Uno studio sulla superstizione degli atleti

Un articolo di Sara Ficocelli è stato pubblicato nei giorni scorsi sul sito di Repubblica con il titolo Chi incrocia le dita vince di più. La superstizione aiuta gli atleti. Il pezzo riprende e commenta uno studio tedesco pubblicato su Psychological Science, ma è la stessa autrice dello studio, Lysann Damisch dell’università di Colonia, a far presente l’illusorietà del meccanismo: “la superstizione li illude di riuscire a controllare qualcosa che di fatto è incontrollabile”. Una sorta di effetto-placebo, dunque, peraltro corroborato da esperimenti di dubbia validità. Secondo quanto si legge all’interno dello stesso articolo, a “un tot di professionisti dello sport è stato chiesto di portare con sè un portafortuna e consegnarlo: pupazzi, anelli di fidanzamento, pietre colorate, nel laboratorio tedesco è finito di tutto. Ad alcuni gli amuleti sono poi stati restituiti e ad altri, con una scusa, no. Questi ultimi sono stati costretti a tornare a giocare i rispettivi sport senza l’amuleto di fiducia e il team di ricerca ha osservato che le loro prestazioni erano di gran lunga inferiori a quelle degli sportivi a cui i portafortuna erano stati restituiti”. In poche parole: lo studio ha dimostrato che se un atleta crede che portare con sé un oggetto porta fortuna, non averlo con sé lo deprime.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato sabato, 17 luglio 2010 alle 13:01 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.