L’istruzione secondo il governo: a chi più, a chi meno
Più fondi per le scuole cattoliche: sembra sia stato questo l’esito dell’incontro tra il premier Silvio Berlusconi e il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, avvenuto ieri per celebrare l’anniversario dei Patti lateranensi. Nel frattempo i rettori degli atenei italiani lanciano un grido d’allarme: se saranno confermati i tagli preannunciati dal governo, alcune università potrebbero addirittura chiudere.
Notizia inserita da Raffaele Carcano

è la decima.
Mario risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 20:59
………… ma già la paghiamo anche in altri modi.
Il fatto che alcune universita` potrebbero essere costrette a “chiudere” sarebbe anche un effetto collaterale positivo. Ma non ci crede nessuno che questa sia effettivamente la realta`
Se si danno fondi alle scuole cattoliche allora occorre abolire l’ora di religione in quelle pubbliche.
Ma la Corte Costituzionale non trova incostituzionale dare fondi in questo modo ?
Eccheccavolo!!
Ma se proprio devono dare dei fondi a dei religiosi, non possono destinarli ai frati trappisti?!!
Ciccio risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 21:32
quoto. Gli unici frati di cui apprezzo il lavoro….
E’ un fatto gravissimo. E i cattolici, con i loro giochi politici e di potere fanno sempre più schifo.
In effetti la situazione è talmente tragica che l’unica speranza è che le università chiudano veramente. E che le nuove generazioni fuggano dall’Italia lasciando la parte più bacata, bigotta e marcia del paese ad autodistruggersi.
robby risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 17:44
ai propio ragione mè sa che stiamo alla fruttaììpurtroppo il prete la fare sempre da padroneìì
nicolar risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 2:03
infatti.bisogna avere pazienza.in ogni inzio secolo ci sono stati grandi cambiamenti.la loro è solo publicità in quanto hanno il fuoco dietro.ci sono parecchi segnali che arrivano in tal proposito.vedasi uscita di bertone a wroclaw breslavia,è andato nella città più atea della polonia,dove certi manifesti cattolici vengono bombardati da vernice.dove quelli che vanno in chiesa di solito sono 1 per cento e anche meno.QUESTA E’ LA REALTA’.loro lo sanno benissimo,forse siamo noi a non saperlo.togli la tv,e vedi cosa rimane di loro.NIENTE.CI STANNO PRENDENDO PER IL CULO 4 GATTI IGNORANTI.
C’è poco da meravigliarsi quando, in occasione della commemorazione dei gloriosi Patti Lateranensi, il nostro amato presidente Napolitano ha dichiarato tutto soddisfatto – parola più parola meno – che stato e chiesa marciano in perfetta sintonia.
Per ogni iscritto a scuole paritarie, lo stato risparmia più soldi di quanto ne da, perchè un alunno nella pubblica è più costoso.
Anzicchè lamentarvi potreste aprire una scuola ‘confessionale’ pure voi e ricevere i benefici dello stato, come le ricevono tutte le altre paritarie confessionali non cattoliche che hanno stipulato intese con lo stato.
maria risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 18:04
che c…o stai dicendo? sai quanti insegnanti di religione vengono pagati dallo stato e scelti dalla curia?
prima di scriver pensa!!
AndreA risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 18:04
Oppure, visto che ci siamo, pagare qualche puttana a qualche ministro.
Fri risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 18:37
Tralasciando il fatto che io sono contraria il linea di principio alle scuole private di qualsiasi colore, e anche tralasciando il fatto che alcuni economisti non sono proprio d’accordo sul fatto che lo stato risparmi a finanziare le scuole private (lo lessi da qualche parte, se ritrovo l’articolo ve lo faccio sapere), il discorso e’ un altro. Se lo stato italiano fosse talmente ricco da avere soldi da buttare via nelle scuole private si potrebbe anche accettare il finanziamento di queste. Il problema e’ che per finanziare le scuole confessionali si tolgono fondi a quelle pubbliche, contravvenendo alla costituzione e ai principi fondamentali di qualsiasi democrazia avanzata occidentale secondo i quali qualunque individuo, indipendentemente dalla classe sociale, dalla disponibilita’ economica, dal sesso, dalla religione e dall’orientamento polico, ha diritto ad una educazione pari a quella di tutti gli altri.
Painkiller risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 19:09
e ti sei dimenticata di ricordare che gli studi OCSE hanno dimostrato che i peggiori studenti d’europa escono dai diplomifici cattolici italici.
Stefano Grassino risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 19:37
“ai principi fondamentali di qualsiasi democrazia avanzata occidentale”
Stai parlando dell’Olanda, del belgio, della Germania, della Francia, della Spagna, del Regno Unito………………..
Fri risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 22:24
nightshade90 risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 18:57
sarebbe interessante costruire scuole private laiche (anche se voi religisi le chiamereste “atee”), peccato che sia difficile per un’organizzazione come l’UAAR sia gestirle sia fare concorrenza ad una società come il vaticano….
Stefano risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 19:19
@ Laikus
OCSE: La scuola privata italiana è la peggiore d’Europa. Ma non solo. E’ anche una delle ultime al mondo
http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuole-private-male/scuole-private-male/scuole-private-male.html
Tanto mi dai…
A proposito, spero tu non abbia studiato in una scuola privata (si direbbe…)
Alessandro S. risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 19:27
Stefano risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 19:19
Si direbbe proprio di si, infatti.
Stefano risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 19:55
@ Stefano da Berlusconi:
“Cribbio, i soliti maldicenti! Più fondi proprio per migliorarle!”
fiertel91 risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 20:22
@ Painkiller: non mi stupisce. Bisognerà pure gratificare i genitori paganti.
biondino risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 22:04
interessante l’articolo.
sembra che le scuole private vadano meglio delle pubbliche in germania, spagna, regno unito… ma non sono gli stati citati da stefano grassino come esempi di democrazia occidentali a sostegno delle scuole pubbliche e contro il finaziamento delle private?
secondo me, qui c’è qualcosa che non funziona.
Paul Manoni risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 19:26
certo, un ATE(O)NEO….
Ma falla finita…!
Stefano Grassino risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 19:32
E’ arrivato un’altro provocatore. Si prega di non rispondergli.
Painkiller risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 20:09
Eddai Grassino! Cosa sarebbe la vita senza i troll? Sai che noia.
Certo i cattolici cervello muniti ultimamente scarseggiano.
Prima la tipa che giustificava il genocidio perchè “la libertà dal peccato è più importante di tutto”, poi il citrullo secondo cui se la legge lo dice allora è giusto (domanda: se il parlamento approvasse una legge che obbliga a sparare ai cattolici lui prenderebbe una carabina?), poi quella che ama zichichi, ecc, ecc
Mi chiedo che ci vengano a fare qui visto che il loro scopo è solo giudicare, odiare, insultare e offendersi se gli rispondi per le rime.
fiertel91 risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 20:21
Risparmia ancora più soldi se non ne dà proprio. E comunque, quei soldi da qualche parte vengono: dai contribuenti più abbienti.
Prova allora a fare un progresso logico e capire dove voglio arrivare.
Flavio risponde:
domenica 21 febbraio 2010 alle 0:47
Laikus, hai proprio una visione del mondo piegata dal tuo pregiudizio. Le scuole pubbliche non rifiutano (non dovrebbero) nessuno studente, qualsiasi siano i suoi bisogni o problemi, come NON fanno le private. Non c’e’ da paragonare il costo.
Uno stato puo’ anche avere il 99% di scuole private, non e’ un problema in linea di principio. Purche’ non si facciano discriminazioni. Purche’ la Costituzione non dica il contrario. Purche’ chi sceglie le private non goda di aiuti pubblici maggiori di chi va alla pubblica. Guardati Presa Diretta di Iacona e impara qualcosa.
questa chiesa corrotta e malata non ha piu’ limiti…anzi non ne ha mai avuti!
e molti nel pd sono tristi per l’uscita di una persona ..(.posso dire ignobile?) come la binetti e la sua opus dei (pare che anche bertolaso sia vicino all’opus dei !!)
libero risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 22:46
La CCAR non è più una chiesa ma una corporazione che cerca di sopravvivere alla modernità, ma non sa bene come fare.
dovevate specificare universita’ pubblica!
biondino risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 22:07
tutte le università sono enti autonomi, tecnicamente non esistono più atenei statali ( e neppure scuole superiori o medie o elementari statali).
Fri risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 22:25
infatti non ho scritto statale, ma pubblica…
biondino risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 22:44
perchè, le università private se hanno problemi di bilancio non possono fallire, chiudere, eccetera?
Fri risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 1:15
non quelle cattoliche, che se hanno problemi di bilancio glieli tappa il governo…
Colapesce risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 8:05
Consolatevi, presto un nuovo ateneo aprirà i battenti: l’Università della Libertà.
Era giò tutto previsto da tempo… L’UAAR lo sta dicendo da tempo. IL PROGETTONE evangelizzatore PRO-CEI, PRO-CATTOLICI si sta realizzando.
Ho visto la scorsa puntata di Linea Diretta sulla scuola, uno sfacelo. Ma la cosa che più mi ha colpita è che pare ci siano delle direttive regionali che vietano la costruzione di una scuola pubblica nelle vicinanze di una scuola paritaria dello stesso indirizzo. Come quel tal quartiere a Milano, dove è stato abbattuto un istituto fatiscente in un rione popolare per costruirne uno nuovo, chiaramente il progetto di ricostruzione non è mai partito, e nelle vicinanze nasce la scuola bilingue, bellissima, ma a partire da 7000 euro l’anno per l’asilo, più attività extra, con rimborso regionale. E i figli dei popolani dove dovrebbero andare a studiare? Ora, il discorso di Laikus non mi pare del tutto sbagliato, Fri se hai quell’articolo ti prego di inviarlo. Mi vien da dire che effettivamente lo stato potrebbe anche risparmiare non costruendo più scuole pubbliche e non pagando più insegnanti. Con mille euro di rimborso a chi se ne può permettere 10.000 l’anno più extra sicuramente risparmia, il problema è cosa facciano tutti gli altri.
Stefano Grassino risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 19:39
Tutti gli altri finiranno nei ghetti della non conoscienza. Avremo i nobili e la vandea.
Barbara risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 19:55
Appunto, mi sa che è proprio quello che stanno tentando di fare. Però devo dire che il 30% della Gelmini mi rincuora visto in questa prospettiva, significa che bene o male non si vogliono ancora creare scuole ghetto. Spero che si possa dire su questo sito.
Kaworu risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 20:19
la cosa “drammatica” è che anche i nobili saranno al livello del povero più scalcagnato come cultura.
perchè le scuole private nonostante i soldi sono fondamentalmente degli asili per bambocci ignoranti come zappe che prenderanno poi in mano la ditta di papà (quindi zero necessità di aver qualche qualifica per un lavoro vero) che faranno fallire nell’arco se va bene di qualche anno.
dv64 risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 20:20
La puntata di Linea Diretta sulla scuola è visibile qui:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a20d3078-c510-4407-8b63-b616d0695247.html?p=0
Ho ascoltato più volte il “ragionamento” del prete al minuto 40 e ancora non riesco a credere alle mie orecchie…
Davide Suraci risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 12:00
Non si tratta di “Linea Diretta”, come erroneamente riportato da alcuni di voi, bensì della trasmissione tv “Presa Diretta” andata in onda il 14 Febbraio 2010 su RAITRE.
Le dichiarazioni del prelato che giustifica i manager “che non hanno le spalle coperte” (categoria a rischio?) le potete vedere qui:
http://www.territorioscuola.com/youtube/view.php?video=gP9CgXzYpFQ&feature=youtube_gdata&title=PRESA+DIRETTA+14+02+2010+Scuola+fallita+5%2F11
oppure qui:
http://tinyurl.com/presadiretta-quinta-parte
Tutta la trasmissione, qui:
http://www.territorioscuola.com/youtube/index.php?key=%22PRESA+DIRETTA+14+02+2010+Scuola+fallita+Riccardo+Iacona%22
dv64 risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 13:29
Vero, “Presa diretta”, scusate il lapsus.
Fondi pubblici ai preti pedofili!
In una parola: incostituzionale. Come tutta la storia italiana purtroppo.
è una guerra civile fredda,come dice Luttazzi, che gli abbienti e le forze reazionarie portano avanti contro le classi piu modeste,che per di piu appoggiano tale comportamento.
Il guaio è che in parecchi,ad esempio gli operai,si collocano idealmente in una fascia sociale che in realta’ non appartiene loro: si credono piu benestanti di quel che sono.
biondino risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 22:09
quoto quoto quoto
Quando un sindacato cattolico vuol mettere le mani sulle corrispondenze via Internet.
ecco oggi il sindacato Cisl-Poste: le e-mail cancellano i postini
Il boom dei social network mette a rischio oltre 10 mila posti di lavoro.
La risposta puntuale dell’ad Sarmi: nessuno perderà il posto
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201002articoli/52402girata.asp
Se non fosse perchè è la CISL a dirlo ci sarebbe da ridere, ma invece la cosa mi rende molto perplesso. Ma questo sindacare anche nella questione delle corrisnpondenze pubbliche e private via E-Mail e Social Network non vi pare un progetto oscuro con una regia illiberale che attcca Internet per il solo fatto chè è ancora libero?
La selezione discriminatoria della scuola in Italia, voluta dal governo ormai visibilmente clerico-fascista, per cui si toglie sempre più fondi agli istituti statali e alle università e si riempiono le tasche delle scuole paritarie è senza alcun dubbio una minaccia alla laicità dello stato e della democrazia stessa.
Da quando il Primo Ministro ha baciato la mano (o l’anello) al papa, ha fatto un atto di sottomissione. Ma ce ne rendiamo conto?!
In Lombardia 3 euro pro capite agli studenti delle scuole pubbliche, 400 a quelli delle scuole private!! Le scuole dell’eccellenza, figli di ricchi aiutati con contributi statali, mentre i figli degli operai si portano la carta igienica da casa! Classi di scuole pubbliche con fino a un quinto di extracomunitari, classi che si fanno carico di portatori di handicap, rifiutati dalle private. E’ uno schifo. I bambini hanno il diritto alla scuola gratuita. Ma in Italia i diritti sono proporzionali al reddito. E la chiesa incassa in silenzio.
Kurt Godel risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 21:23
Scuole d’eccellenza? qualche post più su si sostiene che sono le peggiori d’Europa…mettetevi d’accordo (e fate meglio i conti).
Kaworu risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 21:25
sul significato di “eccellenza”, più che altro.
qualità dell’insegnamento o qualità della struttura?
Sandra risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 21:48
Io mi riferivo alle scuole private milanesi di cui al servizio di raitre, la bilingue, la gesuita e quella delle orsoline. Si parla di 7000 euro di retta al mese a partire dalla scuola materna, capisci anche tu che stiamo parlando di eccellenza. In un ambiente scremato, selezionato, ricco di risorse – se guardi il servizio vedrai una scuola con quasi 200 computer o sentirai un laboratorio di inglese con insegnante madrelingue. Non tutte le scuole paritarie sono cosi’, proprio grazie alla corruzione italiana – o alla mancanza di controllo serio, che e’ la stessa cosa. Ma dove si vuole la qualita’ – per esempio per i giovani rampolli delle famiglie bene di Milano, la’ i risultati ci sono. I quali poi andranno a studiare – sempre dal servizio – in prestigiose universita’ straniere.
In tutto questo ti chiedi quale sia il ruolo della Chiesa? Perche’ le orsoline o i gesuiti non possono ignorare di favorire e ingrassare un sistema che certo non e’ virtuoso. E’ un ambiente corrotto, ingiusto, fatto di privilegi costruiti a spese altrui. In una situazione di ingiustizia sociale quale la nostra la scuola paritaria, e a maggior ragione quella cattolica, e’ profondamente offensiva e immorale.
Kurt Godel risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 22:20
ma non fa un po’ impressione anche a voi accostare le parole ’scuola’ e ‘Stato’? certo adesso vi va di lusso, ma se i programmi li decidesse De Mattei?
peppe risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 12:48
Sinceramente? Mi fa skifo sentir accostare la parola chiesa alla parola denari… e ogni volta che ti leggo questo skifo aumenta.
Paul Manoni risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 15:30
A me fa schifo accostare la parola “scuola pubblica” alla parola “crocifisso”.
Accostare la parola “stato” alla parola “chiesa” e/o “religione” non ne parliamo nemmeno!
Uno come De Mattei, si puo’ solo compatire….
@ Kaworu
ti prego di non rinfacciare certe cose a Kurt, non è in grado di fare distinzioni.
Lascialo con i suoi libri delle fiabe e i suoi giochini, sennò il pupo si arrabbia…
@ Sandra
7000 euro? non è, euro più euro meno, quello che spende lo Stato per ogni alunno della scuola pubblica?
AndreA risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 22:27
Invece per mandarlo alla scuola confessionale i 7000 euro li offri tu?
Ma vai a zappare la terra.
Kurt Godel risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 22:43
Perché devo offrirli io se già li ha pagati lui (con le tasse, per chi ancora non l’avesse capito)?
AndreA risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 23:14
@kurt
Ma ci fai o ci sei?
Sandra risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 22:41
Io citavo cifre in riferimento al servizio televisivo di contributi regionali, in particolare Lombardia, e non del costo dello stato. Guardalo anche tu, cosi’ capisci meglio.
robby risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 13:16
andrea non ti arrabbiare o la sua e arroggante ironia ,o è che e propio carenza celebrale,rimasta a uno stato preadolescienziale,in poche parole lui ci è pero vorrebbe non esserloìììcomprendiamolo con i guanti gialliììì
peppe risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 12:49
Falso. Solita disinformazione catto-bacia-natiche-vaticane…
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 18:20
Quindi quanto è questa spesa? illuminaci
segnalo un articolo (scritto da non clerofili).
NB è un articolo del 2002 (!!!!), le cifre vanno aggiornate…
vili ragioni di cassa. Per ogni studente che passi dalla scuola pubblica alla scuola privata l’amministrazione pubblica risparmia la differenza tra il costo medio dello studente all’erario pubblico e la sovvenzione del buono scuola. Usando i dati più recenti prodotti dall’OECD (OECD, Education at a glance. OECD: Paris 2002 – http://www1.oecd.org/publications/e-book/9601051E.PDF), questo equivale ad un risparmio di circa 5653 euro per ogni studente della scuola elementare, 6627 euro per ogni studente della scuola media e 6340 euro per ogni studente delle superiori, con un costo medio indicativo per studente di circa 6000 euro all’anno. Se l’uno per cento degli studenti passasse dalla scuola pubblica alla privata, transiterebbero 66600 studenti (dati al 2001/2 – totale di scuola elementare, secondaria di primo e di secondo grado). Il risparmio all’erario sarebbe stimabile nell’ordine di 400 milioni di euro, a cui andrebbero dedotti i maggiori oneri dei buoni scuola necessari a suscitare questa transizione. Prendendo anche la versione più generosa di erogazione (quella lombarda), questo comporterebbe un esborso di 650 euro per famiglia, con un onere complessivo di 43.3 milioni di euro, ed un risparmio netto pari a 356.7 milioni di euro.
http://www.lavoce.info/articoli/-scuola_universita/pagina166.html
dice unaricolo pubblico sul sito lavoce nel 2002:
vili ragioni di cassa. Per ogni studente che passi dalla scuola pubblica alla scuola privata l’amministrazione pubblica risparmia la differenza tra il costo medio dello studente all’erario pubblico e la sovvenzione del buono scuola. Usando i dati più recenti prodotti dall’OECD, questo equivale ad un risparmio di circa 5653 euro per ogni studente della scuola elementare, 6627 euro per ogni studente della scuola media e 6340 euro per ogni studente delle superiori, con un costo medio indicativo per studente di circa 6000 euro all’anno. Se l’uno per cento degli studenti passasse dalla scuola pubblica alla privata, transiterebbero 66600 studenti (dati al 2001/2 – totale di scuola elementare, secondaria di primo e di secondo grado). Il risparmio all’erario sarebbe stimabile nell’ordine di 400 milioni di euro, a cui andrebbero dedotti i maggiori oneri dei buoni scuola necessari a suscitare questa transizione. Prendendo anche la versione più generosa di erogazione (quella lombarda), questo comporterebbe un esborso di 650 euro per famiglia, con un onere complessivo di 43.3 milioni di euro, ed un risparmio netto pari a 356.7 milioni di euro.
Sandra risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 22:39
Hai dimenticato di postare la conclusione dell’articolo:
“Non è in realtà possibile risparmiare la differenza tra il costo di uno studente della scuola pubblica e la sovvenzione data al buono scuola, per il semplice motivo che gran parte dei costi della scuola pubblica sono fissi, in un orizzonte temporale abbastanza lungo. Il personale (che rappresenta gran parte dei costi) non è licenziabile; le classi non possono essere chiuse se uno o due studenti (cioè il 10% della classe) optano per la scuola privata e lo stesso si può dire per le scuole. Il problema è lo stesso che si evidenzia nel caso della sanità in quelle regioni che tendono a favorire le prestazioni esterne alle ASL e agli ospedali pubblici. I costi delle ASL e degli ospedali (anche in questo caso in gran parte fissi) non diminuiscono se aumentano le prestazioni in regime di convenzione, mentre aumentano gli esborsi delle regioni per prestazioni convenzionate.”
e anche di citarne un altro, sempre dalla Voce 2002, dello stesso autore:
“Ma anche trascurando il problema della diversa composizione sociale degli iscritti alle scuole pubbliche e private, e studiando il rendimento scolastico degli studenti universitari secondo la scuola secondaria di provenienza, emerge che quelli provenienti dalle scuole private conseguono punteggi di laurea inferiori rispetto a quelli provenienti dalle scuole pubbliche, specialmente quando si tratta di licei.”
biondino risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 23:02
ho citato solo un pezzo dell’articolo perchè il primo tentativo di postare con il link completo mi ha congelato.
allora ho scelto solo un pezzetto, quello riferito al risparmio.
Sandra risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 22:46
sempre voce 2002, prosegue:
“L’espansione ulteriore del settore privato rischia dunque di rendere più fragili le radici democratiche del nostro ordinamento. A tale costo si oppone il beneficio di una maggior libertà di scelta dei ceti medio-alti, i quali già fanno ricorso al sistema privato quando ne ravvisano l’utilità. Se la questione fosse posta ai cittadini in questi termini semplici e drastici, abbiamo l’impressione che i destini della scuola privata non sarebbero tra i più rosei, perché il consenso sulla scelta di finanziare la scuola privata si potrebbe ottenere solo dimostrando che la qualità dell’istruzione privata è superiore a quella pubblica.
Invece di stimolare i privati a migliorare la qualità dell’istruzione fornita, il governo persegue una strategia insidiosa e subdola. Peggiora infatti la qualità della scuola pubblica, con i rinvii dei progetti di riforma, la proposizione di tardivi progetti di sperimentazione, la riduzione degli organici, la mancata assegnazione di fondi, il taglio degli insegnanti di sostegno e la generale confusione che accompagna l’inizio dell’anno scolastico. Sono tutte azioni che producono un peggioramento degli standard della scuola pubblica nei confronti di quella privata.”
Kurt Godel risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 22:51
E’ proprio per questo che gli incentivi dovrebbero essere ben più generosi
biondino risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 23:05
ho già indicato più sopra d’essere d’accordo con mirko che era d’accordo con luttazzi che è d’accrodo con lavoce.
paniscus risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 0:40
Quella del presunto risparmio che lo stato avrebbe FINANZIANDO le scuole private invece di quelle pubbliche è una notoria bufala ormai stranota che ci raccontano per giustificate l’aggiramento di un chiarissimo dettato della Costituzione.Ovvero quello che dice che la fondazione e la gestione di scuole private (religiose o meno, non dovrebbe fare nessuna differenza) scuola privata deve essere libera, PURCHE’ SENZA ONERI PER LO STATO.
Ovviamente, nella testa dei deputati costituenti, quelle parole significavano un’unica cosa, senza alcuna ambiguità: che la scuola privata non dovrebbe beccare una lira dallo stato, in assoluto.
Invece negli ultimi anni hanno fatto di tutto per farci credere che in realtà quell’articolo significasse: “la scuola privata può ricevere fondi dallo stato, purché si pensi che siano di meno rispetto a quelli che dovrebbe mettere nel pubblico”.
Ossia, il trucco è questo: si sfrutta il fatto indipendente che comunque ci sia una quota fisiologica di gente che sceglie la privata, e che potrebbe tranquillamente pagarsela senza aiuti… per sostenere che questa crei un vantaggio economico allo Stato, facendogli risparmiare risorse.
Solo che questa deduzione non è vera.
Nel senso che forse qualche volta risulta vera localmente, nel bilancio ristretto di un singolo comune o di un distretto piccolissimo…
…ma di sicuro non apporta un vantaggio generale all’istruzione pubblica nel suo complesso, le cui esigenze non si riducono a un semplice calcolo aritmetico di “quanto si spende per ogni singolo alunno”.
In pratica, la logica è questa: prendiamo cinquanta famiglie che sarebbero state orientate COMUNQUE alla scelta della scuola privata, molliamo loro in mano una parziale copertura della retta… e raccontiamo in giro che in tal modo abbiamo fatto formare due classi in meno di scuola statale, e quindi abbiamo risparmiato fondi pubblici.
In tal modo, ci si guadagna il consenso e la gratitudine delle famiglie che scelgono la privata, perchè ne abbiamo alleggerito le spese (che comunque sarebbero state disposte ad affrontare lo stesso)…
…e magari si raccoglie anche qualche tocco di simpatia in più tra tutti quelli completamente disinteressati all’istruzione (perché non hanno figli, o perché sono anziani e hanno figli adulti, e hanno messo piede in una scuola per l’ultima volta 30 anni fa), che però si sono bevuti ciecamente la storia che nella scuola statale ci sono troppi sprechi e che bisogna tagliarli.
Per non parlare ovviamente del consenso e delle simpatie raccolte tra le gerarchie ecclesiastiche, o in generale tra i privati che gestiscono scuole.
La convenienza, quindi, non è “dello Stato”.
Ma è tutta del singolo politico, o della fazione politica, che propone questa bella trovata. Indifferentemente di destra o di sinistra, eh.
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 1:00
Fino alla noia: chi sceglie la scuola pubblica non statale HA GIA’ PAGATO, poi se è benestante può pagare anche la retta, sennò (e ciò riguarda la stragrande maggioranza) lui deve rinunciare a un suo diritto e lo Stato deve pagare uno sproposito per garantirgli un’istruzione mediocre.
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 1:36
adesso che ci penso sei un genio! hai enunciato il principio che salverà la scuola pubblica, altro che gelmini e tremonti: chi può permetterselo deve pagare l’istruzione dei figli due volte – naturalmente senza ingiustificate e ingiustificabili (vedi sotto) discriminazioni tra alunni delle scuole statali e non statali. bravo!
Giordano risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 5:38
@ kurt
“chi può permetterselo deve pagare l’istruzione dei figli due volte”
si, si chiama redistribuzione.
Inoltre questo ragionamento denota come siamo abituati a ragionare sempre nei termini del nostro piccolo orticello.
La quota parte di tasse che uno paga per l’istruzione non servono letteralemente a coprire le spese che lui o suo figlio faranno avere allo stato frequentando la scuola, altrimenti avrebbe ragione a protestare chi non ha figli a scuola.
Avere un livello di istruzione più elevato è un vantaggio per tutta la società e quando vai dal medico (per esempio ma potrei dire avvocato, ingengnere, geometra) prova a pensare che lui è diventato medico anche in ragione del fatto che lo stato ha avuto le risorse per permettergli un livello di istruzione tale.
I benefici ricadono su tutta la società (dato che il medico curerà poi indiferentemente il single e il padre di famiglia con il figlio a scuola).
Quindi non paghi due volte: pagando solo la retta della scuola privata non pagheresti i benefici derivanti dal vivere in uno stato con livello di istruzione elevato
paniscus risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 14:39
KurtGodel, a me sembra che tu non abbia la più pallida idea di che cosa siano le imposte e che cosa siano i servizi pubblici.
Il fatto di pagare le tasse destinate alla scuola NON E’ un prezzo da pagare per comprarsi direttamente l’istruzione per i propri figli. E’ un contributo richiesto a TUTTI perché la scuola ce l’abbiano TUTTI. E’ proprio così difficile da capire la differenza?
Tu sembri pensare che le famiglie siano tenute a pagare le tasse per l’istruzione, perché quello è il prezzo direttamente corrispettivo del servizio di cui usufruisce il proprio figlio. Quando invece questa è notoriamente una balla, e può arrivarci chiunque a capirlo.
Quindi, chi ha già pagato le tasse destinate alla pubblica istruzione, non è affatto vero che abbia “già pagato” l’istruzione per i propri figli: ha semplicemente pagato un normale contributo generale richiesto a tutti, anche a chi i figli non ce li ha proprio.
Chi ha accesso alla scuola pubblica, non vi ha accesso “perché i suoi genitori hanno pagato le tasse” per comprare il servizio individuale per lui, ma vi ha accesso perché quello è un diritto sacrosanto di qualsiasi bambino o di qualsiasi giovane, anche se i suoi genitori non hanno pagato le tasse, o anche se i genitori non ce li ha proprio.
Do you capire? Compris? Intercepito?
Scuola pubblica: dritto del minore, a prescindere da tutto, e senza eccezioni.
NON: “servizio comprato da mamma Marina e babbo Lorenzo attraverso le loro precise tasse individuali, esclusivamente per il piccolo Matteo, e guai a chi prova a destinarne una briciola anche alla piccola Simona, che non c’entra niente”.
Tasse destinate allì’istruzione: obbligo per tutti, NON SOLO per chi ha figli che ne stanno usufruendo in quel momento.
I genitori di Matteo pagano le tasse anche per Simona, e viceversa.
Esattamente come per Matteo non le stanno pagando SOLO i propri genitori…
- ma anche i genitori di Fabio che è il suo compagno di banco,
- quelli di Pierludovico e di Mariadomitilla che invece vanno alla privata,
- e le sta pagando la signora Antonia che ha 60 anni ed è mamma di figli adulti che a scuola non ci vanno più da un pezzo.
- e addirittura, anche se ti sembra incredibile, le paga anche Giovanni che di figli non ne ha mai avuti, o Roberta che proprio non li vuole.
Si chiama “contribuzione”, bellezza.
Contribuzione, ben diverso da “acquisto” o da “risarcimento”, che vogliono dire tutt’altro.
Se poi la famiglia di Pierludovico, INVECE di usufruire di un servizio pubblico a cui ha diritto comunque, preferisce spendere altri soldi per mandarlo alla privata, non sta affatto “pagando due volte la stessa cosa”, ma manco per il piffero.
Sta pagando due cose diverse e completamente indipendenti, una obbligatoria e destinata alla società intera, l’altra personale e facoltativa, per scelta individuale che con la società non c’entra niente.
Che cosa cappero c’entrino l’una con l’altra, proprio non si capisce.
Lisa
Ma dalle scuole private cattoliche escono dei cattolici con pensiero cattolico o no ?
Se come penso la risposta è “poco” allora è solo un business da lobby cattolica e non porrà un freno al crollo dei cattolici praticanti.
Ma se il sistema d’idee chiamato religione (e in particolare Cattolicesimo) e’ quella fogna del pensiero (sempre che pensiero, in quest’ottica, lo si possa chiamare) che viene definita dai vostri interventi, come e’ possibile che il frequentare scuole d’ispirazione cattolica possa costituire un privilegio, rafforzare la condizione gia’ privilegiata degli studenti, precostituire futuri privilegi?
Leggendo gli interventi di questo sito, si dovrebbe pensare che la classe piu’ abbiente di questo Paese, mandando i figli alla scuola dei preti, si dia la zappa sui piedi e che la Chiesa stessa si scavi la fossa da se’, mostrando impudicamente a tanti giovani la vergogna delle proprie assurdita ideologiche (se non quella della propria pedofilia, che, ovviamente, secondo voi, riguarda il 100 per cento del clero).
In altre parole, perche’ vi scandalizzate se i figli dei ricchi e dei potenti sono agevolati a frequentare un pedorincitrullificio? I piu’ intelligenti dovrebbero accorgersi dell’inganno e correre ad iscriversi all’UAAR, i poco intelligenti, peggiorati da tale scuola, dovrebbero ben presto perdere la situazione privilegiata in cui la sorte li aveva collocati, con immenso vantaggio per la mobilita’ sociale.
O, forse, sospettate anche voi che tra i cattolici qualche essere ragionante (e persino ben costumato ed onesto) possa esistere?
Saluti.
enrico mini risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 23:04
Fuori i nomi.
dv64 risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 23:16
“In altre parole, perche’ vi scandalizzate se i figli dei ricchi e dei potenti sono agevolati a frequentare un pedorincitrullificio?”
Ci scandalizziamo perchè sono agevolati con SOLDI PUBBLICI sottratti alla scuola pubblica cui dovrebbero essere interamente destinati, stupefacente che non le sia ancora chiaro dopo 60 interventi.
Sandra risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 0:30
Scusa, ma secondo te i mafiosi sono stupidi? Stiamo in un sistema di potere, di agganci, di favori, di privilegi, di ingiustizia…. I piu’ poveri si vedono sottrarre risorse: dalle vittime di crolli nelle scuole pubbliche agli abusi delle cliniche – vedi santa rita a milano – le vittime sono della classe meno abbiente. Dall’altra parte c’e’ una classe di privilegiati e di corrotti che si sta spartendo tutto quello che si puo’: senza scrupoli ma non stupidi.
Come e’ possibile veicolare fondi alla scuola privata- che hanno un’utenza benestante, mentre mancano i soldi per mettere in sicurezza le strutture pubbliche? Aspettiamo che muoia qualche altro ragazzo per rendercene conto? Non e’ il momento di avere scuole private pagate dallo stato. In principio io sono anche d’accordo. Ma non nell’Italia di oggi. Prima di poter assicurare una convivenza pubblico-privato a condizioni di mercato, bisogna garantire il rispetto delle regole. E in questi giorni con la faccenda della protezione civile si ha l’ennesima conferma che siamo estremamente lontani da un paese dove i diritti basilari sono rispettati. Bisogna tutelare i piu’ deboli, e in questo momento la parte debole e’ la scuola pubblica, e la sua utenza che e’ la piu’ numerosa e quella socialmente piu’ fragile e con minori probabilita’ di riuscita.
Painkiller risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 7:16
Casare mi scandalizza che si sottraggano incostituzionalmente soldi alla scuola pubblica per fianaziare la privata che, in molti casi, si basa su clientelarismo e crea un sistema mafioso nella ridistribuzione dei posti di lavoro.
Che si diano fondi a scuole che già si fanno pagare rette che vanno dai 7mila ai 10mila euro, mentre nel frattempo si tolgono fondi alla pubblica peggiorandone la qualità dei servizi.
E questo te lo dice una persona che, quando avrà figli, conta di mandarli alla scuola privata svizzera per il miglio insegnamento delle lingue straniere e perchè non perdano i contatti con parte delle loro radici (ho doppia cittadinanza e ci tengo a entrambe le mie origini). Da un certo punto di vista mi dò la zappa sui piedi… però quel che è giusto è giusto.
Laikòs risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 22:23
Molto semplice: mandando i propri figli in una scuola privata cattolica si hanno molte più probabilità che il proprio rampollo abbia alla fine il proprio agognato “pezzo di carta” e spesso anche con votazioni elevate. Che poi questo non corrisponda ad una reale preparazione è cosa notoria. Così come notorio è che l’Italia non sia un paese meritocratico e quindi il meccanismo funziona. In altri paesi, europei e noi, una scuola privata ha successo solo se fornisce una buona preparazione perchè altrimenti il rampollo non arriva proprio da nessuna parte. Questa è la storia e purtroppo è tutta italiana.
Chissenefrega se chiudono le università!
Andate tutti a studiare e laurearvi alla Sorbona come dice di aver fatto il nostro, pardon, vostro premier!
E’ uno dei motivi per i quali se prima ero ateo adesso sono, se possiibile, ateo al cubo, (e anticlericale).
Ma dalle scuole private cattoliche escono dei cattolici con pensiero cattolico o no ?
Oppure è solo un business per far insegnare i cattoamici ?
Kaworu risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 23:23
escono persone con una cultura abbastanza scarsa.
parlo per scuole superiori e università, le elementari e le medie bene o male mi sembrano uniformi.
businness tipo cinque anni in uno, recupera anche tu le dodici bocciature che hai subìto e via dicendo
Losna risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 23:28
Anni fa si diceva che chi andava a scuola dai preti diventava , nella vita, un mangiapreti.
Risposta: è solo un buseniss!!
Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, art. 26, comma 3: I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli. Traduzione per il pubblico italiano: non ce l’ha lo Stato.
Losna risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 23:30
Vadano a scuola dove gli pare, ma se la paghino con i loro soldi, non con i miei!!!
dv64 risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 23:37
Losna, inutile insistere con Kurt, evidentemente è il figlio illegittimo di un vescovo da cui riceve una parte delle sostanziose rette scolastiche pagate anche coi soldi pubblici.
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 0:12
lasciamo perdere…
Losna risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 23:32
Dal sito di un prete di strada:
LA VERGOGNA DELLE SCUOLE PRIVATE
Stanno emergendo dei dati impressionanti. Nel degrado della scuola pubblica ogni giorno scopriamo che fiumi di euro vengono trasferiti alle scuole private (cattoliche) con una palese ingiustizia e contro il dettato costituzionale.
I vescovi sono complici di queste manovre truffaldine; anzi, non perdono occasione per difendere i privilegi acquisiti e per estenderli…. Questa italietta che finanzia scuole di lusso per cittadini ricchi sta abbandonando la scuola pubblica a se stessa.
dv64 risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 23:45
Bene, allora, se è una persona coerente, questo prete di strada si dimetta dalla chiesa cattolica.
In caso contrario sarà utilizzato furbescamente come specchietto per le allodole per attirare babbei da quei vescovi che lui e noi detestiamo nella stessa misura. Magari per una comparsata in una delle costose campagne pubblicitarie atte a rapinare l’8×1000 dalle casse dello Stato.
Losna risponde:
venerdì 19 febbraio 2010 alle 23:56
Infatti è stato sospeso “a divinis”!!
AndreA risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 1:12
Appunto. Questo articolo della dichiarazione + quello sul diritto all’educazione = scuola pubblica laica.
Possibile che non riuscite a capirlo? O siete limitati intellettualmente o siete ipocriti.
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 8:12
Si renderà conto che per uno che ha scelto come pseudonimo Kurt Godel è un po’ difficile dialogare con chi non sa fare nemmeno le somme.
AndreA risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 8:26
@kurt
Come pensavo. Allora non è solo ipocrisia.
peppe risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 12:51
Godel, quello vero, si starà rivoltando nella tomba…
Come l’aereo di stato che portava le bimbe da papi, a villa certosa. Come diceva Totò: e io pagoooo!!!!
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 1:08
le solite bufale di Repubblica…
Stefano Grassino risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 10:11
Kurt di cervell
robby risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 13:26
certo che sei propio un poraccio,se devi darti un tono usando questo nick ,è la dimostrazione della tua sfigata personalita,e infantile sfacciatagine ,ahh proposito pulisciti il nasino e togliti il cappello quando va in chiesaìììì
@ kurt
“chi può permetterselo deve pagare l’istruzione dei figli due volte”
si, si chiama redistribuzione.
Inoltre questo ragionamento denota come siamo abituati a ragionare sempre nei termini del nostro piccolo orticello.
La quota parte di tasse che uno paga per l’istruzione non servono letteralemente a coprire le spese che lui o suo figlio faranno avere allo stato frequentando la scuola, altrimenti avrebbe ragione a protestare chi non ha figli a scuola.
Avere un livello di istruzione più elevato è un vantaggio per tutta la società e quando vai dal medico (per esempio ma potrei dire avvocato, ingengnere, geometra) prova a pensare che lui è diventato medico anche in ragione del fatto che lo stato ha avuto le risorse per permettergli un livello di istruzione tale.
I benefici ricadono su tutta la società (dato che il medico curerà poi indiferentemente il single e il padre di famiglia con il figlio a scuola).
Quindi non paghi due volte: pagando solo la retta della scuola privata non pagheresti i benefici derivanti dal vivere in uno stato con livello di istruzione elevato
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 7:51
Il 27% dei contribuenti non paga tasse: non penso abbiamo tutti i figlli alla scuola pubblica non statale…
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 8:00
abbiano
Giordano risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 9:23
Forse non sono stato chiaro (o forse giochi a non capire):
1) Avere o non avere figli alla scuola statale o pubblica è irrilevante, dato che tu paghi non solo per mandare a scuola tuo figlio ma, soprattutto, per avere i vantaggi di vivere in una società più scolarizzata (più gente istruita = maggior qualità di servizi offerti).
2) Se qualcuno non paga tasse è un delinquente e questi servizi se li gode a sbafo (lo stato spende per istruire un medico da cui l’evasore va a curarsi gratis)
3) forse intendevi scuola privata non statale, quali sono le scuole pubbliche non statali?
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 10:02
non si capisce perché solo la scuola statale dovrebbe contribuire ad avere una società più scolarizzata, ma forse volevi scrivere secolarizzata…
Stefano risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 10:52
Piccolo, nella scuola pubblica non si fanno selezioni in base alla religione.
Al contrario gli insegnanti di religione li sceglie il vescovo.
Ogni tanto prova a rimettere in funzione il cervello…
AndreA risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 10:53
In effetti, statistiche alla mano, sembra che storicamente la scolarizzazione di una società sia completamente correlata con la sua secolarizzazione… Chissà perché? Aspetta forse ci sono… Chi è che concepì per la prima volta l’istruzione come diritto dell’individuo?…
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 11:04
credo Lutero, che voleva che tutti fossero in grado di leggere LA BIBBIA da soli
AndreA risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 13:02
Completiamo l’equazione allora: chi invece è stato contrario al diritto di istruzione per tutti quanti? Se fosse per voi…
Tornano a Lutero, su questo aspetto era sulla buona strada (infatti venne puntualmente accusato di eresia)… ma siamo lontani da una concezione cristallina del diritto allo studio…
Sento il rumore di qualcuno che sta scivolando su uno specchio…
Giordano risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 14:09
Eh no..volevo proprio dire scolarizzata. Il figlio del ricco andrebbe comunque in una scuola privata, quale che sia lo stato della scuola pubblica. è proprio la scuola pubblica a creare una società più scolarizzata dato che da accesso alla cultura anche a chi non avrebbe altrimenti i mezzi!
@Sandra
ma la risposta di Cecchi non la vogliamo postare?
“… E’ indubbio che la quota dei costi fissi nella scuola è sicuramente preponderante, e i conti offerti avevano lo scopo di illustrare l’entità potenziale del guadagno con una transizione dell’1% degli studenti alla scuola privata. Tuttavia non si richiederebbe un periodo lunghissimo perchè si materializzassero. Pur non disponendo di dati sulla distribuzione per età degli insegnanti in servizio, se immaginassimo una distribuzione uniforme degli stessi su 40 anni di servizio, avremmo che ogni anno 1/40 degli insegnanti (pari al 2.5%) va in pensione. A fronte del calo di 1% degli iscritti, basterebbe il blocco del turnover per un anno per addirittura ridurre le spese degli insegnati per studente. Tenuto conto che gli stipendi rappresentano circa l’80% della spesa, non siamo lontani dal ritenere che nel giro di qualche anno i conti proposti potrebbero diventare realtà. Certo vi è il problema dell’accorpamento delle classi, su cui il Ministro Moratti ha già dato prova di esercizio direttivo alzando i tetti massimi di studenti per le classi.”
Sandra risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 10:45
Appunto, l’accorpamento e’ il nodo, che non si risolve nel medio termine. Se ogni classe perde due o tre studenti, la classe e quindi i suoi costi restano invariati per lo stato. Che in piu’ si accolla il bonus per quelli migrati alle private, le cui famiglie non hanno oggettivamente bisogno di bonus, mentre per alcune famiglie il “contributo volontario” di 15 euro puo’ rappresentare un problema. Ascolta la dirigente della scuola siciliana.
Sandra risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 10:48
La Moratti, ah ah. A Milano i bimbi delle scuole elementare portano a scuola la fornitura di carta igienica e carta casa, per non parlare del materiale che e’ ovviamente a carico della famiglia. Ho letto il post di painkiller che pensa di mandare i futuri figli in svizzera, dove tutto il materiale scolastico penne, fogli, matite, tutto, e’ fornito dalla scuola, alle scuole medie tutti i libri sono pagati dalla scuola… Ah gran bella cosa i paesi dove sono rispettati i diritti e non i potenti o prepotenti!
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 10:54
ma perché devono essere due o tre e non sette o otto?
Sandra risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 12:07
Il problema e’ il costo, e’ il filtro che garantisce che non ci siano extracomunitari per esempio. Se la scuola privata riproducesse la scuola pubblica – accogliendo il 20% di extracomunitari e l’1% di bambini con handicap piu’ o meno gravi, non avrebbe senso! Non e’ la qualita’ del corpo insegnante, e’ l’ambiente che fa scegliere la scuola privata. La condizione e’ che ci siano bambini di “buona famiglia”. Per garantire che si mantenga questa selezione, la retta deve essere abbastanza alta. Poi ci sono le scuole d’elite, e quelle raccolgono nell’alta borghesia. Ma la scuola privata di quartiere – partendo dalle elementari – ha funzione di filtro sull’ambiente – piu’ piccolo, piu’ selezionato socialmente, e quindi piu’ tranquillizzante per i genitori.
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 12:30
Per te forse non avrebbe senso…
Sandra risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 16:56
Kurt, per la spiegazione che evidentemente non riesco a dare, leggi Red Passion delle 13:52.
Kurt Godel è inviperito, che sia un attivista PDL sotto altra identità ?
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 8:28
mi rendo conto che questo è un tema sensibile, dato che gli insegnanti costituiscono ormai, ben più degli operai per esempio, lo zoccolo duro del corpo elettorale della sinistra.
Tra tante chiacchiere non dimentichiamo il Giudice Tosti, che è stato difeso dalla Federazione del Libero Pensiero Francese, con la motivazione che è ingiusto applicare sanzioni a chi fifiuta di valorizzare la religione, invocando la libertà di coscienza e l’uguaglianza dei cittadini.
http://tostiluigi.blogspot.com/
http://www.facebook.com/group.php?gid=262644457502
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 10:59
ma per favore…
precisino risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 12:43
…ricordiamo, l’EX-giudice Tosti, nevvero?
Tra le mie conoscenze non ho mai sentito nessuno mandare i figli alle private cattoliche per una religiosità profonda. Lo si fa o perché le scuole pubbliche del quartiere vengono ritenute “degradate”, o perché il figlio va male in quelle pubbliche o è stato pure bocciato e le si vede come una corsia preferenziale, o perché rappresentano uno stato sociale da sfoggiare.
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 9:23
E’ proprio questo il problema, in Italia, a causa esclusivamente di un’ideologia aberrante, non si può avere una scuola pubblica non statale che possa competere ad armi pari con quella statale, mentre Obama ha studiato dai salesiani in Indonesia…
Barbara risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 9:32
Ma dov’è la logica di questa risposta? Boh!
peppe risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 12:53
Anche Stalin ha studiato in seminario a Tbilisi… e si è visto di cosa è stato capace…
Sandra risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 15:09
Sempre imprecisi: Obama ha frequentato dal 68 la scuola cattolica “san francesco d’Assisi” per il primo e il secondo grade, ma per il terzo e il quarto delle elementari si trasferi’ alla scuola pubblica. Quindi, non ha “studiato” dai salesiani, ma semplicemente ha passato i primi due anni delle elementari in una scuola cattolica. Niente di cui riempirsi la bocca, mi sembra.
Ciccio risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 9:26
dalle mie parti, chi se lo può permettere, spesso va nelle private (cattoliche o no) dopo che è stato bocciati nelle pubbliche… sono notoriamente rinomante come diplomifici o “pruomovifici”
se il finanziamento alle scuole private fosse legato al merito e alla loro qualità, sarei favorevole ad un finanziamento per chi sceglie questa tipologia di scuole ma, visto lo stato attuale delle cose no, non si possono buttar via soldi per far studiare ragazzi/e in scuole con un livello così basso, meglio dirottarli sulla pubblica, che sicuramente necessita di altri finanziamenti.
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 9:43
ma insomma com’è che in tutto il resto del mondo le scuole cattoliche offrono un servizio di qualità a una larga fetta della popolazione mentre qui in Italia sono solo diplomifici o, quando non lo sono, solo i ricchi se le possono permettere? ci sarà un motivo..
Stefano risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 10:45
basta intendersi sui “servizi” e sulla “qualità”…
Sandra risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 10:51
Perche’ l’Italia e’ un paese corrotto. In Olanda le scuole cattoliche sono di qualita’ perche’ lo stato le controlla, e le controlla bene. Idem in Francia, dove gli ispettori statali ci sono e controllano. Le scuole cattoliche italiane fanno parte del sistema. Senti i direttori delle scuole private dell’intervista, e capirai che si rendono benissimo conto e vivono benissimo nel mondo dorato del privilegio.
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 19:00
riempirsi la bocca? ma non lo sapete che Obama è l’Anticristo?
Una modesta proposta, sperando che la legga chi può decidere.
Continuiamo con maggior decisione, senza remore, sulla strada che la gelmini (e altri prima di lei) ha intrapreso. Obiettivo finale: la sussidiarietà totale per l’istruzione, con il massimo ridimensionamento concepibile per la scuola pubblica, ivi compresa l’istruzione superiore.
Sarebbe anzi un fatto estremamente positivo aumentare in modo consistente l’insegnamento delle materie alla base delle radici culturali italiane, affidandole a professsori la cui competenza sia certificata in modo inequivocabile (ovvero aumentare le ore di religione svolte da insegnanti scelti dai vescovi).
Renderemo la scuola simile alle madrasse.
Come documentato da illustri pensatori, affidare l’istruzione ai privati e in modo specifico alla chiesa cattolica produce una forte riduzione dei costi per l’istruzione.
Non essendo però questo l’obiettivo, sarà possibile incrementare il finanziamento alla scuola privata.
Proviamo per un paio di generazioni questo sistema e si vedrà che darà risultati eccellenti ed eccezionali.
Se non dovesse, per caso, dare buoni risultati ci vorranno solo poche centinaia di anni per tornare indietro.
Ma non sarà così.
Diventeremo sicuramente la prima nazione al mondo nelle scienze (teologiche).
Gli italiani avranno la precedenza assoluta per entrare in paradiso.
Riconquisteremo le conoscenze e la spiritualità del medioevo.
Barbara risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 9:37
Eh già, fossero almeno chiari nei loro reali intenti!
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 10:05
ok trovatemi uno che si è convertito durante l’ora di religione e ne riparliamo
Stefano risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 10:36
Finalmente! Se è così, se la togliamo ti lamenti?
Tagliamo i rami secchi e contribuiamo a ridurre il costo della scuola pubblica!
Stefano risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 10:58
Ok, trovatemi uno dell’Uaar che si è convertito per gli interventi di Kurt e ne riparliamo: inutile come l’ora di religione….
paniscus risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 14:46
Certo che certe arrampicate sugli specchi sono veramente geniali.
L’ora di religione deve essere mantenuta perché è una componente importantissima della formazione di un cittadino…
…e CONTEMPORANEAMENTE, l’ora di religione deve essere mantenuta perché tanto lo sanno tutti che non ha il benché minimo effetto sulla formazione di nessuno, e che tutti la ignorano alla grande.
Ma complimenti, proprio!
))))))))))
ragazzi miei, se la politica continua con questa china, la prospettiva è quella prospettata qui:
http://ilfilosofobottiglione.wordpress.com/2009/10/26/la-scuola-per-il-ministro-germini/
Il Filosofo Bottiglione risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 9:41
“prospettiva prospettata” sa un po’ di tautologia… va be’
crebs risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 9:52
http://www.dagospia.com/rubrica-5/cafonal/articolo-13326.htm
[OT]
Otto per mille devoluto allo Stato: la metà dei fondi finisce ad enti collegati alla Chiesa Cattolica
http://www.radicali.it/view.php?id=153254
E poi c’è ancora chi pensa che la penisola vaticagliota sia un paese “laico”.
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 11:07
ma versate l’otto per mille allo Stato e poi vi lamentate? ma meno male, solo la metà?
Red Passion risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 13:58
Noi possiamo permetterci di contestare le scelte dello Stato se non ci piacciono, perchè anche la contestazione è frutto di intelligenza. Pensiamo che lo stato sia Res Publica, e come tale ci sentiamo coinvolti e corresponsabili delle scelte. Insomma è di tutti e quindi anche nostro e come tale abbiamo tutto il diritto di dire la nostra. I cattolici come te, invece, non potrebbero mai contestare il vaticano, per nessuna delle porcate che fa. Dovete solo obbedire. Come i pecoroni. Contento tu ….
E’ il sogno dei basilischi vaticani: un ritorno al medio-evo più truce, il ’sapere’ tutto nelle mani dei clerici, il vescovo unica autorità nelle città, il papa che spadroneggia sopra a degli pseudo-governanti eletti su sua direttiva… Non importa se poi non ci sono più ‘credenti’, la casta sacerdotale vive di vita propria, tenuti in vita da un fiume di denaro pubblico. Benvenuti nel medio-evo prossimo venturo!
libero risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 16:42
Non importa se non ci sono più credenti.
E’ una affermazione che mi trova daccordo, se la gente non va in chiesa la CCAR non la può obbligare e allora la CCAR si rivolge alla gente di alto livello, cercando di creare una sorta di CRCR – Chiesa Rotary Club Religioso, per influire sulla società anche se non ha più le nasse e i credenti di un tempo.
In definitiva la CCAR diventando CRCR tenta di sopravvivere a livello di potere puro influendo molto sulla politica dove cerca di piazzare i suoi in tutti i settori decisionali e i mezzi non gli mancano, per ora.
Lasciate perdere Kurt,istrionico commediante.
Una domanda, è giusto che uno stato sovvenzioni le religioni,posso sopportare
mio malgrado che vengano assegnate le quote espresse,purtroppo sappiamo che non è
così,in questo blog siamo a conoscenza del perfido sistema delle riassegnazioni
sulla percentuale delle preferenze espresse.
Un ulteriore invito ad ignorarlo e mangerà il tavolino dalla rabbia.
Ma cosa fai per vivere ? Stazioni in qualche tempio ?
Il mio 8 per mille lo devolvo ai Valdesi per non darlo allo stato che ve lo regala
in altri modi.
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 13:23
fai bene
Murdega risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 13:27
Ripeto che mestiere fai ?
Claudio Diagora risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 18:29
Fancazzista?
E pensare che è la scuola pubblica il laboratorio del domani, con l’enorme gatta da pelare dell’integrazione… Questa politica di finanziamenti è suicida.
@ AndreA
purtroppo Lutero è capitato in un periodaccio, l’idea (di leggere la Bibbia da soli) poteva anche essere buona ma ha causato qualche problemino…(comunque il principio della ’sola scriptura’ più che un’eresia è una ‘boiata pazzesca’ direi)
Kurt Godel che mestiere fai,hai finito di farti rincorrere,ormai ho capito chi sei,
e penso di conoscerti di persona.
La scuola privata non rispecchia la realtà sociale nella quale devono vivere i cittadini di domani. In una scuola privata, il bambino di un benestante non si rende neanche conto di una realtà che lo circonda che potrebbe essere completamente differente da quella che vive lui. Conclusioni: una società futura di soggetti incapaci di comunicare fra di loro perchè sono state erette barriere sociali e culturali. Come credete che possa funzionare una siffatta società? Sarà solamente una società divisa in classi o in caste. Complimenti ai suoi sostenitori!
Mi dispiace per i fautori del NO extracomunitario in classe con mio figlio, ma io, sarò una specie rara, sono contento che ci siano extracomunitari in classe con i miei figli. I bambini (e anche i genitori) apprendono cose di culture differenti anche confrontandosi fra di loro e così facendo allargano i loro orizzonti culturali, non si ghettizzano. Possiamo pensarlo delle scuole private? Credo proprio di no!
Infine un VERGOGNA alla chiesa, che con il suo comportamento certo non sta dalla parte degli ultimi, come ama dire di se stessa. Sta invece, e come sempre è stato e sempre sarà amen, dalla parte del benessere. I poveri? Tutti in chiesa a pregare, così non danno fastidio!
- Che voti ha preso nostro figlio?
- Ha preso il Voto e si e` fatto prete…
Vabbè, leggiamo un po’ di questi originali post, come penitenza quaresimale
Sandra risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 16:52
…che tanto la penitenza per i cattolici e’ un diversivo, per i poveri e’ penitenza tutto l’anno e per tutti gli anni a venire.
lorenzo risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 17:00
Sì, Sandra, siamo degli immondi e perversi gaudenti …
(fine ot)
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 18:07
e i cattolici poveri?
lorenzo risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 18:13
Kurt, non esistono cattolici poveri.
l’8 x mille (detto anche pozzo di san Patrizio) garantisce anche al più miserabile una Porsche Cayenne.
Kurt Godel risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 18:17
ah ok, meno male!
@Sandra
Si penso di mandare i miei figli alla privata svizzera perchè:
1) visto il costante depauperamento della scuola pubblica sono praticamente certo che nel momento in cui i miei figli avranno l’età scolare i cattolici avranno ridotto le scuole pubbliche a ghetti di formazione per servi della gleba.
2) io ho studiato lingue privatamente fin da quando avevo 4 anni e ti posso dire che nelle scuole italiane (pubbliche e private) sono insegnate da schifo. Per questo preferisco che studino con insegnanti svizzeri.
3) sono metà svizzero e metà italiano. Vorrei che i miei figli potessero conoscere anche le loro radici svizzere.
Se potessi convincere la mia dolce metà ad andare a vivere all’estero mi tirerei con la fionda…. avrei la possibilità di andar a lavorare sia a Londra che a Istanbul, peccato che se non vede mammà per più di 2 giorni và crisi.
Sandra risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 21:52
Convincila, dai, almeno finche’ i bimbi sono piccoli… un anno puo’ provare, no? Tanto l’Italia sta sempre ferma dov’e', non c’e’ pericolo…. In bocca al lupo!
paniscus risponde:
sabato 20 febbraio 2010 alle 23:29
“Se potessi convincere la mia dolce metà ad andare a vivere all’estero mi tirerei con la fionda…. avrei la possibilità di andar a lavorare sia a Londra che a Istanbul, peccato che se non vede mammà per più di 2 giorni và crisi.”
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MAH.
Fri risponde:
domenica 21 febbraio 2010 alle 0:56
Con skype la puo’ vedere tutti i giorni, anche 20 volte al giorno…
magari chiudesse qualche università…forse gli studenti farebbero un pò di casino e la gente si sveglierebbe finalmente…no, eh?
@paniscus
hai scritto un poema, bastava una riga: “[...] l’altra personale e facoltativa, per scelta individuale che con la società non c’entra niente.” Non sono d’accordo.
P.S.: va bene che sono credente, ma che adesso non so neanche come funzionano le imposte in Italia…
maxalber risponde:
domenica 21 febbraio 2010 alle 13:14
Lisa non ha scritto un poema, ma solo poche righe:
))))))))))
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Certo che certe arrampicate sugli specchi sono veramente geniali.
L’ora di religione deve essere mantenuta perché è una componente importantissima della formazione di un cittadino…
…e CONTEMPORANEAMENTE, l’ora di religione deve essere mantenuta perché tanto lo sanno tutti che non ha il benché minimo effetto sulla formazione di nessuno, e che tutti la ignorano alla grande.
Ma complimenti, proprio!
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Alle quali i trolll senza argomenti si guardano bene dal rispondere.