1991 il 17,5%, nel 1961 l’1,6%. La scelta del rito civile è maggioritaria in Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana. Il 22,2% delle nascite ha comunque ormai luogo al di fuori dal matrimonio.
Notizia inserita da Raffaele Carcano

“Vaticano: cicciaci il calzino!”
-Neo-sposi, anno 2009
Il TG1 di pranzo si è premurato di osservare che ci si sposa di meno, ma per lo più lo si fa in chiesa.
FSMosconi risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 17:13
Della serie: rigirata delle frittata epica…
Kaworu risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 17:14
no, balla
FSMosconi risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 17:23
@Kaworu
Be’, tra le due cose non passa neanche un fil di spada…
Mac risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 23:10
pensavo di aver capito male…. sì, l’ho sentito anch’io….
Airon90 risponde:
sabato 20 novembre 2010 alle 10:59
Ma perché guardi i telegiornali? E soprattutto perché proprio il TG1, organo d’informazione del governo?
fab risponde:
sabato 20 novembre 2010 alle 16:36
In realtà , il fatto è piuttosto raro; capita, nello zapping.
Fra l’altro i matrimoni civili sono anche più veloci e snelli. In anni recenti sono stato ad alcuni matrimoni di amici e conoscenti e, al di là del discorso prettamente religioso, mi sono piaciuti di più; mi ispiravano, non so come dire, un misto di simpatia e di maggior comodità rispetto ai certo più imbalsamati matrimoni religiosi.
giovanni risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 21:43
il mio matrimonio civile è stato il più bel matrimonio a cui sono stato.
eravamo in una casa bellissima del 800, piccolo rinfreso e poi tutti in un locale vicino a bere e divertirsi.
meraviglioso.
vuoi mettere con quella ridicola cosa che si celebra in chiesa tutti addobbati come pinguini e che non finisce mai?
La percentuale dei matrimoni religiosi e’quindi solo del 62,5.
Se prendiamo in consideraione le *unioni*, la percentuale delle unioni religiose scende sotto al 60% e quelle delle unioni civili sale sopra al 40%; chissa’ se l’Istat ha la percentuale delle coppie non sposate in Italia e se si possano ricavare dati non approsimativi.
Inoltre quando viveo in Inghilterra (circa 1970 – 75) l’Istat inglese dava i matrimono religiosi al 50%, di cui pero’ circa la meta’ erano di coppie non religiose che sceglievano la cerimonia religiosa perche’ piu’ solenne o per conformismo in famiglia.
Penso si possa essere sicuri che attualmente in Italia la meta’ della popolazoione, nella fascia d’eta’ in cui ci si sposa o si va a convivere, non e’ cattolica; e il numero e’ in crescita.
Nightshade90 risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 19:36
“Penso si possa essere sicuri che attualmente in Italia la meta’ della popolazoione, nella fascia d’eta’ in cui ci si sposa o si va a convivere, non e’ cattolica; e il numero e’ in crescita”
e che almeno 1/3 non è credente (più probabilmente la metà , non si deve dimenticare tutti i non credenti che si sposano con rito religioso per tradizione/conformismo o semplice volere del partner). direi che stiamo decisamente soppiantando il cattolicesimo.
moreno03 risponde:
sabato 20 novembre 2010 alle 11:55
Anch’io ho due amici che si sposeranno, e lo faranno in chiesa ma non perché ci credono, ma perché è la tradizione e lei (meridionale) vuole un matrimonio sfarzoso, che dire? l’unica cosa positiva è che hanno faticato a trovare la chiesa, perché alcuni preti si sono rifiutati di sposarli visto che non li avevamo mai visti a messa (almeno un po’ di serietà ).
laverdure risponde:
sabato 20 novembre 2010 alle 16:48
@Moreno03
“perché alcuni preti si sono rifiutati di sposarli visto che non li avevamo mai visti a messa…”
Ma il loro rifiuto era dovuto solo a questo o magari al fatto che ,in segno di penitenza
per la loro precedente vita dissoluta gli hanno chiesto una donazione esorbitante,
rifiutata?
(Che volete, da piccolo giocavo cvon la parure del “Piccolo Cinico” !)
Da notare che da agosto 2009 sono entrate in vigore regole più stringenti per i matrimoni civili, per evitare queli di comodo per acquistare la cittadinanza. Quindi il dato è molto rilevante.
In realtà dovremmo soffermarci sul vorticoso calo dei matrimoni religiosi:
Matrimoni religiosi in Italia
1990 = 266.084
1991 = 257.555
1994 = 235.990
1995 = 232.065
1996 = 222.086
1997 = 220.351
1998 = 219.581
1999 = 215.743
2000 = 214.255
2001 = 192.558
2002 = 192.006
2003 = 186.489
2004 = 169.637
2005 = 166.431
2006 = 162.364
2007 = 163.721
2008 = 156.031
2009 = 144.287 (stima)
Massimo risponde:
sabato 20 novembre 2010 alle 1:08
Ugualmente interessante sarebbe – come per il voto elettorale, del resto – un’indagine sulle fasce d’età , il livello d’istruzione e le aree geografiche – tanto per verificare se esiste un nesso tra “convenzione ‘comme il faut’ ” e grado di arretratezza culturale/passatismo.
Si può dire che in Italia esistono i matrimoni civili e quelli incivili.
Giorgio Villella risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 19:00
Meglio:
Le *unioni civili* sono i matrimoni civili, le coppie stabili di fatto, le coppie stabili omosessuali.
Cui si contrappongono le *unioni incivili*, in cui le donne sono sottomesse agli uomini, non si puo’ essere dello stesso sesso e non ci si puo’ voler bene completamente se non si e’ sposati in chiesa.
Stefano Grassino risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 19:07
I frati sono già andati nel bosco a far legna per noi due………..
Ozymandias risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 22:48
Bah, con ’sta pioggia….potete stà ancora un pò tranqulli!
Federico Tonizzo risponde:
sabato 20 novembre 2010 alle 1:01
A meno che non si stiano facendo qualcosina a vicenda per i fatti loro
Arnaldo risponde:
sabato 20 novembre 2010 alle 10:36
O a qualche bambino incontrato casualmente.
Federico Tonizzo risponde:
domenica 21 novembre 2010 alle 0:12
Ah già : ecco il significato della storia di Cappuccetto Rosso e del lupo cattivo…
Nel mio piccolo ho fatto aumentare la percentuale nel 1973
Paul Manoni risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 18:59
Io faro’ aumentare quelle del 2011 o del 2012…Non abbiamo ancora deciso la data!
Barbara R. risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 21:44
Io nel 1997!!
Alessandra risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 22:28
E io sono felice di aver contribuito nel 2009.
Fri risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 22:51
Io nel 2000, ma ho già anche contribuito alla percentuale dei matrimoni fallitii…
Secolarizzazione galoppante, nonostante le preghiere e gli studi di B16 e Arci Tarci!
Vediamoci anche un’inutilità delle loro preghiere a questo punto!!
Stefano Grassino risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 19:09
Un’amico mi ha detto che Dio si è sposato proprio l’altro ieri………in comune
Nightshade90 risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 19:37
giusto, è da 2000 anni che ha un figlio fuori dal matrimonio, era ora di regolarizzare la cosa….
Federico Tonizzo risponde:
sabato 20 novembre 2010 alle 1:09
… e in un ambiente CIVILE
Ottima notizia. Il potere temporale della chiesa ormai è sempre più intaccato e messo in discussione e le loro reazioni scomposte ne sono la lampante testimonianza.
Piccolo OT: desidero manifestare la mia piena solidarietà al sig. Saviano, che ieri sera a Porta a Porta è stato oggetto delle solite infami e vili invettive dell’”onorevole” Buttiglione, che lo ha accusato di essere nazista e di non aver permesso nella sua trasmissione il contraddittorio sulla discussione delle tematiche di fine vita. Forse all’”onorevole” sfugge che le posizioni laiche su questi temi molto di rado si odono nella tv pubblica e privata e che non mi risulta ci sia molto contraddittorio laico quando la chiesa esprime la sua opinione attraverso i tg più blasonati o le sue rubriche esclusive (e quotidiane) su rai 1, pagate anch’esse con i soldi di tutti.
Ma mi rendo conto che mettersi a discutere con chi è disonesto intellettualmente per natura serve quel che serve (cioè poco o nulla).
Profonda amarezza anche per l’atteggiamento dell’”onorevole” Letta, che per ben due volte non è intervenuto nei confronti di Buttiglione.
Alfonso risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 20:00
Letta chi? Il nipote dello zio?
Near risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 21:01
Penso si chiami Gianni; è un parlamentare del PD, che però dovrebbe cambiare nome in PG = partito dei genuflessi.
Alfonso risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 21:30
Gianni, l’attuale sottosegretario alla presidenza del consiglio, nonchè “Gentiluomo di Sua Santità ”, è lo zio. Enrico, l”onorevole ” che tu hai visto ieri sera è per l’appunto il nipote dello zio. Entrambi al servizio del Vaticano. Come del resto TUTTO il parlamento italiano, esclusa la sparuta pattuglia dei radicali.
Near risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 23:04
Ah già , scusami.
Mi ero confuso. Quindi l’hai vista anche tu la trasmissione.
Buttiglione è stato veramente inqualificabile.
Ma il matrimonio ha ancora un senso?
Come è possobile ipotecare razionalmente il proprio futuro?
Le persone hanno percorsi diversi nella vita, chi cresce e chi no.
Non sarebbero auspicabili unioni più flessibili e temporanee.
Non dico a gettone ma verificabili nel tempo.
Federico Tonizzo risponde:
sabato 20 novembre 2010 alle 1:06
Sì, concordo!!!
E bisognerebbe in tal caso decidere onestamente in partenza come comportarsi riguardo agli eventuali figli al momento della separazione; cosa che peraltro è già un punto molto importante nelle separazioni/divorzi attuali.
laverdure risponde:
sabato 20 novembre 2010 alle 17:18
@Volo alto
Caro Volo,andare contro le convenzioni assurde o comunque superate dai tempi va benissimo,ma come in tutte le cose non bisogna esagerare.
Il matrimonio e’ comune non solo a tutte le culture del mondo da sempre,ma come unione prolungata,che chiaramente garantisce l’assistenza reciproca dei due partner e quella
della prole,e’ comune anche ,piu’ o meno, a parecchie razze animali.
Se vogliamo credere alla selezione evolutiva deve quindi portare per forza dei vantaggi
alla sopravvivenza.
Anche in una societa moderna,ricca,civile,la vita da single in piena liberta puo essere soddisfacente negli anni della gioventu,ma quando l’eta comincia a sostituire gli ardori
con gli acciacchi credo proprio che la presenza di un partner fisso,se bene affiatato,
sia un grosso vantaggio.
E qui paradossalmente la modernita in un certo senso ha creato qualche problema nuovo:
quando le uniche unioni permesse non solo erano eterosessuali,ma a tutti gli effetti pratici comportavano per la donna una posizione di netta inferiorita,e’ ovvio che la
tanto decantata “compattezza” della famiglia era maggiore,anche se quei tempi
non sono certo da rimpiangere.
Quando entrambi i partner godono di indipendenza economica e culturale,una coppia per durare decentemente deve basarsi su basi veramente concrete.
E se diamo per vero che queste basi esistano,dfirei che un riconoscimento legale offere dei vantaggi,basti pensare a eredita,pensioni di reversibilita ecc.
Il problema e’ fissare una regolamentazione legale decente,che offra anche la possibilita della separazione senza inutili complicazioni.
OT
http://www.corriere.it/salute/10_novembre_19/biotestamento-registri-comuni_0b355dc8-f3fb-11df-91ce-00144f02aabc.shtml
Paul Manoni risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 20:55
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/11/19/news/biotestamento_circolari-9290090/?ref=HREC1-2
Barbara R. risponde:
venerdì 19 novembre 2010 alle 22:07
Non concepisco come ci sia bisogno di un biotestamento che abbia il placet dello stato o del comune : èi l singolo padrone della propria vita!!
Ho aggiornato subito i dati della pagina di wikipedia riguardante il matrimonio.
Aspettavo con trepidazione questi dati …
http://it.wikipedia.org/wiki/Matrimonio
Le previsioni per i dati 2010 ? Sarà un’altra bella stangata.
rik risponde:
sabato 20 novembre 2010 alle 12:13
Dove hai trovato i dati esatti aggiornati al 2009?
rik risponde:
sabato 20 novembre 2010 alle 12:16
La crisi economica spinge a evitare i costi esagerati della cerimonia religiosa,. Molta gente sceglie la convivenza più che il matrimonio iile. Quello viene usato spesso da divorziati e stranieri.
Dai primi dati parziali del 2010 ricavabili sui siti dei comuni si assiste a un crollo dei matrimoni in generale, in particolare di quelli religiosi.
Maurice risponde:
sabato 20 novembre 2010 alle 19:12
Semplice …. dall’annuario Istat
http://www.istat.it/dati/catalogo/20101119_00/PDF/cap2.pdf
consulta la pagina 19 del PDF che corrisponde alla pagina 56 dell’annuario
Mano gigante da stadio: GODO!
Anch’io sposa 2009 e con rito civile. Costo circa €150, deposito cauzionale che ci è stato restituito circa un mese dopo il matrimonio.
Oltretutto, quando osservo certi matrimoni decisamente “esagerati”, non riesco a fare a meno di pensare che siano tutta scena e ben poco amore. Certo, ci sono casi e casi, ma tant’è.
E non vi dico i pianti di mia suocera quando le comunicammo che non le avremmo battezzato il nipote. Ha cercato di convincerci per il contrario coi pianti e con frasi del tipo “ma se voi non credete in dio, che v’importa, per voi è solo acqua” per mesi.
convivo felicemente con 2 figlie non battezzate felicemente
il matrimonio civile va radicalmente rinnovato…….3 anni per ottenere il divorzio……che inciviltÃ
Federico Tonizzo risponde:
domenica 21 novembre 2010 alle 0:24
Forse sarebbe già un buon passo riuscire a riformare il divorzio?
Buongiorno, citadini italiani.
Vorrei partecipare in questo forum
Nell’America Latina, specialmente nel mio paese Perú, c’e una concezione laica del matrimonio.
L’unico matrimonio riconosciuto legalmente dallo stato peruviano é quel civile. I cattolici, liberali o conservatori, accettano e rispetano questa esigenza legale. C’é il matrimonio religioso ma non ha nessuna validitá legale. Ad esempio, una coppia molto cattolica organizza sempre i due tipi di matrimonio.
In realtá, il matrimonio cattolico é soltanto per chi puó pagarlo, ma il matrimonio civile é per tutti i peruaviani.
Un cordiale saluto dall’Perú
Fri risponde:
sabato 20 novembre 2010 alle 14:48
Ciao Juam, benvenuto.
Kahani risponde:
sabato 20 novembre 2010 alle 15:26
Juam, spero che in futuro il tuo Paese e il Sudamerica tutto siano sempre più autonomi e indipendenti da ogni ingerenza, religiosa, politica o economica!
Federico Tonizzo risponde:
domenica 21 novembre 2010 alle 0:22
Ciao Juam

Ho letto che secondo il censimento del 2007 l’81,3% della popolazione peruviana superiore ai 12 anni si dichiara cattolico: sono contento che nonostante questo il Perù sia orientato al matrimonio civile e non a quello religioso
Scusa una mia curiosità : poichè parli bene l’italiano, hai forse qualche origine italiana?
bisognerebbe però incrociare tali dati con quelli di benessere economico. Ricordiamo che un matrimonio religioso è molto più oneroso di quello civile e dato che stiamo vivendo in un periodo in cui anno dopo anno le condizioni economiche vanno sempre più peggiorando di conseguenza sempre più giovani potrebbero optare, per necessità , per una matrimonio più economico (civile) in luogo di quello sfarzoso in chiesa.
Ellie risponde:
sabato 20 novembre 2010 alle 22:18
Sai che davvero non ci credo? Ho visto troppa gente indebitarsi letteralmente fino al collo per un matrimonio.
Ho una cognata, madre single, senza un lavoro fisso, che si è ultimamente fidanzata. Si parla già di matrimonio, e piange e piange perché lui è divorziato e non potrà sposarsi in chiesa. Se potesse, pur nella sua condizione, si indebiterebbe come una matta pur di avere un certo tipo di matrimonio.
Ho visto anche troppi “atei” celebrare un matrimonio religioso solo per far felici i genitori e godersene tutta la cerimonia (non frequento più certi amici, perché ovviamente una tale conveniente ipocrisia poi si è mostrata anche in altre circostanze.)
bender risponde:
domenica 21 novembre 2010 alle 9:40
ovviamente non escludo che la madre degli idioti è sempre incinta tuttavia sarebbe bene prima di cantar vittoria effettuare un sandoggio per scoprire le motivazioni del calo dei matrimoni religiosi, ciò chiedere a chi si sposa al comune:” perchè non in chiesa?”
Se per caso a qualcuno è sfuggito il dato lo trovate su
http://www.istat.it/dati/catalogo/20101119_00/PDF/cap2.pdf
alla pagina 19 del PDF che corrisponde alla pagina 56 dell’annuario
Fa sorridere l’affermazione che si trova in certi articoli di giornale
“… Ma il 62,5% degli italiani continua a preferire il rito religioso …”.
Non mettono in evidenza che anche nel 2009 c’è stato l’ennesimo calo dei matrimoni religiosi bensì danno una notevole importanza che il 62,5 preferisce quello religioso.
Nel 1990 (solo 20 anni fa) i matrimoni religiosi erano 266.084, nel 2009 sono stati 144.384 …. quasi dimezzati. Non è rilevante questo ?