Firenze, lo Scaffale del Libero Pensiero
Il Circolo UAAR di Firenze dà notizia che in città è stata inaugurata la BiblioteCaNovaIsolotto, un centro di riferimento per tutti i cittadini del Quartiere 4. Fra gli oltre 100mila volumi hanno trovato posto anche quelli offerti dall’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), da Libera Uscita e dalla Fondazione Rossi-Salvemini, tutti raccolti sullo Scaffale del Libero Pensiero.

Aprire biblioteche è come aprire granai per la mente , non di solo pane vive l’uomo ma solo grazie alla cultura si realizza…!
Stefano Grassino risponde:
mercoledì 6 gennaio 2010 alle 10:42
Tutto stà a vedere se c’è chi li legge. Scusa l’ironia ma il popolino italiano, in questo, è un pò osceno.
roberta risponde:
mercoledì 6 gennaio 2010 alle 13:18
ma se le riviste di gossip vanno a ruba!!
ve beh,li’ piu’ che leggere si guardano le foto….^_^
(hai ragione,sono in pochi a leggere..)
darik risponde:
mercoledì 6 gennaio 2010 alle 15:57
e se lo dice dante………;-)
Un’informazione. Penso sia così, ma, per maggiore sicurezza, L”Isolotto’ di questa Bibliotca Nova si richiama all’esperienza storica (credo per altro ancora in atto) dell’Isolotto di Firenze?
Credo che trovandoli ben in vista in biblioteca qualcuno li leggerà . Non è vero che gli italiani leggano pochi libri, solo che vengono letti di più quelli più visibili, più reclamati.
E’ un principio cardine del marketing: si desidera ciò che si vede.
mi fa paura l’idea dello scaffale non-libero pensiero :S
aprire una biblioteca in Italia? E’ come aprire una fabbrica di ghiaccio al polo nord. Gli italiani non saprebbero che farsene. Un popolo che è perennemente occupato a vedere i festivals di Sanremo, i grandi fratelli e le varie isole dei cretini di turno, non ha tempo per i libri. I risultati? E’ sufficiente guardarsi attorno.
MicheleB. risponde:
mercoledì 6 gennaio 2010 alle 12:14
Non è così nera, Luciano; le vendite di libri sono alte e l’editoria attraversa brevi crisi solo agli aumenti del prezzo della carta. Il problema, in Italia, non è quanto si legge, ma cosa.
Stefano Grassino risponde:
mercoledì 6 gennaio 2010 alle 13:15
E tu credi che in italia si leggano cose serie?
Stefano Grassino risponde:
mercoledì 6 gennaio 2010 alle 13:23
Caro MicheleB. le “Ultime lettere di Jacopo Ortis” scritte dal centravanti dell’Inter alla famiglia in Argentina…………………………………..
Appunto, è proprio ciò che intendevo. In Italia si comprano -e si regalano- molti libri, ma tantissimi sono cose come le barzellette di Totti, Henry Potter o le inchieste ruffiane di Vespa.
Perchè tali pubblicazioni hanno più visibilità e quando la gente vede in libreria un libro diverso non lo conosce e non lo compra. E’ terribilmente semplice: si desidera ciò che si vede.
MicheleB. risponde:
mercoledì 6 gennaio 2010 alle 14:02
Ovviamente, massimo rispetto per chi legge H.Potter o le barzellette di Totti.
Stefano Grassino risponde:
mercoledì 6 gennaio 2010 alle 16:26
Minimo rispetto per chi legge i libri di bruno vespa e Francesco Totti.
Ed io, povera fessa, che credevo che bastasse leggere qualche spunto culturale su un buon giornale o magari la bibliografia di un saggio o di una monografia per creare una “concatenazione” di letture interessanti e sconosciute ai più…saro’ forse d’altri tempi?
Eppure vi assicuro che sono giovane!
Se lo scaffale del “libero pensiero” di Firenze avesse un sito telematico per la lettura, anche limitato ad alcune decine di opere maggiori, sarrebbe una bella cosa, è realizzabile ?
Paul Manoni risponde:
mercoledì 6 gennaio 2010 alle 19:11
Secondo me, quello dovrebbe farlo direttamente l’UAAR da questo sito!
Magari non con libri di recente pubblicazione perche’ altrimenti non se li comprerebbe piu nessuno.
Pero’ con le grandi opere dei grandi atei dei secoli passati, questo si!
Aprire una biblioteca di quella portata non è certo etichettare dei libri, ma dar a tutti l’opportunità di migliorare la propria cultura e conoscenza leggendoli con un proprio spirito critico e molta buona volontà di studiare e se ne avvantaggeranno i genitori che vorranno far studiare i figli in buona compagnia e in tutta sicurezza e rispetto.
Dovrebbe accadere cio’ in tutte le biblioteche degne di questo nome…
ieri sono passato alla Feltrinelli a Genova per acquistare “L’ illusione di Dio – Le ragioni per non credere” di Dawkins. Erano rimaste solo due copie; ho chiesto al commesso e mi ha detto, sorridendo, che è la quarta volta che ordinano il libro e che viene esaurito nel giro di due settimane !
Sono uscito dalla libreria con un sorriso interiore…..
Grazie.
Era il mio cruccio quello di non poter leggere a sbafo le opere di alcuni autori che mi incuriosiscono, ma non voglio finanziare acquistando i loro libri.
Saluti.