Amnesty International sollecitata ad “adottare” una coppia gay in Malawi

Steven Monjeza e Tiwonge Chimbalanga sono cittadini del Malawi, arrestati lo scorso dicembre per aver celebrato una cerimonia di partenariato. I due, accusati di “reati contro natura” e di “pratiche indecenti fra uomini”, sono stati anche oggetto di pestaggi da parte della polizia. Il verdetto sul loro caso è atteso per il 22 marzo: nel frattempo Amnesty International, che ha seguito la vicenda fin dall’inizio, è stata sollecitata da Peter Tatchell, attivista del gruppo di azione per i diritti GLBT OutRage!, ad adottare Monjeza e Chimabalaga quali “prigionieri di coscienza”. I due uomini rischiano una condanna a quattordici anni di carcere.
AGGIORNAMENTO DEL 12 MARZO. Amnesty International ha adottato il caso e messo a disposizione una lettera/fax proforma che chiunque può compilare e spedire al ministro della giustizia del Malawi.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato martedì, 9 marzo 2010 alle 16:28 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

22 Commenti a “Amnesty International sollecitata ad “adottare” una coppia gay in Malawi”

  1. massimiliano f. scrive:

    Come si fa?

  2. ser joe scrive:

    Ma che bel posticino il Malawi. E pensare che ci vanno molti italiani a fare vacanza.

    Paul Manoni risponde:

    Speriamo che smettano di andarci almeno i gay…

    Stefano Grassino risponde:

    Mandiamoci il fratello del papa, il papa, tutti i frati e monache………….

    Fabio Ghianda risponde:

    Chi?
    Monnezza?

  3. Paul Manoni scrive:

    14 anni di carcere per cosa!?!?!?!
    “reati contro natura” e “pratiche indecenti fra uomini”????
    Chi e’ che decide cosa e’ decente e cosa invece non lo e’????
    Chi decide e cosa e’ naturale e cosa va’ contro natura????
    Ma fatemi il piacere…..

    Painkiller risponde:

    Qualche vecchio trombone sulla base di libri scritti millenni fà da pastori ignoranti…. il tutto per creare un “nemico” contro cui aizzare le folle, così che restino compatti e continuino a ignorare i veri problemi.

    massimiliano f. risponde:

    non sapevo che pastori ignoranti scrivessero dei libri.
    non si finisce mai di imparare!

    POPPER risponde:

    Massimilano, per vafore! non hai ma sentito parlare di spirito santo che ispira profeti e veggenti ignoranti e li tiene ignoranti comunqure su se stessi?

    Sono persone che avranno anche scritto i libri sacri ma è letteratura la loro e non dogma di fede, quelli che ne han fatto un dogma lo ha fatto per ragione di potere e di soldi.

  4. Hellspirit scrive:

    Purtroppo quelli che lanciano anatemi e crociate contro gli omosessuali, dato che in Europa e Nordamerica nessuno li ascolta, si stanno rifacendo in Africa… Bisognerebbe impegnarsi seriamente per evitare che anche lì il Medioevo :\

    Stefano Grassino risponde:

    Forza bersaglieriiiii, ricordatevi il 19/09/1870

    Luciano47 risponde:

    Tranquillo Stefano; non sono più quelli di una volta.

  5. Alessandro scrive:

    ma Amnesty li considera già prigionieri di coscienza!
    firmate l’appello sul sito italiano!
    http://www.amnesty.it/malawi_coppia_gay.html

    Stefano Grassino risponde:

    Io e mia moglie abbiamo fatto.

    Paul Manoni risponde:

    Fatto anchio… ;)
    Grazie per aver postato il link.

  6. Luca B scrive:

    Il prodotto di una cultura fallocentrica non può che essere la deriva dell’omofobia; leggevo oggi su Repubblica un articolo riguardo la “bi-curiosità” tipica dell’adolescenza, di come questa sia comune a tutti i tempi, i luoghi e le culture, ma che qui in Italia si stia palesando solo ora perchè prima era così tabuizzata da spingere gli individui ad auto-censurarsi. Parla di un 60% di adolescenti maschi che hanno avuto esperienze omosessuali, e si parla per lo più di ragazzi eterosessuali. La bi-curiosità è una caratteristica comune a tutti, poi ognuno ha le proprie spinte biologiche e si trova attratto dall’uno o l’altro sesso, o entrambi, ma tutti dovremmo domandarci da chi e cosa siamo attratti, in piena sincerità. Secondo me, tutta questa repressione, tipica dei grandi monoteismi, è in realtà un rifiuto di questa naturale tendenza all’esplorazione della sessualità e del piacere, quindi si stabilisce a priori cosa è normale e cosa non lo è, si tabuizza ciò che si ritiene “inaccettabile”, si delineano stereotipi di genere invalicabili, ruoli e status che derivano direttamente dall’omologazione a questi standard.

    Queste culture, come quella del Malawai, sono a mio avviso patologiche, perchè il perno stesso della loro interpretazione della sessualità è malato. Stabiliscono cosa è normale e reprimono con la violenza quello che non lo è, come un fantasma lebbroso che rischia di infettarli con scenari alternativi e rivoluzionari, qualcosa che potrebbe mettere in discussione la società patriarcale e la supremazia maschile.

  7. Falloppio scrive:

    e poi succede questo….non conviene:
    http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/USA-FIGLIO-DI-COPPIA-LESBICA-CACCIATO-DA-SCUOLA-CATTOLICA/news-dettaglio/3760188

    roberta risponde:

    perche’ questa notizia (purtroppo) non mi meraviglia?

    Stefano Grassino risponde:

    Venite da me nell’amore che ci ha insegnato il cristo…….ipocriti.

  8. MetaLocX scrive:

    I due, accusati di “reati contro natura” e di “pratiche indecenti fra uomini”

    L’uomo: animale razionale (?)

  9. San Giovese scrive:

    Da wikipedia:
    Malawi, religione:
    la maggior parte della popolazione si dichiara cristiana (75%) con una maggioranza (55%) di protestanti e un 20% di cattolici, mentre il 15% è musulmana, quest’ultima localizzata soprattutto al nord del paese e sulle sponde del lago Malawi.

    Quindi hanno fatto a gara a chi condannava o questa condanna la dobbiamo considerare una forma di equilibro e di “pacifica” convivenza multiculturale???

    Firmato l’appello e linkato su FaceBook. Grazie per il link.

  10. #Aldo# scrive:

    Non ho capito bene se i due sono stati arrestati e rischiano la condanna per il fatto di essere omosessuali o per il fatto di avere celebrato una cerimonia non ammessa. Nel primo caso direi che un arresto per ragioni legate alle preferenze sessuali individuali è una cosa inaccettabile senza se e senza ma. Nel secondo caso sarei molto meno radicale, perché anche qui da noi molte pratiche pubbliche sono altrettanto perseguibili, ed ogni Stato deve poter decidere cosa è pubblicamente ammissibile e cosa no sul proprio territorio, anche se 14 anni di carcere sono una pena smisurata. I pestaggi, invece, sono sempre condannabili a meno che siano la risposta immediata ad un attacco violento (autodifesa), e non mi sembra che questo sia il caso.