Il papa, i disoccupati e l’Otto per Mille

Al termine dell’Angelus di ieri Benedetto XVI ha rivolto un breve pensiero “ad alcune realtà difficili in Italia, come, ad esempio, Termini Imerese e Portovesme”, associandosi all’appello della CEI affinché sia fatto “tutto il possibile per tutelare e far crescere l’occupazione, assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle famiglie”. Le parole del pontefice hanno evidentemente catturato l’attenzione di quasi tutti i mezzi di informazione italiani, che hanno dedicato loro l’apertura dei telegionali e le prime pagine dei quotidiani. Anche Cristiano Nervegna, segretario generale del MLAC (Movimento lavoratori di Azione Cattolica), è tornato su queste parole, dichiarando all’Agenzia SIR che “oggi più che mai non è sufficiente declamare principi o organizzare convegni, magari facendo riferimento alla dottrina sociale della Chiesa. Senza sporcarsi le mani, senza guardare in faccia le persone che perdono tutto, non si esce da questa situazione”.
Una proposta concreta e lontana dai toni dei proclami è stata formulata oggi da Pancho Pardi sul sito di MicroMega: L’8 per mille ai disoccupati. La proposta di Pardi non fa riferimento né alla dottrina sociale della Chiesa né alle parole di ieri, e nemmeno precisa quale quota dell’8 per Mille debba essere destinata a questo fine. L’aprile scorso l’UAAR invitò il ministro Tremonti a destinare l’Otto per Mille statale ai terremotati de L’Aquila: comunicandolo ai cittadini prima del momento delle loro scelte, molti contribuenti avrebbero scelto lo Stato, creando tra l’altro una leva economica consistente. Tremonti non raccolse l’invito UAAR. Quest’anno ha ancora più tempo a disposizione per fare una scelta diversa: molti cittadini firmerebbero per lo Stato, se sapessero che così facendo aiuterebbero i loro connazionali in difficoltà economiche.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 1 febbraio 2010 alle 17:42 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.