Crocifisso, giornata di udienze alla Grande Chambre

Giornata di udienze alla Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, chiamata a dibattere del ricorso presentato dal governo italiano contro la sentenza con cui lo scorso novembre la Corte ha sancito che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione dei diritti umani.
Inizialmente ha avuto la parola l’avv. Nicolò Paoletti, legale di Soile Lautsi, la socia UAAR che con l’appoggio dell’associazione ha innescato il caso: l’avvocato ha chiesto che lo Stato italiano assuma “imparzialità e neutralità nei fatti che riguardano la coscienza dei singoli”, domandandosi se “lo Stato italiano è laico oppure no”. Nel valutare il caso occorre prescindere dall’ateismo della ricorrente, ha detto: potrebbe anche essere di una qualunque religione non cattolica, “ma il punto fondamentale è che Soile Lautsi ha innanzitutto una posizione laica”, e da laica ha chiesto che nelle scuole non sia presente il simbolo di una confessione religiosa.
Il rappresentante del governo, Nicola Lettieri, ha negato che la vicenda rappresenti “un caso propriamente giuridico”, preferendo definirlo “un caso politico e ideologico”: a detta di Lettieri, “fa scandalo la difesa della libertà di religione, ottenuta negando la stessa libertà religiosa” di poter esporre un simbolo religioso negli edifici pubblici. Ha inoltro aggiunto che “se lo Stato italiano rimuovesse i simboli religiosi” [attualmente un solo simbolo religioso può essere affisso negli edifici pubblici, NDR] “diventerebbe esso stesso partigiano di una parte e non il difensore della tolleranza e del pluralismo necessari in questi casi”. Si è chiesto retoricamente se anche le vacanze natalizie o pasquali rappresentano “un problema”.
In seguito è intervenuto anche il prof. Joseph Weiler, un ebreo cristianista che si è presentato ricoperto da una kippah, che ha rappresentato le ragioni di otto governi europei. Weiler ha sostenuto che con la sentenza “è stata espressa una laicità o una neutralità che non si possono condividere. Non si è fatta cioè distinzione tra i diritti del privato e l’identità del pubblico”. Per supportare il proprio ragionamento ha osservato che diversi stati europei hanno una croce nella propria bandiera, e ha paradossalmente sostenuto che “la Francia con un crocifisso sulle pareti delle aule scolastiche non sarebbe più la Francia. Così l’Italia, senza il crocifisso nelle scuole non sarebbe più l’Italia”. In Europa, ha concluso, “tutti i bambini, atei o credenti, sanno che il diritto di credere o non credere è una realta”.
I mezzi di informazione di tutta Europa stanno seguendo il caso, ritenuto di fondamentale importanza per il futuro della laicità di tutti gli stati che hanno sottoscritto la Convenzione europea sui diritti dell’uomo. La sentenza non sarà pronunciata prima di almeno tre mesi.

AGGIORNAMENTO: il video integrale delle udienze.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 30 giugno 2010 alle 20:25 e classificato in Generale, Notizie, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.