Un’etica condivisa senza legge naturale

Alla tavola rotonda del 30 gennaio, organizzata da Liberamentenoi, la Tenda, Cipax, Confronti, Adista, Noi siamo chiesa, Koinonia, Gruppo di informazione ecclesiale, CdB di S.Paolo sul tema “Quale fondamento per un’etica condivisa senza legge naturale?”, è intervenuta anche Vera Pegna, umanista. Qui di seguito il suo riassunto del suo intervento, già pubblicato su Adista.

Rappresento la Federazione umanista europea presso l’OSCE, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e sono una socia attiva dell’UAAR, l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti. Per noi umanisti esiste una sola vita cui noi stessi diamo senso e scopo, ad esclusione di ogni riferimento trascendentale. La vita va vissuta in modo pieno, responsabile e gratificante, tanto più quanto contribuiamo alla felicità degli altri. I valori dell’umanesimo corrispondono ai principi dello stato di diritto. Ritengo che un’etica condivisa già esista e sia espressa nei principi sanciti dalla nostra bella costituzione nonché dalla Carta europea dei diritti fondamentali. Non condividiamo la legge naturale sbandierata dalle gerarchie vaticane per imporci i valori della loro dottrina morale. Affinché il dialogo non sia una finzione, deve svolgersi fra uguali e deve includere i non credenti (nel mondo un miliardo, in Italia oltre 10 milioni), la cui moralità non è inferiore ad altre e i quali, rispetto alla media, sono più giovani, più istruiti e più rispettosi degli stranieri, degli omosessuali e di chi troppo spesso viene dipinto come diverso.

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 10 febbraio 2010 alle 23:47 e classificato in Generale, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.