Padre Pio diceva: “bandito Giuliano non è morto, ucciso un sosia”

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, padre Pio era a conoscenza di particolari inediti riguardo il bandito Salvatore Giuliano, esecutore della strage di Portella della Ginestra nel 1947. Il religioso sosteneva ad esempio che il cui corpo crivellato dalle pallottole ritrovato tra 4 e 5 luglio 1950 non era di Giuliano, ma di un sosia ucciso al suo posto per permettergli di espatriare in America sotto copertura. Secondo un testimone, lo scrittore Giovanni Siena, padre Pio quando incontrava dei siciliani presso il convento chiedeva loro se fossero convinti della morte di Giuliano, “facendo capire che sotto c’era una cosa losca, una messa in scena. Quella della cattura e dell’uccisione di Giuliano, diceva, era una messa in scena che era costata la vita a un povero innocente che gli somigliava”. Tanto che il ministro dell’Interno dell’epoca, Mario Scelba, cercò di parlare col frate della questione, il quale però “si diede malato”. La sorella del bandito, confidandosi con padre Pellegrino, frate presente al momento della morte del santo di Pietrelcina, gli disse che Giuliano era in America. Al religioso però “è stato detto di tacere, altrimenti a tanti troppi pezzi grossi potrebbe nuocere”. Altro particolare lo riporta lo scrittore Pier Carpi, con cui si sarebbe confidato lo stesso padre Pio: il bandito siciliano avrebbe scritto una lettera proprio al religioso, offrendogli l’incarico di cappellano della propria banda. Giuliano si sarebbe anche recato a San Giovanni Rotondo, travestito da cappuccino.

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 30 settembre 2010 alle 22:29 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.