Treviso, lo strano cattolicesimo del vicesindaco Gentilini

Il vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini una ne fa e cento ne pensa: già sindaco, fu soprannominato “il sindaco-sceriffo” per i suoi modi spicci di gestire quelli che riteneva fossero problemi di ordine pubblico. La sua penultima idea è stata quella di collocare nel giardino di Palazzo Rinaldi, sede dell’amministrazione comunale, un crocifisso alto tre metri. Non per ragioni di fede, ma perché ha ritenuto giusto “testimoniare la nostra identità”. Non è tuttavia finita qui, perché anche la sua ultima trovata riflette bene lo strano cattolicesimo che lo contraddistingue. All’inaugurazione dell’opera d’arte ha infatto detto “no” ai preti stranieri, perché “finirebbero per essere semplici funzionari ecclesiastici. Il parroco invece deve conoscere la sua gente”. Gentilini ha comunque giudicato in maniera negativa la carenza di parroci: “quando un parroco deve gestire più parrocchie, non si radica nel territorio. Devono conoscere i loro cittadini”. Come ovviare a tale carenza non l’ha però detto. La buona notizia è che alla cerimonia di inaugurazione del crocifisso comunale non erano presenti rappresentanti del clero.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 10 dicembre 2009 alle 16:15 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.