Cardinale Barragan: “RU486 come rivoltella, gay e trans non entreranno nel regno dei cieli”

Intervistato dalla rivista online Pontifex.roma, il cardinale Javier Lozano Barragan, ex presidente del Pontificio consiglio della pastorale per gli operatori sanitari e già noto in quella vesta per durissime dichiarazioni nei confronti di Beppino Englaro (Ultimissima del 27 febbraio 2009), stavolta si è scagliato contro l’utilizzo della pillola RU486 e contro omosessuali e transessuali.
Sull’aborto ha chiarito senza mezzi termini che “va considerato un assassinio”, “un crimine, un delitto e merita una punizione”. Il cardinale paragona chi utilizza la pillola RU486 “a chi compra una rivoltella in un negozio”: “Colui il quale esce  con una pistola é potenzialmente pericoloso, di fatto ha la possibilità di trasformarsi in omicida se la usa male e contro la legge. Ma é un potenziale criminale, lo diventa solo se agisce male. Chi abortisce non é potenziale, ma di fatto, in quanto ammazza. Pertanto la condotta di chi compie e pratica un aborto é sicuramente più grave di chi compra un revolver nell’armeria”. Questo anche se la pillola RU486 viene usata in strutture ospedaliere.
Su omosessuali e transessuali dichiara con decisione: “non entreranno mai nel regno dei cieli, e non lo dico io, ma san Paolo” (si riferisce alla Lettera ai Romani, in particolare 1.26-27), sostenendo che “non si nasce omosessuali, ma lo si diventa” per varie cause: “per motivi di educazione, per non aver sviluppato la propria identità nell’adolescenza, magari non sono colpevoli, ma agendo contro la dignità del corpo, certamente non entreranno nel regno dei cieli. Tutto quello che consiste nell’andare contro natura e contro la dignità del corpo offende Dio”.
Sul sito in questione non sono citate parti riportate da un articolo di Giacomo Galeazzi, dove il cardinale cercherebbe di smorzare a suo modo la polemica, sostenendo che l’omosessualità è sì peccato, “ma questo non giustifica alcuna forma di discriminazione”, dato che “il giudizio spetta solo a Dio”.
Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay, risponde: “la gerarchia vaticana torna a colpire la dignità delle persone lgbt” proprio “mentre in tutta Italia imperversano violenze contro le persone omosessuali e campagne mediatiche contro la dignità delle persone transessuali”. Mancuso continua, sul mancato ingresso al regno dei cieli di gay e trans: “Che sollievo cardinale! Fino a ieri pensavamo di dovervi ritrovare, una volta passati a miglior vita, nell’aldilà, ancora con i vostri proclami accusatori e le vostre ridicole teorie sulla sessualità e la dignità delle persone. Si è vero, le donne, gli e le omosessuali, le/gli trans consapevoli e liberi non entreranno mai nel vostro regno dei cieli, che è un luogo oscuro e ingiusto, cui può accedere solamente chi condivide le vostre farneticazioni e volontà di dominio sui corpi e le idee di milioni di persone libere e determinate a sconfiggere tutti i pregiudizi di cui siete millenari portatori”. Il presidente di Arcigay precisa che “non importa se siamo credenti o atei, quello che conta è che tutte e tutti insieme siamo determinati a difendere la nostra dignità e i nostri diritti”. L’esponente dell’associazionismo omosessuale ricollega le parole di Barragan a quelle del cardinale Caffarra, che con un appello ha invitato la giunta dell’Emilia Romagna a non approvare la norma della nuova finanziaria regionale che parifica coppie sposate, di fatto e individui per l’accesso ai servizi pubblici (Ultimissima del primo dicembre 2009).

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 3 dicembre 2009 alle 9:43 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.