Amnesty International sollecitata ad “adottare” una coppia gay in Malawi
Steven Monjeza e Tiwonge Chimbalanga sono cittadini del Malawi, arrestati lo scorso dicembre per aver celebrato una cerimonia di partenariato. I due, accusati di “reati contro natura” e di “pratiche indecenti fra uomini”, sono stati anche oggetto di pestaggi da parte della polizia. Il verdetto sul loro caso è atteso per il 22 marzo: nel frattempo Amnesty International, che ha seguito la vicenda fin dall’inizio, è stata sollecitata da Peter Tatchell, attivista del gruppo di azione per i diritti GLBT OutRage!, ad adottare Monjeza e Chimabalaga quali “prigionieri di coscienza”. I due uomini rischiano una condanna a quattordici anni di carcere.
AGGIORNAMENTO DEL 12 MARZO. Amnesty International ha adottato il caso e messo a disposizione una lettera/fax proforma che chiunque può compilare e spedire al ministro della giustizia del Malawi.
Notizia inserita da Raffaele Carcano
Come si fa?
Ma che bel posticino il Malawi. E pensare che ci vanno molti italiani a fare vacanza.
Paul Manoni risponde:
martedì 9 marzo 2010 alle 17:47
Speriamo che smettano di andarci almeno i gay…
Stefano Grassino risponde:
martedì 9 marzo 2010 alle 18:52
Mandiamoci il fratello del papa, il papa, tutti i frati e monache………….
Fabio Ghianda risponde:
mercoledì 10 marzo 2010 alle 0:10
Chi?
Monnezza?
14 anni di carcere per cosa!?!?!?!
“reati contro natura” e “pratiche indecenti fra uomini”????
Chi e’ che decide cosa e’ decente e cosa invece non lo e’????
Chi decide e cosa e’ naturale e cosa va’ contro natura????
Ma fatemi il piacere…..
Painkiller risponde:
martedì 9 marzo 2010 alle 18:32
Qualche vecchio trombone sulla base di libri scritti millenni fà da pastori ignoranti…. il tutto per creare un “nemico” contro cui aizzare le folle, così che restino compatti e continuino a ignorare i veri problemi.
massimiliano f. risponde:
martedì 9 marzo 2010 alle 22:18
non sapevo che pastori ignoranti scrivessero dei libri.
non si finisce mai di imparare!
POPPER risponde:
mercoledì 10 marzo 2010 alle 14:06
Massimilano, per vafore! non hai ma sentito parlare di spirito santo che ispira profeti e veggenti ignoranti e li tiene ignoranti comunqure su se stessi?
Sono persone che avranno anche scritto i libri sacri ma è letteratura la loro e non dogma di fede, quelli che ne han fatto un dogma lo ha fatto per ragione di potere e di soldi.
Purtroppo quelli che lanciano anatemi e crociate contro gli omosessuali, dato che in Europa e Nordamerica nessuno li ascolta, si stanno rifacendo in Africa… Bisognerebbe impegnarsi seriamente per evitare che anche lì il Medioevo :\
Stefano Grassino risponde:
martedì 9 marzo 2010 alle 18:51
Forza bersaglieriiiii, ricordatevi il 19/09/1870
Luciano47 risponde:
martedì 9 marzo 2010 alle 22:00
Tranquillo Stefano; non sono più quelli di una volta.
ma Amnesty li considera già prigionieri di coscienza!
firmate l’appello sul sito italiano!
http://www.amnesty.it/malawi_coppia_gay.html
Stefano Grassino risponde:
martedì 9 marzo 2010 alle 18:51
Io e mia moglie abbiamo fatto.
Paul Manoni risponde:
martedì 9 marzo 2010 alle 20:13
Fatto anchio…
Grazie per aver postato il link.
Il prodotto di una cultura fallocentrica non può che essere la deriva dell’omofobia; leggevo oggi su Repubblica un articolo riguardo la “bi-curiosità” tipica dell’adolescenza, di come questa sia comune a tutti i tempi, i luoghi e le culture, ma che qui in Italia si stia palesando solo ora perchè prima era così tabuizzata da spingere gli individui ad auto-censurarsi. Parla di un 60% di adolescenti maschi che hanno avuto esperienze omosessuali, e si parla per lo più di ragazzi eterosessuali. La bi-curiosità è una caratteristica comune a tutti, poi ognuno ha le proprie spinte biologiche e si trova attratto dall’uno o l’altro sesso, o entrambi, ma tutti dovremmo domandarci da chi e cosa siamo attratti, in piena sincerità. Secondo me, tutta questa repressione, tipica dei grandi monoteismi, è in realtà un rifiuto di questa naturale tendenza all’esplorazione della sessualità e del piacere, quindi si stabilisce a priori cosa è normale e cosa non lo è, si tabuizza ciò che si ritiene “inaccettabile”, si delineano stereotipi di genere invalicabili, ruoli e status che derivano direttamente dall’omologazione a questi standard.
Queste culture, come quella del Malawai, sono a mio avviso patologiche, perchè il perno stesso della loro interpretazione della sessualità è malato. Stabiliscono cosa è normale e reprimono con la violenza quello che non lo è, come un fantasma lebbroso che rischia di infettarli con scenari alternativi e rivoluzionari, qualcosa che potrebbe mettere in discussione la società patriarcale e la supremazia maschile.
e poi succede questo….non conviene:
http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/USA-FIGLIO-DI-COPPIA-LESBICA-CACCIATO-DA-SCUOLA-CATTOLICA/news-dettaglio/3760188
roberta risponde:
martedì 9 marzo 2010 alle 22:31
perche’ questa notizia (purtroppo) non mi meraviglia?
Stefano Grassino risponde:
martedì 9 marzo 2010 alle 23:10
Venite da me nell’amore che ci ha insegnato il cristo…….ipocriti.
L’uomo: animale razionale (?)
Da wikipedia:
Malawi, religione:
la maggior parte della popolazione si dichiara cristiana (75%) con una maggioranza (55%) di protestanti e un 20% di cattolici, mentre il 15% è musulmana, quest’ultima localizzata soprattutto al nord del paese e sulle sponde del lago Malawi.
Quindi hanno fatto a gara a chi condannava o questa condanna la dobbiamo considerare una forma di equilibro e di “pacifica” convivenza multiculturale???
Firmato l’appello e linkato su FaceBook. Grazie per il link.
Non ho capito bene se i due sono stati arrestati e rischiano la condanna per il fatto di essere omosessuali o per il fatto di avere celebrato una cerimonia non ammessa. Nel primo caso direi che un arresto per ragioni legate alle preferenze sessuali individuali è una cosa inaccettabile senza se e senza ma. Nel secondo caso sarei molto meno radicale, perché anche qui da noi molte pratiche pubbliche sono altrettanto perseguibili, ed ogni Stato deve poter decidere cosa è pubblicamente ammissibile e cosa no sul proprio territorio, anche se 14 anni di carcere sono una pena smisurata. I pestaggi, invece, sono sempre condannabili a meno che siano la risposta immediata ad un attacco violento (autodifesa), e non mi sembra che questo sia il caso.