L’Aquila, anche il vescovo contestato
Il “popolo delle carriole” ne ha per tutti, anche per il vescovo ausiliare. Nel corso della ormai tradizionale protesta domenicale a L’Aquila è infatti comparso ieri anche mons. Giovanni D’Ercole: armato di pala, ha cominciato a sua volta a scavare. Diversi manifestanti l’hanno contestato: “sei venuto per le telecamere, vuoi solo farti vedere”. Federico Bologna del Comitato 3e32 ha puntualizzato: a nessuno è precluso di scavare, ma “mercoledì abbiamo scritto una lettera aperta invitando i politici a tenersi fuori dalla manifestazione, e spesso i vescovi sono più politici dei politici”. Secondo Bologna, sono soprattutto la vicenda della casa dello studente (costruita su un terreno della curia con 7,5 milioni di euro donati dalla Regione Lombardia del ciellino Formigoni) e la decisione di non espropriare proprio i terreni di proprietà della diocesi a suscitare perplessità sulle gerarchie ecclesiastiche.
Notizia inserita da Raffaele Carcano
Indiscutibilmente le cose stanno cambiando.
Primi passi di laicità popolare.
Che barba…! Speriamo ci sia uno stato senza religione dove mi prendano…mi basterebbe stare lontano da gente come voi. Oramai, questo paese è allo scatafascio e prendere per il c*lo gli “avversari” (chi non è dalla propria parte al 100% è un avverario, beninteso) è l’unica cosa da fare; sempre ben nascosti dal nickname che ci concede il 2.0, mi raccomando…!
Bruno Gualerzi risponde:
lunedì 15 marzo 2010 alle 18:49
Perchè tu invece – ben nascosto dal nickname – come ti stai comportando nei nostri confronti?
Sempre se ho capito cosa vuoi dire con questa inutile tirata.
Non sei indignato, sei solo un troll che si diverte a scrivere qui la prima idiozia che le tue dita digitano sulla tastiera, senza pensare al contenuto ma solo per provocare.
P.S.: guarda che “centra” doveva essere scritto “c’entra”. Studia.
firestarter risponde:
lunedì 15 marzo 2010 alle 17:19
non tutti hanno gli strumenti per pensare, e di certo non me lo aspetto da chi, come antonio volò, crede alle voci mute e agli ometti invisibili.
Marzo 2010 – Al momento, l’unico intervento della Chiesa aquilana è stato denunciato dal “Comitato 3 e 32″ che ha spiegato come Guido Bertolaso avesse deciso, insieme al sindaco Cialente, di consegnare Piazza D’Armi ai celestini per permettere loro di costruire la loro nuova mensa.
I comitati, ovviamente, chiedevano che lo spazio rimanesse pubblico e adibito a parco.
“Ci sono altre zone – spiegavano in un comunicato – dove il progetto della mensa – finanziato tra gli altri da Protezione Civile, Carispaq e il quotidiano Il Centro – può essere collocata. In uno dei tanti terreni della Chiesa ad esempio. Siamo stufi che gli interessi della Chiesa siano sempre privilegiati e il caso della nuova Casa dello studente lo conferma”.
nullità risponde:
lunedì 15 marzo 2010 alle 22:52
quindi volevano fare una caritatevole mensa…
…in terreni pubblici che poi diventano automaticamente proprietà della Chiesa?
ho capito bene???
Sandra risponde:
martedì 16 marzo 2010 alle 9:06
Purtroppo si’, grazie anche a un disguido (bertolaso)
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/02/28/il-sindaco-regala-piazza-armi-ai.html
…e il bello è che crede di avere un cervello!
gray risponde:
lunedì 15 marzo 2010 alle 18:25
la frase era per il troll, ma ora che i suoi interventi sono stati cancellati vedo che si adatta bene anche al protagonista della news… good
Caro Sig. Bologna,
L’UAAR invito’ il Ministro dell’economia G. Tremonti, a devolvere il ricavato dell’8X1000 in favore dei terremotati abruzzesi. Indovini un po’ che fine fecero invece quei soldi???
E’ ora che le persone comincino a farsele certe domande!
io ho fatto presente alla rete 3e32 la proposta dell’Uaar per usare l’8×1000 a gestione statale per la ricostruzione con criteri antisismici in Abruzzo
http://www.3e32.com/main/?page_id=9
Lorenzo Galoppini risponde:
lunedì 15 marzo 2010 alle 23:18
Ottima iniziativa.
Complimenti al Sig. Bologna e ai cittadini aquilani che hanno finalmente capito quanto danno produce alla società italiana la CCAR con tutti i privilegi che le vengono concessi (senza ritegno alcuno) da parte dei politici di qualunque schieramento. E’ una vergogna che deve finire! Coraggio, dunque, e lottiamo uniti contro questa iniquità.
Scriverò a questa Rete per esprimere solidarietà e sostegno alle loro posizioni contro la concessione di privilegi alla chiesa. E’ importante, a mio avviso, non farli sentire soli in questa battaglia così difficile (ahimè, lo sappiamo)….
“mons. Giovanni D’Ercole: armato di pala, ha cominciato a sua volta a scavare. Diversi manifestanti l’hanno contestato: “sei venuto per le telecamere, vuoi solo farti vedere”.”
Nooooooooooooo ma per una volta che i preti erano alla vanga!
Povero Garibaldi!
POPPER risponde:
martedì 16 marzo 2010 alle 13:32
Gli aquilani sono stanchi di essere strumentalzzati alla politca e dalla ccar.
nullità risponde:
martedì 16 marzo 2010 alle 16:54
non tutti… come sempre…
non tutti….
… tu chiamale se vuoi … perplessitàaaa …
Avrei voluto vederlo un vescovo con la pala in mano. Che spettacolo! Dopo 5 secondi di sconosciuto sudore avrà esultato per la propria scelta professionale.
MicheleB. risponde:
lunedì 15 marzo 2010 alle 20:00
PS anticipando la trollata più ovvia e scontata: io la pala in mano l’ho tenuta parecchio, sia per mestiere che per impegno domestico. Quindi so benissimo che significa. Il 200% dei vescovi, invece, no.
Andate a lavorare gratis, invece di rompere le gonadi a noi.
Davide Corsaro risponde:
mercoledì 17 marzo 2010 alle 14:24
Infatti è ovvio, il Vescovo non deve farsi vedere con la pala… deve non farsi affatto vedere aiutando dietro le quinte (soldi, terreni, tutto quello che può servire) secondo messaggio crist… ops… e chi lo ascolta più quel tale crocifisso :-\
vedi quando agli italiani si accorgono di privilegi,sconti.plateali favoreggiamenti,in merito al patrimonio,e includendo i soldi .allora la testa si apre respira,e qui l uaar dovrebbe insistere.
nullità risponde:
martedì 16 marzo 2010 alle 2:18
la Casta… non proprio casta.
CARTMAN666 risponde:
martedì 16 marzo 2010 alle 12:53
Bella questa
Bologna: «[...] spesso i vescovi sono più politici dei politici».
«Spesso»? Perché tanta prudenza e il mantenimento implicito di una possibile dicotomia vescovo/politico? Non esiste dicotomia, ma pura identità, per cui possiamo affermare in modo assertivo che vescovi = politici. I vescovi sono dei politici, all’indicativo e senza girarci troppo intorno.
enrico mini risponde:
martedì 16 marzo 2010 alle 9:52
Ma se ormai in itaglia non esistono più Politici, come fanno i vescovi ad essere politici?
Sono rimasti solo loro a fare politica?
La risposta mi inquieta.
Ho visto ieri la foto di questo vescovo ” scavando ” con le altre persone dell’ Aquila .
Ma perchè non si era vestito come gli altri anzichè sfoggiare il vestito talare vescovile e il pettorale d’ oro ? Era più che di tutto ridicolo e infantilmente esibizionista .
alberto tadini risponde:
martedì 16 marzo 2010 alle 15:34
come tutti i suoi pari. 366/24
murdega risponde:
martedì 16 marzo 2010 alle 19:56
Indicaci dove si può vedere.
Eh gia’, il terreno e’ ststo preso in prestito alla Curia e dopo tot anni le tornera’ indietro, con tutto quello che ci sara’ sopra. In pratica hanno regalato la casa dello studente alla Chiesa pagandola coi soldi dei cittadini.
http://www.repubblica.it/esteri/2010/03/16/news/prete_sospeso-2689454/
Esiste davvero la responsabilità dell’attuale papa, quando era arcivescovo di Monaco di Baviera ed aveva trattato personalmente il trasferimento di un religioso, anche se si asserisce che a sua insaputa il religioso continuava ad essere parroco e ugualmente pedofilo impenitente, il che non mi convince affatto, e a quanto pare nemmeno ha convinto i fedeli che avrebbero contestato il religioso durante una messa e chiesto chiarimenti sulla rsponsabilità delll’attuale papa.
Siamo alle solite o stanno raschiando il fondo del vaso di Pandora? Non vi sono abbastanza prove per chiedere le dimissioni a B16? Ce ne sono eccome, ma vogliono salvargli il fondoschiena assumendosi delle responsabilità che non hanno e non avevano, perchè il papa attuale, a quel tempo, non poteva non sapere, oppure lo spiritio santo lo ha tenuto all’oscuro delle manovre dei suoi subalterni, alché la fede cattolica non lo pptrebbe accettare, diciamo che davanti alle porcate della ccar anche dio si volta dall’altra parte e, dato che rispetta la libertà dei suoi fedeli e sacrdoti, si assenta e se ne leva le mani, più o meno come il buon Pilato.
Don Ercole aspira a fare il vescovo con la pala? Ma sul terreno dello Stato o su quello della ccar? Terribile dubbio lo ammetto. La contestazione dei cittadini aquilani nei suoi confronti è legittima e non può essere tacciata di anticlericale come se fosse un crimine esserlo!
“sei venuto per le telecamere, vuoi solo farti vedere”
più o meno come i farisei criticati da gesù nel vangelo, che amavano esibirsi in pubblico per far vedere il loro pregare e la loro carità. Se ben ricordo cristo disse: non fate come loro! Appunto, altro consiglio di gesù disatteso proprio dalla sua stessa chiesa e dai suoi ministri.
non so su altri giornali, ma su epollis, quotidiano gratuito distribuito anche a torino, parlavano semplicemente del vescovo che era andato a spalare…non facevano parola delle contestazioni. un po’ retoricamente, un po’ ingenuamente mi viene da esclamare: che pessima informazione! che ormai è merce consueta
@gerard
hai perfettamente ragione… ma la sua esibizione in quel caso non avrebbe avuto senso!
Ma Giovanni d’Ercole era quel prete odiosissimo che una quindicina d’anni fa compariva quasi ogni giorno a rappresentare il punto di vista della chiesa nei talk show televisivi, di una pedanteria e un’untuosità mai viste? Ha fatto una bella carriera, a quanto vedo…
Lisa
Sandra risponde:
martedì 16 marzo 2010 alle 22:12
…e guarda come rifilano a spese del contribuente Boffo, nella nuova Consulta filatelica per “valorizzare il ruolo del francobollo come strumento di identità civile e promozione culturale ed anche come veicolo dello stile italiano e del Made in Italy nel mondo”.
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/16/news/boffo_in_consulta_filatelica-2701124/
nullità risponde:
mercoledì 17 marzo 2010 alle 10:36
per un attimo avevo pensato che pagasse Boffo.
è solo una maldestra virgola scappata via, l’illusione è durata poco.
la classica poltrona ben stipendiata per farti appoggiare comodamente i piedi alla scrivania.