Bologna: sul prete pedofilo la Curia è “omertosa”

Una richiesta di “trasparenza e responsablità” è stata formulata dalla Rete Laica di Bologna, di cui fa parte anche il circolo UAAR felsineo, nei confronti della locale arcidiocesi. Un comunicato stampa si è soffermato sul caso di un prete, accusato di molestie sessuali su bambine da tre a sei anni e già condannato in primo grado a 6 anni e 10 mesi di reclusione. Il “muro di gomma” delle gerarchie ecclesiastiche, rilevato anche dalle autorità inquirenti, impedisce sinora di sapere dove si trovi attualmente il sacerdote, se continui a svolgere un’attività educativa a contatto con i minori, se vi siano stati altri casi del genere; si lamenta altresì che la Curia non abbia ancora pagato i risarcimenti stabiliti dal tribunale. La Rete, nel denunciare il comportamento “omertoso” della Curia, chiede che di questa vicenda si tenga conto, “quando si andrà a discutere del possibile rinnovo della convenzione tra il Comune e le scuole private cattoliche”. Il coordinatore del circolo UAAR di Bologna, Roberto Grendene, si è tuttavia definito “sbigottito” per il fatto che l’avvocato della parte lesa si sia rammaricato pubblicamente non tanto delle violazioni sul piano giudiziario, bensì di quelle sul piano “pastorale”.

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 11 febbraio 2010 alle 14:35 e classificato in Generale, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.