Fratelli (e sorelle) d’Italia, destatevi: è l’ora di riscrivere l’inno nazionale

Non rimproverate i calciatori della nazionale: il testo dell’inno di Mameli non lo conoscete nemmeno voi. Del resto, è lungo e complesso, ricco di parole desuete, di riferimenti a episodi storici dimenticati, di licenze poetiche che lo rendono quasi incomprensibile. E allora perché non riscriverlo? In occasione dei 150 anni dell’unità di Italia, la Uaar indice un concorso per un nuovo inno nazionale, che mantenga la musica di Michele Novaro ma che rappresenti al meglio i principi contenuti nella nostra carta costituzionale.
L’inno di Mameli stato scritto nel 1847: l’Italia non esisteva ancora, mentre oggi è (o dovrebbe essere) una repubblica democratica, che ha sottoscritto convenzioni internazionali per i diritti dell’uomo, ha tra i principi costituzionali la laicità dello Stato e fa parte dell’Unione Europea. «Ci rendiamo conto di quanto sia difficile la proposta di un nuovo inno, – spiega Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Uaar, – ma sappiamo anche che un paese aggrappato a una retorica di due secoli fa non può avere un futuro, ed è “pronto alla morte” in senso letterale».
L’inno attuale, infatti, contiene parole ed espressioni incomprensibili alla maggior parte della popolazione («speme», «squilla», «stringiamci», «son giunchi che piegano le spade vendute») e riferimenti ormai sconosciuti e sentimenti d’odio per altri paesi, per fortuna, sinceramente superati («ogn’uom di Ferruccio ha il cuore, ha la mano», «i bimbi d’Italia si chiaman Balilla», «Già l’Aquila d’Austria le penne ha perdute. Il sangue d’Italia, il sangue polacco bevé, col cosacco, ma il cor le bruciò»). E, per di più, parla di un paese diviso (e «schiavo di Roma») discriminando donne («Fratelli d’Italia»!) e non credenti («Iddio la creò», «Le vie del Signore», «Uniti per Dio»). Forse è l’ora di superare il tabù sull’inno nazionale: «un nuovo inno, realmente condiviso e condivisibile dalla popolazione, potrebbe rendere la società più coesa e restituire al paese un nuovo slancio verso il futuro», conclude Carcano.
Il bando e le informazioni sull’iniziativa sul trovano sul sito Uaar.

Comunicato stampa UAAR

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 7 dicembre 2009 alle 17:46 e classificato in Generale, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.