Viceministro Castelli: “Dopo referendum svizzero, croce nella bandiera italiana”

Il recentissimo “no” della Svizzera all’edificazione di nuovi minareti (Ultimissima di oggi) viene accolto con favore da vari esponenti del centro-destra italiano, nonostante le critiche mosse dagli stessi vescovi elvetici, che parlano di violazione della libertà di religione.
Il ministro alla Semplificazione Roberto Calderoli ha ad esempio affermato che dalla Svizzera “è giunto un segnale chiaro”, ovvero “la necessità di mettere un freno agli aspetti politici e propagandistici legati all’Islam”. Il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, plaude alla “paziente Svizzera”, stanca “del dilagare di immigrazione e islam” e afferma che anche “in Italia dobbiamo proseguire nella politica del rigore”. L’eurodeputato Mario Borghezio proclama: “La selva dei minareti, oggi pericolosamente simbolo della minaccia terrorista islamistica più che luogo di preghiera, non cambierà il paesaggio dell’antica patria del federalismo e della libertà. Svizzera ‘forever’ bianca e cristiana!”. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Roberto Castelli si è spinto oltre, dichiarando: “Credo che la Lega Nord possa e debba nel prossimo disegno di legge di riforma costituzionale chiedere l’inserimento della croce nella bandiera italiana”. Secondo il viceministro il risultato del referendum svizzero è “una lezione di civiltà” e “occorre un segnale forte per battere l’ideologia massonica e filoislamica che purtroppo attraversa anche le forze alleate della Lega”.

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato domenica, 29 novembre 2009 alle 21:27 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.