Il papa, il crocifisso e i vescovi italiani

Intervenendo ieri dopo l’Angelus, Benedetto XVI ha salutato i mille partecipanti alla marcia per il crocifisso. Secondo quanto si legge sul sito della Santa Sede, il papa ha salutato con affetto “coloro che hanno preso parte alla marcia promossa dal Movimento dell’Amore Familiare per manifestare profondo amore al Crocifisso, riconoscendone il valore religioso, storico e culturale”. Il papa non ha fatto alcun accenno alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, e questo è confermato dalla nota settimanale pubblicata dall’Agenzia SIR, gestita dai vescovi italiani.
Secondo tale nota, tuttavia, l’invito papale a “riconoscere il valore religioso, storico e culturale” del crocifisso avrebbe un respiro più ampio: “Questo è il punto fondamentale. In realtà il dibattito sul crocifisso è stato un’occasione per uscire da una logica puramente formale, per misurarsi con la realtà delle cose. Si è toccato con mano il senso di vuoto che trasmette un certo laicismo che si propone di fare tabula rasa dello spazio pubblico, ammettendo solo quanto possa essere percepito come asettico e non connotato in termini di valori, di storia, di vita. Tutto questo non porta da nessuna parte. Priva il popolo, la gente vera, le persone in carne ed ossa, di riferimenti, contrabbanda elucubrazioni minoritarie per dati di fatto incontrovertibili”.
Se ne può trarre l’impressione di un papa, capo della Chiesa universale, attento a non irritare le istituzioni europee, e di vescovi italiani prontissimi a cavalcare l’isteria identitaria che percorre certi ambienti del nostro paese, non particolarmente noti per la loro tolleranza.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 30 novembre 2009 alle 18:31 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.