Crocifisso: una risposta al cardinal Martini

Il cardinale Martini ha scritto, sul Corriere della Sera: “…bisogna anche tenere conto delle tradizioni e della sensibilità della gente. Chi viene dal di fuori deve imparare a rispettare tutto ciò…”
Io sono il “capofamiglia” titolare del ricorso alla corte di Strasburgo che ha portato alla sentenza della CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo).
Voglio solo rimarcare che la scelta di intitolare il ricorso a nome di mia moglie (italiana nata in Finlandia) è stato dovuto esclusivamente ad un meccanismo procedurale suggerito dal nostro avvocato.
Ma io che, d’accordo col resto della famiglia, sono il reale promotore del ricorso, non vengo “dal di fuori”! Io, da bambino, ho frequentato la stessa scuola, anzi esattamente lo stesso edificio e le stesse aule che hanno frequentato i miei figli. Ed ho le stesse tradizioni italiane e venete che qualcuno, utilizzando il crocifisso come arma anziché come strumento di pace e di amore, dice di voler difendere attaccando la mia famiglia con parole di odio, con lettere minatorie e con gesti di disprezzo come l’imbrattamento della mia casa con la pittura di croci. Segni forse di tolleranza e di amore? Pensavo che il cardinal Martini non facesse parte di quella schiera che, da Berlusconi a La Russa, da Sgarbi ai leghisti e ad altre figure che ben poco di cattolico hanno da difendere, utilizza il crocifisso come “strumento degli atei devoti e dei religiosi atei che vogliono trasformare il Cristianesimo in religione civile o sistema di valori, annullando la sua dimensione universale e aperta a tutte le culture e civiltà” (parole di un prete).
E che armano d’odio la mano di pazzi e fanatici che, similmente a chi ferisce Berlusconi o attacca il papa, ci perseguitano nella nostra casa. Ma evidentemente mi sbagliavo. Martini, non diversamente dagli altri, ritiene “incongruo ed inopportuno” quel cambiamento che, attraverso la sentenza di Strasburgo, dovrebbe portare al rispetto dei diritti fondamentali dell’individuo sanciti da una dichiarazione (la Carta europea dei diritti dell’Uomo) formulata da cattolici come De Gasperi e Adenauer e sottoscritta da TUTTI gli stati europei (compresa la Svizzera), ma (guarda caso) non
dallo stato della Città del Vaticano.
E qui se ne capisce il perché.
I diritti individuali, per quasi tutti i cattolici, vengono DOPO i privilegi della loro religione.
Che differenza c’è con le tanto vituperate teocrazie islamiche da cui il crocifisso dovrebbe “difenderci”?

Massimo Albertin

Questo articolo è stato pubblicato domenica, 27 dicembre 2009 alle 22:17 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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154 commenti a “Crocifisso: una risposta al cardinal Martini”

  1. bismarck scrive:

    Nessuna differenza.

    • Bruno Rapallo, apostata e ateo scrive:

      Una differenza non da poco c’é: grazie ai bersaglieri piemontesi che nel 1870 aprirono la breccia di Porta Pia, gli inquisitori cattolici non possono più imprigionarci, torturarci, impalarci, mandarci al rogo, ecc., ecc., mentre in numerosi territori sotto controllo dell’Islam più fondamentalista ancora vengono ammazzati selvaggiamente i dissidenti, gli apostati, gli eretici, gli atei, ecc., magari tagliandogli la testa lentamente e sadicamente con coltellacci affilati come rasoi, come si può vedere nell’orrendo video nel sito che segue (sconsigliabile ai deboli di cuore e/o di stomaco):
      http://www.postedeveille.ca/2009/07/somalie.html
      Forse anche a qualche fanatico integralista cristiano, sotto sotto, piacerebbe praticare un trattamento simile sui “nemici” delle varie Chiese e sette cristiane d’appartenenza (basta vedere cosa hanno combinato ancora recentemente durante la guerra civile nella ex-Jugoslavia alcuni amorevoli cristiani gestori di lager o loro complici di macelleria), ma dopo l’illuminismo e la nascita degli Stati democratici con la separazione tra stati e chiese non lo possono più fare per fortuna.
      Al massimo possono tentare di discriminarci, coprirci di insulti, aizzarci contro qualche soggetto fanatico e debole di mente, condizionarci attraverso leggi varate da politici servili, ma non molto di più. Non mi sembra una differenza irrilevante, anche se bisogna comunque sempre vigilare affinché la situazione nel nostro paese non degeneri ulteriormente.

      • Panzo scrive:

        bestie ecco cosa sono. Hanno tutto il mio disprezzo!!
        è tremendo quel video…

      • dinuzzo 56 scrive:

        Questo video è l’essenza della idiozia umana sorretta da credenze paranoiche(senso del peccato, punizioni da esseri extraterrestri, e via andare) simili per tutte le religioni monoteiste. Peccato che ai tempi dell’inquisizione non ci fossero videotelefonini, altrimenti quanti bei video da sbattere in faccia ai creduloni moderni!
        Del resto se dio è tutto ,l’uomo non è un cazzo! Ca va sans dire……….

      • pietro scrive:

        e pensare che tra b16 e l’islam c’erano solo incompresioni…

  2. roberta scrive:

    chi parla tanto in questi giorni di clima di odio guarda solo da una parte….
    solidarieta’ alla famiglia Albertin

    • Paul Manoni scrive:

      FANTAQUOTO le tue parole roberta! ;)
      In un sito locale della mia citta’, ho risposto piu’ o meno similmente a Massimo Albertin, agli auguri del vescovo Sig. Orlandoni.
      Questo infatti esortava alla fratellanza, all’amore e al rispetto dei valori del Natale cristiano.
      Risposte come al solito zero…Ma chi ha orecchie per intendere… ;)

    • Aldo scrive:

      C’è veramente tanta gente “comune” che ritiene giusta l’iniziativa di Massimo. Quando se ne parla, soprattutto con gli anziani maschi (!), c’è il rammarico che, dopo la liberazione dal fascismo, non ci sia stata anche la liberazione dall’occupazione papalina.

  3. non possumus scrive:

    nessuna differenza,o forse una differenza c’è, l’ateo, l’agnostico, il libero pensatore sono considerati dalle culture dominanti personaggi pericolosi, ancor più pericolosi di chi professa una qualsiasi religione diversa da quella prevalente. Anche dagli ultimi discorsi del papa si capisce che il nemico non è l’islamico, ma il senza dio.

    • Marvin scrive:

      É evidente che il libero pensatore è molto più pericoloso del devoto altrui.
      Infatti il devoto è manipolabile e basta un accordo ad alto livello tra i “capi” delle religioni su come indottrinare i propri sottoposti per poterlo gestire ed ammansire.

    • car80 scrive:

      Io ne vedo tante altre, ne basta una sola, l’esistenza di questo sito che in iran non esisterebbe.

  4. libero scrive:

    Il popolo italiano è poco interessato alle questioni di principio, anche i tanti atei e agnostici italiani, se interpellati rispondono che il Movimento Ateo punta sui crocifissi perchè è incapace di far ottenere cose più importanti, come divorzio breve, pacs, libera vendita della pillola del giorno dopo, etc…
    Purtroppo le cose stanno così.

    • L’Uaar si impegna su tanti fronti: testamento biologico, superamento dell’ora di religione cattolica, luoghi e tempi civili per funerali e matrimoni civili, eliminazione del finanziamento pubblico alle religioni, eliminazione dei privilegi riservati alla religione.

      Il fatto che si sia ottenuto un successo sul fronte “crocifissi a scuola” non vuol dire affatto che si tralascino gli altri.

      • eridanus scrive:

        Insomma…ma pensate anche alle ragioni di chi fabbrica crocifissi! Uff…

      • paniscus scrive:

        Senza contare che la maggioranza delle questioni elencate sopra (divorzio, pacs, diritti civili vari) non dovrebbero avere alcun legame diretto con l’ateismo, ma essere viste come normali questioni giuridiche che possono riguardare tutti. Visto che si sta parlando di regolamentazione del matrimonio CIVILE e non certo di quello religioso, non vedo proprio perché debbano essere viste come “battaglie antireligiose” buone solo per i militanti atei…

        Lisa

    • POPPER scrive:

      caro libero, del crocifisso molti del popolo italiano ne han fatto una questione di principio e, dato il ricorso del governo contro la sentenza del CEDU, non mi meravigio che si sia un po’ tutti impotenti davanti a tali paladini clerico-cattocomun-fascisti dei valori cristiani.

      l’UAAR si sta muovendo bene! pazienza amici!

      • libero scrive:

        Io dico quello che sento in giro e spesso provoco per avere una risposta, i molti atei e agnostici italiani sono menefreghisti e puntano al concreto, conosco atei che tengono il crocifisso in ufficio perchè ce l’ha il capo reparto (agnostico) che a sua volta lo ha messo perchè doveva essere promosso dal capo ufficio cattolico (apparente).

      • POPPER scrive:

        Libero, su quel che hai detto ti do ragione, ci sono anche i conigli, ma sono ovunque quelli, quindi, come don abbondio diceva: uno se non ha il coraggio, non se lo può dare da sé, anche loro hanno qualche difficoltà a contraddire il sistema dell’opportunismo.

      • car80 scrive:

        @libero
        Forse preferiscono un crocifisso ma il posto fisso al posto precario senza crocifisso ;-)

  5. POPPER scrive:

    Cara Famiglia Albertin, il mio auspicio è che possiate trovare nell’Anno Nuovo migliore rispetto da parte dello Stato Italiano di cui come me fate parte; condanno il comportamento delle autorità che non hanno nulla di laico ma molto di clerico-fascista e che in modo intollerante tollerano i gesti fascisti nei vostri confronti.

    Mi permettete di mettermi nei vostri panni anche solo immaginando i danni morali oltre a quelli materiali che dovete subire? Io ho già afrontato tempo fa, dopo che avevo accolto e dato un lavoro ad una famiglia del Kossovo, delle pressioni da parte di alcuni della mafia kossovara che voleva il controllo su tutti coloro che emigravano in Italia. I carabinieri piantonavano la mia casa per giorni, poi, dopo la mia diffida, non sono più tornati a perseguitarmi.

    Posso solo mmaginate quante le denuncie e le diffide nei confronti di personaggi più o meno pubblici per l’odio nei vostri confronti, ma sperate ancora di poter ottenere il risarcimento dallo Stato?

    Grazie per essere stati coraggiosi; il cardinale lo sapete come è fatto, la sua retorica è anche molto arruginita e pubblicano quel che dice perchè è già nel coro dei crocifissi-fissori a vita, la stessa tv di stato è un monopolio del berlusca, incoerente paladino dei valori cristiani, amante dlele escort più che del popolo italiano. Sono molto amaregiato anche io per come la mentalità di stato sia giunta a fare ricorso contro la sentenza del CEDU.

    Buon Anno a tutti voi! in fede un socio UAAR.

  6. eridanus scrive:

    Purtroppo questa polemica sul crocifisso è solo uno degli ennesimi esempi ed episodi di un paese che non sa cambiare. Questo in una nazione dove solo il dieci per cento della popolazione va a messa, qualcosa di più forse nel meridione ( dove si crepa di malasanità ma non mancano madonne e statue di santi nei corridoi degli ospedali), e dove la gran parte dei cattolici si dichiara comunque ” non praticante” che è un modo garbato di dire che della religione in fondo non gliene frega niente.
    Il crocifisso come ulteriore emblema – flebo di un italia felix da che non c è mai stata ma che serve purtroppo a vendersi come immagine tranquillizzante nel mondo; che che a qualcuno piace continuare a proporre attraverso lo smorzare questi dibattiti, le fiction di preti buoni e carabinieri alla mano girate in ridenti paesini da cartolina, dove tutte le donne sono brune e prosperose e stanno sempre in cucina vestite da velina…

  7. darik scrive:

    ripeto ancora: per la c.c., il voler mettere il cocifisso dappertutto
    e come il pisciare dei cani agli alberi: serve più ke altro per marcare il territorio.

  8. Near scrive:

    “annullando la sua dimensione universale e aperta a tutte le culture e civiltà” (parole di un prete).”

    Su questo punto non sono molto d’accordo. Il cattolicesimo non è “universale” nel senso che è aperto a tutte le culture, ma lo è nel senso che vuole in qualche modo imporre la sua visione e i suoi valori a tutti indistintamente e non importa se siano o meno credenti. Non c’è quindi da aspettarsi molto se si gioca sul piano della tolleranza e del rispetto delle idee altrui, qui c’è bisogno di una lotta (civile) per riaffermare la laicità dello stato, anche (soprattutto) contro le ingerenze della religione cattolica.

  9. Sandro scrive:

    Purtroppo, come giustamente fa notare il Dott. Albertin, in tanti si appigliano al fatto che il ricorso sia stato presentato da una persona che non è di origine italiana (o per lo meno a suo nome). Poco importa che poi viva qui da parecchi anni.
    Dietro alle risposte c’è soprattutto la paura dell’alternativa anti-italiana, soprattutto islamica. Poco importa che alcuni esponenti musulmani si siano dichiarati anch’essi contrari alla sentenza (vedasi quello offeso dalla Santanchè).
    Se l’iter procedurale portasse il nome di un italiano “doc”, quindi senza “contaminazioni” esterofile (meglio se da svariate generazioni) avrebbero avuto un argomento (che resta comunque stupido) in meno per giustificare il loro comportamento.
    Ci va già bene che la signora Lautsi non sia di origine arabe, altrimenti la situazione sarebbe anche peggiore.

    Ancora un po’ di pazienza! Manca poco più di un mese e la sentenza sarà definitiva.

    P.S. Ribadisco la mia solidarietà alla famiglia Albertin.

  10. Hic scrive:

    Io sono cattolico e certamente non avrei offeso od attaccato la famiglia Albertin, anche se mi sembra che faccia un pò di vittimismo per una reazione ad un proditorio attacco legale a ciò che contraddistingue da sempre le nostre radici culturali. Ho letto il regolamento e vedremo se poi sarete così democratici da pubblicare questa mia.
    Se Martini si è espresso come si espresso, è evidente che qualcosa ha intuito, ovvero che c’è un limite culturale che non ha senso di passare perchè mette l’interlocutore “fuori gioco”. ovvero se ad uno neghi la sua cultura non c’è possibilità di dialogo. Se persone come Voi preferite non credere in nulla (ma sarebbe meglio dire che credete in un non Dio) non potete certamente opporVi a chi crede che nel Crocefisso esiste un significato che è la quintessenza del dono di un amore di un Dio per l’uomo. Questo non fa male, non danneggia, non offende. Conosco molti laici più clericali dei cattolici, perchè il clericalismo è una ideologia, spesso presente nella religione, ma il Cristianesimo non è una religione, ma l’incontro con un fatto. Che corrisponde alla mia vita come la scarpa che porto, il n. 41. E la convivenza civile non può essere portar via qlc a qualcuno (il crocefisso) ma aggiungere semmai il proprio contributo di esperienza nel bene e nel male. Quale è il Vs simbolo? Non c’è, è il nulla, ci sarà? Venite avanti con le Vostre ragioni e la Vostra cultura, e poi si vedrà. La democrazia non è un optional, e non sarà una Commissione Europea a metterla in gioco.

    • peppe scrive:

      Cosa leggo…
      - accusa di vittimismo a chi riceve minacce di morte e intimidazioni
      - allusione alla possibile censura in questo forum (che puntualmente non c’è)
      - richiamo a limiti culturali invalicabili (dagli atei ovviamente)
      - accusa di credere nel non-Dio ( :lol: )
      - elogio del crocifisso come simbolo universale da imporre a tutti “perchè non fa male”
      - cristianesimo personale quanto una scarpa ergo deve piacere a tutti
      - accusa di non avere un simbolo (quanti ne vuoi?)
      - pretesa di essere più democratici di una istituzione come l’UE, pur essendo seguaci di una istituzione che democratica non è (la Chiesa)

      Insomma le solite puerili banalità del solito visitatore cattolico. E noi avremmo qualcosa da imparare da te e dai tuoi simboli? Ma manco per niente. Sento già la puzza di fanatismo…

    • eldiablo scrive:

      ma il ragionamento della CEDU é questo: anche gli atei sono cittadini e, in quanto tali, hanno diritto di impostare secondo le proprie convinzioni l’educazione dei figli.

      indubbiamente vi saranno atei che riescono a tollerare il crocifisso, tuttavia ve ne sono altri che vi scorgono, e non a torto, una imposizione.

      i giudici statali, per opporsi all’istanza di rimozione del crocifisso, sono giunti ad equilibrismi logici improbabili, come quello secondo cui il crocefisso sarebbe un simbolo di carattere storico od addirittura laico.

      di qui la nota provocazione: ce ne sono tanti di emblemi culturali della nostra nazione. Perché allora non appendere l’effigie dantesca o un simbolo raffigurante la pizza ?

      • Magar, bieco illuminista, scrive:

        Direi che il punto non è nemmeno la capacità di “tollerare il crocifisso”. I crocifissi che i privati cittadini si appendono al collo, quelli li tollera qualunque ateo, non abbiamo il rigetto fisico per i simboli della fede altrui.

        Ciò che non è tollerabile è che quel crocifisso di stato voglia ficcare anche in bocca a noi parole (come “credo che il Dio dei cristiani esista, e che Gesù di Nazareth sia suo figlio”) che noi non ci sogniamo di pensare. Perché quando lo stato adotta un simbolo sottintende implicitamente che i suoi cittadini dovrebbero aderire alle idee che esso rappresenta.

    • c.d. scrive:

      “proditorio attacco legale a ciò che contraddistingue da sempre le nostre radici culturali.”

      non mi pare proprio che ti sia stato impedito di professarti cristiano, di andare in chiesa anche ogni giorno, di indossare croci, di appendere crocifissi in ogni stanza di casa tua, di far leggere il vangelo ai figli, di fare tutte le cose prescritte dal vangelo o dal catechismo (anche quelle che si contraddicono da sole), ecc… la vostra tradizione mi sembra sana e salva, almeno finche voi avrete la voglia di metterla in pratica direttamente e non per interposta persona.
      inoltre tu e i tuoi figli non siete stati obbligati ad andare a scuola, ad andare a votare, ad essere giudicati in tribunale, ad interagire con la pubblica amministrazione, ad essere curati in ospedale sotto la costante e discriminatoria imposizione di simboli che ritenere contrari ed ostili alla vostra tradizione culturale.

      la discriminazione subita dalla famiglia albertin (e da molti dei frequentatori di questo sito) e’ un fatto certo e innegabile, come sarebbe certa la tua discriminazione se tu cattolico fossi nato in india e fossi costretto a sottostare e portare rispetto ai simboli della dea visnu o al dio elefante ganesh in tutte le scuole, tribunali, seggi elettorali, ospedali e uffici pubblici dell’india (e infatti a volte i cristiani indiani si lamentano per le discriminazioni e invocano la laicita dello stato!).

      il vittimismo e’ invece tutto dei cattolici, a cui non si vuole togliere la tradizione cristiana e i valori o chissa che altro, ma soltanto un ingiusto privilegio che agli altri non e’ concesso. se l’ingiusto privilegio (poter imporre il crocifisso ai non cattolici) perdura da tanto tempo da essere considerato una tradizione da chi ne beneficia, tanto peggio per lui: le tradizioni ingiuste si eliminano, come ad esempio nell’ultimo secolo si e’ eliminata la discriminazione femminile, e non mi pare che si parli dei maschilisti che hanno dovuto rinunciare ai proprio privilegi come delle povere vittime.

      “il Cristianesimo non è una religione”

      per poter fare una affermazione simile bisogna essere disposti a pervertire il significato delle parole fino al punto da eliminare ogni possibilita di reciproca comprensione.

      “E la convivenza civile non può essere portar via qlc a qualcuno (il crocefisso)”

      se tu non sei in grado di convivere civilmente in assenza di un crocifisso ti consiglio (in alternativa a qualche seduta con un buon analista) di indossarlo sempre al collo, in modo da poterti comportare civilmente anche per strada o in tutti gli altri infiniti posti in cui non sono riusciti a piazzarne uno. noi conviviamo civilmente anche senza appendere simboli religiosi altrui a scuola, e anzi ci sentiamo meglio se non ci sono.

      “Quale è il Vs simbolo? Non c’è, è il nulla, ci sarà?”

      non ha importanta quale sia il nostro simbolo: qualcuno di noi non ce l’ha proprio, altri magari hanno un simbolo solo per loro, pochi di noi sentono il bisogno di riconoscersi dietro un unico ed universalmente condiviso simbolo. in ogni caso non ti si vuole imporre questi simboli a scuola (e sarebbe anche tecnicamente impossibile esporli tutti), esattamente come non si vuole che ci venga imposto il vostro simbolo. indossatelo voi, non fatelo indossare alle scuole pubbliche.

    • c.d. scrive:

      ah, inoltre il crocifisso nella scuola pubblica non e’ per niente simbolo della tua tradizione culturale da sempre: prima dell’emanazione delle circolari fasciste degli anni 30 molte scuole pubbliche non ce l’avevano. prima dell’ottavo/decimo secolo la tua tradizione culturale era iconoclasta. e prima del primo secolo la tua tradizione culturale era pagana, e curiosamente gli scontri tra pagani e cristiani sono stati alimentati anche dal rifiuto dei cristiani di allora di sottostare ai simboli religiosi pagani e imperiali, perche loro avevano un unico vero dio e non potevano aderire in coscienza a quella che allora era la “tradizione”. e’ tragicomico che oggi i discendenti di quei cristiani, dati in pasto ai leoni perche proditoriamente non si inchinavano alla tradizionale aquila imperiale, pretendano che i non cristiani accettino di buon grado i simboli della loro “tradizione”.

    • Giorgio Villella scrive:

      “proditorio attacco legale”?
      Quando uno pensa di subire un torto puo’ farsi giustizia da solo (per esempio minacciando, insultando, imbrattando la casa del nemico) se e’ un violento irrazionale o rivolgersi al giudice, se e’ una persona civile.

      “se ad uno neghi la sua cultura non c’è possibilità di dialogo”?
      Se uno ritiene indispensabile avere a portata di mano o di vista un crocifisso, in uno stato civile (=laico) nessuno gli impedisce di avere crocifissi appesi a una collanina al collo, in casa, in parrocchia, in tutti gli edifici di culto, nel campeggio dove va a fare il boy scaut, nel convento dove va a fare i ritiri spirituali; ma se vuole metterli negli edifici pubblici (che vuol dire DI TUTTI), deve chiedere il permesso agli altri, che glielo daranno, di solito, solo se verra’ concesso uguale diritto a tutti indistintamente.

      Ma quando il giudice Tosti, nostro socio, mise il candelabro ebraico accanto al crocifisso nella aule del tribunale dove teneva le udienze, gli fu tolto; e lo stesso successe quando fu messo il simbolo dell’Uaar (un muro sfondato dalla nostra sigla)

    • Federico scrive:

      Ci sono molte incongruenze e fallacità nel tuo discorso, sostieni e rimangi quello che dici!
      Partiamo con ordine
      <>
      Voi state negando la mia laicità tenendo il crocifisso dove non deve esserci, e additate chi non segue la vostra religione come devianti, ho persone che quando mi vedono non andare in chiesa mi chiedono cosa mi sia successo, come fosse sbagliato non andarci o errato avere idee differenti!
      Poi, che significa credere in un NON DIO? io credo alle persone! la mia vita la faccio con le mie scelte, se devo fare del bene non lo faccio per la rocompensa del paradiso! non temo apocalissi e punizioni, temo l’inezia di che crede che sia qualcosa di più grande di loro! se voglio qualcosa devo rinboccarmi le maniche!
      <>
      Qui non si parla di portar via, dovreste essere voi quelli non attaccati ai simboli cari miei! nella bibbia c’è scritto che i veri mattoni della chiesa non sono i mattoni con cui e costruita ma la comunità che la riempie! quindi perché tutto questo accanimento per un legnetto? ed infine non siamo noi che togliamo, siete voi che avete paura di aggiungere! avete paura di perdere il vostro “monopolio”! avete quella odiosa aria di sufficienza nei nostri confronti e delle altre culture e religioni di chi pensa di avere le risposte! e non venite a dirmi di fantomatici confronti gli stati del medio oriente o non so dove! Per quanto ingiuste siano le loro leggi, anche nei nostri confronti, i loro sono stati con una chira religione di stato! il nostro no!
      E ancora, noi veniamo avanti con le nostre idee e voi fate la testuggine! Ma poi tradizioni di chi? Ma hai una minima conoscenza della cultura romana? pensi che il modus operandi occidentale, nel senso giuridico, ingegneristico e culturale sia religioso? no di certo! ma i santi sai perché esistono? la religione cristiana a fatto proseliti tra i deboli non per benevolenza (a parer mio) ma perché erano gli unici insoddisfatti! ad un romano o ad un ebreo comunque benestante cosa ne tornava con questo cambio? nulla! Invece i bisognosi eranoi deali per cavalcare il successo di proseliti! hanno creato tutto ad hoc per gli scontenti, patisci ora e starai bene domani… Non fa per me… Scusate la dilungazione ma sentivo di farlo

    • Alessandro Bruzzone scrive:

      Hic, molto semplicemente le aule pubbliche dovrebbero essere “ideologicamente neutrali”, nel rispetto della laicità che lo Stato italiano esprime per sé attraverso la Carta costituazioneale. L’alternativa che sembri auspicare – la presenza di vari simboli legati ai vari orientamenti – è a mio avviso assurda per tanti ragioni: in primis non vedrei tanto di buon occhio la trasformazione della aule scolastiche in bazar dei simboli… in secondo luogo, e più nettamente, forse sarebbe il caso di lasciar perdere i simboli religiosi e piazzare l’unico che dovrebbe starci: il tricolore. Non sono mai stato iperpatriottardo, ma un altro paese come il nostro, dimentico dei suoi veri simboli ufficiali, non lo conosco proprio.
      Per il resto quoto quanto hanno scritto gli altri.

  11. DarioK scrive:

    solidarieta’ alla famiglia Albertin e un GRAZIE per la lotta intrapresa e tutto il significato che porta

  12. Hellspirit scrive:

    Il cardinale Martini ha scritto, sul Corriere della Sera: “…bisogna anche tenere conto delle tradizioni e della sensibilità della gente. Chi viene dal di fuori deve imparare a rispettare tutto ciò…”

    Per un attimo ho creduto che quella fosse la dichiarazione di un leghista… Ormai sono tutti uguali e dicono tutti le stesse cose.

    Per favore, qualcuno può spiegargli per l’ennesima volta che l’Europa e tantomeno l’Italia NON hanno “radici cristiane”? Che il termine stesso di “radice” non può essere applicata a una religione nata in Asia, più di 1000 anni DOPO le prime civiltà europee? Che le nostre vere radici sono greco-romane (ma non per questo appendiamo l’effige di Zeus in tutti i luoghi pubblici)?

    • Dalila scrive:

      Il suo intervento infatti, è tutto da ridere.
      -Confonde la Corte Europea con la EU…
      -Confonde la vera laicità col clericalismo tipico degli atei-devoti (sarebbe meglio dire ipocriti dell’ultim’ora).
      -Pensa che gli atei credano in un non-dio (QUALE, di grazia?) perchè assolutamente incapace di concepire l’idea del vivere senza alcun feticcio, religione, divinità volante ed inesistente.
      -Crede che esistano radici cristiane dimenticandosi tutta la nostra massiccia storia pre-cristiana e, ancor più grave, dimenticandosi i tremendi misfatti storici del cristianesimo.
      -Crede che il crocifisso sia portatore d’amore quando invece rappresenta la cattiveria infinita dell’uomo contro un suo simile:non è un caso che in molti conventi cattolici tale strumento di tortura venisse sbattuto dalle suore sui denti dei “bambini cattivi”.

  13. Ciò che anche sconcerta in tutta questa storia – al di là di tutti gli altri aspetti che sono collegati alla lotta per l’abolizione del crocifisso nei luoghi pubblici – è il fatto che nessun cattolico, non dico quelli ‘della domenica’, ma adesso anche il ‘mistico’ Cardinal Martini, abbia preso posizione per denunciare l’uso scopertamento superstizioso, idolatrico, che viene fatto del crocifisso. (Dico ‘scopertamente superstizioso’ perchè, almeno per quanto mi riguarda, simboli e rituali religiosi hanno sempre comunque un fondo di superstizione). Se è vero, come indubbiamente è vero, che la stragrande maggioranza di chi si professa cattolico lo è per mille ragioni meno quelle che dovrebbero essere – secondo le indicazioni della loro dottrina – del vero cristiano, cos’è questa difesa ad oltranza di un simbolo che ha per lo più solo funzione totemica? Che non credenti tipo ateo-devoti tirino in ballo radici identitarie e tradizione, del tutto indifferenti circa la valenza religiosa o meno del crocifisso, è in fondo più comprensibile (si fa per dire) che non il ricorso agli stessi argomanti da parte di cristiani impegnati a fondo nella testimonianza della loro fede. Come, appunto, il cardinal Martini

    PS. Ribadisco la mia convinzione che la ‘battaglia del crocifisso’ è stata, e continua ad essere, una delle più qualificanti per UAAR.
    Tutta la solidarietà, e l’ammirazione per il modo con cui sa sostenere la propria iniziativa, alla famiglia Albertin.

    • POPPER scrive:

      Caro Bruno, sono socio ordinario UAAR da poco, ci sono arrivato perchè seguivo Odifreddi e da lui ho sentito in una sua frase “UAAR” e mi sono incuriosito, una volta iscritto ho inviato il modulo di sbattezzo e, se al momento non ho potuto ancora sostenere grandi campagne, abbiate pazienza!

      Il cardinal Martini non mi ha mai ispirato tanta fiducia, quindi, quale sia stata la sua linea pastorale non mi ha mai incantato, chiesa è e chiesa rimane, si è solo accodato al coro dei totemisti, come dici tu, praticamente un museo delle cere, visto gli sclero celebrazionisti dei pontificali avvolti “dall’opre degli artisti incantati” hanno esaltato la figura della croce per secoli.

      Come dice battiato: vorrei un’altra vita, un’altra opportunità, magari fra 100 anni, so aspettare, spero che la chiesa si sia estinta allora, non ne posso più questo medioevo! che cielo plumbeo sotto quel cupolone.

    • paniscus scrive:

      Bruno: ma infatti il dettaglio che mi ha sempre fatta meravigliare di più è proprio questo.

      Non tanto il “perché mai i cattolici ci tengano così tanto a piazzare il loro simbolo anche dove non è gradito dagli altri?”, che in fondo è pure facile da intuire… ma il problema quasi opposto.

      Ovvero: COME FANNO A SOPPORTARE che il loro simbolo sacro sia esposto sacrilegamente in quelli che, secondo la loro logica, dovrebbero essere blasfemi luoghi di peccato e di errore? Perché non sono i primi a ritenersi offesi da tale accostamento?

      Voglio dire, come cavolo fa un cattolico convinto, a caldeggiare e a compiacersi del fatto che uno dei simboli più sacri della sua fede sia sbandierato, che so…

      - in ospedali dove si praticano aborti, sterilizzazioni e fecondazioni assistite;

      - in aule di tribunale dove si pronunciano sentenze di divorzio;

      - in sale comunali in cui si celebrano matrimoni civili, considerati gravemente peccaminosi dalla chiesa;

      - in ambulatori medici in cui vengono prescritti anticoncezionali e viene insegnanto eplicitamente come usarli;

      - in aule scolastiche dove si insegna la laicità dello Stato;

      - in sale assembleari in cui siedono rappresentanti eletti di partiti che fino a pochi anni fasarebbero stati considerati degni di scomunica;

      - …e in generale, in uffici pubblici appartenenti alle istituzioni di uno Stato che ha una storia in completa contrapposizione con la Chiesa, uno Stato che per decenni non è stato riconosciuto valido dalla Santa Sede, e che per almeno un secolo è stato fantasiosamente accusato di essere demoniaco, gnostico, massonico, e nemico della fede cattolica!

      Questa storiella patetica secondo cui il crocifisso sarebbe “uno dei simboli più importanti dell’Italia”, è una mistificazione che fa ridere i polli. Le istituzioni pubbliche dello stato laico sono state considerate ferocemente NEMICHE dalla chiesa, fino a pochissimo tempo fa.

      Insomma, come cavolo fa il cattolico a godere così tanto nel vedere il suo simbolo sacro infognato in quegli ambienti di perdizione?

      Dovrebbe fargli lo stesso identico effetto che vederlo buttato in una discarica, invece no… se ne stanno lì tutti tronfi a “dimostrare” che ci deve stare per forza, e a fare le vittime se qualcuno lo mette in dubbio…

      Ma boh!

      saluti
      Lisa

  14. POPPER scrive:

    Per i credenti esegeti fedeli al papa.

    E’ morto a 95 anni a Nimega in Olanda, la vigilia di Natale, il teologo belga Edward Schillebeeckx. Domenicano, figura controversa della dottrina cattolica, arrivò ad essere processato dal Vaticano per ben tre volte per le sue teorie sul celibato, la figura di Cristo e la gerarchia ecclesiastica.

    Secondo quanto riporta la stampa locale, Schillebeeckx, nato ad Anversa e uno dei protagonisti del Concilio Vaticano II, entrò in conflitto con il Vaticano dopo i suoi libri su Gesù e fu convocato a Roma dalla Congregazione per la Dottrina della Fede per spiegare le sue teorie che negavano la resurrezione di Cristo in quanto fatto oggettivo.

    Professore di teologia dogmatica e storia della teologia all’Università cattolica di Nimega dal 1957, Schillebeeckx tenne la sua lezione inaugurale su ‘Dio, la storia di un vivente’, che introdusse i teologi olandesi alla Nouvelle Theologie. Fu ispiratore negli anni sessanta del ‘Nuovo catechismo olandese’, i suoi libri di teologia sono stati tradotti in diverse lingue, e il suo contributo al Concilio Vaticano II lo ha reso celebre in tutto il mondo.

    Nel 1965, insieme a grandi teologi della corrente moderna come Marie-Dominique Chenu, Yves Congar, Karl Rahner e Hans Kung, tra i maggiori esperti del Vaticano II, Schillebeeckx fondò la rivista ‘Concilium’, per promuovere una riflessione sulla dottrina in senso progressista. Dopo il suo ritiro dall’insegnamento, nel 1983, Schillebeeckx ha vissuto a Nimega, continuando a scrivere e pubblicare, mentre la sua opera, ancora oggi, continua ad essere la base di studi e approfondimenti sulla teologia contemporanea. E’ stato il primo teologo a vincere il Premio Erasmus (1982).

    mi ricorda tanto un prete francese, Dunque, Maurice Zundel, era statto amico di Monsignore Giovanni Battista Montini – futuro Paolo VI – dal 1923. Fu lui che scrisse la seguente frase incredibile nella penna di un sacerdote:

    “Io metto altretanta devozione nel mangiare la minestra, che nel celebrare la messa, perchè siamo sempre alla tavola del Signore, ed è dalla sua mano che riceviamo il nutrimento, simbolo del suo amore” .(Maurice Zundel, Il Volto di Dio nel Quotidiano, Ed. Messaggero, Padova, 1989, p. 112).

    In altri tempi, un prete che osasse scrivere una cosa simile, verebbe immediatamente scomunicato. Nel secolo XX, questo prete fu invitato a pregare il ritiro allo stesso Papa — Paolo VI, che era il suo amico ed ammiratore — e ai Cardinali della Curia Romana, al Vaticano, nel 1972!

    Si vogliono delle prove? Si veda quello che scrisse Zundel, in un altro dei suoi libri:
    ‘’Cristo non è nell’ostia, come un orologio nell”astuccio, o come l’acqua in una fontana, o come noi stessi in questo ricinto” (M. Zundel, Un autre Regard sur l’Eucharistie, Ed. Le Sarment, France, 2001, p.117).

    Ma ce ne sono tanti altri di eretici accettati dal Concilio Ecumenico Vat II, rispetto a quello che sarebbe loro capitato qualche decennio prima visto che c’era ancora la pena di morte.

    • massimiliano f. scrive:

      Ma perchè infila esegesi-esegetico-esegiticamente dappertutto?
      Se è per ironia mi va bene, altrimenti mi fa sentire in colpa.

      E poi, cosa c’è di strano nel compiere gli atti normali della vita quotidiana con la stessa devozione che si mette nella preghiera?
      Lei riterrebbe passibile di scomunica una frase come: “Tocco un malato con la stessa devozione con cui tocco l’Ostia”?

      Cosi come la frase sull’Eucaristia è perfettamente ortodossa.

      • POPPER scrive:

        No Massimiliamo, non mi riferivo a lei, esegesi non è necessariamente = Massimiliano, è riferito al tema degli eretici tollerati che hanno prodotto pubblicazioni sconcertanti ma non ancora messi all’indice.

        La prego, non se la prenda perchè uso termini a lei molto cari, non li volevo travisare, solo ho scritto di un fatto di lutto nella chiesa a cui ho allegato alcuni miei ricordi di studiosi esegeti fuori dagli schemi.

  15. POPPER scrive:

    Of topic scusate amici, una notizia che avrà eco nei prossimi anni: Prove di teletrasporto alla Star Trek – Al Politecnico della California si tenterà di «spostare» sferette di silicio.

    http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_dicembre_23/teletrasporto-california-silicio_52ee79c6-ef95-11de-b696-00144f02aabc.shtml

    Nei fantascientifici esperimenti di teletrasporto che Star Trek ci ha già fatto conoscere nella dimensione fantastica ora gli scienziati tentano il colpo grosso.

    Finora avevano compiuto la prodezza di teletrasportare le caratteristiche di un atomo da un luogo all’altro.

    Adesso cercheranno di fare altrettanto con qualcosa di più consistente: delle sferette di silicio.

    L’impresa è ardua ma già è sulla carta preparata dai ricercatori del Caltech americano, il politecnico della California. Il tutto è stato ufficializzato sui Proceedings of the National Academy of Sciences statunitense.

    Ci siamo amici, se riescono, negli anni futuri si potra teletrasportare oggetti solidi e costruire Database complessivi di tutti gli elementi chimici da noi conosciuti, a pari passo con i nuovi modelli del PC quantistico, serve però molta memoria e dei cpu formidabili, ma già si pensa a Pc più complessi e con circuiti neurali, già se non erro, vi sono stati esperimenti a proposito nella robotica.

    Se poi, qualcuno, al momento opportuno, magari fra decenni, si offrirà per il primo teletrasporto e riuscisse nell’impresa, vi lascio solo immaginare le ricadute sul mondo della teconologia e su tutto il resto. Persino la medicina potrà avvalersene, e ci saranno certamente anche degli incidenti feriti/morti come in tutte le esperienze teconologiche e invenzioni, è fisiologico nel nostro progresso fino ad oggi. Speriamo in bene!

    • roberta scrive:

      bellissima scoperta,senza dubbio…..
      ma se in italia i trasporti del futuro saranno efficienti come quelli attuali…
      meglio non usare i mezzi teletrasportatori pubblici !!!^_^

    • Asatan scrive:

      Io onestamente ne vedo l’utilità solo a fini scientifici.
      Posto che sia i computer quantistici che reti neurali efficienti non le vedremo sul mercato per altri 15 anni buoni….. come dire siamo ancora in fase moooolto sperimentale e con costi proibitivi.
      Aggiungiamo un altro dettaglio il rapporto massa trasportata+distanza—>energia consumata è decisamente svantaggioso. Anche dal punto di vista medico non può sostituire la chirurgia: immaginati tumore teletrasportato via e successiva morte del paziente per emorragia interna…. vasi non clampati e suturati + compagnia cantante.

      In realtà potrebbe essere molto interessante per trasmettere informazioni ad alta velocità se lo si accoppia alle comunicazioni laser.

      • bismarck scrive:

        Beh sai comè da qualche parte bisogna pur iniziare. Quanto ai problemi tipo chirurgia etc. sono lì per essere risolti non per far si che rimangano insoluti. Pensa che da una ricerca per l’alzheimer hanno scoperto una pelicola (tecnologia nano) da mettere sui vetri, invisibile, idrorepellente e fa si che le finestre non si sporchino. La utilizzeranno per ricoprire le celle solari da mettere nel deserto aumentando l’efficenza del 30% perchè non sarà più necessario ripulire i pannelli dalla sabbia. Non si sa da dove arriverà il nuovo ma se non si fanno ricerche il nuovo non arriverà mai. La cosa che più mi piace della R&S è che ogni passo in avanti è una palata di terra sulla tomba della ccar.

      • Adesso i preti diranno: è la prova della grandezza di dio. Egli ci parla attraverso le meraviglie del creato, e noi, che siamo i suoi rappresentanti in terra, abbiamo bisogno dei vostri soldi per portare in giro per il mondo la parola di dio……a scopi scientifici, of course.

  16. stefano scrive:

    ringraziamo la famiglia Albertin di aver fatto una lotta che e´anche la nostra con i nostri figli.
    Purtroppo parlo di lotta, perche´ specialmente nelle scuole si deve lottare per difendere i nostri figli (che siano di famiglia cattolica, atea, mussulmana o di qualsiasi credo) da un continuo e subdolo indottrinamento e/o emarginazione. sono stanco ma non mi stanco.

  17. Paul Manoni scrive:

    Grazie Massimo… ;)
    E’ evidene che le regole sono valide per tutti, tranne che per loro.
    “Che differenza c’è con le tanto vituperate teocrazie islamiche da cui il crocifisso dovrebbe “difenderci”?”
    …Se li chiamiamo CATTOTALEBANI un motivo c’e', no? ;)

  18. faidate scrive:

    Quello che sfugge al Cardinale Martini, che forse qualcuno credeva diverso dal ministro La Russa, è che la sentenza non viene da un soviet, ma da un’istituzione assolutamente neutrale come la Corte Europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo. Almeno il dubbio che possano avere una qualche ragione dovrebbe sorgere in quelle anime candide. Non si tratta di esame di coscienza, si tratta di mettere da parte, ogni tanto, la (mala)fede e usare la ragione. Purtroppo, per loro, in quel modo si diventa atei.
    Solidarietà piena alla famiglia Albertin!

  19. sabre03 scrive:

    Il Martini dice anche:

    Né vale il paragone con il dialogo tra le religioni, evocato dalla prima lettera. Tale dialogo presuppone certamente una sincera stima per le credenze e le tradizioni degli altri. Esso è preoccupato in prima battuta anzitutto di rimuovere gli equivoci, con cui a volte ci fraintendiamo. Ciò non richiede affatto di mettere tra parentesi le proprie credenze.

    Non ho capito….

    Visti i risultati non deve esserci alcuna stima da parte loro per gli altri che chiedono il rispetto di quanto già pattuito
    …E non si tratta di semplici equivoci…e/o fraintendimenti
    …E si richiede per l’appunto la rimozione di quel crocifisso ossia di mettere tra parentesi le proprie credenze

  20. peppe scrive:

    Solidarietà agli Albertin… io ho a che fare con superstiziosi e ottusi cattolici tutti i giorni: qualcuno lo raddrizzo pure ogni tanto, mettendolo (come merita) a figura barbina, ma tutti gli altri sono ahimè irrecuperabili… colpa del lavaggio del cervello cui le istituzioni sottopongono ignari bambini riempiendo loro la testa di immane castronerie fin da piccoli.

    Per forza che poi da grandi, in nome dell’Ammmmore, ti staccherebbero la testa dal collo se gli tocchi il loro feticcio preferito (uomo morto su croce lignea) dal muro. Mah…

  21. giancarlo bonini scrive:

    @ Hic
    Caro Cattolico, la sentenza del Tribunale per i diritti umani non è un “proditorio attacco legale” ma un riconoscimento appunto di diritti umani.
    Ciò che come dici tu( un po’ pappagallescamente, concedimelo) che contraddistingue da sempre le nostre radici culturali in realtà non esiste, non è mai esistito.
    Pensa agli antichi Romani, agli abitanti della Magna Grecia, pensa sopratutto agli Etruschi, con la loro libertà dai condizionamenti religiosi, con usi e costumi più umanisti,laici ed improntati agli amori carnali più che mistici.
    Tutti popoli nostri e neanche poi tanto remoti, non ti sembra?
    Invece di scavare per trovare radici (che poi ognuno trova quelle che più gli piacciono) andiamo in alto, verso le cime di questa ipotetica pianta che è la nostra evoluzione culturale e vediamo di crescere e maturare, togliendoci le paure e le ossessioni che tormentano l’uomo primitivo e lo hanno fatto succube delle religioni e di chi le guidava.

    • Caro Giancarlo, secondo delle ricerche sul D.N.A. fatti sulla popolazione Toscana in quei paesi dove vi è maggiore discendenza con gli Etruschi, sembra accertato che questi corrisponda a quello delle popolazioni dell’Anatolia. Verrebbe così a cadere la teoria che gli etruschi siano stati una popolazione autoctona ma bensì provenienti dalla Turchia a seguito di una carestia. In più, durante la conferenza del giovedì sera, nella sede nazionale dell’uaar di Roma, la storica medioevalista Marta Gianni ha tenuto una lezione e tra le altre cose ha parlato delle tradizioni celtiche del Comasco con canti e balli che la chiesa, pur combattendoli, non è mai riuscita a togliere dalla loro nascita ad oggi. Chissà quante altre cose che non sappiamo, visto la enormità del sapere, ci saranno per chiudere la bocca a questi signori cattolici, manipolatori della verità storica.

  22. Vomitino scrive:

    A me sta cosa della tradizione fa propio ridere. Che la religione sia una tradizione è un cavallo di battaglia degli atei che adesso cavalcano i cattolici. Se fossi un cattolico e qualcuno mi venisse a dire che il crocifisso, in cui io credo fermamente, altro non è che una tradizione e che per tale motivo va appeso un po’ ovunque come minimo sarei indignato. Certo dovrei essere un cattolico raziocinante.

  23. ludwig scrive:

    Siamo sempre lì, il cattolicesimo è tenebra, l’Illuminismo è luce.

    • butcher scrive:

      ah… finalmente si ritorna al dogma!

    • Scusa se ti correggo: il dogma è la tenebra, la ricerca è la luce. Se nessuno si fosse ribellato al dogma dandosi alla ricerca, l’illuminismo non lo avremo avuto. Comunque queste sono disquisizioni da buoni amici la cui intelligenza è ben superiro a quella del povero butcher!!!!!!!!!!!!!!

      • Vomitino scrive:

        Si però, io, in quanto ateo ma soprattutto avendo a cuore la laicità dello stato, con i cattolici vorrei discuterci, non di fede ovvio, ma di quei valori di cui si fanno portatori cercando di trovare un terreno comune dove farli convivere con i miei. Spesso frequentando questo forum o il gruppo su fb mi sento abbastanza solo in questo mio intento, è un muro contro muro, oppure un “dagli addosso al credente”. L’insieme di ragionamenti, confronti e letture che mi hanno spinto ad essere ateo, così come quello di valori che mi hanno spinto ad essere laicista sono gli stessi che mi spingono a cercare sempre il dialogo e dare del cretino ad un cristiano non è una buona base di partenza.

  24. Bruno Croveri scrive:

    In un film sulla sordità, di cui non ricordo il titolo, il protagonista che ha una storia d’amore contrastata con la sua ragazza sorda dice: “esiterà un luogo nell’universo, aldilà del suono e aldilà del silenzio dove ci si possa incontrare?”. Io dico: ci sarà un luogo aldilà del credo o del non credo dove ci si possa incontrare?. Un luogo dove ci siano solo persone e basta! Veramente esiste già: sono i luoghi pubblici dove le persone non dovrebbero portare le proprie convinzioni esistenziali, i loro segni distintivi e fare proselitismo. Bisogna ammettere che spesso chi ha delle convinzioni religiose tende ad imporle agli altri, mentre frequentando ambienti di non credenti questi non tendono ad imporre ad alcuno le loro tesi. Quello che mi fa specie però è: che dio che un dio che tende a dividere le persone anziché unire? I credenti ci hanno mai pensato?
    Tutta la mia stima e la mia solidarietà alla famiglia Albertin

  25. faidate scrive:

    Nelle parole dei rappresentanti della chiesa cattolica, compreso il cardinale Martini, l’intervento di dio sul nostro pianeta sarebbe stato realizzato attraverso il sacrificio del proprio (unico?) figlio, crocifisso per riscattare dal peccato l’umanità da Adamo al 33 d.C. Non viene mai chiarito cosa avessero fatto di così turpe, per esempio rispetto agli esseri umani di oggi, quei poveretti che erano migrati in America attraverso lo stretto di Bering, tanto da richiedere, per la propria salvezza, addirittura il sacrificio del figlio di dio. E che, secondo il metro di Martini, erano a casa loro con le loro tradizioni quando i missionari di Cortez andarono a convertirli, con amorevole forza. Acqua passata. Comunque l’intervento del figlio doveva essere universale, urbi et orbi, se includeva perfino gli aborigeni australiani. A sentire il cardinale, esso è invece rivolto quasi esclusivamente alla Padania. Cioè, se vogliamo prendere l’aspetto positivo del messaggio di Martini, la religione cattolica non ha un messaggio universale da trasmettere, ma è un folklore locale che va mantenuto come lo Jodel delle vallate tirolesi.

  26. giancarlo bonini scrive:

    La bellezza del Crocifisso:
    Alcuni mesi fa, in un paese della padania, troneggiava lungo le strade un manifesto di oltre un metro che raffigurava un crocifisso, fino a mezzo busto, con la testa di Gesù Cristo in primo piano col capo grondante sangue per la corona di spine.
    Associato a tale orrore, la scritta: il paese festeggia il nostro crocifisso, ecc.
    Capito? questa è la nozione di festa per i cattolici: sangue grondante, sacrifici, vittime torturate……

  27. butcher scrive:

    Il problema del crocifisso nei luoghi pubblici è sorto diversi anni fa da esponenti della religione islamica, a queste istanze stava rispondendo il card. Martini.
    La risposta del sig. Massimo (“non vengo “dal di fuori”!”) è quindi priva di senso, in quanto l’osservazione non era rivolta a lui.

    • peppe scrive:

      La risposta del sig. Massimo non è affatto fuori luogo visto che ormai il mantra dei cattocreduloni è “non ti conviene il crocifisso? Tornatene al tuo paese” che è una scempiaggine visto che circa 9 milioni di italiani sono atei/agnostici…

      I musulmani sono sì e no 1,2 mln e di certo non fanno (a parte Adel Smith) grosse battaglie contro il crocifisso, anche perchè sanno che – visto che già sono sulla graticola – i leghisti finirebbero di mangiarseli vivi: per cui è Martini, ammesso che si rivolgesse ai muslim, ad essere fuori luogo.

    • sabre03 scrive:

      Il problema è sorto da molto prima….. e non per iniziativa degli islamici. Se leggi il libro scocifiggiamo l’Italia liberamente consultabile sul sito troverai tante testimonianze anche da parte di cattolici doc come Don Milani

    • bumbum scrive:

      @butcher
      Adel Smit..se non ricordo male era italiano…
      idem Don milani…
      quindi privo di senzo mi sembri tu.

  28. maresca scrive:

    Mi piacerebbe inviare al Dott. Albertin un mio messaggio di stima e supporto in questo momento in cui lui e la sua famiglia vengono attaccati con atti ignobili da parte di vigliacchi senza onore.
    Mi rivolgo ai MOD: è possibile avere un indirizzo e-mail del dott. Albertin ? (conosco l’indirizzo di casa ed il numero di Tel, ma mi sembra troppo invadente una telefonata o una “carambata”).
    Grazie

    Francesco Maresca

  29. uno scrive:

    Nel libro “Franco mi fece terrorista” di Stuart Christie si legge che, siamo nella Spagna franchista dei primi anni ’60, il cappellano del carcere di Carabanchel (Madrid) disse all’anarchico appena arrestato “Il carcere se non altro ti servirà a diventare un buon cristiano”. La stessa coercizione, seppure in forme diverse, viene attuata nelle scuole ad opera di alcuni maestri soprattutto ai danni di figli di atei spesso con il sostegno di consigli, collegi e dirigenti che si sono sentiti rafforzati dalla polemica sul crocifisso in cui anche i cosiddetti cattocomunisti hanno assunto le stesse posizioni della destra. Non c’è differenza con le teocrazie islamiche, non c’è differenza tra le religioni nate per facilitare l’oppressione dell’uomo.

  30. onaocn scrive:

    Solidale con Massimo Albertin, portatore della vicenda dalla quale traspare in modo inequivocabile che ci troviamo in pieno medioevo. Bisogna stare attenti a pensare, dire e fare quello che la liturgia dello stato nello stato non permette! Strano però che il signor martini, non abbia richiamato l’assessore lombardo Pier Gianni Prosperini, che farneticando si proclama «Baluardo della cristianità Flagello dei centri sociali e condottiero del nord». Nessuno ha trovato il tempo e lo spazio sui media per compatire dichiarazioni e comportamenti degni di essere combattuti ed emarginati. Che dimostrano come il potere del vaticano sia radicato nella penisola e difeso con la violenza, così del resto come lo ha conquistato.
    Un modesto contributo qui:
    http://onaocn-finanzaetica.blogspot.com/2009/12/regione-lombardia-ahi-ahi.html

    Al Signor Albertin tutta la nostra stima.

  31. Andrea (Mi) scrive:

    Complimenti per la fermezza con cui ha portato avanti la sua (nostra) battaglia per la libertà!

  32. Andrea (Mi) scrive:

    sarebbe troppo chiedere che il quotidiano nazionale più letto di d’Italia pubblichi la risposta alle farneticazioni di Martini?
    Evidente (purtroppo) si!

  33. kundalini444 scrive:

    La storia del crocifisso che rappresenta le nostre tradizioni l’ho sentita molte volte.
    Rappresenta le VOSTRE (di VOI cristiani) sicuramente. Ma non tutti gli italiani sono cristiani.
    Perchè si dovrebbe estendere il simbolo del cristianesimo a tutti gli italiani? Il crocefisso non è un simbolo di ITALIANITA’!

    Altro discorso che sento spesso è che il crocefisso sarebbe PER TUTTI un simbolo universale di pace e fratellanza…
    … ovvio che questo sia il punto di vista dei cristiani: “il NOSTRO simbolo è il simbolo UNIVERSALE di fratellanza”… come mai proprio il vostro cristo? Sono sicuro che chi è di un’altra religione penserebbe al PROPRIO come al simbolo universale di pace e fratellanza (lo ying-yang ne avrebbe come minimo lo stesso titolo)!

    Alla luce di queste due considerazioni non diventa forse un modo per IMPORRE la PROPRIA filosofia come superiore a tutte le altre, cercando di farci introiettare che quello in cui VOI credete incarna i valori di TUTTI? Non è così. Quello in cui credete voi incarna i vostri valori, ma non è detto che tutti debbano essere d’accordo.

  34. sabre03 scrive:

    Il crocifisso è un simbolo cattolico e non cristiano
    Non rapresenta un protestante figuriamoci come può rappresentare noi

  35. sabre03 scrive:

    Può essere un simbolo di italianità se sopprimerete fisicamente gli altri, come avete in passato più volte tentato di fare.
    il “possiate morire” di certi vostri difensori è ancora una testimonianza di questo valore?
    (la soppressione dell’altro per avere la pura razza cattolica)

  36. amedeo scrive:

    Con vero piacere leggo queste righe che mi chiariscono meglio il quadro della vicenda. Solidarietà e stima alla famgilia Albertin e massima condanna per gli ignobili atti di intolleranza che non rappresentano affatto né me né la Chiesa Cattolica a cui appartengo.

    Concordo con la corte sul principio di libertà d’educazione, la mia opinione ovviamente è che il simbolo appeso non pregiudichi questa libertà per chi non crede.

    Lasciando perdere il resto segnalo che nell’articolo citato il Cardinale si rivolge soprattutto ai cattolici, affermando che “la cosa più importante è avere il Crocifisso nel cuore” a me pare evidente che chi vigliaccamente ha minacciato la famiglia Albertin non ha effettuato
    “questa decisione personale, profonda, di seguire Gesù Cristo fino all’ultimo, di affidarci a Lui, che tanto ci ha amato, di perdonare di cuore a quelli che ci hanno fatto del male.”

    Il Cardinale dice “Questo è ciò che conta” , questo è quello che ci fa riconoscere come credenti, non certo le ordinanze leghiste e gran discorsi sulla tradizione.

    E’ abbastanza chiaro però che la sentenza della corte europea non verrà applicata, forse l’UAAR doveva scegliere un’altra tattica e concentrarsi sui tribunali italiani.

    • Paul Manoni scrive:

      Calma….momento,momento. ;)

      “la mia opinione ovviamente è che il simbolo appeso non pregiudichi questa libertà”

      Ti ritrovi un simbolo religioso in un’aula scolastica che per costituzione dovrebbe essere un’aula laica. Te lo ritrovi dai 3 anni di vita all’asilo, fino a quando non termini gli studi…almeno quelli superiori. Oltre all’ora di religione, dove devi sentirti ghettizzato ed emarginato dal gruppo di compagni di classe, ogni volta che alzi la testa ti ritrovi a guardare un cadavere appeso ad una croce, simbolo della religione cristiana. Davvero secondo te tutto questo non pregiudica l’educazione di un figlio non credente (o di un credente di diversa religione)???
      WOW!

      “non certo le ordinanze leghiste e gran discorsi sulla tradizione.”

      Se lo stato dovesse vincere il ricorso contro la sentenza della CEDU, e’ proprio grazie a quei fenoomeni da baraccone dei leghisti che, oltre agli atti ignobili di discriminazione, perpetuano tartuferie ideologiche e gran discorsi sulla tradizione.
      E su quei discorsi va’ a farsi “benedire” l’epoca romana, le filosofie greche, la storia degli etruschi, i miti nordici, ecc,ecc…dai quali noi italiani attingiamo le nostre VERE tradizioni.

      “E’ abbastanza chiaro però che la sentenza della corte europea non verrà applicata”

      Se lo stato perde il ricorso e la sentenza diventa applicabile a tutti gli effetti, DOVRA’ essere applicata!…Altrimenti Borghezio, Casini, Buttiglione&C. dovranno strappare la CARTA DEI DIRITTI UMANI in sede internazionale. Ci siamo capiti?

      “forse l’UAAR doveva scegliere un’altra tattica e concentrarsi sui tribunali italiani”

      Informati bene…La sentenza e’ stata data da un tribunale internazionale proprio perche in Italia aveva esaurito il suo iter….Un tribunale disse addirittura che il crocefisso era simbolo di LAICITA’…Roba da matti!!

    • Paul Manoni scrive:

      E poi scusa….
      Se
      “la cosa più importante è avere il Crocifisso nel cuore”
      Perche’ tutto questo accanimento contro la sentenza CEDU. Agli occhi del mondo intero acquistereste milioni di punti, se quel crocifisso ve lo teneste nel cuore anziche’ appenderlo ovunque… ;)

      • amedeo scrive:

        Gentile troll Paul, ho riletto quanto scritto e non ho niente da aggiungere o precisare. Rileggi anche tu senza pregiudizi le mie e quelle di Martini e noterai che nessuno dei due ha espresso giudizi contro la sentenza né appoggiato le uscite dei fenomeni da baraccone. Cordialità

  37. Stefano Bottoni scrive:

    Signor Albertin, per quel poco che possa contare lei e tutta la sua famiglia hanno la mia piena solidarietà.
    Che cosa vuol dire “venire da fuori”? Non siamo forse tutti sullo stesso pianeta?
    O forse il cardinale Aperitivo Parecchio Alcolico si scorda che chi scrisse i testi che predica veniva “da fuori”?
    Purtroppo l’ignoranza non conosce confini. Parlando con mia sorella, pochi giorni fa, e commentando la sentenza della CEDU (faccio presente che è diplomata, ha 47 anni e un lavoro di responsabilità), si diceva contraria perchè “il cristianesimo è la religione di stato”, ignorando del tutto evidentemente il concordato del 1984.
    Nostra madre semplicemente perchè “si è sempre fatto così” (a nulla è valsa la mia obiezione che per millenni sono esistiti gli schiavi perchè si era sempre fatto così).
    Temeva addirittura che la obbligassero a togliere il crocefisso in casa sua.
    Ma soprattutto confondono la rimozione di un simbolo con la sostituzione con un altro. Avevano paura di trovarsi la mezzaluna islamica al posto della croce. Non riescono proprio a concepire l’assenza di simboli religiosi, punto. Ho cercato di spiegare loro che a casa propria ciascuno è libero di appendere i simboli che vuole, ma in un locale pubblico, quindi di tutti, non è giusto esporre simboli di alcuna religione. Va bene la bandiera italiana (che ci rappresenta tutti), va bene la bandiera europea (idem), va bene la foto del Presidente della Repubblica (vedi sopra). Ma non altro.
    Niente. Non ci arrivano.
    Tanti cari saluti a lei e alla sua famiglia, e tenete duro, anche se certo è difficile.

  38. sabre03 scrive:

    Concordo con la corte sul principio di libertà d’educazione, la mia opinione ovviamente è che il simbolo appeso non pregiudichi questa libertà per chi non crede.

    Quel simbolo dice a mio figlio che i valori di tutti gli italiani sono quelli cattolici e che leggi come il divorzio e l’aborto sono errori da riparare il che NON è
    Che ci sia almeno la parola ateismo che testimonia di quella radice culturale che non riconosce l’esistenza di una entità divina e che fonda la propria etica sull’uomo

  39. kundalini444 scrive:

    il simbolo appeso pregiudica eccome la libertà religiosa perchè ha un posto d’onore, perchè ha l’esclusiva.

    Come dice Dennett, una corretta istruzione (anche religiosa) non deve tralasciare di far conoscere allo studente la storia e la filosofia di Cristo. Quello che l’istruzione corretta NON deve fare assolutamente è mettere in testa agli alunni un paraocchi che gli impedisca di vedere al di fuori di questa alternativa.

    Quando compie 18 anni, lo studente sarà libero di scegliere la sua posizione politica, la sua professione e la sua religione. Fino a quel giorno la scuola deve dargli gli strumenti giusti per poter COMPIERE DA SOLO quella scelta.
    Mettere fin dal primo giorno di scuola lo studente di fronte a una scelta già fatta non è educativo. A meno che non si voglia dare a “educazione” un significato completamente diverso, nel quale la libera scelta non gioca alcun ruolo.

  40. tikerbuba scrive:

    nel lontano 1989,ricoverato in un ospedale pubblico,dopo essermi lamentato con il caposala e medici per il crocefisso in camera e dopo aver litigato con il prete,staccai dal muro il crocefisso, con la stampella,diffidando il personale di non rimetterlo a posto e cosi’ avvenne.
    Pochi anni fa ,in ufficio,staccai dal muro il crocefisso (in bella mostra)nonostante le rimostranze dei colleghi affezzionati al legnetto.Lo rimisero solo dopo che me ne andai in pensione(pero’ lo fecero in un angolo nascosto).Recentemente presso un’altra struttura ospedaliera ho fatto la stessa cosa(con conseguente battibecco con la caposala)E’ stato rimesso al suo posto dopo le mie dimissioni(ospedale politicamente in mano a C.L).Quindi come vedi ci sono anche i coerenti che tra l’altro non hanno battezzato i propri figli.

    • dinuzzo 56 scrive:

      Concordo: ad una collega che voleva (lo aveva gia fatto) affiggere il legnetto nel punto di guardia, ho provato a spiegare con gentilezza e argomentazione la non opportunità di “marcare” l’ambulatorio dove lavoravano e si rivolgevano persone anche diversamente credenti o non credenti. Ma, poichè non riusciva a capire il problema ripetendo a pappagallo (come sostanzialmente fanno tutti i cattolici) che il crocifisso non da fastidio a nessuno, ho dovuto “minacciare ” il suo caro legnetto di riciclo forzato nel bidone “secco” del servizio di nettezza urbana. Non credo che abbia capito fino in fondo, ma si è riportata il legnetto a casa. La pazienza vince sempre sulla violenza!

  41. francesc on scrive:

    Parlando con vecchi amici ho imparato che Lei, dott. Albertin potrebbe essere cugino (primo o secondo) di Piera Cermasi (Castenaso, Bologna), sempre della stessa compagnia.
    Solo per curiosità, è vero?

    • maxalber scrive:

      Sì è vero.
      Cosa intendi per “sempre della stessa compagnia”?
      Sono secoli che non vedo e sento Piera e suo fratello.
      Chi vuole contattarmi o scrivermi può farlo tramite facebook.
      Come mia immagine c’è una sindone: quella fatta anni fa con Garlaschelli :-)

    • Paul Manoni scrive:

      Perche’ le curiosita’ non te le vai a chiarire altrove???
      Qui si commentano notizie.
      Non siamo ne dalla parrucchiera, ne tra i banchi di una chiesa!

  42. Sclero scrive:

    Chapeau! Giù il cappello davanti al sig. Albertin.
    Vi sono ben pochi motivi per sentirsi orgogliosi d’esser italiani.
    La famiglia Albertin me ne ha dato uno in più.

    “Di tutte le religioni, quella cristiana è senza dubbio quella che dovrebbe ispirare più tolleranza, sebbene fino ad ora i cristiani siano stati i più intolleranti tra gli uomini”

    Voltaire

  43. Anch’io sono nato fuori d’Italia e per di più in un paese a maggioranza protestante.
    Da bambino ho frequentato alcune classi delle elementari e la prima cosa che si faceva entrati in classe era cantare dal libro degli oratori luterani un brano di cui bisognava leggere le note.
    Credo che fosse, almeno per me, del tutto innocuo, anzi, un bene: ho avuto una infarinatura musicale e ho letto dei testi diciamo “edificanti” che per un bambino non è male.
    Non ho mai visto nel paese in cui sono nato alcun simbolo religioso nei luoghi pubblici.
    Credo che il crocifisso non deve essere assolutamente presente nella scuola pubblica ed in nessun altro luogo pubblico che faccia riferimento allo stato italiano. Il punto è proprio qui: lo stato italiano è laico o no?

  44. Rodolfo Nigelli scrive:

    Voglio esprimere alla famiglia Albertin la mia totale solidarietà e l’ammirazione per il coraggio dimostrato nell’intraprendere una strada simile certamente sapendo a cosa sarebbe andata incontro, qui in Italia, nel provare a far valere i propri diritti contro i nostri cattolici fondamentalisti.

  45. De Sade scrive:

    Onore al “capofamiglia” Albertin, che ha avuto il coraggio di farsi molti nemici, e che nemici, per tener fede ai suoi principi che sul piano dell’obbiettività più pura sono assi più etici e morali di quelli dei suoi oppositori. Sono certo che il tempo gli darà ragione, premio per la sua perseveranza.

  46. Desivo scrive:

    Quanto è accaduto al signor Massimo Albertin la dice lunga sul modo di intendere il concetto di tolleranza da parte della Chiesa cattolica. Appena qualcuno si azzarda a mettere in discussione le sue cosiddette “verità”, si scatena la canea dei suoi subdoli custodi.

    http://ildisfattista.blogspot.com/

    Desivo

  47. peppe scrive:

    /OT

    Un caso di eutanasia in cui i gonnelloni, come al solito, si beano che una persona resti vegetale

    http://www.mondoraro.org/2009/12/27/eutanasia-il-caso-di-aruna-shanbhag-da-36-anni-in-coma/

    /OT

  48. jitka scrive:

    Per difendere i crocifissi nei luoghi pubblici si usa sempre come motivo principale che l’Italia ha radici e tradizioni cristiane. Io mi chiedo come mai a Natale hanno cacciato dalle loro case Gesù Bambino (che secondo la religione cattolica dovrebbe portare i regali) e lo hanno sostituito con il folletto svedese “babbo natale”?

    • roberta scrive:

      da fonti attendibili pare che babbo natale sia in realta’ finlandese…e che venga preferito
      come portatore di regali perche’ la slitta e’ molto capiente….^__^
      a proposito,la befana da quale paese proviene?

      • pietro scrive:

        da “epifania”. Arte o facoltà posseduta dai matematici di cogliere le proprietà di figure geometriche guardando le stesse dall’alto. Infatti era quasi considerato divinatorio… quindi i cattolici “furbi” non si son fatti scappare l’occasione

  49. Hic scrive:

    Va bhè sono contento che abbiate trovato una occasione per non scriverVi addosso. Io sono molto rispettoso delle Vostre idee, ma quando si tira in ballo la storia soprattutto quella che riporta i segni della cultura cristiana, che è con buona pace di tutti il tessuto portante della nostra civiltà è bene non scordarne alcuni capisaldi:
    - storicità dei vangeli Qumran (specialmente del famosissimo testo del 7Q5, ossia il frammento di Marco, anteriore all’anno 50 che individua con precisione archeologica tale verita’ storica.
    - 902 Cluny l’esperienza circestense che si dipanò per tutto il mondo conosciuto di allora dando inizio al lavoro di persone dedicate per la vita alla “traditio” del sapere.
    - Cirillo Metodio e Adaberto. il primo dei tre a costo del martirio si inventò una scrittura , diede ai paesi dell’est la possibilità di sviluppare e tramandare una cultura sino allora solo orale. Gli altri a costo della loro testa evangelizzarono mezza europa con un asino e qualche chierico.
    -Agostino vescovo di Ippona. Le sue confessioni sono state lette una trentina di volte da Freud per dire solo il primo non cristiano che mi viene in mente.
    - Tommaso d’Acquino Questio 66 della Summa teologica, dove individua la proprietà non dello Stato ma dell’uomo non come possesso ma come uso, in quanto le cose appartengono a Dio, a servizio del bene comune contro i comunismi della stessa ed il liberalismo sfrenato che ne nega appunto un godimento comune.
    - le reducciones guaranitiches dei Gesuiti in america latina per difendere gli indios e sviluppare la loro umanità difendendoli dagli sgherri dei conquistadores (hanno attirato l’attenzione di Montesqueiu e Voltaire, di Marx e di Gramsci e furono uno dei primi esempi dell’abbbandono della pena di morte come caso del giudizio)
    - nel periodo di Marx, Giuseppe Toniolo e von Ketteler vescovo di Magonza idearono lo strumento cooperativo prima come associazione di produttori e poi la cooperazione come risposta ai danni del liberalismo illuminista.
    - ultimo ma non meno importante Benedetto Croce:Dal celebre saggio di Benedetto Croce:

    «Il Cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l’umanità abbia mai compiuta: così grande [...] che non meraviglia che sia apparso o possa ancora apparire un miracolo, una rivelazione dall’alto, un diretto intervento di Dio nelle cose umane che da lui hanno ricevuto legge e indirizzo nuovo. Tutte le altre rivoluzioni, tutte le maggiori scoperte che segnano epoche nella storia umana non sostengono il suo confronto, parendo rispetto a lei particolari e limitate. Tutte, non escluse quelle che la Grecia fece della poesia, dell’arte, della filosofia, della libertà politica, e Roma del diritto: per non parlare delle più remote della scrittura, della matematica, della scienza astronomica, della medicina, e di quanto altro si deve all’oriente e all’Egitto…

    E le rivoluzioni e le scoperte che seguirono nei tempi moderni, in quanto non furono particolari e limitate al modo delle loro, ma investirono tutto l’uomo, l’anima stessa dell’uomo, non si possono pensare senza la rivoluzione cristiana… perché l’impulso originario fu e perdura il suo. La ragione di ciò è che la ri-voluzione cristiana operò nel centro dell’anima, nella coscienza morale, e conferendo risalto all’intimo e al proprio di tale coscienza, quasi parve che le acquistasse una nuova virtù, una nuova qualità spirituale, che fino allora era mancata all’umanità. Gli uomini, gli eroi, i geni, che furono innanzi al Cristianesimo, compirono azioni stupende, opere bellissime, e ci trasmisero un ricchissimo tesoro di forme, di pensiero, di esperienze; ma in tutti essi si desidera quel proprio accento che noi accomuna e affastella, e che il Cristianesimo ha. dato esso solo alla vita umana». Anche qui con buona pace di Bertrand Russel ed Piergiorgio Odifreddi.
    Poi per chi chiede a gran voce la laicità dello stato a difesa del “via il crocifisso”, come ebbe a dire il buon Maritain in ” Uomo e lo Stato”: cerchiamo di non confonderci. La Nazione è l’anima di un popolo, lo Stato è lo strumento che essa utilizza per darsi una regola di convivenza. Quindi sento molta puzza di bruciato quando sento “lo stato di qua, lo stato di là” perchè qs cultura invece ha molto a che vedere con un concetto di convivenza che ha creato gli orrori del nazismo, del comunismo stalinista e cambogiano.
    E quindi salterà fuori qualcuno: e Giordano Bruno e Galilei’ Già Giovanni Paolo II ha chiesto scusa ancorchè in ritardo per qt la Chiesa sbagliò ma chi ha chiesto scusa per quei milioni di persone massacrate nel secolo scorso?
    Il Crocifisso è un simbolo di misericordia, libertà, di passione per l’uomo. Stia dove la nazione ha detto allo Stato che stia. Anche nel pubblico.

    • paniscus scrive:

      Il nickname “hic” è un singhiozzo alcolico, immagino.

    • pietro scrive:

      troppi anni al catechismo

    • Gregorio Casa scrive:

      Ma come si fa a discutere con chi crede che le cose, tutte le cose, anche il proprio corpo, appartengano al suo dio?
      E’ inutile. Improduttivo. Una perdita di tempo. Le conseguenze di quest’affermazioni sono così aberranti che mi fanno venire i brividi.
      Per quanto riguarda Croce, non mi aveva mai fatto simpatia, ma se avessi letto (sempre se sono veri) i brani riportati avrei potuto capire subito che si trattava di un idiota probabilmente anche in malafede. Peccato aver perso tempo…

      • Andrea (Mi) scrive:

        Già come si fa a rogionare con chi crede nelle favole e si fa abbindolare da un uomo vestito di bianco tutto agghindato che dice ndi essere infallibile perchè rappresenta un essere superiore?
        Come si fa a ragionare con una persona che mette prima il rispetto di leggi prive di logica (che lui crede assolute e incontestabili) dei bisogni reali delle persone?

        E si potrebbe andare avanti con esempi di questo genere per kilometri di righe…..

      • Claudio Diagora scrive:

        A Gregorio Casa
        Condivido assolutamente il pacato giudizio su Croce.
        Uno che non ha capito che la chiesa è stata la causa di ottocento anni di decadenza dell’intera Europa, sia nel campo artistico che nel campo scientifico, può essere considerato uno storico dell’arte?
        (per la verità i danni alla scienza perdurano tuttora)

    • Deicida scrive:

      Ma….che cosa avrai mai letto di Bertrand Russel?? Ma…..che cosa avrai mai letto in generale??

    • POPPER scrive:

      caro Hic, il cristianesimo è l’oscuro inganno dell’uomo, uno stravolgimento della realtà, un’instaurazione della teocrazia, un’appoggio continuo di tutte le dittature con iìle quali la chiesa stringeva compromessi e compiacenti giochi politici per eliminare la dissidenza e far tacere chiunque avesse voluto far rispettare i propri diritti.

      Il monschesimo benedettino è stato quello che obbligò i papi iconoclasti ad abbandonare la loro campagna contro i feiticci idoltari, i benedettini distrussero documenti importanti dell’antichità per usarli come palinsesti e te lo dice un tipografo che sono io, e so quale è la storia della stampa, oltretutto i benedettini chiamarono la stampa tipografica la voce del diavolo r drmonizzarono Gutemberg, salvo poi inseguito apprenderne la tecnica di nascosto.

      Al concilio di Tolosa si faceva tassativa proibizione di leggere o istruirsi con testi sacri senza la supevisione dle vescovo e del priore o dell’abate. Papi e antipapi che oggi non sappiamo più nemmeno chi è davvero il papa riconosciuto dall’alto, appunto perchè anche nella chiesa il relativismo è esisitito e dipendeva da dove si guardava per riconoscere se il papa vero era a Roma o a Parigi.

      Il concilio Ecumenico Vat II inizia con il “crimen sollecitationem” che doveva tenere nascosto alla giustizia secolare gli scandali dei preti pedofili e peggio.

      la Pena di morte fu solo accantonata ma mai abolita in Vaticano e i protestanti l’hanno ancora giustificata in America in molti stati USA e getta.

      Il crisitanesimo una rivoluzione? ci volle una rivoluzione Fracese per metterne in crisi i valori in Francia e molte altre per far capire che il cristianesimo è diventato opprimente e dittatoriale, molto confessionalista nel stravolgere il significato delle parole ateo, ateismo, laicismo, secolarismo, relativismo, scienza, ec…ec….

      Il cristianesimo che fa urlare gli obietori di coscienza contro donne che ha tutti i diritti di abortire, e che le mette alla gogna e alla berlina.

      Il cristianesimo che vuol far soffrire i malati come crede abbia sofferto gesù in croce e che è contro i diritti naturali delle persone anche di essere gay, trans, lesbivhe ecc…e.c…. Il cristianesimo omofobico, xenofobo di bassa lega (lombarda), quello che attacca i non credenti mediante i MEDIA capitanati dal papa attuale.

      Il cristianesimo che è stato un impero opprimente e che ha giustificato Hitler e Mussolini e Francisco Franco e Pinochet e Peron, ec…ec…..

      il cristianesimo una rivoluzione? purtroppo negativa! Preferivo il paganesimo precristiano, che si sarebbe potuto superare pian piamo senza l’integralismo cristiano crociato tra le palle, e che palle questa fissazione della croce come idnentità italiana! e dai Hic, facciamola finita con ste fanatismi di stato!

    • sabre03 scrive:

      La Nazione ha già detto nel 1948 e nel 1950 allo Stato di NON volere il crocifisso sulle pareti di una scuola…..
      I giudici europei te lo stanno semplicemente ricordando….. e ti contestano il comportamento scorretto che tu hai tenuto in tutti questi anni.

    • peppe scrive:

      Il Crocifisso è un simbolo di misericordia, libertà, di passione per l’uomo. Stia dove la nazione ha detto allo Stato che stia.

      Nelle chiese, non altrove.

      Ma non si era detto di non parlarsi addosso? E perchè stai facendo puzzette allora?

    • lorenzo scrive:

      Caro Hic, complimenti per lo sforzo, ma forse non hai capito dove sei finito.

  50. AndreA scrive:

    @Hic

    Alcune precisazioni sparse.

    La critica alla pena di morte e alla tortura deriva sa un pensiero squisitamente illuminista. Deriva dalla critica ad un autorità esterna che può disporre della nostra vita a suo piacimento (ti ricorda qualcosa? vedi ad esempio la posizione della chiesa per il testamento biologico). Tale idea è ovviamente contro ogni tipo di religione che contempli un essere superiore che ha la precedenza su noi stessi nel disporre delle nostre vite (che non sono quindi nostre per davvero).

    Per quanto riguarda le presunte radici cristiane della scienza: la maggior parte degli scienziati è agnostica se non proprio critica nei confronti della religione. La Scienza ha un’impostazione antitetica ad ogni tipo di religione. La Scienza, se proprio vogliamo farla derivare da “radici cristiane”, ne è correlata nel senso di “antitesi” dialettica (ogni cosa ha in se il seme della propria negazione). Benedetto Croce fu purtroppo un filosofo che non capì fino in fondo la Scienza e la sua portata e fu sostanzialmente un antiscientista figlio della sua epoca.

    Il Crocifisso è un simbolo relativo e non assoluto. Se per te parla di misericordia, per me parla di oppressione e di oscurantismo. E lo Stato deve garantire la libertà di credenza per tutti, non solo per la maggioranza, perchè è l’”anima” di un paese e costituita dalle anime delle singole persone.

  51. Fiorenzo Nacciariti scrive:

    Dichiaro la mia solidarietà nei confronti di Massimo Albertin e dei suoi familiari.

    Ritengo però di dover dire che non condivido la precisazione di Massimo Albertin che il vero titolare del ricorso sarebbe lui e quindi un italiano verace.
    Spiegazione:
    1) La Finlandia (Paese natale della Signora Soile Lautsi) è Paese membro della UE.
    Come si può controllare al seguente indirizzo:
    http://europa.eu/scadplus/glossary/citizenship_it.htm, la cittadinanza dell’Unione (UE), comporta il diritto alla non discriminazione fra cittadini dell’Unione basata sulla CITTADINANZA (articolo 12 TCE) e il diritto di non discriminazione per motivi riguardanti genere, razza, religione, disabilità, età o orientamento sessuale.
    Anche se così non fosse,
    2) La Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo (Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali) all’articolo 34 (Ricorsi individuali) stabilisce che:
    La Corte può essere investita di un ricorso fatto pervenire da OGNI PERSONA FISICA, ogni organizzazione non governativa o gruppo di privati che pretenda d’essere vittima di una violazione da parte di una delle Alte Parti contraenti dei diritti riconosciuti nella Convenzione o nei suoi protocolli. Le Alte Parti Contraenti si impegnano a non ostacolare con alcuna misura l’effettivo esercizio efficace di tale diritto.

    Perciò, invito Massimo Albertin e tutti i soci dell’UAAR a non dare più spago all’argomento cittadino, non cittadino, italiano verace, italiano non verace, poiché tale argomento tradisce lo spirito della Dichiarazione UNIVERSALE dei Diritti Umani, che è entrata nell’ordinamento italiano a seguito del Trattato di pace tra l’Italia e le Potenze Alleate ed Associate, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 ed entrato in vigore il 16 settembre 1947, il quale stabilisce che: “L’Italia prenderà tutte le misure necessarie per assicurare a tutte le persone soggette alla sua giurisdizione, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione, il godimento dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali [...]. Ciò è avvenuto perché l’Italia, Paese aggressore, ha contribuito a causare 50 milioni di morti, con il sostegno di italiani con comportamenti non dissimili da quelli degli odierni cattotalebani (ordinari o cardinali che siano).

    • maxalber scrive:

      Quanto dici è certamente vero.
      Ma l’argomento adottato viene spesso utilizzato per evitare di entrare nel merito: si discute di reciprocità (perchè nei paesi islamici non si possono costruire chiese?), di bandiere scandinave con la croce dentro (perchè non chiedete di rimuovere le bandiere?) e altre çazzate del genere.
      E così si svicola dalla sostanza e dal contenuto del ricorso e della sentenza.
      Allora per evitare la dispersione degli argomenti cerco almeno di togliere di mezzo questi stupidi diversivi e di andare al nocciolo del problema.
      Ma certamente il principio che sostieni è giusto.

  52. Sergio scrive:

    Purtroppo la colpa è solo dei nostri politici bigotti proni al volere della chiesa per puro ritorno elettorale. Religioni, tutte nessuna esclusa, astrologia, superstizioni, fanno ancora parte di una fetta considerevole della popolazione mondiale.

  53. RICCARDO ATEO scrive:

    GENTILE SIGNOR ALBERTIN,
    COLGO L’OCCASIONE PER RINGRAZIRE LEI E LA SUA FAMIGLIA PER LA BATTAGLIA CIVICA E DI CIVILTA’ CHE HA PORTATO AVANTI ANCHE GRAZIE L’UAAR.
    RIPETO CHE COME TUTTI VOI SONO ITALIANO NATO IN ITALIA DI LINGUA ITALIANA E NON SONO CATTOLICO PUNTO E BASTA……….
    MIA MADRE DANESE MI HA SEMPRE PARLATO DI COME IN DANIMARCA LA SEPARZIONE TRA STATO E RELIGIONE SIA UN DATO DI FATTO COSA CHE IN QUESTA PSEUDO REPUBBLICA DEMOCRATICA SEMBREREBBE ESSERE MOLTO DIFFICILE DA SPIEGARE AI “CITTADINI” O MEGLIO SUDDITI.
    UN CORDIALE ED AFFETTUOSO SALUTO.
    CON STIMA

  54. Gio scrive:

    Il problema è che noi dobbiamo DIMENTICARCI di determinati ‘valori’, rivalutandoli come ‘opinioni’ e non INSEGNARLI ai nuovi venuti – il primato del pensiero sulla superstizione non può passare che attraverso un sereno ma serio ridimensionamento del peso della religione nelle nostre esistenze.
    Democraticamente, per carità – io dico la mia, sperando di non essere il solo, ma senza bruciare nessun credente in piazza ;-)

  55. Sclero scrive:

    Scrive il Sig. Hic (presumibilmente aprendista Troll)
    “(1)Il Crocifisso è un simbolo di misericordia,(2) libertà,(3) di passione per l’uomo. (4)Stia dove la nazione ha detto allo Stato che stia. Anche nel pubblico.”

    (1) E’ un simbolo di tortura e morte, fosse un simbolo di misericordia dovrebbe essere ben diverso.
    (2) Libertà negata in quanto i chiodi del torturato, lo inchiodano alla morte per asfissia etc..etc…
    (3) Non passione per l’uomo ma atroci sofferenze che conducono, per l’appunto, alla morte.
    (4) Se lei intende “nazione” quella formata da credenti o supposti tali che, sempre secondo lei, hanno diritti tali da annullare i diritti degli altri (tutti gli altri) dovrà, inevitabilmente, fare i conti con la Storia e non è detto che tra non molto, se seguiaimo il suo ragionamento, dovrà accettare, che le piaccia o meno, di portare rispetto in pubblico, per i motivi che lei stesso scrive, alla mezzaluna islamica.

    • piccolo-uomo scrive:

      @ Sclero

      Quello che evoca lei non è il cristianesimo, semmai il sadismo.

      I crocefissi sono simboli religiosi, vanno quindi compresi, se lo si vuol fare davvero, nel loro orizzonte culturale.

      Essi vorrebbero significare (ma a volte con persone che li leggono come ha fatto lei purtroppo non ci riescono) Dio che ha accetto di condividere fino alla morte la condizione degli esseri umani, per poi vincerla con la Risurrezione, e con essa, male supremo per l’uomo, sconfiggere tutti i suoi mali. Era libero di non farlo, come Dio ma anche come uomo (scappando o rivoltandosi prima della cattura) ma ha scelto così.
      Oltre che simbolo di misericordia, libertà, passione per l’uomo, aggiungerei solidarietà, gratuità e non violenza. Da quel che ha scritto mi sa che invece lei, quando guarda la croce, si immedesima più nei persecutori che nel perseguitato.

      Se il crofecisso significa quello che ha detto lei, allora il simbolo che campeggia su questo sito rappresenta una ditta di demolizione edilizia, dal nome un po’ grottesco.

      Saluti

      • @ piccolo-uomo
        ” Dio … che ha accetto di condividere fino alla morte la condizione degli esseri umani, per poi vincerla con la Risurrezione, e con essa, male supremo per l’uomo, sconfiggere tutti i suoi mali. Era libero di non farlo, come Dio ma anche come uomo (scappando o rivoltandosi prima della cattura) ma ha scelto così.”

        Ti propongo una lettura della vicenda raffigurata nel crocifisso come la risposta, indubbiamente suggestiva, alla necessità di ravvicinare un dio, quello ebraico, troppo lontano dall’uomo, violento, come dominato dalla violenza (la violenza della morte) è il destino umano. Come? Antropomorfizzandolo in relazione all’esigenza di esorcizzare la condizione umana, rimettendosi ai poteri del dio, ma un dio chiamato a interessarsi dell’uomo molto di più degli dei tradizionali, chiamandolo ad un coinvolgimento completo. Rendendolo così un pò meno dio e un pò più uomo, con tutto ciò che comporta essere uomo, soprattutto la sofferenza che comporta essere uomo. La sofferenza della morte, della consapevolezza della morte.
        E’ certamente un’interpretazione originale della divinità, ma non molto lontana, come vicenda, dal mito platonico di Eros. Eros è il dio dimezzato, metà uomo e metà dio, che può anche essere inteso come uomo divinizzato, di fatto incarnando il desiderio (l’eros) di uscire dalla condizione umana attraverso l’amore (il famoso amore platonico, in genere frainteso) che è contemporaneamente carnale e vissuto come sublimazione del desiderio. Niente insomma di paragonabile ad una salvezza (resurrezione della carne) come quella cristiana possibile solo attraverso la sofferenza. Se così non fosse, perchè il crocifisso come ‘memoria’ di un percorso doloroso, indispensabile per giungere alla salvezza?
        E mentre quello paltonico è comunque un mito, da vivere come tale, la vicenda del Cristo che si vuole basata sul dato storico, su vicende realmente, storicamente accadute, costringe alle incongruenze logiche contenute nelle tue parole.
        Solo una, molto ‘umana’. Come può soffrire veramente chi ‘sa’ che comunque la sua sofferenza, la sua morte, in realtà è solo apparente, perchè poi ci sarà la rsurrezione? L’ha proposta come metafora di una condizione umana che può liberarsi dal suo destino di morte? Benissimo, ma non si parli allora di un dio che soffre per amore dell’uomo. L’uomo soffre, dio no. Lo si fa soffrire per antropomorfizzarlo, ma al prezzo – accettabile solo per fede – di snaturare la divinità. Di distorcere il concetto stesso che il credente ha, non può che avere pena il non essere più credente, della divinità.

  56. Hic scrive:

    Una breve risposta a Paniscus e Lorenzo. Il primo per la simpatia. Sì oltre che “così” il nick c’è perchè amo molto il rhum, specialmente quello invecchiato over 20 anni. Per Lorenzo. Sì immaginavo dove sono finito e pur essendo un ragazzo del ’56, ho l’impressione che rappresentiate la punta di diamante della secolarizzazione. Probabilmente Vi faccio un complimento, ma preferirei che prendeste in considerazione il fatto che l’uomo è fatto per la felicità e che a qs scopo da soli non si arriva perchè il limite è evidente. Chi può dire che il ns respiro ce lo diamo noi? E perchè preferire una propria analisi al Vero che ognuno almeno intuitivamente una volta nella vita può aver casualmente sfiorato? Il lapsus va sempre seguito come l’intuizione che “Ci sono più cose in cielo ed in terra che non ne sogni la tua filosofia”. E non credo, Peppe, che Shakespeare facesse puzzette.

  57. Hic scrive:

    refuso “qui”

  58. piccolo-uomo scrive:

    @ Hic

    Udite udite: pare che anche Shakespeare fosse cattolico.

    @ AndreA

    « Gli atei fanatici sono come schiavi che ancora sentono il peso delle catene dalle quali si sono liberati dopo una lunga lotta. Essi sono creature che – nel loro rancore contro le religioni tradizionali come ‘oppio delle masse’ – non possono sentire la musica delle sfere. »

    Albert Einstein

    Penso che presso queste pagine difficilmente possa cessare il banale complottismo anticristiano.

    Saluti

  59. Hic scrive:

    @ piccolo-uomo

    Shakespeare era solo realista.

  60. kundalini444 scrive:

    E’ vero che molti atei sono come li descrive Einstein: troppa foga nello scagliarsi contro la religione dalla quale si sono “liberati come da una schiavitù”.

    Vorrei sottolineare un punto di vista diverso (il mio? Ma forse quello di molti altri): io sono un ateo, ma non voglio essere un fanatico. Innanzitutto perchè la mia filosofia è quella della non-violenza, e poi perchè non mi sono mai liberato dalla “schiavitù della religione”. Io nella religione non ci sono mai entrato. Ho imparato a cercare e trovare, dove possibile, la mia felicità attraverso valori e ideali rivolti all’essere umano e al mondo in cui viviamo. Senza bisogno di passare per il trascendente, il metafisico o, peggio ancora, i presunti ministri che di esso si fanno i portavoce sulla terra.

    Da questo punto di vista, da quello cioè di chi non è uscito dal cristianesimo, ma piuttosto non vi è mai entrato – pur documentandosi e conoscendolo approfonditamente dall’esterno – la battaglia contro l’esposizione del crocifisso assume una valenza molto diversa. Non la guerra “di religione” dell’ateo contro la credenza soprannaturale. Ma piuttosto la rivendicazione di uno SPAZIO LAICO, di tutti, dove possano trovarsi a proprio agio, in condizioni di neutralità, TUTTI: quindi tutte le convinzioni religiose e filosofiche.

    La scuola che io sogno dovrebbe partire da questo, ecco perchè secondo me nella scuola è importante che rimanga neutrale lo spazio dove si apprende e dove le proprie idee e convinzioni non solo devono essere libere di esprimersi, ma anche di FORMARSI.

    E’ la battaglia per le libertà individuali, quella stessa battaglia che tanti cristiani combattono laddove sono in minoranza: la battaglia perchè tutte le idee spirituali, anche quelle di minoranza, abbiano uguale dignità e rispetto.

  61. car80 scrive:

    Mi scusi signore Albertin, ma secondo me lei esagera a definire l’assenza del crocifisso un diritto fondamentale dell’uomo. Il 99% degli atei in ogni caso non la pensa come lei. Siamo d’accordo che il crocifisso non ci dovrebbe essere in una scuola laica, ma non pensiamo sia una cosa così insopportabile. Pensi che a Straburgo dove è stata emessa la sentenza ci sono i crocifissi in molte scuole pubbliche perché è ancora in vigore il concordato (contrariamente al resto della Francia) e né i musulmani (che sono molto numerosi) né gli atei si sono mai sognati di portare il caso davanti alla corte europea. Non crede che ci siano battaglie più importanti in Italia per cui rischiare (purtroppo il rischio quando ci si espone esiste sempre) ? Per concludere non credo che lei con questa lettera stia dando una buona immagine degli atei. In questo periodo in cui la teocrazia islamica iraniana sta perseguitando la popolazione che vuole solo un po’ più di libertà non vedere qual’è la differenza tra una teocrazia e singole persecuzioni che esistono dappertutto (anche nella Francia senza crocifissi dove un sindaco ha deciso di rovinare la vita di un poliziotto solo perché era gay e adesso non può più vedere i suoi 4 figli) è molto ma molto sconcertante anche per un ateo come me.

  62. tikerbuba scrive:

    un invito per HIC
    vai a visitare il sito http://www.axteismo.it,leggiti bene bene il parere di chi ne sa piu’ di noi a proposito di tutte le stupidate con cui ci hanno riempito la testa!

  63. DanielaG scrive:

    Signor Albertin, ha tutta la mia stima e il mio appoggio per la battaglia che sta portando avanti insieme all’uaar, complimenti e non si lasci intimidire, la vittoria ottenuta è stata molto importante

    • car80 scrive:

      Secondo me quest’atteggiamento acritico è lo stesso che ha condotto al fiasco del giudice Tosti che in realtà riempiva le sue lettere di rancore verso la chiesa e la religione cattolica (senza l’appoggio della comunità ebraica).

  64. Desivo scrive:

    Signor Hic, se ammettiamo che dio esista, allora è agli ebrei che dobbiamo guardare come ai suoi veri interpreti, e non ai cristiani.
    E’ veramente ridicolo da parte dei cattolici aver perseguitato e calunniato per duemila anni gli ebrei, e poi essersi appropriati dei loro cosiddetti libri sacri.
    Da Agostino e Tommaso che dio ce ne scampi!
    Tommaso poi ne ha sparate di cazzate!

    http://ildisfattista.blogspot.com/

  65. car80 scrive:

    Un ultima considerazione e poi potete scatenarvi, far condannare l’Italia in questo periodo da un Europa vista di più ovunque come un’istituzione lontana dai cittadini è un atto forte. Credete veramente ne valga la pena per un problema che è secondario per la stragrande maggioranza della popolazione compresi gli atei e i credenti di altre religioni? Mi dispiace che la famiglia Albertin sia vittima di questi vandalismi che sinceramente spero non si traducano in aggressioni fisiche, ma noto comunque nelle parole lo stesso tono del giudice tosti, insomma sembra che i diritti fondamentali siano minacciati solo dal Vaticano. Ripeto sconcertante poi chiedersi che differenza c’è tra l’Italia e la teocrazia islamica (ambiguo quel “tanto vituperate”, da chi? dalla chiesa?) un po’ come se la famiglia di un rapito si chiedesse che differenza c’è tra l’Italia e la Colombia.

  66. OT
    Segnalo agli amici razionalisti un programma da non perdere su Rai2. Se volete sapere quale sarà il vostro destino, oltre a quello dell’umanità intera, per il prossimo anno, gli scrutatori della stelle ve lo sveleranno durante un’intera serata.
    Finalmente un servizio pubblico che sa come spendere bene i nostri soldi!
    Avevo qualche dubbio, ma adesso andrò di corsa a rinnovare l’abbonamento…

    • massimiliano f. scrive:

      Mi interessa cosa dice di quelli del segno della croce.

      • @ massimiliano f.
        Buona la battuta per un post come questo!
        Comunque se ti interessa sapere cosa penso io del crocifisso, ti rimando più sopra alle considerazioni suggeritemi dalle parole di piccolo-uomo

      • massimiliano f. scrive:

        L’ho letto.
        Ma il fatto è che il Dio ebraico è il Dio vicino, vicinissimo a Israele (Io sono Colui che “c’é”; il Santo “di Israele”; Colui che, nonostante non ne possa essere contenuto, tuttavia “abita” nel Tempio; anzi che ha sempre seguito il suo popolo dovunque si trovasse: nel deserto, a Babilonia; e Gesù può quindi essere riconosciuto come l’atteso Immanuel, il “Dio-con-noi”) e attento e amorevole come un padre (prosieguo e vertice sarà allora nel nt la parabola del “padre buono” -e non del figliol prodigo), tenero come una madre, innamorato come uno sposo (risparmio ovviamente le citazioni, ma diciamo Isaia dal 40 alla fine e Osea).
        Poi Gesù era anche vero uomo, su quello che sapeva o non sapeva, meglio non mettere la mano sul fuoco.
        La teologia del dolore di Dio, so solo che viene dal Giappone, non di più.
        Questo non per controbattere, ma per mettere qualche puntino su qualche “i”.

  67. Sclero scrive:

    Hic scrisse: ” Da quel che ha scritto mi sa che invece lei, quando guarda la croce, si immedesima più nei persecutori che nel perseguitato.”

    Quindi quando con le mie modestissime possibilità economiche/pratiche sostengo Emergency, Amnesty International, la UAAr etc… etc… , lo faccio solo per scaricarmi la coscienza?

    Per fortuna c’è chi (come al solito) ha capito tutto e fa di tutto perchè gli altri capiscano che non hanno capito una beneamata cippa.

  68. Sclero scrive:

    A proposito…

    Arrivano i Troll… http://it.wikipedia.org/wiki/Troll