Prosegue il dibattito sul terremoto di Haiti e la “giustizia di Dio”

Mentre le dimensioni del terremoto che ha colpito Haiti diventano sempre più impressionanti (il ministro per la comunicazione Marie-Laurence Jocelyn Lassegue teme vi possano essere fino a 350.000 morti), prosegue il dibattito sull’eventuale ruolo della giustizia divina in eventi di questo tipo. Sul New York Times è stato pubblicato un articolo di James Wood, già autore del racconto The Book against God, che ha invitato a riflettere “sulla storia quasi sempre poco caritatevole della teodicea”: “in questo contesto, nessuna invocazione di Dio che vada al di là di una disperata richiesta di aiuto può assumere qualche senso teologico”. Sul Guardian, Tom Phillips ha rilevato come, in assenza di aiuti concreti da parte delle agenzie internazionali, il vuoto viene riempito dalla religione dei sacerdoti evangelici e voodoo. Su Avvenire, il polemista Rosso Malpelo ha scritto che “il dolore di Cristo non spiega razionalmente, ma offre la realtà del superamento dell’ostacolo presentato da ogni dolore, e ciò senza rappresentare una alienazione che esenta dal dovere di conoscere il mondo e di lottare contro il dolore stesso e contro la morte, con tutti i mezzi di conoscenza e potere”.
Sul terremoto di Haiti è intervenuto oggi anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Parlando all’inaugurazione della mostra L’Aquila, l’arte ferita delle Chiese del Centro Storico a Montecitorio, ha dichiarato che “in questi giorni che ci arrivano le immagini del terremoto di Haiti, noi abbiamo il dovere di non dimenticare L’Aquila e l’Abruzzo”.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 25 gennaio 2010 alle 17:54 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.