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	<title>Commenti a: Fallito attentato su un volo per Detroit</title>
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		<title>Di: massimiliano f.</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/12/26/fallito-attentato-volo-per-detroit/#comment-331161</link>
		<dc:creator>massimiliano f.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 16:09:53 +0000</pubDate>
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		<description>“l’insegnamento della chiesa esclude decisamente il ricorso alla pena di morte a meno che non sia l&#039;unico mezzo per fermare un pazzo criminale omicida&quot;
(insomma tu e lui su un&#039;isola deserta, poi si può anche rinunciare alla pena di morte/difesa legittima, ma questo è un&#039;altra cosa))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“l’insegnamento della chiesa esclude decisamente il ricorso alla pena di morte a meno che non sia l&#8217;unico mezzo per fermare un pazzo criminale omicida&#8221;<br />
(insomma tu e lui su un&#8217;isola deserta, poi si può anche rinunciare alla pena di morte/difesa legittima, ma questo è un&#8217;altra cosa))</p>
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		<title>Di: Stefano Grassino</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/12/26/fallito-attentato-volo-per-detroit/#comment-331132</link>
		<dc:creator>Stefano Grassino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 13:19:23 +0000</pubDate>
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		<description>Il fattore deterrenza lascialo agli illusi. Io parlavo solo di problemi &quot;tecnici&quot; che ho spiegato bene a Bruno e che lui ha compreso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il fattore deterrenza lascialo agli illusi. Io parlavo solo di problemi &#8220;tecnici&#8221; che ho spiegato bene a Bruno e che lui ha compreso.</p>
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		<title>Di: Rideyo</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/12/26/fallito-attentato-volo-per-detroit/#comment-331090</link>
		<dc:creator>Rideyo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 10:18:15 +0000</pubDate>
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		<description>Condivido quanto espresso da Bruno Gualerzi ed aggiungo che il &quot;fattore deterrenza&quot; è tutt&#039;altro che dimostrato, anzi, un criminale che sa di rischiare la pena capitale per un suo atto non esita a continuare, facendo fuori un testimone per esempio, visto che null&#039;altro a da perdere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido quanto espresso da Bruno Gualerzi ed aggiungo che il &#8220;fattore deterrenza&#8221; è tutt&#8217;altro che dimostrato, anzi, un criminale che sa di rischiare la pena capitale per un suo atto non esita a continuare, facendo fuori un testimone per esempio, visto che null&#8217;altro a da perdere.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Bruno Gualerzi</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/12/26/fallito-attentato-volo-per-detroit/#comment-331087</link>
		<dc:creator>Bruno Gualerzi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 10:15:07 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Stefano, ma il problema che tu poni, con l&#039;esempio che lo dovrebbe illustrare, se ho capito bene, ha una soluzione in linea di principio molto semplice: lo Stato, che ha processato e messo in galera il malavitoso, deve poi impedire che il malavitoso operi come se non fosse ancora libero; se non lo fa, se non provvede perchè questo non accada (come purtroppo spesso invece accade), certo che diventa complice del malavitoso. Ma qui, ancora una volta, vale ciò che sosteneva Cesare Beccaria nella sua critica alla pena di morte: non è l&#039;entità della pena che conta, ma la CERTEZZA della pena. Se lo stato è debole, a volte anche complce dei malavitosi, o comunque non è in grado di garantire la certezza della pena, vuol dire che lo Stato, chi lo gestisce, non è ciò che dovrebbe essere, non fa ciò che dovrebbe fare. Ma se questo accade, non è che vi si possa ovviare (lo so che non è questo che sostieni, che poni, appunto, come problema) con una sorta di condanna preventiva che non può che essere radicale (&#039;mors tua vita mia&#039;, come richiami) perchè non si dispone degli strumenti che dovrebbe avere lo stato.
Se poi (e forse è questo il vero punto che vorresti chiarire), in una circostanza ben precisa in cui l&#039;eliminazione fisica del delinquete è l&#039;unico modo per impedire che altri, sempre in quella circostanza, vengano colpiti, è evidente che, potendolo, lo si elimini... ma questo non c&#039;entra con l&#039;applicazione della pena di morte, è l&#039;esercizio del sacrosanto diritto di non farsi ammazzare! Che, appunto vale in questa circostanza particolare. Se il delinquente può invece essere neutralizzato senza il rischio che possa esercitare violenza su altri, ecco che poi subentrerà il processo, la condanna, e la pena. Che, o è certa, o non servirà a niente.
Non so se mi sono spiegato come volevo... ma spero di sì.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Stefano, ma il problema che tu poni, con l&#8217;esempio che lo dovrebbe illustrare, se ho capito bene, ha una soluzione in linea di principio molto semplice: lo Stato, che ha processato e messo in galera il malavitoso, deve poi impedire che il malavitoso operi come se non fosse ancora libero; se non lo fa, se non provvede perchè questo non accada (come purtroppo spesso invece accade), certo che diventa complice del malavitoso. Ma qui, ancora una volta, vale ciò che sosteneva Cesare Beccaria nella sua critica alla pena di morte: non è l&#8217;entità della pena che conta, ma la CERTEZZA della pena. Se lo stato è debole, a volte anche complce dei malavitosi, o comunque non è in grado di garantire la certezza della pena, vuol dire che lo Stato, chi lo gestisce, non è ciò che dovrebbe essere, non fa ciò che dovrebbe fare. Ma se questo accade, non è che vi si possa ovviare (lo so che non è questo che sostieni, che poni, appunto, come problema) con una sorta di condanna preventiva che non può che essere radicale (&#8217;mors tua vita mia&#8217;, come richiami) perchè non si dispone degli strumenti che dovrebbe avere lo stato.<br />
Se poi (e forse è questo il vero punto che vorresti chiarire), in una circostanza ben precisa in cui l&#8217;eliminazione fisica del delinquete è l&#8217;unico modo per impedire che altri, sempre in quella circostanza, vengano colpiti, è evidente che, potendolo, lo si elimini&#8230; ma questo non c&#8217;entra con l&#8217;applicazione della pena di morte, è l&#8217;esercizio del sacrosanto diritto di non farsi ammazzare! Che, appunto vale in questa circostanza particolare. Se il delinquente può invece essere neutralizzato senza il rischio che possa esercitare violenza su altri, ecco che poi subentrerà il processo, la condanna, e la pena. Che, o è certa, o non servirà a niente.<br />
Non so se mi sono spiegato come volevo&#8230; ma spero di sì.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano Grassino</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/12/26/fallito-attentato-volo-per-detroit/#comment-331081</link>
		<dc:creator>Stefano Grassino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 09:54:10 +0000</pubDate>
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		<description>Puoi rispondere al mio post qua sopra delle ore23.34?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Puoi rispondere al mio post qua sopra delle ore23.34?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Magar, bieco illuminista,</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/12/26/fallito-attentato-volo-per-detroit/#comment-331056</link>
		<dc:creator>Magar, bieco illuminista,</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 02:35:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=15037#comment-331056</guid>
		<description>Il corpo di un pluriomicida è ancora sua proprietà privata. Lo Stato ha il diritto di confinarlo in una cella, ma non ha diritto di alzare le mani sul suo corpo.

Quanto all&#039;idea che lo Stato italiano sia troppo tenero (&quot;buonista&quot;, magari...) con i detenuti, forse qualcuno dovrebbe fare ritorno da Marte...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il corpo di un pluriomicida è ancora sua proprietà privata. Lo Stato ha il diritto di confinarlo in una cella, ma non ha diritto di alzare le mani sul suo corpo.</p>
<p>Quanto all&#8217;idea che lo Stato italiano sia troppo tenero (&#8221;buonista&#8221;, magari&#8230;) con i detenuti, forse qualcuno dovrebbe fare ritorno da Marte&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Magar, bieco illuminista,</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/12/26/fallito-attentato-volo-per-detroit/#comment-331055</link>
		<dc:creator>Magar, bieco illuminista,</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 02:28:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=15037#comment-331055</guid>
		<description>Non parlo di alternative astratte all&#039;uso della forza, dico di pensarci su mille volte, nei casi concreti, prima di ricorrere a tale extrema ratio.

Al di là dei nominalismi, ti va bene discernere tra &quot;legittima difesa&quot; e &quot;eccesso di reazione difensiva&quot;? Se uno cerca di spararmi posso far saltare in aria tutto il suo quartiere, abitanti compresi?

@Alberto Tadini
Suppongo che il tuo intervento non fosse diretto a me, che peraltro avevo già citato United Airlines Flight 93...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non parlo di alternative astratte all&#8217;uso della forza, dico di pensarci su mille volte, nei casi concreti, prima di ricorrere a tale extrema ratio.</p>
<p>Al di là dei nominalismi, ti va bene discernere tra &#8220;legittima difesa&#8221; e &#8220;eccesso di reazione difensiva&#8221;? Se uno cerca di spararmi posso far saltare in aria tutto il suo quartiere, abitanti compresi?</p>
<p>@Alberto Tadini<br />
Suppongo che il tuo intervento non fosse diretto a me, che peraltro avevo già citato United Airlines Flight 93&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano Grassino</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/12/26/fallito-attentato-volo-per-detroit/#comment-331039</link>
		<dc:creator>Stefano Grassino</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 22:34:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=15037#comment-331039</guid>
		<description>Bruno, nel mio commento delle 15.33 ho posto un problema per me irrisolvibile. Credo di essere stato chiaro ponendo i miei limiti ma anche ponendo i limiti di qualsiasi società di fronte al controllo di una criminalità talmente forte che non riesci a domare neanche quando la rinchiudi dietro le sbarre. Ripeto il mio dilemma: tu non uccidi il malavitoso e mi stà bene ma lui, dalla galera, dà ordine di uccidere. Lo stato non è complice, permettendo ciò, alla pena di morte inflitta da mano assassina su ordine premeditato?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bruno, nel mio commento delle 15.33 ho posto un problema per me irrisolvibile. Credo di essere stato chiaro ponendo i miei limiti ma anche ponendo i limiti di qualsiasi società di fronte al controllo di una criminalità talmente forte che non riesci a domare neanche quando la rinchiudi dietro le sbarre. Ripeto il mio dilemma: tu non uccidi il malavitoso e mi stà bene ma lui, dalla galera, dà ordine di uccidere. Lo stato non è complice, permettendo ciò, alla pena di morte inflitta da mano assassina su ordine premeditato?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Bruno Gualerzi</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/12/26/fallito-attentato-volo-per-detroit/#comment-331029</link>
		<dc:creator>Bruno Gualerzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 22:07:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=15037#comment-331029</guid>
		<description>Sulla pena di morte.

Che meccanismo scatta nella mente di quanti sono favorevoli alla pena di morte? Quali motivazioni vengono date a se stessi per ritenerla ‘giusta e utile’? Utile perché giusta, giusta perché utile? 
Sembra proprio che scatti questo singolare circolo vizioso: quando non se ne vede l’utilità (utilità sociale, ovviamente) si ricorre al senso di giustizia; quando diventa arduo tirare in ballo la giustizia (come è possibile, per esmpio, nel caso tutt’altro che insolito di errore giudiziario, ‘rendere giustizia’ al giustiziato?), si ricorre all’utilità… e questo balletto serve alla fine per considerare la pena di morte sia utile che giusta, tanto, all’occorrenza, si può sempre sostenere o l’una o l’altra tesi, anche se in realtà si giustifica l’una con l’altra quando si mette in discussione o l’una o l’altra. In altre parole: la pena di morte è utile – si dice – perché serve da deterrente; se però le statistiche smentiscono questa affermazione, o comunque questa storia del deterrente lascia margini di perplessità (chi è oggetto di violenza assassina è sempre una persona irriducibile a qualsiasi generalizzazione e non sa che farsene delle statistiche), si rilancia subito ricorrendo all’argomento della giustizia, per cui non è per niente giusto che chi procura un danno non rimediabile non paghi subendo esattamente lo stesso danno, così l’equilibrio sarebbe ristabilito, giustizia fatta. Ovviamente l’equilibrio delle coscienze, perché, oggettivamente, questo equilibrio ha la stessa rilevanza di un qualsiasi fenomeno naturale distruttivo i cui danni non si possono certo riparare ‘infliggendogli’ gli stessi danni… anzi l’equilibrio sarebbe ristabilito cercando, nei limiti del possibile, che il fenomeno distruttivo non si ripeta, mentre, con la pena di morte, si intende ‘bilanciare’ una morte con un’altra morte. L’equità quindi, per se stessa, sarebbe tutt’altro che salvaguardata, se non all’interno di una coscienza turbata dall’eventualità di un danno per sé e pacificata dalla convinzione di poterlo evitare con un deterrente. Ma a questo punto, è evidente, il discorso è già ritornato a riguardare l’utile… e il circolo vizioso ha completato il suo giro pronto a ripartire.
Ora, tutto questo risulta riscontrabile ad una analisi oggettiva, analizzando un comportamento palese, ma la contraddizione, il circolo vizioso che la caratterizza, viene tacitato dal fautore della pena di morte quasi sempre inconsciamente, come aiuta a capire la psicanalisi. La quale rileva che quando si vuole punire in modo radicale, spietato, intransigente e definitivo una colpa altrui, in realtà si vuole punire senza margini di ripensamento e di indulgenza se stessi in quanto potenziali autori della stessa colpa, eventualità che però viene rigorosamente censurata dal proprio codice morale. E si accetta di navigare a vista tra sponde accoglienti (è utile, è giusta) anche quando non si riesce mai ad approdare definitivamente né sull’una né sull’altra.
Gioca poi, a favore della legittimità della pena di morte, anche il fatto che a comminarla è lo Stato, un’entità astratta che toglie ad ognuno il trauma che procurerebbe in ogni caso la responsabilità personale e l’esecuzione diretta e a freddo di un proprio simile che a noi non ha fatto niente. Un po’ come per le guerre sempre più tecnologizzate che mettono i loro autori (non tutti per la verità, ma sicuramente quelli che le decidono, come per altro è quasi sempre accaduto) al riparo dall’impatto diretto con la morte, che sembra sempre più un fatto virtuale, un passaggio di un war game (e per la verità in un certo senso ciò vale per chiunque partecipi ad una guerra, una qualsiasi guerra, tecnologizzata o no, in cui l’uccisione del nemico è resa accettabile tanto dall’anonimato del nemico quanto dal fatto che ci si convince di stare agendo per un bene collettivo, di stare ottemperando ad un dovere che trascende la propria e l’altrui singola esistenza). E così deve sentirsi anche il boia delle esecuzioni capitali: a proteggerlo (se fosse particolarmente sadico senza bisogno di alcuna protezione) c’è lo schermo della professionalità, tanto più eticamente fondata quanto più sgradevole è la delega che si riceve dalla società.
Ed è infine sempre sconcertante, ma anche illuminante, verificare come la gratificazione che comunque dà a tante persone la pena di morte faccia aggio perfino sulla fede religiosa che dicono di professare, e che espressamente (richiamandosi – lasciamo perdere con quale coerenza da parte del potere religioso lungo la sua storia – al ‘non uccidere’) condanna la pena di morte: si è talmente introiettato il senso di colpa che, pur di espiarlo, si accetta di commettere peccato grave con la prospettiva di una condanna eterna… il cui deterrente, in questa circostanza, viene anch’esso rimosso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla pena di morte.</p>
<p>Che meccanismo scatta nella mente di quanti sono favorevoli alla pena di morte? Quali motivazioni vengono date a se stessi per ritenerla ‘giusta e utile’? Utile perché giusta, giusta perché utile?<br />
Sembra proprio che scatti questo singolare circolo vizioso: quando non se ne vede l’utilità (utilità sociale, ovviamente) si ricorre al senso di giustizia; quando diventa arduo tirare in ballo la giustizia (come è possibile, per esmpio, nel caso tutt’altro che insolito di errore giudiziario, ‘rendere giustizia’ al giustiziato?), si ricorre all’utilità… e questo balletto serve alla fine per considerare la pena di morte sia utile che giusta, tanto, all’occorrenza, si può sempre sostenere o l’una o l’altra tesi, anche se in realtà si giustifica l’una con l’altra quando si mette in discussione o l’una o l’altra. In altre parole: la pena di morte è utile – si dice – perché serve da deterrente; se però le statistiche smentiscono questa affermazione, o comunque questa storia del deterrente lascia margini di perplessità (chi è oggetto di violenza assassina è sempre una persona irriducibile a qualsiasi generalizzazione e non sa che farsene delle statistiche), si rilancia subito ricorrendo all’argomento della giustizia, per cui non è per niente giusto che chi procura un danno non rimediabile non paghi subendo esattamente lo stesso danno, così l’equilibrio sarebbe ristabilito, giustizia fatta. Ovviamente l’equilibrio delle coscienze, perché, oggettivamente, questo equilibrio ha la stessa rilevanza di un qualsiasi fenomeno naturale distruttivo i cui danni non si possono certo riparare ‘infliggendogli’ gli stessi danni… anzi l’equilibrio sarebbe ristabilito cercando, nei limiti del possibile, che il fenomeno distruttivo non si ripeta, mentre, con la pena di morte, si intende ‘bilanciare’ una morte con un’altra morte. L’equità quindi, per se stessa, sarebbe tutt’altro che salvaguardata, se non all’interno di una coscienza turbata dall’eventualità di un danno per sé e pacificata dalla convinzione di poterlo evitare con un deterrente. Ma a questo punto, è evidente, il discorso è già ritornato a riguardare l’utile… e il circolo vizioso ha completato il suo giro pronto a ripartire.<br />
Ora, tutto questo risulta riscontrabile ad una analisi oggettiva, analizzando un comportamento palese, ma la contraddizione, il circolo vizioso che la caratterizza, viene tacitato dal fautore della pena di morte quasi sempre inconsciamente, come aiuta a capire la psicanalisi. La quale rileva che quando si vuole punire in modo radicale, spietato, intransigente e definitivo una colpa altrui, in realtà si vuole punire senza margini di ripensamento e di indulgenza se stessi in quanto potenziali autori della stessa colpa, eventualità che però viene rigorosamente censurata dal proprio codice morale. E si accetta di navigare a vista tra sponde accoglienti (è utile, è giusta) anche quando non si riesce mai ad approdare definitivamente né sull’una né sull’altra.<br />
Gioca poi, a favore della legittimità della pena di morte, anche il fatto che a comminarla è lo Stato, un’entità astratta che toglie ad ognuno il trauma che procurerebbe in ogni caso la responsabilità personale e l’esecuzione diretta e a freddo di un proprio simile che a noi non ha fatto niente. Un po’ come per le guerre sempre più tecnologizzate che mettono i loro autori (non tutti per la verità, ma sicuramente quelli che le decidono, come per altro è quasi sempre accaduto) al riparo dall’impatto diretto con la morte, che sembra sempre più un fatto virtuale, un passaggio di un war game (e per la verità in un certo senso ciò vale per chiunque partecipi ad una guerra, una qualsiasi guerra, tecnologizzata o no, in cui l’uccisione del nemico è resa accettabile tanto dall’anonimato del nemico quanto dal fatto che ci si convince di stare agendo per un bene collettivo, di stare ottemperando ad un dovere che trascende la propria e l’altrui singola esistenza). E così deve sentirsi anche il boia delle esecuzioni capitali: a proteggerlo (se fosse particolarmente sadico senza bisogno di alcuna protezione) c’è lo schermo della professionalità, tanto più eticamente fondata quanto più sgradevole è la delega che si riceve dalla società.<br />
Ed è infine sempre sconcertante, ma anche illuminante, verificare come la gratificazione che comunque dà a tante persone la pena di morte faccia aggio perfino sulla fede religiosa che dicono di professare, e che espressamente (richiamandosi – lasciamo perdere con quale coerenza da parte del potere religioso lungo la sua storia – al ‘non uccidere’) condanna la pena di morte: si è talmente introiettato il senso di colpa che, pur di espiarlo, si accetta di commettere peccato grave con la prospettiva di una condanna eterna… il cui deterrente, in questa circostanza, viene anch’esso rimosso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Rideyo</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/12/26/fallito-attentato-volo-per-detroit/#comment-331006</link>
		<dc:creator>Rideyo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 21:22:04 +0000</pubDate>
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		<description>Un ultima cosa, per chi volesse farsi insieme a me una risata amara, il famigerato 2267, riportato integralmente da massimiliano f si trova all&#039;interno del catechismo ccar nella

PARTE TERZA 
LA VITA IN CRISTO

SEZIONE SECONDA 
I DIECI COMANDAMENTI

CAPITOLO SECONDO
«AMERAI IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO»</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un ultima cosa, per chi volesse farsi insieme a me una risata amara, il famigerato 2267, riportato integralmente da massimiliano f si trova all&#8217;interno del catechismo ccar nella</p>
<p>PARTE TERZA<br />
LA VITA IN CRISTO</p>
<p>SEZIONE SECONDA<br />
I DIECI COMANDAMENTI</p>
<p>CAPITOLO SECONDO<br />
«AMERAI IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO»</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Rideyo</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/12/26/fallito-attentato-volo-per-detroit/#comment-331001</link>
		<dc:creator>Rideyo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 21:09:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=15037#comment-331001</guid>
		<description>Nonostante i vostri argomenti continuo ad essere decisamente contro la pena di morte e per i mezzi incruenti perchè, nonostante il garantismo ed i tentativi di rendere oggettivi i processi, il rischio di condannare un innocente è sempre dietro l&#039;angolo. E comunque anche nel caso in cui si è del tutto certi dell&#039;identità del colpevole, uno stato che lo uccide è uno stato che si è abbassato al suo livello.
Spero che almeno su questo mi diate del fanatico integralista. :lol:
@Stefano Grassino
Intendevo solo indicarti una contraddizione nel tuo post.
@laverdure
ti rassicuro, la posizione sulla pena di morte è solo uno dei motivi per cui la ccar non mi piace e probabilmente condivido con te il 90% degli altri.
@ massimiliano f.
non capisco cosa intendi, sono contrario alla pena di morte e condivido gli altri due passaggi ma il primo è ai miei occhi orribile.
Chiamami quando la ccar potrà dire &quot;l&#039;insegnamento della chiesa esclude decisamente il ricorso alla pena di morte&quot;. Che magari parliamo di civiltà.
Anche se, visti gli usuali 3-400 anni di ritardo della chiesa ad accettare le conquiste del mondo civile, difficilmente ci sentiremo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante i vostri argomenti continuo ad essere decisamente contro la pena di morte e per i mezzi incruenti perchè, nonostante il garantismo ed i tentativi di rendere oggettivi i processi, il rischio di condannare un innocente è sempre dietro l&#8217;angolo. E comunque anche nel caso in cui si è del tutto certi dell&#8217;identità del colpevole, uno stato che lo uccide è uno stato che si è abbassato al suo livello.<br />
Spero che almeno su questo mi diate del fanatico integralista. <img src='http://www.uaar.it/news/wp-includes/images/smilies/icon_lol.gif' alt=':lol:' class='wp-smiley' /><br />
@Stefano Grassino<br />
Intendevo solo indicarti una contraddizione nel tuo post.<br />
@laverdure<br />
ti rassicuro, la posizione sulla pena di morte è solo uno dei motivi per cui la ccar non mi piace e probabilmente condivido con te il 90% degli altri.<br />
@ massimiliano f.<br />
non capisco cosa intendi, sono contrario alla pena di morte e condivido gli altri due passaggi ma il primo è ai miei occhi orribile.<br />
Chiamami quando la ccar potrà dire &#8220;l&#8217;insegnamento della chiesa esclude decisamente il ricorso alla pena di morte&#8221;. Che magari parliamo di civiltà.<br />
Anche se, visti gli usuali 3-400 anni di ritardo della chiesa ad accettare le conquiste del mondo civile, difficilmente ci sentiremo.</p>
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		<title>Di: Andrea (Mi)</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/12/26/fallito-attentato-volo-per-detroit/#comment-330998</link>
		<dc:creator>Andrea (Mi)</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 21:01:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=15037#comment-330998</guid>
		<description>Certo il notro paese ha bisogno di una riforma in ututi i campi, ma non pensare che all&#039;etero siano rose e fiori.
Il mondo è un postaccio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo il notro paese ha bisogno di una riforma in ututi i campi, ma non pensare che all&#8217;etero siano rose e fiori.<br />
Il mondo è un postaccio</p>
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		<title>Di: laverdure</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/12/26/fallito-attentato-volo-per-detroit/#comment-330996</link>
		<dc:creator>laverdure</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 20:55:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=15037#comment-330996</guid>
		<description>@Andrea

&quot;1.Il problema grosso della pena di morte è che potrebbe essere usata per mettere a tacere esponenti fastidiosi che fanno opposizione veramente.&quot;

Guarda che la pena di morte,gestita privatamente,e&#039; in uso in Italia da sempre.
Pensa alle esecuzioni mafiose,camorristiche e della criminalita in generale.
Per nostra fortuna buona parte dei &quot;giustiziati&quot;facevano loro stessi parte di tali istituzioni,
cosa che rappresenta una fortuna per noi e deve far schiattare di rabbia Carnevale e soci,
dato che il &quot;mandato di resurrezione per decorrenza di termini di tumulazione&quot;dovranno
accontentarsi di sognarselo di notte.
Purtroppo e&#039; stata usata per eliminare magistrati,giornalisti,funzionari di polizia e altri 
personaggi scomodi,e credimi,questo sistema e&#039; molto piu&#039; semplice ed efficace di
una falsa condanna legale.
Senza contare che se la situazione mondiale degenerasse fino a permettere l&#039;instaurazione di un regime totalitario come il fascismo o il nazismo,tale regime potrebbe instaurare la pena di morte a sua discrezione, e tutti questi discorsi di
principio sarebbero del tutto inutili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Andrea</p>
<p>&#8220;1.Il problema grosso della pena di morte è che potrebbe essere usata per mettere a tacere esponenti fastidiosi che fanno opposizione veramente.&#8221;</p>
<p>Guarda che la pena di morte,gestita privatamente,e&#8217; in uso in Italia da sempre.<br />
Pensa alle esecuzioni mafiose,camorristiche e della criminalita in generale.<br />
Per nostra fortuna buona parte dei &#8220;giustiziati&#8221;facevano loro stessi parte di tali istituzioni,<br />
cosa che rappresenta una fortuna per noi e deve far schiattare di rabbia Carnevale e soci,<br />
dato che il &#8220;mandato di resurrezione per decorrenza di termini di tumulazione&#8221;dovranno<br />
accontentarsi di sognarselo di notte.<br />
Purtroppo e&#8217; stata usata per eliminare magistrati,giornalisti,funzionari di polizia e altri<br />
personaggi scomodi,e credimi,questo sistema e&#8217; molto piu&#8217; semplice ed efficace di<br />
una falsa condanna legale.<br />
Senza contare che se la situazione mondiale degenerasse fino a permettere l&#8217;instaurazione di un regime totalitario come il fascismo o il nazismo,tale regime potrebbe instaurare la pena di morte a sua discrezione, e tutti questi discorsi di<br />
principio sarebbero del tutto inutili.</p>
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	<item>
		<title>Di: roberta</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/12/26/fallito-attentato-volo-per-detroit/#comment-330992</link>
		<dc:creator>roberta</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 20:43:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=15037#comment-330992</guid>
		<description>il denaro HA la sua importanza....infatti durante la messa si raccolgono 
le monetine,tra l&#039;altro....^_^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il denaro HA la sua importanza&#8230;.infatti durante la messa si raccolgono<br />
le monetine,tra l&#8217;altro&#8230;.^_^</p>
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		<title>Di: laverdure</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/12/26/fallito-attentato-volo-per-detroit/#comment-330987</link>
		<dc:creator>laverdure</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 20:36:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=15037#comment-330987</guid>
		<description>I tuoi discorsi possono essere validi,ma in un paese come il nostro,dove un maniaco omicida che si diverte a sparare alla gente che nemmeno conosce viene condannato per 
&quot;omicidio colposo&quot;,e come pena gli viene assegnata una cattedra alla facolta di legge,
temo che diventino del tutto oziosi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I tuoi discorsi possono essere validi,ma in un paese come il nostro,dove un maniaco omicida che si diverte a sparare alla gente che nemmeno conosce viene condannato per<br />
&#8220;omicidio colposo&#8221;,e come pena gli viene assegnata una cattedra alla facolta di legge,<br />
temo che diventino del tutto oziosi.</p>
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