Benedetto XVI torna a parlare di sbattezzo: il commento di atei e agnostici

Succede nel Motu Proprio intitolato Omnium in mente e reso pubblico ieri, con cui il pontefice ha modificato tre canoni del Codice di Diritto Canonico: Papa Benedetto XVI ha, per la seconda volta, preso posizione sullo sbattezzo. «È un segno, questo, della crescita del fenomeno e del suo rilievo per la Chiesa Cattolica», dichiara Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Uaar. Ma è anche un modo per screditare chi si è sbattezzato, visto che il documento sembra dire che, in caso di matrimonio con una persona cattolica, lo sbattezzato non sarà più trattato come un non battezzato e sarà costretto al rito cattolico.
Il Motu Proprio, infatti, elimina tutte le eccezioni che riguardavano gli sbattezzati nella materia matrimoniale grazie alle quali, finora, uno sbattezzato che convolava a nozze con un cattolico poteva avere un rito misto in Chiesa, esattamente come un ateo mai battezzato. «L’introduzione del divieto sembra un tentativo di frenare l’imponente crescita numerica delle apostasie – prosegue Carcano – ma non sarà certo il divieto di matrimonio misto a fermare chi ha deciso di uscire dalla Chiesa cattolica».

Comunicato stampa UAAR

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 16 dicembre 2009 alle 15:01 e classificato in Generale, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.