Il Vaticano crea una fondazione aperta agli atei, ma “l’UAAR è folcloristica”

Monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura, ha annunciato che il suo dicastero curiale sta per creare una fondazione intitolata “Il cortile dei gentili”, isprirata al discorso tenuto da Benedetto XVI lo scorso dicembre. Gli obbiettivi della nuova struttura sarebbero quattro, secondo quanto dichiarato ad Avvenire: “Primo, creare una rete di persone agnostiche o atee che accettino il dialogo e entrino come membri nella Fondazione e quindi del nostro dicastero. Inoltre, vogliamo avviare contatti con organizzazioni atee per avviare un confronto (non certo con l’Uaar italiana, che è folcloristica). Terzo, studiare lo spazio della spiritualità dei senza Dio su cui aveva già indagato la Cattedra dei non credenti del cardinale Martini a Milano”. Il quarto, “sviluppare i temi del rapporto tra religione, società, pace e natura”. Con questa iniziativa, ha proseguito Ravasi, il Vaticano intende “aiutare tutti ad uscire da una concezione povera del credere, far capire che la teologia ha dignità scientifica e statuto epistemologico”. Il monsignore ha inoltre lamentato la fine “del grande ateismo di Nietzsche e Marx, che purtroppo è andato in crisi”, sostituito da “un ateismo ironico-sarcastico” di cui sarebbero alfieri Onfray, Dawkins e Hitchens.
Il primo interlocutore di cui ha fatto il nome Ravasi sarebbe Julia Kristeva, di cui è stato appena pubblicato da Donzelli il libro Teresa, mon amour. Santa Teresa d’Avila: l’estasi come un romanzo. “Nel cortile dei gentili” è comunque già da qualche giorno uno spazio autonomo sul sito di Avvenire: tra i “gentili” che hanno avuto la parola, anche Giuliano Amato, Massimo Cacciari e Susanna Tamaro.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 25 febbraio 2010 alle 23:16 e classificato in Generale, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.