Porta Pia, card. Bertone la fa da padrone: “Vasta collaborazione tra Stato e Chiesa”

La commemorazione per i 140 anni della breccia di Porta Pia a Roma, evento che ha permesso la fine del potere temporale dei papi, è stata caratterizzata dalla presenza da protagonista del card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano. Arrivato in mattinata al monumento di Porta Pia, è stato raggiunto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Bertone ha quindi enunciato un breve discorso, nel quale ha reso “omaggio verso coloro che qui caddero”. Dal loro “sacrificio e dal crogiuolo di tribolazioni, di tensioni spirituali e morali che quell’evento suscitò” ha continuato Bertone, “è sorta però una prospettiva nuova”, “grazie alla quale ormai da decenni Roma è l’indiscussa capitale dello Stato italiano e il cui prestigio e la cui capacità di attrarre sono mirabilmente accresciuti dall’essere altresì il centro al quale guarda tutta la Chiesa cattolica, anzi l’intera famiglia dei popoli”. Il segretario di Stato vaticano ha affermato che “nel reciproco rispetto della loro natura e della loro funzione, la comunità civile e quella ecclesiale desiderano praticare in questo paese una vasta collaborazione a vantaggio della persona umana e per il bene dell’intera società”. Il prelato ha quindi parlato dell’opera della provvidenza divina, “che si è dispiegata mirabilmente anche in questa città e in questa terra d’Italia per ridonare concordia di intenti dove aveva prevalso il contrasto”. “In quest’urbe che per tua disposizione fu la sede della predicazione dell’annuncio cristiano dell’apostolo Pietro” ha aggiunto Bertone rivolgendosi a Dio, “il suo successore possa continuare a svolgere in piena libertà la sua missione universale”. “Tu che hai dato agli abitanti d’Italia il grande dono della fede in Cristo Gesù” ha detto anche il cardinale, “conservi e accresci questa preziosa eredità anche per le generazioni future”. Bertone ha quindi accennato al “beato pontefice Pio IX” e alla sua invocazione “Gran Dio, benedite l’Italia!”, augurandosi che Dio benedica “oggi e sempre questa nazione”. “Assisti e illumina i suoi governanti affinché operino instancabilmente per il bene comune” ha proseguito, “dona l’eterna pace a quanti qui caddero e a tutti coloro che li seguono e anche in questi giorni hanno sacrificato la vita per il bene della patria e dell’umanità”. Augurandosi che “questa città, questa nazione e il mondo intero godano sempre” della protezione divina affinchè “il corso della storia si svolga nella giustizia e nella pace verso quei traguardi e verso la pienezza di intenti annunciata da Cristo Gesù”, il cardinale ha concluso il discorso con un “Amen”.
C’è stato un solo accenno di reazione, da parte di alcuni esponenti della massoneria, che hanno gridato “Viva Garibaldi” da dietro le transenne. La delegazione Uaar, come già segnalato (Ultimissima di oggi), è stata invece tenuta ai margini, bloccata dalle forze dell’ordine. Stesso trattamento è stato riservato ad un gruppo di giovani dell’IdV.
L’unico discorso ufficiale in pubblico, di fronte a molti cittadini tenuti a distanza dalle transenne e un discreto schieramento di forze dell’ordine, è stato quello del card. Bertone. Il presidente della Repubblica non ha fatto dichiarazioni, limitandosi ad assistere alla deposizione di una corona. Presenti durante la cerimonia anche il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Il cardinal Bertone, il presidente Napolitano e gli altri si sono poi recati presso il museo di Porta Pia. Uscendo sul retro, sono stati contestati da un piccolo gruppo di radicali, che hanno scandito lo slogan “Vaticano e partitocrazia, serve una nuova Porta Pia”. Le forze dell’ordine hanno chiesto i loro documenti. Una volta sgomberata la zona, una delegazione di repubblicani si è recata presso il monumento della Breccia per una breve commemorazione.
Rispondendo ai giornalisti durante la successiva visita al Vittoriano, il presidente Giorgio Napolitano ha detto che la presenza del card. Bertone a Porta Pia “ha un significato di conferma del rispetto della Chiesa, della Santa Sede per Roma capitale”. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, nel suo discorso davanti alla nuova assemblea capitolina e al presidente Napolitano, ha ribadito: “Roma deve ritrovarsi in una cultura capace di tessere storia risorgimentale, eredità cattolica, locazione universale e funzione nazionale”. “Ecco perché conferiamo particolare valore alla cerimonia che si è svolta questa mattina a Porta Pia, con la presenza del segretario di Stato vaticano, cardinal Bertone insieme con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano”, ha aggiunto. “Non si tratta più di rimarginare la ferita storica del conflitto tra Stato italiano e Santa Sede”, ha continuato il sindaco, ma di “fare interagire sempre più profondamente la storia risorgimentale, l’amore patrio e le virtù repubblicane con la cultura cattolica, e tutto ciò che essa laicamente rappresenta per quel nuovo umanesimo più volte invocato da Papa Benedetto XVI”.

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 20 settembre 2010 alle 19:26 e classificato in Generale, Notizie, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.