Benedetto XVI, “Tommaso d’Aquino attuale: collaborazione fede-ragione e legge naturale in politica”

Durante l’udienza generale di ieri in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha rivendicato l’”attualità” della teologia morale di san Tommaso d’Aquino.
L’Aquinate avrebbe messo in evidenza la “reciproca relazionalità” tra filosofia e teologia e l’armonia tra fede e ragione, anche se si avvalgono di “procedimenti conoscitivi differenti”: “la fede consolida, integra e illumina il patrimonio di verità che la ragione umana acquisisce”. La “distinzione” tra scienze e fede, sostiene Benedetto XVI riprendendo l’autore della Summa Theologica, “non equivale a separazione, ma implica piuttosto reciproca e vantaggiosa collaborazione”.
Il papa riprende quindi le argomentazioni di Tommaso perchè aiuterebbero “a superare alcune obiezioni dell’ateismo contemporaneo, il quale nega che il linguaggio religioso sia fornito di un significato oggettivo, e sostiene invece che abbia solo un valore soggettivo o semplicemente emotivo”. Secondo il papa “questa obiezione risulta dal fatto che il pensiero positivistico è convinto che l’uomo non conosce l’essere, ma solo le funzioni sperimentabili della realtà”. “Con san Tommaso e con la grande tradizione filosofica” il papa si dice convinto che “l’uomo non conosce solo le funzioni, oggetto delle scienze naturali, ma conosce qualcosa dell’essere stesso – per esempio conosce la persona, il Tu dell’altro, e non solo l’aspetto fisico e biologico del suo essere”.
“Tutti gli uomini, credenti e non credenti” afferma il papa “sono chiamati a riconoscere le esigenze della natura umana espresse nella legge naturale e ad ispirarsi ad essa nella formulazione delle leggi positive”. Nel momento in cui viene negata la “legge naturale”, ammonisce Benedetto XVI, “si apre drammaticamente la via al relativismo etico sul piano individuale e al totalitarismo dello Stato sul piano politico”. “La difesa dei diritti universali dell’uomo e l’affermazione del valore assoluto della dignità della persona postulano un fondamento”, che secondo il papa sarebbe proprio “la legge naturale”.
Tommaso d’Aquino, conclude il papa, “propone un concetto della ragione umana largo e fiducioso”: “largo perché non è limitato agli spazi della cosiddetta ragione empirico-scientifica, ma aperto a tutto l’essere e quindi anche alle questioni fondamentali e irrinunciabili del vivere umano; e fiducioso perché la ragione umana, soprattutto se accoglie le ispirazioni della fede cristiana, è promotrice di una civiltà che riconosce la dignità della persona, l’intangibilità dei suoi diritti e la cogenza dei suoi doveri”.

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 17 giugno 2010 alle 8:57 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.