Tutti contro il “Koran burning day”

L’IHEU, l’organizzazione internazionale di cui fa parte anche l’UAAR, aveva preso le distanze già una settimana fa dal Koran burning day, la giornata in cui bruciare il Corano indetta da una setta fondamentalista cristiana (cfr. Ultimissima del 2 settembre). Tra ieri e oggi si sono aggiunte le condanne dell’UE, per bocca della responsabile della diplomazia Catherine Ashton; del governo USA, attraverso le parole del segretario di stato Hillary Rodham Clinton; del comandante delle forze USA in Afghanistan, il generale David Petraeus, secondo cui l’iniziativa “mette in pericolo la vita dei militari americani”; e infine anche del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, che ha espresso la propria “viva preoccupazione” e ha ricordato che “ogni religione, con i rispettivi libri sacri, luoghi di culto e simboli ha diritto al rispetto ed alla protezione”. Solo il sindaco di New York, Michael Bloomberg, pur definendo la manifestazione “sgradevole”, ha difeso il diritto della setta di bruciare il testo sacro musulmano.
Il pastore Terry Jones ha comunque comunicato che intende resistere alle pressioni e andare avanti per la propria strada. Jones gira ora armato, avendo ricevuto, sostiene, centinaia di minacce di morte.
AGGIORNAMENTO DEL 9 SETTEMBRE. Anche il presidente USA Barack Oabama critica l’iniziativa: “Fa il gioco di Al Qaeda”.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 8 settembre 2010 alle 16:36 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.