Gay Pride a Gerusalemme, religioni unite contro

Si è svolto venerdì scorso il Gay Pride a Gerusalemme, con la partecipazione di alcune migliaia di manifestanti.
L’atmosfera era tesa per le dichiarazioni di ostilità delle varie confessioni religiose e per il ricordo della scorsa edizione, quando un ebreo ultraortodosso aveva ferito a coltellate tre manifestanti.
Il corteo quest’anno è stato scortato da ben 1500 agenti di polizia israeliani e si svolto pacificamente, anche se tre donne sono state arrestate mentre lanciavano uova contro i manifestanti, nei pressi dell’Indipendence Park. Inoltre, vari picchetti di ultraortodossi ebrei ai margini del corteo hanno esibito cartelli con messaggi del tipo “Gente malata che fa cose contrarie alla Bibbia e contro Dio, nella città santa per eccellenza: questo disonora la città”, “I gay vivono all’inferno e non a Gerusalemme”, “I gay sono malati e pervertiti e dovrebbero essere cacciati da Gerusalemme”.
Dal canto loro, gli organizzatori del Pride hanno evitato gesti che potevano essere letti come provacatori, tanto da commentare: “la comunità gay israeliana rispetta i credenti. Gli stessi ortodossi gay dovrebbero farsi forza ed uscire allo scoperto”. Il sindaco Nir Barkat, sebbene invitato, ha preferito non partecipare: per protesta sul palco è stata lasciata una sedia vuota a lui riservata.
Gli esponenti di ebrei, musulmani, drusi e cristiani si sono uniti in una “ferma protesta” contro il Gay Pride a Gerusalemme, con un comunicato ufficiale, diffuso da Agensir. Nella nota, il patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal vede nel Pride una “provocazione nei confronti della famiglia e del matrimonio, istituzioni volute da Dio”. I manifestanti non dimostrano “sensibilità nè nei confronti delle famiglie e dei loro sentimenti, nè verso la santità di questa città”. Gli omosessuali “tengano le loro parate dove vogliono” incalza Twal, “ma lascino Gerusalemme ai suoi pellegrini ed ai suoi fedeli”.
“Questa città ha già sofferto tante ferite ed umiliazioni” aggiunge il patriarca “ed è doloroso constatare che mentre a milioni di suoi abitanti arabi, compresi quelli dei Territori dell’Autorità Palestinese, viene impedito di visitare i Luoghi Santi di Gerusalemme per ragioni ‘di sicurezza’, sia invece d’altro canto permessa, senza costituire problema, una tale manifestazione”. Unendosi alla protesta di “tutti gli uomini di buona volontà – siano essi musulmani, ebrei o drusi”, il patriarca esprime il “rammarico di fronte allo svolgersi di questa manifestazione”. Manifestazioni come il Gay Pride “esprimono una diretta opposizione agli insegnamenti dei libri sacri riguardanti la santità del matrimonio”.

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato domenica, 1 agosto 2010 alle 8:33 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.