Com’è facile il “coming out” ateo in Germania

Andrea Sperelli ha scritto sul blog Italiani a Monaco un simpatico post dal titolo Dichiararsi atei per non pagare la Kirchensteuer. In Germania, infatti, chi dichiara la propria appartenenza a una chiesa è obbligato a pagarle le tasse. La circostanza, com’è facile capire, velocizza e di molto la decisione di proclamare apertamente la propria incredulità: il risultato è che un terzo della popolazione non appartiene più ad alcuna organizzazione religiosa, mentre i non credenti in Dio sono circa un quarto. Scrive Sperelli: “Per adesso ho vinto, ho assunto una posizione che potrei difendere fino al rogo, eretico, apostata, spergiuro ed orgoglioso di esserlo, sono ateo per vocazione filosofica e per opportunismo fiscale”. Attenzione, però: all’UAAR sono già stati segnalati casi in cui all’italiano contribuente in Germania è stato chiesto di ‘certificare’ la propria non appartenenza alla Chiesa cattolica mostrando un certificato di sbattezzo.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 29 luglio 2010 alle 15:49 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.