Un cattolico intelligente

Avete presente Vittorio Messori? Di mestiere fa il cattolico intelligente per il Corriere della Sera. E il Corriere, devo dire, se lo tiene caro: per un giornale che deve continuamente dare un colpo al cerchio e uno alla botte, bilanciare una boutade di destra con una di sinistra, giustapporre alla dichiarazione di un cardinale quella di un laico – per un giornale così, come si dice “indipendente”, il cattolico intelligente è merce rara. Uno capace di scrivere sulle pagine culturali – pagine che ospitano fior di scienziati – senza confondersi, senza dire spropositi, senza spararle troppo grosse. E poi pacato, non trascende, non si fa venire la bava alla bocca come la compianta Oriana Fallaci o Cristiano Magdi Allam…
Questo è Vittorio Messori: un cattolico intelligente. Lo è davvero: infatti ha capito subito, vedendo il film Lourdes di Jessica Hausner, che si trattava di un film ateo. Non che la regista ne avesse mai fatto mistero. Diciamola tutta: non che fosse difficile. Ma i cattolici meno intelligenti dell’OCIC (Organizzazione Cattolica Internazionale per il Cinema) hanno assegnato al film il premio “Signis”… Beata ingenuità! Messori è rimasto senza parole: «che dire del premio attribuito dagli uomini di cinema cattolici, riuniti in un’associazione riconosciuta dalla Santa Sede? che dire della diocesi milanese che ha deciso di sponsorizzare quest’opera, diffondendola nelle parrocchie?». Il pacato Messori si è arrabbiato! Ha invece visto bene l’UAAR – scrive ancora – attribuendo il premio “Brian”, e ci cita: «Dicono, questi atei organizzati, che l’opera della Hausner potrà aiutare a perdere la fede “chi non è ancora approdato a una visione disincantata e scettica”».
Come membro della giuria UAAR che ha attribuito il premio, caro Messori, la ringrazio di cuore di questo riconoscimento: più intelligenti dei cattolici!
Grazie, ma non sia così arrabbiato. Non sia arrabbiato con noi perché siamo “organizzati” – voi siete organizzatissimi! Non sia arrabbiato con la giuria OCIC: pazienza, ci sono cascati, e lei che è intelligente, del resto, ha capito al volo che quei «clericali entusiasti» sono stati depistati dal fatto che il film non è smaccatamente anticlericale, propone «un ateismo radicale, ma politically correct». Soprattutto, non sia così arrabbiato con la regista Jessica Hausner. Perché chiamarla con sufficienza «la solita ex cattolica: l’Occidente ormai ne è pieno» – ma per forza, è normale o se preferisce banale essere ex cattolici in Occidente, sono i convertiti come lei a rappresentare l’eccezione. E perché le rimprovera l’immagine buia, lugubre di Lourdes che propone, «la mancanza di luce, il senso di oppressione, la claustrofobia», come se questa scelta artistica fosse un’inganno e non invece una legittima interpretazione dell’atmosfera psicologica? «Chi ha esperienza vera [corsivo mio] di Lourdes sa (e non è retorica) che questo è il regno del dolore ma anche della gioia, della disperazione e della speranza» – seee, del buio e della luce, del male e del bene, del brutto e del bello… Dài, Messori, non mi deluda, e torni ad essere intelligente e pacato come piace al Corriere: se non è retorica questa…

Maria Turchetto

L’articolo di Vittorio Messori sul Corriere della Sera

La recensione su Famiglia Cristiana

Un sito cattolico allarmato dall’atteggiamento della Chiesa nei confronti del film

articolo del Corriere

articolo del Corriere

Questo articolo è stato pubblicato sabato, 13 febbraio 2010 alle 7:41 e classificato in Generale, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.