Il papa: gli atei sono incapaci di cogliere l’umanità del prossimo

Durante l’omelia odierna, Benedetto XVI ha sostenuto che la pace “incomincia da uno sguardo rispettoso, che riconosce nel volto dell’altro una persona, qualunque sia il colore della sua pelle, la sua nazionalità, la sua lingua, la sua religione”. Il riferimento alla sola religione, e non anche all’incredulità, non sembra essere stato un caso: per Benedetto XVI, “solo se abbiamo Dio nel cuore, siamo in grado di cogliere nel volto dell’altro un fratello in umanità, non un mezzo ma un fine, non un rivale o un nemico, ma un altro me stesso, una sfaccettatura dell’infinito mistero dell’essere umano”. Si ricorda che per il magistero ecclesiastico “la negazione di Dio priva la persona del suo fondamento” (Giovanni Paolo II, Centesimus Annus).
In occasione del messaggio scritto per l’apertura dell’Anno Santo Compostelano 2010, Benedetto XVI ha sostenuto che la grande perdonanza di Compostela costituisce “un’occasione” anche per “quanti non hanno fede, o forse l’hanno lasciata sfiorire”, di ricevere tale “dono”.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 1 gennaio 2010 alle 18:16 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.