Case di Propaganda Fide, si allarga lo scandalo

Lo scandalo delle abitazioni di Propaganda Fide concesse gratis o vendute sottocosto a eminenti protagonisti della politica italiana ha avuto ieri un ulteriore colpo di scena con le nuove dichiarazioni di Guido Bertolaso, che ha affermato di aver ottenuto l’appartamento di via Giulia grazie all’interessamento del card. Crescenzio Sepe, allora al vertice della Congregazione e oggi arcivescovo di Napoli. Le gerarchie di Oltretevere cominciano seriamente a preoccuparsi: Stretta sulle case del Vaticano – Il papa e Bertone chiedono maggiori controlli dopo lo scandalo, ha titolato oggi in prima pagina il Corriere della Sera: all’interno l’articolo di Gian Guido Vecchi. Ma anche Repubblica ha dato ampio spazio allo scandalo, con l’articolo di Corrado Zunino dedicato a Il ministro, Arcus e i costruttori – la rete di favori a Propaganda Fide. L’ipotesi di reato su cui indagano gli inquirenti è che la politica di favori immobiliari attuata dal Vaticano sia stata finalizzata a ricevere, in cambio, ingenti concessioni da parte di quei dipartimenti pubblici (Protezione Civile, Lavori Pubblici) i cui responsabili (pubblici) erano gli stessi destinatari di tali favori immobiliari (privati): tale politica sarebbe stata portata avanti per quasi un decennio. Si ricorda, a titolo di mero esempio, che il 17 ottobre 2007 la presidenza del consiglio dei ministri emanò un provvedimento d’urgenza denominato Dichiarazione di «grande evento» nel territorio della città di Napoli in relazione alla celebrazione dell’incontro internazionale per la pace in programma tra il 21 e il 23 ottobre 2007, e che un’ordinanza (postdatata?) del 23 ottobre 2007 stabilì che “agli oneri relativi all’attuazione della presente ordinanza si provvede nel limite di 500.000,00 euro a valere sul fondo della protezione civile”.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 17 giugno 2010 alle 16:28 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.