Città del Messico, i matrimoni omosessuali sono legali

Fin dal 2006 Città del Messico aveva riconosciuto le coppie di fatto omosessuali. Ora la capitale messicana ha compiuto il passo successivo, legalizzando anche i matrimoni di gay e lesbiche: le coppie potranno altresì accedere all’adozione. A favore si sono espressi 39 consiglieri: 20 i voti contrari e 5 le astensioni. Il provvedimento deve essere ora ratificato dal sindaco Marcelo Ebrard, a capo di una maggioranza di sinistra.
Il cardinale Norberto Rivera Carrera, riporta La Jornada, ha dichiarato che le riforme approvate sono “immorali e aberranti”, e aprono le porte alla “perversa possibilità” dell’adozione; che “questa ingiustizia non rispetterà il diritto di bambini innocenti ad avere una famiglia costituita da un padre e una madre” e provocherà loro “conseguenti danni sociologici e morali”; che “il matrimonio, per i cristiani, è un ordine istituito da Dio fin dalla creazione del mondo”, e che “questa legge divina non può essere calpestata da alcuna legge umana”; che “tale superbia condurrà sicuramente la società alla rovina”.

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68 commenti

Reiuky

“questa ingiustizia non rispetterà il diritto di bambini innocenti ad avere una famiglia costituita da un padre e una madre”

e il diritto dei bambini di crescere con una mentalità libera e aperta, non ne parliamo?

Eristico Epicureo

Iniziassero loro a rispettare la metà delle persone che discriminano e poi magari si potrebbe intavolare una discussione su cosa è meglio per i bambini

Felipe-bis

Che ne parli un vescovo, poi… chissà se da quelle parti sanno quanto può essere dannoso il clero per i bambini!

fiertel91

Se sono in istituti e non adottati, vuol dire che il diritto ad una famiglia costituita da un padre e una madre non lo hanno ancora. E poi, pensavo fosse prioritario il diritto ad una famiglia che dia l’affetto e le cure più importanti. Invece è il sesso dei genitori.

Poi vengono a dire a noi che c’abbiamo la fissa.

miro99

per non parlare del fatto che se un bimbo è orfano ,,, è dio che l’ha voluto, nella sua immensa bonta’ !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Gio

Qualche giorno fa, mi sono trovato con un’amica tedesca conosciuta da poco in città.
Non vivo in Italia, e ci siamo trovati, chissa come, a parlare di omosessuali.
Dei suoi amici gay, italiani, mi diceva, riuscivano li, nel cuore dell’Europa, ad essere quello che sono, ma che, tornando in Italia, non vi riuscissero, per le violenze d’ogni tipo di cui sono fatti oggetti.
Una battaglia che dobbiamo combattere tutti, e senza aggiungere mai ‘io non sono gay ma trovo ingiusto che siano perseguitati’.

car80

Una mia amica mi ha detto che dei suoi amici e bla bla, no io non ci credo, la violenza omofoba purtroppo non si limita non si limita solo all’Italia. Lasciamo perdere la Polonia e la Grecia. Anche stati come l’Olanda e la Gran Bretagna sono sconvoliti regolarmente da omocidi e non dimentichiamo che comincia a farsi sentire un altro tipo di omofobia. In Olanda la stragrande maggioranza delle aggressioni sono commesse dai musulmani.
Per il resto sono contento che la sinistra sudamericana abbia scelto la strada di prendere dall’occidente del nord quello che dipositivo a prodotto, non come altri che parlano di occidente corrotto e perverso.

Gio

Boh, io sono andato al gay parade e ti giuro che c’erano i rappresentanti gay dell’esercito, gente d’ogni razza e colore, nessun contestatore.
Forse sono fortunato io 😉

Sailor-Sun

Il messico è molto cattolico, mi stupisce questa legiferazione.
Ma mi fa sperare nel futuro.

Andrea (Mi)

Ho sempre manifestato il mio scetticicismo sul fatto che crescere con 2 figure di riferimento dello stesso sesso non influenzi in qualche modo la crescita psicologica del bimbo.
Non vorrei che la futura vita sessuale dei pargoli vengano influenzate da questo.
Non che 2 genitori dello stesso sesso non abbiano la competenza per crescere 1 bambino, ma è una questione di esempio.
Con questo, come sempre tengo a chiarire: nulla contro coppie di fatto e matrimoni, ci mancherebbe.

Marcateo

Certe decisioni possono sembrare sconcertanti, ma ogni tanto bisogna accettare l’eventualità che le cose cambino.

Maurizio D'Ulivo

Se le coppie eterosessuali “esaurissero” il numero di bambini/ragazzi adottabili, potrei essere in qualche misura d’accordo con Andrea (MI).

Ma a quanto pare la maggior parte delle coppie etero è disponibile ad adottare solo bambini in tenerissima età e comunque non problematici: difatti anche in Italia, sebbene vi siano numerose coppie in attesa di adottare un bambino, gli istituti sono pieni di bambini e ragazzi che le coppie “regolari” non desiderano adottare, perchè troppo grandi oppure con problemi particolari.

Questa situazione concreta dovrebbe innanzitutto sollevare un interrogativo: fino a che punto queste coppie “regolari” adottano un bambino per il suo bene, e non piuttosto per soddisfare il loro desiderio di averne uno?
Dunque: fin dove si può davvero parlare di altruismo “cristiano” nell’adozione da parte di questi soggetti, e dove invece comincia l’egoismo e la semplice voglia di veder soddisfatta una propria aspirazione?
Chi parla tanto di “idoneità all’adozione” per escludere i singles e le coppie omo dovrebbe forse porsi anche questa domanda, se volesse affrontare il tema con autentica onestà intellettuale.

Ma lasciamo pure cadere questo interrogativo e torniamo in tema.

Vista la situazione che abbiamo concredamente davanti, conferire il diritto di adozione anche ai single oppure alle coppie gay potrebbe togliere finalmente dagli orfanotrofi qualcuno di questi ragazzi “adottabili” ma non “collocabili” presso la classica coppietta etero, per offrirgli una coppia (omo), o un/a single, in grado di dare loro finalmente un affetto mirato, individuale, esclusivo: quell’affetto che dà un genitore a un figlio e che in un istituto, per quanto ben gestito esso sia, non potrà mai avere le caratteristiche di individualità che un figlio richiede.

Quindi, partendo dalla situazione concreta che abbiamo di fronte oggi, la domanda posta in modo corretto è: preferiamo tenere tutti questi ragazzi in un orfanotrofio (mi si passi il termine, diventato certamente improprio, crudo e alquanto negativo: ma non è cambiando la terminologia che cambia questa situazione), oppure vogliamo dare loro la possibilità di ricevere, oltre a tutte le cure che già sono loro assicurate, anche un po’ di amore familiare e genitoriale, rivolti loro in via esclusiva perchè finalmente visti come figli, dunque come singoli individui (sebbene da parte di soggetti evidentemente considerati di “serie B”, come singles e coppie omo)?

Mi piacerebbe che gli uomini in sottana nera, sempre pronti a pontificare sulle famiglie altrui (pur con conoscendole per esperienza, avendo deliberatamente scelto di non formarne una), rispondessero a quest’ultima domanda; e, già che ci sono, anche all’interrogativo che avevo posto sopra.

Roberto Grendene

1) che problema ci sarebbe ad evere come esempio due figure dello stesso sesso?
2) che problema ci sarebbe se la futura vita sessuale del pargolo fosse omosessuale invece che omosessuale?

A parte queste domande teoriche, i casi reali dicono che coppie di genitori dello stesso sesso sono buoni genitori nella stessa misura delle coppie etero
E dicono che l’orientamento sessuale dei figli di coppie dello stesso sesso e’ mediamente distribuito come per gli altri figli

Andrea (Mi)

“2) che problema ci sarebbe se la futura vita sessuale del pargolo fosse omosessuale invece che omosessuale?”

ovviamente nessun problema se la vita sessuale del futuro adulto sia omo o etero, non vorrei però che questa scelta che deve essere intima e privata venga influenzata dalla struttura famigliare.

Ad ogni modo tutte le ricerche che parlano del fatto che i bambini non vengano influenzati dalll’ambiente in cui vivono (che in primo luogo è la casa) mi paiono tendenziose.
Vorrebbe dire relgare alla genetica tutti i comportamenti e le tendenze (qualsiasi esse siano) e dire che l’ambiente non influisce sullo sviluppo della persona, non è possibile.
La stesa intelligenza ad esempio si sviluppa durante i primi anni di vita e non si può relegare solo ai geni (che certo influiscono).
Mi sembra un controisenso dire che l’ambiente non influenzi.
Il discorso che meglio una famiglia affettuosa che un orfanotrofio è in parte condivisibile, non si può però basare solo su questo la decisione di acconsentire o no l’adozione.
Confesso che sono abbastanza indeciso sull’argomento….

Sara

Esatto. Per Andrea: scusa, ma la gran parte dei gay ha genitori etero… che cosa li ha influenzati? non si diventa gay per educazione, si nasce gay.

Roberto Grendene

@ Andrea

se infuenza c’e’, c’e’ anche verso l’eterosessualità
dunque?
a meno di non considerare l’eterosessualità Bene e l’omosessualità Male, ammesso e non concesso che l’infuenza di cui stiamo parlando ci sia, quale sarebbe il problema?

fiertel91

Non capisco quanto sia alto il parametro “sesso dei genitori” nella classifica delle priorità per i bambini. Veramente considerate così importante questo, a scapito di tutto il resto?

Che superficialità.

Maurizio D'Ulivo

Sono gay e sono favorevole alle adozioni da parte di coppie omo oppure da parte di singles.

Credo che, quando si parla di adozioni di minori, il tema debba essere inquadrato, in via pressochè esclusiva, dal punto di vista dell’interesse del bambino e del suo diritto a potersi sviluppare in una famiglia che gli assicuri un affetto e una cura personalizzati, piuttosto che in un istituto: dunque anche un/a single o una coppia omo, ovviamente con i dovuti requisiti psicologici e di condizione che già oggi vengono richiesti anche alle coppie etero, è senz’altro preferibile a un’istituzione, nello svolgimento dle ruolo genitoriale.

Detto questo, voglio però anche aggiungere che, nella valutazione complessiva all’idoneità ad adottare (sempre nell’interesse del bambino) entri, fra i molteplici altri fattori, anche la possibilità di offrire al bambino la figura di riferimento materna e quella paterna: non lo considero un requisito vincolante (i numerosissimi casi di figli naturali di singles, di figli di coppie divorziate, di figli di uno dei due partners di una coppia omo, di figli di coppie dove uno dei genitori è deceduto, sono qui a dimostrarcelo), però credo che si tratti di un “plus” che, a parità di tutte le altre condizioni di contesto in cui il bambino è destinato a crescere, possa rendere preferibile la coppia adottiva etero rispetto alle altre soluzioni.

Lo ritengo però, lo ripeto, solo uno dei tanti fattori che concorrono alla valutazione complessiva del grado di idoneità ad adottare, e non certo come una condizione di per sè vincolante: quindi penso anche che fra una coppia omo (o single) che presentano requisiti ottimali per l’adozione, e una coppia etero che invece sia ritenuta idonea ad adottare, ma con qualche punto debole riguardo ad alcuni requisiti, sia senz’altro da preferire la prima opzione.

Andrea (Mi)

Ho sempre manifestato il mio scetticicismo sul fatto che crescere con 2 figure di riferimento dello stesso sesso non influenzi in qualche modo la crescita psicologica del bimbo.
Non vorrei che la futura vita sessuale dei pargoli vengainfluenza da questo.
Non che 2 genitori dello stesso sesso non abbiano la competenza per crescere 1 bambino, ma è una questione di esempio.
Con questo, come sempre tengo a chiarire: nulla contro coppie di fatto e matrimoni, ci mancherebbe.

peppe

Pensa ai tanti bambini cresciuti da mamme single in coppia con la zia, la nonna, la comare, etc. etc… Crescere con due padri è certamente più inusuale, ma sempre preferibile al lasciare gli orfani negli orfanotrofi, magari tra le grinfie di preti pedofili e suore acide.

Soqquadro

Le due persone dello stesso sesso con prole però non abitano in una casa sull’albero nel mezzo di una foresta di un’isola spersa per il Pacifico, ma in una società, con legami affettivi e parentali in cui molteplici modelli di ambo i sessi non mancano di certo. La scienza, sui molti casi esistenti, non ha rilevato alcun problema affettivo o di crescita dei bambini di coppie diverse, e direi che è questo il dato su cui basarsi.
(Sarà un caso, ma sentii dire da una 12enne una volta “se non avessi più i miei genitori, preferirei certo due papà o mamme adottive all’istituto, almeno avrei una famiglia che mi vuole bene”)

Paul Manoni

Le statistiche tedesche dicono il contrario…
I bambini cresciuti da coppie dello stesso sesso, non hanno ne qualcosa in piu’, ne qualcosa in meno degli altri. 😉

Asatan

Immagino che 20 anni di studi che dimostrano quanto questi pregiudizi siano falsi non contino, giusto?
Seguendo la tua logica razzista omosessuali e bisessuali non dovrebbero esistere visoto che TUTTI sono nati e sono cresciuti in famiglie eterosessuali.

La logica questa sconosciuta…..

Brain

Da un opuscolo informativo dell’American Psychological Association sul tema dell’omosessualità, e omogenitorialità: “Studi comparativi tra gruppi di bambini cresciuti da genitori omosessuali ed eterosessuali non riscontrano differenze di sviluppo tra i due gruppi in quattro aree primarie: intelligenza, adattamento psicologico, adattamento sociale, e popolarità con gli amici. E’ anche importante capire che l’orientamento sessuale dei genitori non condiziona quello dei loro figli.”

FloraSol Accursio

lo ridico per l’umpthesima volta: ci stanno bagnando il naso tutti, anche quelli da cui meno ce l’aspettavamo. Siamo sempre più il ruotino di coda del mondo. 🙁

giulia

evviva! che sia di buon esempio per tutti. se andrá tutto bene coi bimbi (come io immagino, ma bisogna vederlo sul campo) questa esperienza potrebbe avere da insegnare anche oltreoceano.
tutti gli omosessuali hanno comunque avuto due genitori etero, figuriamoci se è ereditario o se si possa essere influenzati in questo. mica è una moda!
io spero che piano piano tutte le boiate ecclesiastiche (i tabú, i paraocchi, i trucchi per mantenere uno status quo che fa comodo ai colletti bianchi e basta) possano venir smentite. a cominciare da questa, che causa tanto dolore in tante coppie di persone che si amano e non sono diverse dalle altre.

Maurizio D'Ulivo

Hai ragione, Giulia: difatti, in un gay pride di qualche anno fa, uno dei manifesti che colpivano di più recitava la formula “siamo tutti figli vostri”.

Anche per questo mi piacerebbe che a parlare del tema fossero prima di tutto le persone che hanno o aspirano a farsi una famiglia (etero o omo che sia) e coloro che, seppur single, hanno una qualche intenzione di diventare genitori adottivi.

Sentire invece sempre pontificare su questo tema questi preti/cardinali/sacerdoti/papi, che sono del tutto al di fuori dell’argomento in quanto hanno scelto un ruolo che esclude la possibilità di avere una famiglia o di adottare figli, mi fa sinceramente schifo: dovrebbe esser loro risposto che è meglio far parlare del tema le persone che ne sono autenticamente coinvolte.

A questi figuri nerovestiti si addice molto di più parlare del trascendente: anche perchè, essendo tale argomento del tutto al di fuori della possibilità di qualsiasi riscontro concreto, farebbero meno danni e potrebbe esibirsi nelle loro farneticazioni e fantasticherie senza bisogno di imporre censure per paura di essere smentiti…

Paul Manoni

Viva il Messico!! 😉
Le dichiarazione del cardinale di turno non hanno nessuna base o ragione di esistere.
Come al solito, minacciano, sputano sentenze e giudicano a vanvera….
Il rispetto per chi la pensa diversamente non lo impareranno mai! 😉

peppe

“questa legge divina non può essere calpestata da alcuna legge umana”

😆

“tale superbia condurrà sicuramente la società alla rovina”

Questa già fa meno ridere: è semplicemente patetica.

Toptone

Sì, infatti l’abbiamo visto quanto orrende siano le società scandinave.

E invece abbiamo visto pure quanto ahem “perfetta” fosse la cattolicissssssima società irlandese (il rapporto Murphy parla da solo) e le religiosissssssime società africane ed asiatiche tipo Ruanda, Nigeria, Uganda, India, Bangladesh, Filippine………………………

Una guerra al giorno ma, si sa, in mezzo ai fanatici la conventicola cattolica ci sguazza.

Spinoza

Molto ridere, se si vede i disastri in cui sono cadute le società religiose e collettiviste in cui invece del diritto dei singoli vigeva quello incomprensibile delle masse

stefano f.

“questa ingiustizia non rispetterà il diritto di bambini innocenti ad avere una famiglia costituita da un padre e una madre” e provocherà loro “conseguenti danni sociologici e morali” ————— e che ne pensa questo gonnellone dei preti pedofili che hanno distrutto la vita di migliaia di bambini/e traumatizzandoli/e con la violenza sessuale? nemmeno una parola? le solite facce di c.

Felipe-bis

“il matrimonio, per i cristiani, è un ordine istituito da Dio fin dalla creazione del mondo”

Appunto: parlasse per i cristiani e non rompesse le balle agli altri.
Che poi ‘sta storia del matrimonio, come se i cristiani avessero il copyright di questa ‘invenzione’! Il cristianesimo non ha inventato niente, tantomeno il matrimonio. Non hanno l’esclusiva, mi dispiace…

Maurizio D'Ulivo

Sono disgustato: uno studio con 5 partecipanti cristicoli contro uno solo di pensiero diverso, e in più sgarbi assiso sul trespolo a pontificare.

Inoltre con argomenti non logici, ma paralogici: la rappresentante UAAR era lì solo per parlare della sentenza sul crocifisso, e le viene chiesto di Vittorino da Feltre per sviare l’argomento; inoltre le viene risposto come se volesse effettivamente rimuovere millenni di cultura (la storia del progetto Erasmus, Virgilio, ecc.) quando nessuno ha mai messo in discussione l’insegnamento di delle nostre matrici culturali, ma ci siamo solo limitati a chiedere che, QUI E OGGI, i luoghi pubblici siano autenticamente neutrali (nel rispetto della pari dignità delle varie convinzioni di tutti i cittadini) e, pertanto, non debbano esporre i simboli di una convinzione piuttosto che di un’altra.

Si fa finta di discutere un problema, e invece lo scopo è solo quello di mettere una posizione alla berlina, con tutti gli strumenti che la TV offre (composizione volutamente sbilanciata dei partecipanti in stusio rispetto alle due posizioni in discussione, argomentazioni capziose, problemi sviati rispetto al reale argomento del contendere, offese nei confronti di una persona, atteggiamenti collerici e prevaricatori): un fulgido esempio di TV spazzatura.

Lindoro

“tale superbia condurrà sicuramente la società alla rovina”

… attendiamo fiduciosi…


bruttechiese.blogspot.com

Roberto Grendene

“il matrimonio, per i cristiani, è un ordine istituito da Dio fin dalla creazione del mondo”

vivaddio 😉 ha detto “per i cristiani”

per i non cristiani, e’ invece una patto civile istituiti dagli uomini che possono responsabilmente rinegoziarlo e modicarlo nelle regole istitutive
I cristiani sono liberi di non adeguarsi alle nuove regole
Che non pretendano pero’ di far rispettare le loro regola a chi non e’ cristiano

Giagaz

Ancora la chiesaccia parla di bambini innocenti?? Certo che sono proprio ingordi! Li vogliono proprio tutti per loro. E poi dicevano dei comunisti…

Bruno Gualerzi

Di fronte alle famiglie composte da genitori gay mi sono spesso posto un problema (già discusso in altri post) forse più teorico che reale, ma credo pur sempre degno di una qualche attenzione.
Sgombriamo subito il campo da ciò che può dire, e dice, la chiesa e gran parte del mondo cattolico in merito, e sgombriamo anche il campo circa la capacità o meno delle coppie omosessuali di educare convenientemente i figli, quale che ne sia la provenienza: in linea di principio, ma poi anche in seguito a tante testimonianze, non esiste alcuna ragione per discriminare (in base a cosa, se non ad una tradizione ‘sacralizzata’ solo perchè tradizione?) le coppie gay…
Ma, proprio per restare ai fatti e ponendo in primo piano il problema dei figli, ho sempre manifestato una perplessità. Vengo subito al punto. Ho provato a immaginare un coppia gay con figli – tanto per fare un esempio – nel mio paese che conta una popolazione di poche migliaia di abitanti e, tutto sommato, abbastanza emancipato sotto molti aspetti: cosa succederebbe (uso il condizionale perchè finora non è ancora successo)? I genitori, già per aver fatto questa scelta pubblica, evidentemente sarebbero in grado di affrontare senza problemi le diffidenze o le vere e proprie avversioni di una comunità non ancora in grado di accettare certe situazioni… ma i figli? Per quanto fatti oggetto da parte dei genitori di una educazione su tutti i piani più che valida… anzi, culturalmente forse superiore alla media proprio perchè gestita da una coppia emancipata… come si inserirebbero nella comunità? Sarebbero sufficientemente ‘protetti’ di fronte alla probabilissima (ipotizzo soltanto, e potrei magari sbagliarmi… e nel caso ne sarei felicemente sorpreso) discriminazione di adulti e compagni? Sarebbero in grado di assorbirne il contraccolpo solamente contando sull’educazione ricevuta in famiglia?
Insomma, sempre con riferimento soprattutto ai figli, o le coppie omosessuali vivono in un contesto sociale già – se non integralmente, certo in ampi settori – emancipato (per esempio in una grande città), oppure i problemi – ripeto, soprattutto per i figli – almeno nel caso citato, verrebbero moltiplicati. Almeno credo.
Soprattutto non vorrei che, per ribadire un sacrosanto diritto, i figli finissero per essere inconsapevolmente usati come cavia.

Kaworu

vai sul sito delle famiglie arcobaleno, potrai leggere diverse testimonianze di genitori omosessuali italiani residenti in italia 😉

(ad ogni modo se stiamo a guardare lo stigma sociale, andrebbe anche proibito a genitori italiani di adottare bambini chessò… congolesi. vuoi mica che i leghisti del paesello gli dicano di tornare a dondolare sugli alberi o gentilezze simili in perfetto borghezio style…)

Bruno Gualerzi

@ Kaworu
Questo lo so benissimo, e non ho certo sostenuto che si dovrebbero proibire le coppie omosessuali con figli in base allo ‘stigma sociale’… ci mancherebbe! Ho solo espresso – forse per una preoccupazione più teorica che reale (l’ho premesso) – l’insorgere di alcuni problemi di difficile soluzione, come nel caso ipotizzato, per i figli.
E non si tratta tanto dell’adozione di bambini congolesi o altro da parte di coppie ‘normali’ (questo dalla mie parte verrebbe – lasciamo perdere i leghisti che per fortuna sono ancora una minoranza – apprezzato) quanto se l’adozione avvenise ad opera di coppie omosessuali.

Kaworu

figurati, non volevo sembrare stronza nella mia risposta 😉

quel che volevo evidenziare è che certi problemi di “integrazione” se mi passi il termine, neanche troppo tempo fa riguardavano l’adozione da parte di coppie bianche di bimbi coloured.

in quel caso l’odio era eventualmente riversato sul bambino, ora sui genitori di un eventuale bambino.

però se non si fa qualche passo, tanto vale tagliarsi le gambe, se mi spiego…

Dalila

Cio’ che mi sconvolge è ogni volta che l’argomento ritorna sul sito UAAR, c’è sempre qualche troll (ancora qui oggi non si è visto) che ti tira fuori lo stigma sociale. Spesso sono donne (!)
Allora insulti a chi è nero, insulti ha chi gli occhialoni, insulti a chi è bassino, insulti all’obeso…tutto cio’ è giustificabile per loro: “Chissà quante prese in giro”.
Questo vuol dire che non si è ancora liberi di pensare indipendentemente dal giudizio altrui.
Si ha un gran bisogno di un capro espiatorio su cui sfogare la rabbia sociale (o la stupidità).
Se avessero letto Diderot, forse avrebbero capito quanto male faccia lo strisciante conformismo di grande attualità nella nostra società.

car80

@ Gualerzi
I figli sono spesso usati come cavia. Cavia delle coppie miste, cavia dei genitori che vogliono il maschio. Io avevo una compagna il cui padre faceva lo spazzino. Non ti dico quanti insulti, quanti pianti e non è che noialtri fossimo figli di dottori o avvocati, ma operai e maestre delle elementari. Comunque il tuo commento è una dimostrazione che a molti interessa più levare un crocifisso nelle scuole ma quando c’è da cambiare le leggi per accordare gli stessi diritti e doveri ai gay tanti saluti.

Bruno Gualerzi

@ car80
Come sempre hai capito solo ciò che ti premeva capire. Da dove cavolo hai tirato fuori che non vorrei cambiare le leggi che riguardano diritti e doveri dei gay (‘sacrosanto diritto’, cosa significa per te)?
Se prima di intervenire leggessi senza paraocchi ciò che si scrive per intero, ti eviteresti tante gratuite accuse.

@ Dalila
“Cio’ che mi sconvolge è ogni volta che l’argomento ritorna sul sito UAAR, c’è sempre qualche troll (ancora qui oggi non si è visto) che ti tira fuori lo stigma sociale. Spesso sono donne (!)”

Siccome di ‘stigma sociale’ riferito ad un determinato contesto ho parlato anch’io, non vorrei – troll o non troll – aver sconvolto proprio nessuno. Dico questo siccome non saresti la prima (v. sopra) ad accusarmi di questo. Ho riletto quanto ho scritto e non credo proprio di avere sostenuto ciò che qualcuno mi imputa.

Dalila

Ma scherzi?No no.
Io parlavo di personaggi che si sono presentati in passato sul sito con idee alquanto astruse, non certo i noti aficionados del blog!

E no che non hai sconvolto nessuno.
-Non so perchè ma ultimamente noto che tutti si sentono accusati da tutte le parti anche senza un vero motivo…-

Bruno Gualerzi

@ Dalila
Naturalmente mi fa piacere la tua preciazione, e anzi mi scuso per aver ritenuto di essere stato acusato da te… ma questo car8o con le sue accuse gratuite (quelle sì) mi manda spesso fuori strada.

Asatan

Bruno non me ne volere ma ci andrò giù un tantino pesante.
Seguendo questa filosofia Rosa Parks avrebbe dovuto cedere il posto a sedere con un sorriso.
Sono figlie di un’ebrea e un’atea, che perdi più non si sono mai sposati. Dall’asilo in sù mi sono sentita dire che:

– chi non è battezzato ha una macchia nera sull’anima
– chi non è battezzato và all’inferno
– che i miei gentori sarebbero andati all’inferno
– che dovevo diventare normale.
– cattiverie varie assortite

Alle medie ero in scuola cattolica e di destra, ho subito bullismo e anche pestaggi.
L’unica cosa che hanno ottenuto questi australopitechi decerebrati è di rendermi più forte. Potrei farti ridere per ore sul come alle medie ho sfruttato le oro superstizioni per essere lasciata in pace (eh!eh! ero una strega sai?). Di come le avverstià mi hanno fatto crescere e rafforzato mettendomi in grado allora, come oggi, di fare e soportare cose che le persone “normali” manco si sognano.

Io ho vinto: sono rimasta me stessa, mi sono realizzato, sono viva e felice di esserlo.
Loro hanno perso: sono rimasti nel loro brodo di patetica mediocrità senza combinare un cavolo.

Tieni conto che 28 anni, quindi non parliamo di molto tempo fà.

hpman

Solo un appunto per il Cardinal Norby.
I “poveri bimbi” che anzicchè morire di fame e finire in qualche struttura religiosa tra le mani di frati bavosi che approfitterebbero in tutti i sensi della loro presenza per il proprio vantaggio economico e piacere, potrebbero essere allevati da persone che, trovato il proprio equilibrio sessuale, li alleverebbero con amore. Personalmente ho più fiducia su chi ha sperimentato il sesso, rispetto a chi a parole dice di avervi rinunciato. Le notizie di questi ultimi anni mi danno indubbiamente ragione (I religiosi per la maggioranza praticano il sesso con una spiccata predilezione per l’omosessualità e la pedofilia.

car80

@ Dalila
Io sono favorevole praticamente a tutto per le coppie gay, anche all’utero in affitto, ma come tu ben saprai c’è una forte corrente femminista che è contraria all’utero in affitto per tutti. Ho conosciuto anche una coppia gay, lui vedovo con due figli piccoli che ha cresciuti con un compagno che ha esercitato una funzione genitoriale (si sono fatti aiutare psicologicamente ma che male c’è?). Questo in Italia, sono contento che città del messico abbia preso questa strada, ma non credo che loro, in una città violenta per tutti come è citta del messico sarebbero stati meglio perché c’è il matrimonio. Dunque mi piacerebbe che la gente fosse un po’ meno provinciale nel pesnare che in Italia gli omosessuali vengono perseguitati ad ogni angolo di strada, mentre all’estero la gente stende loro i tappeti quando passano. La violenza omofoba esiste dappertutto e negli altri paesi europei ne sta arrivando una (quella islamica) ancora più antipatica. Tutto questo senza smettere di ricordare che il Vaticano è un problema supplementare, un’aggravante, ma non l’unica.

Dalila

Se posso dire la mia (da femminista) quella corrente femminista di cui tu parli non rappresenta esattamente il MIO concetto di femminismo.
E lo dico con gran rammarico.
Ovviamente ci sono correnti e correnti.
In UK e in U.S.A. ad esempio noto con estremo stupore che molte femministe in pensione, proprio quelle che negli anni ’70 erano all’avanguardia su tutto, divenute anziane e nonne, si sono terribilmente convertite ad un’idea quasi evangelica di famiglia conservatrice.
Sono tornate all’idea di angelo del focolare.
Queste donne che tanto hanno fatto in passato, stanno influenzando e contaminando il pensiero che ha portato le donne a tante fondamentali conquiste.

Riguardo al discorso gay (noto che è un nuovo trend del sito…ma OK no problem) è vero che gli islamici sono i più ostili alla comunità omosessuale.
Tendono a ridicolizzarla parecchio e non mancano certo di atti violenti.
Pero’, prendendo il caso olandese, lasciami dire che non c’è discriminazione sul lavoro e la persona omosessuale è rispettata come individuo, puo’ far carriera (anche politica) ottenendo la stima di tutti e realizzarsi anche al livello personale.
Io credo che da questo specifico obiettivo l’Italia sia lontana anni luce.
I nord europei non sono di natura omofoba ma parecchio tollerante, forse troppo.
La loro ingenuità non teme nemici e questo è l’elemento triste.

car80

Faccio un altro esempio perché oggi non ho assolutamente tempo di seguire le discussioni. In Olanda il settimanale Gay Krant aveva lanciato l’allerta per l’incarico dato a Tariq Ramadan come consigliere all’integrazione del comune di Rotterdam. La sinistra che gestisce il comune ha risposto loro picche dicendo che Tariq Ramadan considera l’omosessualità uno squilibrio ma non vuole impiccare i gay (grazie la stessa posizione di buttiglione). Finalmente è stato licenziato quando durante la repressione in Iran teneva un talk show su di una televisione governativa iraniana dove raccontava che i musulmani in Europa sono perseguitati. Ma non vi preoccupate migliaia di professori universitari ed intellettuali di sinistra. hanno lanciato una petizione per la sua re-integrazione. Non so cosa succederà in Italia, ma negli altri paesi europei i gay cominciano a sentirsi un peso per la sinistra perché i musulmani sono omofobi ma portano più voti.

Maurizio D'Ulivo

Dubito francamente che nei Paesi Bassi, dove ho vissuto, gli islamici cittadini olandesi, quindi con diritto di voto, siano più degli omosessuali con analogo diritto.

Il punto è semmai un altro: nei Paesi Bassi, essendo un paese avanzato sui temi sociali (a differenza dell’Italia), l’equazione omosessuale=persona di sinistra non è valida, mentre è validissima, tranne poche eccezioni minoritarie, in Italia.

Questo perchè nei paesi più evoluti (vale anche per Francia, Germania, Danimarca o i paesi scandinavi) destra e sinistra sono sostanzialmente concordi nel riconoscere alle persone omosessuali i pieni diritti di cittadinanza (incluso il riconoscimento delle coppie, ecc.) e dunque la persona omosessuale sceglie uno schieramento non sulla base della capacità di quest’ultimo di riconoscerle la parità dei diritti, bensì sulla base della sua visione generale della società, che può essere vicina al centro, alla sinistra o alla destra esattamente nello stesso modo in cui ciò avviene per una persona eterosessuale.

Solo nei Paesi un po’ meno evoluti rispetto ai suddetti (es.: Spagna) la difesa dei diritti delle persone omosessuali è una peculiarità della sinistra (anche se pure il “Partido Popular” di centrodestra, sebbene contrario al matrimonio gay, si sia dichiarato disponibile al riconoscimento delle unioni sotto altra forma), e questo fa sì che l’elettorato omosessuale converga prevalentemente verso il PSOE di Zapatero o verso altri partiti progressisti.

Infine, nei paesi europei socialmente più arretrati (l’Italia come esempio di molti altri) si assiste addirittura a un parziale disamoramento dell’elettorato gay ANCHE verso i partiti di sinistra, perchè da noi nemmeno tali partiti, spesso, hanno dimostrato nei fatti (quelli che contano! le parole le porta via il vento) una reale determinazione al riconoscimento di diritti di cittadinanza pieni per le persone omosessuali.

vittorio

il messico è economicamente un cesso e sempre più preso a calci in culo dagli usa: prima l’influenza nuova poi leggi contrarie alla propria cultura. sarà quello che si vuole ma questo è un ordine studiato da qualche sociologo con qualche obiettivo che sicuramente non è il rispettare i diritti dei gay.

giulia

non sorprende affatto no? due dei paesi più cattolici.. o almeno presunti tali

Maurizio D'Ulivo

Più che nel grigio topo, direi che l’Italia è nel paonazzo cardinalizio: quel rosso intenso che tinge le vesti degli alti prelati che ci comandano a bacchetta ma che avvampa anche sulle nostre guance di cittadini laici ogni volta che, messi di fronte al progresso che contraddistingue i paesi vicini, ci troviamo a doverci vergognare del nostro.

giancarlo bonini

La cosa più orribile a quel disgustoso spettacolo trasmesso da Canale 5, erano gli scrosci di applausi che immancabilmente si verificavano ad ogni frase urlata con rabbia de V. Sgarbi.
Immagino che tutti gli applaudenti fossero perfettamente edotti su Vittorino da Feltre…..

c.j.

scusa ma vivo all’estero e non so di cosa tu stia parlando, mi spieghi cosa è successo su canale cinque? grazie mille 🙂

Felipe-bis

O.T. X Raffaele Carcano: per favore, evitate di andare nelle telerisse, non serve a una mazza. Grazie. Fine o. t.

giancarlo bonini

@c.j.
Guarda il post. di RASPUTIN del 22 dic. ore 21:18

enrico mini

“il matrimonio, per i cristiani, è un ordine istituito da Dio fin dalla creazione del mondo”, e che “questa legge divina non può essere calpestata da alcuna legge umana”.

Allora perchè si impongono il celibato che è contrario alla legge divina?
Sono solo falsi o anche peggio?

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