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	<title>Commenti a: Scandalo pedofilia: diocesi di Monaco sapeva di Peter H.</title>
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		<title>Di: murdega</title>
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		<dc:creator>murdega</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 14:35:29 +0000</pubDate>
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		<description>E allora dimmi dove inizia e finisce la responsabilità di ogni individuo ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E allora dimmi dove inizia e finisce la responsabilità di ogni individuo ?</p>
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		<title>Di: Kurt Godel</title>
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		<dc:creator>Kurt Godel</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 14:18:29 +0000</pubDate>
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		<description>@sandra
sarai anche ferrata sull&#039;attualità, ma magari un ripassino sulla storia non ti farebbe male: ciò che distingue la CCAR da altre istituzioni religiose è il rifiuto (pagato spesso con il sangue) di adeguarsi al &#039;mondo&#039;, ed è grazie a questo rifiuto che, tra le altre cose, la pedofilia non è più considerata &#039;normale&#039; come nel mondo pagano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@sandra<br />
sarai anche ferrata sull&#8217;attualità, ma magari un ripassino sulla storia non ti farebbe male: ciò che distingue la CCAR da altre istituzioni religiose è il rifiuto (pagato spesso con il sangue) di adeguarsi al &#8216;mondo&#8217;, ed è grazie a questo rifiuto che, tra le altre cose, la pedofilia non è più considerata &#8216;normale&#8217; come nel mondo pagano</p>
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		<title>Di: Kurt Godel</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2010/03/20/scandalo-pedofilia-diocesi-monaco-sapeva-peter-h/#comment-360284</link>
		<dc:creator>Kurt Godel</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 14:13:29 +0000</pubDate>
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		<description>non pretendo di sapere perché siete atei, è solo che avete dato ampia prova di non conoscere i principi di base della CCAR</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non pretendo di sapere perché siete atei, è solo che avete dato ampia prova di non conoscere i principi di base della CCAR</p>
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		<title>Di: Kurt Godel</title>
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		<dc:creator>Kurt Godel</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 14:12:25 +0000</pubDate>
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		<description>nel caso di peter h. la legge, giusta o sbagliata dimmelo tu, ha comportato una multa, 5 anni di messa in prova (cioè niente carcere), e due decenni di nuovo liberamente a contatto con i bambini</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>nel caso di peter h. la legge, giusta o sbagliata dimmelo tu, ha comportato una multa, 5 anni di messa in prova (cioè niente carcere), e due decenni di nuovo liberamente a contatto con i bambini</p>
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		<title>Di: stefanormale</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2010/03/20/scandalo-pedofilia-diocesi-monaco-sapeva-peter-h/#comment-360278</link>
		<dc:creator>stefanormale</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 13:57:05 +0000</pubDate>
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		<description>La differenza sta nel fatto che c&#039;è chi definisce la libertà dell&#039;individuo non con articolate argomentazioni filosofiche, ma col chiaro e semplice rispetto delle regole che la società si è data e continua a darsi.

Mi spiace ma la libertà di cui tu stai parlando, in una società civile E&#039; un&#039;illusione.
Nessuno di noi è completamente libero, per il semplice fatto che deve fare i conti con gli altri cittadini. La mia libertà finisce dove comincia quella degli altri, il tutto in un contesto di diritto in continua evoluzione perché tra le nostre libertà c&#039;è anche quella di criticare le leggi che regolamentano il nostro vivere civile e di chiederne la modifica.
Se una &quot;morale comune&quot; (perdonami ma qui non approfondiamo) ha stabilito delle regole per la convivenza, ognuno di noi può rispondere alla propria morale solo inquadrandola in quella comune, legalmente più forte.
Se davvero vuoi vivere in modo che la libertà non sia un&#039;illusione, molla tutto e vai a fare l&#039;eremita.

Poi fa davvero ridere (piangere?) che chi come te è a tuo dire unico depositario del potere di attribuire colpe ai pedofili, dei quali non mette &quot;minimamente in dubbio la responsabilità penale&quot;, faccia di tutto per non farlo e per evitare che rispondano anche penalmente omettendo la denuncia alle pubbliche autorità.

La legge dovrebbe punire un&#039;azione illegale, non le intenzioni o la libertà di scelta alla base di un&#039;azione. Sono poi gli avvocati ad accampare infermità mentale e incapacità di intendere e di volere per alleviare la responsabilità del proprio assistito. Così oggi per prendere l&#039;ergastolo per omicidio devi essere uno spietato killer a pagamento, mentre se dai cinquanta coltellate alla madre della tua ragazza, poveeeriiino non eri in te, non è possibile che lo fossi, e la paura del mostro se ne va.

Chi non mette in dubbio la responsabilità penale e crede che il soggetto non fosse libero nel suo agire, non potrà forse attribuire colpe in modo razionale ma lo fa in modo legale e chiede che venga punito. Sente primaria la necessità di essere intransigente col peccato.
Tu non metti in dubbio la responsabilità penale e credi che il soggetto fosse libero di agire, tu solo puoi attribuire colpe in maniera razionale ma ti inventi di tutto per dimostrare che non esistono e reclami soprattutto indulgenza col peccatore.
E il papa, abile cerchiobottaio se ne esce con la geniale trovata di mezzo che confonde un po&#039; le acque.
Come si può indulgere sul peccatore senza svuotare il peccato della sua gravità? Infatti si contraddicono da soli non mettendo minimamente in pratica questa decantata intransigenza col peccato.

Il perdono del criminale se deve esserci che ci sia dopo la punizione, vera ed esemplare, del crimine.
Se la legge sembra sbagliata la si metta ai voti, e chi perde, muto e torni in piazza l&#039;anno prossimo.
Altrimenti bruciamo pure codice civile e penale... così risparmiamo anche sul riscaldamento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La differenza sta nel fatto che c&#8217;è chi definisce la libertà dell&#8217;individuo non con articolate argomentazioni filosofiche, ma col chiaro e semplice rispetto delle regole che la società si è data e continua a darsi.</p>
<p>Mi spiace ma la libertà di cui tu stai parlando, in una società civile E&#8217; un&#8217;illusione.<br />
Nessuno di noi è completamente libero, per il semplice fatto che deve fare i conti con gli altri cittadini. La mia libertà finisce dove comincia quella degli altri, il tutto in un contesto di diritto in continua evoluzione perché tra le nostre libertà c&#8217;è anche quella di criticare le leggi che regolamentano il nostro vivere civile e di chiederne la modifica.<br />
Se una &#8220;morale comune&#8221; (perdonami ma qui non approfondiamo) ha stabilito delle regole per la convivenza, ognuno di noi può rispondere alla propria morale solo inquadrandola in quella comune, legalmente più forte.<br />
Se davvero vuoi vivere in modo che la libertà non sia un&#8217;illusione, molla tutto e vai a fare l&#8217;eremita.</p>
<p>Poi fa davvero ridere (piangere?) che chi come te è a tuo dire unico depositario del potere di attribuire colpe ai pedofili, dei quali non mette &#8220;minimamente in dubbio la responsabilità penale&#8221;, faccia di tutto per non farlo e per evitare che rispondano anche penalmente omettendo la denuncia alle pubbliche autorità.</p>
<p>La legge dovrebbe punire un&#8217;azione illegale, non le intenzioni o la libertà di scelta alla base di un&#8217;azione. Sono poi gli avvocati ad accampare infermità mentale e incapacità di intendere e di volere per alleviare la responsabilità del proprio assistito. Così oggi per prendere l&#8217;ergastolo per omicidio devi essere uno spietato killer a pagamento, mentre se dai cinquanta coltellate alla madre della tua ragazza, poveeeriiino non eri in te, non è possibile che lo fossi, e la paura del mostro se ne va.</p>
<p>Chi non mette in dubbio la responsabilità penale e crede che il soggetto non fosse libero nel suo agire, non potrà forse attribuire colpe in modo razionale ma lo fa in modo legale e chiede che venga punito. Sente primaria la necessità di essere intransigente col peccato.<br />
Tu non metti in dubbio la responsabilità penale e credi che il soggetto fosse libero di agire, tu solo puoi attribuire colpe in maniera razionale ma ti inventi di tutto per dimostrare che non esistono e reclami soprattutto indulgenza col peccatore.<br />
E il papa, abile cerchiobottaio se ne esce con la geniale trovata di mezzo che confonde un po&#8217; le acque.<br />
Come si può indulgere sul peccatore senza svuotare il peccato della sua gravità? Infatti si contraddicono da soli non mettendo minimamente in pratica questa decantata intransigenza col peccato.</p>
<p>Il perdono del criminale se deve esserci che ci sia dopo la punizione, vera ed esemplare, del crimine.<br />
Se la legge sembra sbagliata la si metta ai voti, e chi perde, muto e torni in piazza l&#8217;anno prossimo.<br />
Altrimenti bruciamo pure codice civile e penale&#8230; così risparmiamo anche sul riscaldamento.</p>
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		<title>Di: Kurt Godel</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2010/03/20/scandalo-pedofilia-diocesi-monaco-sapeva-peter-h/#comment-360262</link>
		<dc:creator>Kurt Godel</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 12:57:33 +0000</pubDate>
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		<description>@murdega
&quot;l’essere prete non lo giustifica&quot;
e perché dovrebbe? casomai ne accresce le responsabilità; invece lo giustificherebbe il non essere libero di fare certe scelte, ed è anche per questo che non potrei mai essere materialista</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@murdega<br />
&#8220;l’essere prete non lo giustifica&#8221;<br />
e perché dovrebbe? casomai ne accresce le responsabilità; invece lo giustificherebbe il non essere libero di fare certe scelte, ed è anche per questo che non potrei mai essere materialista</p>
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		<title>Di: robby</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2010/03/20/scandalo-pedofilia-diocesi-monaco-sapeva-peter-h/#comment-360261</link>
		<dc:creator>robby</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 12:56:44 +0000</pubDate>
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		<description>materialismo liberta?chi comette un reato,come la pedofilia va punito,punto è basta.e poi rispondere a un mediocre come kurt,questo e un peccato..uno che scompare anche per domande semplici,ad esempio la megacacchiata che gli atei non accettano onestamente i principi della religione cattolica,ed è per questo che sono atei secondo lui,e io di rimbalzo gli domando ma allora gli atei a tempi degli dei,a che cosa non accettavano onestamente?kurt il sopravalutato, e limitatato culturalmente e non vuole vedere le tanta cacchiate che spara sconfessate....penoso lui che viene a fare morale qui dentro,usando una filosofia che conosce a meta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>materialismo liberta?chi comette un reato,come la pedofilia va punito,punto è basta.e poi rispondere a un mediocre come kurt,questo e un peccato..uno che scompare anche per domande semplici,ad esempio la megacacchiata che gli atei non accettano onestamente i principi della religione cattolica,ed è per questo che sono atei secondo lui,e io di rimbalzo gli domando ma allora gli atei a tempi degli dei,a che cosa non accettavano onestamente?kurt il sopravalutato, e limitatato culturalmente e non vuole vedere le tanta cacchiate che spara sconfessate&#8230;.penoso lui che viene a fare morale qui dentro,usando una filosofia che conosce a meta.</p>
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	<item>
		<title>Di: Bruno Gualerzi</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2010/03/20/scandalo-pedofilia-diocesi-monaco-sapeva-peter-h/#comment-360258</link>
		<dc:creator>Bruno Gualerzi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 12:51:00 +0000</pubDate>
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		<description>Dimenticavo.
&quot;Come fai tu con la razionalità... con tutto quel che ne consegue, per esempio, ogni volta che si prende in considerazione la libertà.&quot;
Si può, ovviamente, non essere d&#039;accordo, ma il confronto (ammesso che sul piano teoretico sia possibile... cosa che non credo), o avviene tenendo conto di questa premessa (ripeto, che si può accettare o negare), oppure non ci si intenderà mai. Sarà sempre un dialogo tra sordi. Come puntualmente accade qui. Presupponenza o meno nel sostenere le proprie convinzioni...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticavo.<br />
&#8220;Come fai tu con la razionalità&#8230; con tutto quel che ne consegue, per esempio, ogni volta che si prende in considerazione la libertà.&#8221;<br />
Si può, ovviamente, non essere d&#8217;accordo, ma il confronto (ammesso che sul piano teoretico sia possibile&#8230; cosa che non credo), o avviene tenendo conto di questa premessa (ripeto, che si può accettare o negare), oppure non ci si intenderà mai. Sarà sempre un dialogo tra sordi. Come puntualmente accade qui. Presupponenza o meno nel sostenere le proprie convinzioni&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Bruno Gualerzi</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2010/03/20/scandalo-pedofilia-diocesi-monaco-sapeva-peter-h/#comment-360249</link>
		<dc:creator>Bruno Gualerzi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 12:25:46 +0000</pubDate>
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		<description>“Libere quindi, queste scelte, in quanto razionali”
ma quando mai?&quot;

La razionalità è niente più che l&#039;istinto di cui l&#039;evoluzione ha dotato l&#039;uomo - a differenza, per quanto se ne sa, degli altri animali - come strumento per permettere alla specie di autoaffermarsi come tale attraverso il riprodursi degli individui... ma così come ogni istinto può servire a questo scopo, allo stesso modo - in determinate condizioni storiche e ambientali - può portare all&#039;autodistruzione della specie stessa (quante specie animali sono apparse e scomparse, o comunque radicalmente ristrutturate, nella storia dell&#039;evoluzione?). La razionalità - la facolta propria dell&#039;animale uomo che gli permette di scegliere come &#039;utilizzare&#039; gli altri istinti, ovviamente presenti anche nell&#039;uomo - può riuscire ad utilizzarli per la propria sopravvivenza come individuo sempre allo scopo di perpetuare la specie... ma può anche essere sopraffatta dagli altri istinti... che si sovrapporrebbero alla razionalità portando l&#039;uomo all&#039;autodistruzione. Cosa sempre verificabile nella storia dell&#039;umanità quanto meno come possibilità concreta. (Anzi, a mio parere  - ma questo è un altro discorso - sempre più concreta se la cosiddetta civiltà continuerà ad essere &#039;realizzata&#039; come è stata realizzata fino ad ora).
E, come giustamente richiama &#039;murdega&#039;, la ragione è poi anche lo strumento per combattere le patologie mediante i ritrovati della scienza medica. Sempre allo scopo ecc. ecc... 
E&#039; chiaro che tutta questa interpretazione parte da un presupposto - il materialismo (quello che Marx chiamava &#039;materialismo metafisico&#039;, e che invece per me è il solo vero materialismo), appunto - non accettando il quale (cosa più che legittima, sia chiaro) è poi inutile isolarne e criticarne un aspetto.
Come fai tu con la razionalità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“Libere quindi, queste scelte, in quanto razionali”<br />
ma quando mai?&#8221;</p>
<p>La razionalità è niente più che l&#8217;istinto di cui l&#8217;evoluzione ha dotato l&#8217;uomo &#8211; a differenza, per quanto se ne sa, degli altri animali &#8211; come strumento per permettere alla specie di autoaffermarsi come tale attraverso il riprodursi degli individui&#8230; ma così come ogni istinto può servire a questo scopo, allo stesso modo &#8211; in determinate condizioni storiche e ambientali &#8211; può portare all&#8217;autodistruzione della specie stessa (quante specie animali sono apparse e scomparse, o comunque radicalmente ristrutturate, nella storia dell&#8217;evoluzione?). La razionalità &#8211; la facolta propria dell&#8217;animale uomo che gli permette di scegliere come &#8216;utilizzare&#8217; gli altri istinti, ovviamente presenti anche nell&#8217;uomo &#8211; può riuscire ad utilizzarli per la propria sopravvivenza come individuo sempre allo scopo di perpetuare la specie&#8230; ma può anche essere sopraffatta dagli altri istinti&#8230; che si sovrapporrebbero alla razionalità portando l&#8217;uomo all&#8217;autodistruzione. Cosa sempre verificabile nella storia dell&#8217;umanità quanto meno come possibilità concreta. (Anzi, a mio parere  &#8211; ma questo è un altro discorso &#8211; sempre più concreta se la cosiddetta civiltà continuerà ad essere &#8216;realizzata&#8217; come è stata realizzata fino ad ora).<br />
E, come giustamente richiama &#8216;murdega&#8217;, la ragione è poi anche lo strumento per combattere le patologie mediante i ritrovati della scienza medica. Sempre allo scopo ecc. ecc&#8230;<br />
E&#8217; chiaro che tutta questa interpretazione parte da un presupposto &#8211; il materialismo (quello che Marx chiamava &#8216;materialismo metafisico&#8217;, e che invece per me è il solo vero materialismo), appunto &#8211; non accettando il quale (cosa più che legittima, sia chiaro) è poi inutile isolarne e criticarne un aspetto.<br />
Come fai tu con la razionalità.</p>
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	<item>
		<title>Di: Kurt Godel</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2010/03/20/scandalo-pedofilia-diocesi-monaco-sapeva-peter-h/#comment-360233</link>
		<dc:creator>Kurt Godel</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 11:32:36 +0000</pubDate>
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		<description>@robertoV
se quelli che hanno coperto i preti colpevoli di abusi avessero ubbidito all&#039;autorità della CCAR magari questi preti l&#039;avrebbero fatta franca ma non avrebbero commesso ulteriori abusi, che mi sembra la cosa più importante; se invece uno può disubbidire, può farlo come vuole, magari come don marco dessì; infine, almeno dall&#039;epoca della Riforma la propaganda contro la CCAR in europa è stata continua, martellante, disposta a ogni sorta di menzogna e falsificazione, però senza accuse di pedofilia (sempre considerata sommamente infamante nell&#039;europa cristiana) e a questo ci sono solo due spiegazioni: o effettivamente i preti non commettevano abusi (e quindi il sistema di prevenzione della CCAR funzionava) oppure la &#039;consegna del silenzio&#039; era generalizzata a tutta la società.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@robertoV<br />
se quelli che hanno coperto i preti colpevoli di abusi avessero ubbidito all&#8217;autorità della CCAR magari questi preti l&#8217;avrebbero fatta franca ma non avrebbero commesso ulteriori abusi, che mi sembra la cosa più importante; se invece uno può disubbidire, può farlo come vuole, magari come don marco dessì; infine, almeno dall&#8217;epoca della Riforma la propaganda contro la CCAR in europa è stata continua, martellante, disposta a ogni sorta di menzogna e falsificazione, però senza accuse di pedofilia (sempre considerata sommamente infamante nell&#8217;europa cristiana) e a questo ci sono solo due spiegazioni: o effettivamente i preti non commettevano abusi (e quindi il sistema di prevenzione della CCAR funzionava) oppure la &#8216;consegna del silenzio&#8217; era generalizzata a tutta la società.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: murdega</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2010/03/20/scandalo-pedofilia-diocesi-monaco-sapeva-peter-h/#comment-360232</link>
		<dc:creator>murdega</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 11:28:43 +0000</pubDate>
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		<description>Ma dove vuoi arrivare, concludi Kurt.
Un matto è sempre un matto a qualsiasi latidudine .
Se il pedofilo è affetto da una patologia và curato, l&#039;essere prete non lo giustifica
come non si giustifica chi lo ha nominata prete e chi successivamente venuto
a conoscenza della sua devianza lo ha coperto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma dove vuoi arrivare, concludi Kurt.<br />
Un matto è sempre un matto a qualsiasi latidudine .<br />
Se il pedofilo è affetto da una patologia và curato, l&#8217;essere prete non lo giustifica<br />
come non si giustifica chi lo ha nominata prete e chi successivamente venuto<br />
a conoscenza della sua devianza lo ha coperto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Kurt Godel</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2010/03/20/scandalo-pedofilia-diocesi-monaco-sapeva-peter-h/#comment-360219</link>
		<dc:creator>Kurt Godel</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 11:04:50 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Libere quindi, queste scelte, in quanto razionali&quot;
ma quando mai? se prima di fare ogni scelta mi calcolo le conseguenze con la teoria dei giochi e agisco sempre di conseguenza sono quanto mai razionale ma per nulla libero; inoltre i pedofili non agiscono certo in modo &#039;razionale&#039;, ma sulla spinta di un impulso che non hanno mai scelto; la domanda è: come può un materialista pensare che abbiano la capacità di resistere a quest&#039;impulso? come si situa questa capacità ENTRO I LIMITI DI QUESTA CONDIZIONE?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Libere quindi, queste scelte, in quanto razionali&#8221;<br />
ma quando mai? se prima di fare ogni scelta mi calcolo le conseguenze con la teoria dei giochi e agisco sempre di conseguenza sono quanto mai razionale ma per nulla libero; inoltre i pedofili non agiscono certo in modo &#8216;razionale&#8217;, ma sulla spinta di un impulso che non hanno mai scelto; la domanda è: come può un materialista pensare che abbiano la capacità di resistere a quest&#8217;impulso? come si situa questa capacità ENTRO I LIMITI DI QUESTA CONDIZIONE?</p>
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		<title>Di: RobertoV</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2010/03/20/scandalo-pedofilia-diocesi-monaco-sapeva-peter-h/#comment-360212</link>
		<dc:creator>RobertoV</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 10:39:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=16220#comment-360212</guid>
		<description>Per Kurt
Magari fossero stati disobbedienti quelli che hanno coperto i preti pedofili e li avessero denunciati alle autorità! I singoli preti pedofili sono stati indubbiamenti disobbedienti verso la chiesa che non incita alla pedofilia, ma di contrasto chi li ha coperti è invece stato obbediente alla consegna del silenzio della chiesa, al principio dell&#039;obbedienza interna alla chiesa, al ritenersi uno stato nello stato (purtroppo a lungo tollerato anche dalle autorità civili), una casta intoccabile ed a preoccuparsi più che delle vittime, di preservare il &quot;buon nome&quot; della chiesa stessa, come ormai in Germania viene ampiamente ammesso e si inizia ad ammettere anche in Italia (vedere gli articoli di Enzo Mazzi). Basterebbe essersi lette tutte le testimonianze di febbraio pubblicate in Germania ed Austria (e mai arrivate in Italia) per rendersi conto di quale fosse il clima di violenza, condizionamento ed omertà e le testimonianze vanno anche indietro agli anni &#039;40 fino ai giorni nostri. A novembre in Germania era uscito un libro di un prete cattolico che raccontava la sua esperienza da abusato in seminario e scoperchiava il velo di ipocrisia riguardo a tali problematiche. In Germania ed Austria sono ormai tanti i preti che ammettono questo tipo di atteggiamento e le responsabilità del sistema e l&#039;altra chiesa ne chiede conto direttamente ai vertici, come è logico che sia visto che i comportamenti di copertura sono così diffusi che denunciano un atteggiamento culturale dominante. La chiesa ha combattuto e ridotto spesso allo stato laicale i preti dissidenti, unificandosi sotto l’obbedienza,  mentre nei confronti dei pedofili il suo atteggiamento è stato ben differente e per la chiesa è evidentemente più grave il libero pensiero, la critica che tali crimini. Se avesse accettato le critiche e di confrontarsi, non avremmo oggi una chiesa così arretrata e conservatrice e avrebbe probabilmente affrontato meglio il problema.
E&#039; tipico della chiesa considerare l&#039;esistenza del problema solo quando diventa visibile. Così come un po’ prima per il problema stupro adesso col problema pedofilia ci si incomincia a confrontare ed emergono sempre di più tutti i casi coperti in passato. Ma questo non vuol dire che in passato il problema non ci fosse e le testimonianze che vanno fino agli anni ’40 lo testimoniano: purtroppo delle epoche passate possiamo avere ben poche informazioni perché le vittime sono ormai morte, perché la copertura della società di allora era presso che totale e non c’era sensibilità al problema. Nell’800 ed inizio ‘900 la considerazione per le donne e per i bambini era bassa e, quindi, anche i problemi relativi erano scarsamente considerati. E’ con l’evoluzione verso la parità che emergono tutti i problemi di violenza nei loro confronti. Noi stiamo passando faticosamente da una società ipocrita, omertosa, falsa ad una società trasparente e, quindi, è naturale che i casi emergano adesso perché le persone che prima avrebbero sofferto in silenzio si rendono conto che adesso incominciano ad avere la possibilità di veder puniti i colpevoli. La chiesa da questo punto è colpevolmente in ritardo ed è per questo che si ritrova ad affrontare tutto in una volta il problema. La chiesa luterana già nel 2000 aveva dato chiare indicazioni ai suoi di denunciare alle autorità i casi di pedofili di cui venivano a conoscenza, mentre la chiesa cattolica ha avocato a se il problema coi risultati che vediamo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Kurt<br />
Magari fossero stati disobbedienti quelli che hanno coperto i preti pedofili e li avessero denunciati alle autorità! I singoli preti pedofili sono stati indubbiamenti disobbedienti verso la chiesa che non incita alla pedofilia, ma di contrasto chi li ha coperti è invece stato obbediente alla consegna del silenzio della chiesa, al principio dell&#8217;obbedienza interna alla chiesa, al ritenersi uno stato nello stato (purtroppo a lungo tollerato anche dalle autorità civili), una casta intoccabile ed a preoccuparsi più che delle vittime, di preservare il &#8220;buon nome&#8221; della chiesa stessa, come ormai in Germania viene ampiamente ammesso e si inizia ad ammettere anche in Italia (vedere gli articoli di Enzo Mazzi). Basterebbe essersi lette tutte le testimonianze di febbraio pubblicate in Germania ed Austria (e mai arrivate in Italia) per rendersi conto di quale fosse il clima di violenza, condizionamento ed omertà e le testimonianze vanno anche indietro agli anni &#8216;40 fino ai giorni nostri. A novembre in Germania era uscito un libro di un prete cattolico che raccontava la sua esperienza da abusato in seminario e scoperchiava il velo di ipocrisia riguardo a tali problematiche. In Germania ed Austria sono ormai tanti i preti che ammettono questo tipo di atteggiamento e le responsabilità del sistema e l&#8217;altra chiesa ne chiede conto direttamente ai vertici, come è logico che sia visto che i comportamenti di copertura sono così diffusi che denunciano un atteggiamento culturale dominante. La chiesa ha combattuto e ridotto spesso allo stato laicale i preti dissidenti, unificandosi sotto l’obbedienza,  mentre nei confronti dei pedofili il suo atteggiamento è stato ben differente e per la chiesa è evidentemente più grave il libero pensiero, la critica che tali crimini. Se avesse accettato le critiche e di confrontarsi, non avremmo oggi una chiesa così arretrata e conservatrice e avrebbe probabilmente affrontato meglio il problema.<br />
E&#8217; tipico della chiesa considerare l&#8217;esistenza del problema solo quando diventa visibile. Così come un po’ prima per il problema stupro adesso col problema pedofilia ci si incomincia a confrontare ed emergono sempre di più tutti i casi coperti in passato. Ma questo non vuol dire che in passato il problema non ci fosse e le testimonianze che vanno fino agli anni ’40 lo testimoniano: purtroppo delle epoche passate possiamo avere ben poche informazioni perché le vittime sono ormai morte, perché la copertura della società di allora era presso che totale e non c’era sensibilità al problema. Nell’800 ed inizio ‘900 la considerazione per le donne e per i bambini era bassa e, quindi, anche i problemi relativi erano scarsamente considerati. E’ con l’evoluzione verso la parità che emergono tutti i problemi di violenza nei loro confronti. Noi stiamo passando faticosamente da una società ipocrita, omertosa, falsa ad una società trasparente e, quindi, è naturale che i casi emergano adesso perché le persone che prima avrebbero sofferto in silenzio si rendono conto che adesso incominciano ad avere la possibilità di veder puniti i colpevoli. La chiesa da questo punto è colpevolmente in ritardo ed è per questo che si ritrova ad affrontare tutto in una volta il problema. La chiesa luterana già nel 2000 aveva dato chiare indicazioni ai suoi di denunciare alle autorità i casi di pedofili di cui venivano a conoscenza, mentre la chiesa cattolica ha avocato a se il problema coi risultati che vediamo.</p>
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	<item>
		<title>Di: Bruno Gualerzi</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2010/03/20/scandalo-pedofilia-diocesi-monaco-sapeva-peter-h/#comment-360187</link>
		<dc:creator>Bruno Gualerzi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 09:24:53 +0000</pubDate>
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		<description>Materialismo e libertà? Compatibilissimi.
Basta non confondere materialismo con determinismo. Il determinismo è un portato della ragione umana che non può prescindere, nella sua esigenza di &#039;orienetarsi&#039; nella reatà, dall&#039;applicare la categoria della causalità, pena il naufragare nel caos. Ma la stessa ragione umana ci permette di intendere che la categoria della causalità - implicita nella razionalità - deriva da una condizione umana a determinare la quale concorrono dati ed eventi che sono &#039;materiali&#039;, nel senso che non saranno mai riconducibili ad altro che non sia la nostra fisicità, cioè a ciò che solo rende possibili esperienze reali, in quanto la mancanza della fisicità non permetterebbe alcuna esperienza. Ebbene, tra questi dati ed eventi da cui dipende la condizione umana, esiste anche la razionalità, cioè una facoltà che, ENTRO I LIMITI DI QUESTA CONDIZIONE, può essere esercitata per far fronte alla necessità di operare scelte. Libere quindi, queste scelte, in quanto razionali, ma di una razionalità che permette di sapere dei propri limiti invalicabili. Come sono invalicabili i limiti che caratterizzano l&#039;esistenza di ogni essere vivente.
Se invece si pretende di esercitare una libertà &#039;aldilà&#039; di questi limiti si deve ricorrere ad una dimensione che prescinde dalla condizione umana &#039;immaginandone&#039; una causa prima intelligibile. Applicando cioè la categoria della causalità a ciò che non farà mai parte della nostra esperiena. Antropomorfizzando entità che possiamo solo pensare... ontologizzando cioè l&#039;idea (il vecchio argomento ontologico) derivata dall&#039;esigenza di superare i limitil propri della condizione umana... esigenza destinata a rimanere sempre tale, destinata a sorgere e tramontare all&#039;interno della parabola biologica che caratterizza l&#039;esistenza di ognuno. Alienando la condizione umana nella trascendenza.
Questo è da intendere per materialismo. Si ritiene di poterlo superare? Benssimo... ma non si pretenda di conciliare materialismo e trascendentalismo, coincidendo quest&#039;ultimo - per il materialismo - col vero determinismo.
Adesso  vado a riposarmi (^_^)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Materialismo e libertà? Compatibilissimi.<br />
Basta non confondere materialismo con determinismo. Il determinismo è un portato della ragione umana che non può prescindere, nella sua esigenza di &#8216;orienetarsi&#8217; nella reatà, dall&#8217;applicare la categoria della causalità, pena il naufragare nel caos. Ma la stessa ragione umana ci permette di intendere che la categoria della causalità &#8211; implicita nella razionalità &#8211; deriva da una condizione umana a determinare la quale concorrono dati ed eventi che sono &#8216;materiali&#8217;, nel senso che non saranno mai riconducibili ad altro che non sia la nostra fisicità, cioè a ciò che solo rende possibili esperienze reali, in quanto la mancanza della fisicità non permetterebbe alcuna esperienza. Ebbene, tra questi dati ed eventi da cui dipende la condizione umana, esiste anche la razionalità, cioè una facoltà che, ENTRO I LIMITI DI QUESTA CONDIZIONE, può essere esercitata per far fronte alla necessità di operare scelte. Libere quindi, queste scelte, in quanto razionali, ma di una razionalità che permette di sapere dei propri limiti invalicabili. Come sono invalicabili i limiti che caratterizzano l&#8217;esistenza di ogni essere vivente.<br />
Se invece si pretende di esercitare una libertà &#8216;aldilà&#8217; di questi limiti si deve ricorrere ad una dimensione che prescinde dalla condizione umana &#8216;immaginandone&#8217; una causa prima intelligibile. Applicando cioè la categoria della causalità a ciò che non farà mai parte della nostra esperiena. Antropomorfizzando entità che possiamo solo pensare&#8230; ontologizzando cioè l&#8217;idea (il vecchio argomento ontologico) derivata dall&#8217;esigenza di superare i limitil propri della condizione umana&#8230; esigenza destinata a rimanere sempre tale, destinata a sorgere e tramontare all&#8217;interno della parabola biologica che caratterizza l&#8217;esistenza di ognuno. Alienando la condizione umana nella trascendenza.<br />
Questo è da intendere per materialismo. Si ritiene di poterlo superare? Benssimo&#8230; ma non si pretenda di conciliare materialismo e trascendentalismo, coincidendo quest&#8217;ultimo &#8211; per il materialismo &#8211; col vero determinismo.<br />
Adesso  vado a riposarmi (^_^)</p>
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	<item>
		<title>Di: murdega</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2010/03/20/scandalo-pedofilia-diocesi-monaco-sapeva-peter-h/#comment-360178</link>
		<dc:creator>murdega</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 09:07:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=16220#comment-360178</guid>
		<description>Il MATERIALISMO è la concezione filosofica  per la quale l&#039;unica realtà che può veramente essere detta esistere  è la materia e tutto deriva dalla sua continua trasformazione.

Per LIBERTA&#039; s&#039;intende genericamente la condizione per cui un individuo può decidere di agire senza costrizioni, usando la volontà  di accingersi all&#039;azione, ricorrendo ad una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a metterla in atto.

La filosofia è bella, ma tu stai difendendo non i i pedofili, ma il comportamento della
CCAR nei confronti dei preti pedofili al solo fine di leggittimare il tuo credere che ti
rifiuti di analizzare con spirito critico o  un piccolo reditto in ambito di essa,altrimenti spiegami la differenza tra il tuo dio ed il mio Moloch,Mitra,Orus,Dioniso,potremmo essere credenti anche senza una chiesa organizzata,il tuo difendere la gerarchia CCAR non ti rende credibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il MATERIALISMO è la concezione filosofica  per la quale l&#8217;unica realtà che può veramente essere detta esistere  è la materia e tutto deriva dalla sua continua trasformazione.</p>
<p>Per LIBERTA&#8217; s&#8217;intende genericamente la condizione per cui un individuo può decidere di agire senza costrizioni, usando la volontà  di accingersi all&#8217;azione, ricorrendo ad una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a metterla in atto.</p>
<p>La filosofia è bella, ma tu stai difendendo non i i pedofili, ma il comportamento della<br />
CCAR nei confronti dei preti pedofili al solo fine di leggittimare il tuo credere che ti<br />
rifiuti di analizzare con spirito critico o  un piccolo reditto in ambito di essa,altrimenti spiegami la differenza tra il tuo dio ed il mio Moloch,Mitra,Orus,Dioniso,potremmo essere credenti anche senza una chiesa organizzata,il tuo difendere la gerarchia CCAR non ti rende credibile.</p>
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