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	<title>Commenti a: L&#8217;incontro del giovedì sullo studio scientifico della religione</title>
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		<title>Di: Otto Permille</title>
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		<dc:creator>Otto Permille</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 18:43:57 +0000</pubDate>
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		<description>La religione è un fenomeno complesso. Nasce insieme al linguaggio, al mondo dei simboli, delle metafore, della fantasia. Gli dei originariamente erano parole con le quali si cercava di afferrare una esperienza, uno stato d&#039;animo. E&#039; chiaro che esistono processi della coscienza e del cervello che non possono essere soppressi. I miti erano modi di raccontare la natura o gli eventi. Erano allegorie. Poi c&#039;è un secondo aspetto invece legato al potere e al dominio, per quanto ogni tiranno ha sempre avuto il bisogno di controllare i quadri ideologici, i pensieri e i comportamenti delle persone. Il prete cresce all&#039;ombra del tiranno, perché il tiranno ha bisogno di raccontare favole per far addormentare il popolo. I miti e le leggende di un tempo diventano quindi le favole per cantare la ninna nanna al popolo. Il prete è anche guaritore, taumaturgo, mago, figura soprannaturale in grado di incantare placando eventuali spiriti di ribellione e di indirizzare i voleri e i desideri dei sudditi. Il prete è in qualche modo la caricatura del potere, quando ancora il concetto di potere si trova ancora ad un livello involuto. I contenuti della religione, sono discorsi, favole, talk show ante litteram in grado di catturare il pubblico quando non esisteva ancora la radio o la televisione. Ogni tiranno ha bisogno di una televisione per potersi conservare come tale. Mi sembra che sulla religione non ci sia molto di più da dire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La religione è un fenomeno complesso. Nasce insieme al linguaggio, al mondo dei simboli, delle metafore, della fantasia. Gli dei originariamente erano parole con le quali si cercava di afferrare una esperienza, uno stato d&#8217;animo. E&#8217; chiaro che esistono processi della coscienza e del cervello che non possono essere soppressi. I miti erano modi di raccontare la natura o gli eventi. Erano allegorie. Poi c&#8217;è un secondo aspetto invece legato al potere e al dominio, per quanto ogni tiranno ha sempre avuto il bisogno di controllare i quadri ideologici, i pensieri e i comportamenti delle persone. Il prete cresce all&#8217;ombra del tiranno, perché il tiranno ha bisogno di raccontare favole per far addormentare il popolo. I miti e le leggende di un tempo diventano quindi le favole per cantare la ninna nanna al popolo. Il prete è anche guaritore, taumaturgo, mago, figura soprannaturale in grado di incantare placando eventuali spiriti di ribellione e di indirizzare i voleri e i desideri dei sudditi. Il prete è in qualche modo la caricatura del potere, quando ancora il concetto di potere si trova ancora ad un livello involuto. I contenuti della religione, sono discorsi, favole, talk show ante litteram in grado di catturare il pubblico quando non esisteva ancora la radio o la televisione. Ogni tiranno ha bisogno di una televisione per potersi conservare come tale. Mi sembra che sulla religione non ci sia molto di più da dire.</p>
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		<title>Di: kilo</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/11/29/incontro-del-giovedi-sullo-studio-scientifico-della-religione/#comment-322470</link>
		<dc:creator>kilo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:52:25 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;80% dei cattolici dice che è cattolico perchè gli è stato detto ed insegnato dai propi genitori, quindi presa per buona e quasi nessuno ha fatto un&#039;ànalisi per cercare di capire a ciò che crede. il rimanente appartiene all&#039;UAAR.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;80% dei cattolici dice che è cattolico perchè gli è stato detto ed insegnato dai propi genitori, quindi presa per buona e quasi nessuno ha fatto un&#8217;ànalisi per cercare di capire a ciò che crede. il rimanente appartiene all&#8217;UAAR.</p>
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		<title>Di: Raffaele Carcano</title>
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		<dc:creator>Raffaele Carcano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:51:58 +0000</pubDate>
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		<description>Esatto, mi sa chi si è fatta un po&#039; di confusione tra lo studio della religione e lo studio dell&#039;oggetto del culto della religione. Della prima si occupa la storia delle religioni (e altre discipline come la sociologia delle religioni, l&#039;antropologia religiosa ecc), della seconda la teologia. A essere aria fritta è la seconda (io infatti la chiamo &quot;nichilologia&quot;).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Esatto, mi sa chi si è fatta un po&#8217; di confusione tra lo studio della religione e lo studio dell&#8217;oggetto del culto della religione. Della prima si occupa la storia delle religioni (e altre discipline come la sociologia delle religioni, l&#8217;antropologia religiosa ecc), della seconda la teologia. A essere aria fritta è la seconda (io infatti la chiamo &#8220;nichilologia&#8221;).</p>
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		<title>Di: Andrea (Mi)</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/11/29/incontro-del-giovedi-sullo-studio-scientifico-della-religione/#comment-322317</link>
		<dc:creator>Andrea (Mi)</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 12:51:55 +0000</pubDate>
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		<description>Molte persone si sono confuse, ho notato, sul fatto che il fine di questo progetto fosse studiare Dio scientificamente.
Insomma, stiamo farneticando? questo è un discorso che potrei aspettarmi da qualche cardinale che fa la sua sparata, non da delle persone con giudizio e spirito critico (come ritengo la maggior parte delle persone su questo sito).
Se Dio è per definizione: un concetto metafisico cioè al di la del fisico, del tangibile, come si può sperare di studiarlo con un approccio scientifico? cioè attraverso l&#039;analisi di dati sperimentali?
Forse il mio intervento è stato noioso per i molti che queste cose ovviamente le sanno già, ma visti alcuni commenti non me la sentivo di non chiarire la situa.
Ciao a tutti ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molte persone si sono confuse, ho notato, sul fatto che il fine di questo progetto fosse studiare Dio scientificamente.<br />
Insomma, stiamo farneticando? questo è un discorso che potrei aspettarmi da qualche cardinale che fa la sua sparata, non da delle persone con giudizio e spirito critico (come ritengo la maggior parte delle persone su questo sito).<br />
Se Dio è per definizione: un concetto metafisico cioè al di la del fisico, del tangibile, come si può sperare di studiarlo con un approccio scientifico? cioè attraverso l&#8217;analisi di dati sperimentali?<br />
Forse il mio intervento è stato noioso per i molti che queste cose ovviamente le sanno già, ma visti alcuni commenti non me la sentivo di non chiarire la situa.<br />
Ciao a tutti <img src='http://www.uaar.it/news/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Andrea (Mi)</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/11/29/incontro-del-giovedi-sullo-studio-scientifico-della-religione/#comment-322305</link>
		<dc:creator>Andrea (Mi)</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 12:39:32 +0000</pubDate>
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		<description>Scusa ma se si tratta di una patologia mentale (come anch&#039;io sono convito che sia) si può manifestare solo attraverso un comportamento squilibrato, non attraverso, come dici te: &quot;in forme patologiche in senso specifico&quot;.
Forse ho inteso male la tua frase?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa ma se si tratta di una patologia mentale (come anch&#8217;io sono convito che sia) si può manifestare solo attraverso un comportamento squilibrato, non attraverso, come dici te: &#8220;in forme patologiche in senso specifico&#8221;.<br />
Forse ho inteso male la tua frase?</p>
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		<title>Di: Andrea (Mi)</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/11/29/incontro-del-giovedi-sullo-studio-scientifico-della-religione/#comment-322302</link>
		<dc:creator>Andrea (Mi)</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 12:33:05 +0000</pubDate>
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		<description>Se no non saremmo capaci di non credere neanche noi, o no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se no non saremmo capaci di non credere neanche noi, o no?</p>
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	<item>
		<title>Di: Andrea (Mi)</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/11/29/incontro-del-giovedi-sullo-studio-scientifico-della-religione/#comment-322301</link>
		<dc:creator>Andrea (Mi)</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 12:30:23 +0000</pubDate>
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		<description>@ Claudio Diagora

Bel punto di vista, in parte condivisibile, però non mi torna una cosa, il vuoto che loro non riescono ad affrontare è lo stesso che, non credendo, avrò io per tutta la vita, cioè l&#039;inutilità, la mancanza di finalità (quella stessa finalità che è implicita alla conservazione della vita).
Se infatti non consideriamo l&#039;esistenza in sè solo come vita (ossia materia che prende coscienza di se stessa e del resto del dell&#039;universo), ma come pura presenza di materia, animata o inanimata che sia, (come del resto è la quasi totalità dello spazio) ed energia dovuta alle leggi fisiche, ci accorgiamo che questo problema del senso della vita non sussiste, dato che le cose hanno senso, ossia un&#039;utilità, solo se si è vivi.
Il fatto che loro credono, dunque, non dipende dal fatto che non riescono ad afrontare il &quot;vuoto&quot; ma dal fatto che ritengono più plausibile l&#039;esistenza di Dio alla sua assenza, non so perchè, probabilmente per una grande fiducia nei confronti di chi li ha formati e cresciuti, oltre che alla disinformazione di massa dovuta alla società arcaica in cui ancora oggi viviamo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Claudio Diagora</p>
<p>Bel punto di vista, in parte condivisibile, però non mi torna una cosa, il vuoto che loro non riescono ad affrontare è lo stesso che, non credendo, avrò io per tutta la vita, cioè l&#8217;inutilità, la mancanza di finalità (quella stessa finalità che è implicita alla conservazione della vita).<br />
Se infatti non consideriamo l&#8217;esistenza in sè solo come vita (ossia materia che prende coscienza di se stessa e del resto del dell&#8217;universo), ma come pura presenza di materia, animata o inanimata che sia, (come del resto è la quasi totalità dello spazio) ed energia dovuta alle leggi fisiche, ci accorgiamo che questo problema del senso della vita non sussiste, dato che le cose hanno senso, ossia un&#8217;utilità, solo se si è vivi.<br />
Il fatto che loro credono, dunque, non dipende dal fatto che non riescono ad afrontare il &#8220;vuoto&#8221; ma dal fatto che ritengono più plausibile l&#8217;esistenza di Dio alla sua assenza, non so perchè, probabilmente per una grande fiducia nei confronti di chi li ha formati e cresciuti, oltre che alla disinformazione di massa dovuta alla società arcaica in cui ancora oggi viviamo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paul Manoni</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/11/29/incontro-del-giovedi-sullo-studio-scientifico-della-religione/#comment-322134</link>
		<dc:creator>Paul Manoni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 05:12:39 +0000</pubDate>
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		<description>Ci sono degli studi riguardanti le zone del cervello che vengono coinvolte quando si parla o si pensa alla religione...Per esempio.
Parlare di &quot;studio scientifico delle religioni&quot; non significa studiare dio scientificamente...
Credo che lo studio scientifico riguardi piu&#039; la religione come &quot;credenza&quot;, piuttosto che come fenomeno.
Concordo con AndreaA che la psichiatria aiuti molto a spiegare fenomeni pseudoparanormali come stigmate, sanguinamenti e vari altri... ;)
Daro un&#039;occhiatina al video per farmi un&#039;idea...
Poi torno...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono degli studi riguardanti le zone del cervello che vengono coinvolte quando si parla o si pensa alla religione&#8230;Per esempio.<br />
Parlare di &#8220;studio scientifico delle religioni&#8221; non significa studiare dio scientificamente&#8230;<br />
Credo che lo studio scientifico riguardi piu&#8217; la religione come &#8220;credenza&#8221;, piuttosto che come fenomeno.<br />
Concordo con AndreaA che la psichiatria aiuti molto a spiegare fenomeni pseudoparanormali come stigmate, sanguinamenti e vari altri&#8230; <img src='http://www.uaar.it/news/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
Daro un&#8217;occhiatina al video per farmi un&#8217;idea&#8230;<br />
Poi torno&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: AndreA</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/11/29/incontro-del-giovedi-sullo-studio-scientifico-della-religione/#comment-321981</link>
		<dc:creator>AndreA</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 20:59:31 +0000</pubDate>
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		<description>Immagino che molti qui abbiano inteso lo &quot;studio scientifico&quot; della religione come il tentativo di dimostrazione scientifica dell&#039;esistenza di Dio...

Lo studio scientifico della religione non è tanto uno studio su dio, ma piuttosto sull&#039;uomo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Immagino che molti qui abbiano inteso lo &#8220;studio scientifico&#8221; della religione come il tentativo di dimostrazione scientifica dell&#8217;esistenza di Dio&#8230;</p>
<p>Lo studio scientifico della religione non è tanto uno studio su dio, ma piuttosto sull&#8217;uomo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Manlio Padovan</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/11/29/incontro-del-giovedi-sullo-studio-scientifico-della-religione/#comment-321960</link>
		<dc:creator>Manlio Padovan</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 20:26:12 +0000</pubDate>
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		<description>Poiché l&#039;Italia è quello che è, Telecom è quello che l&#039;Italia le consente di essere ed in virtù di ciò la ricezione da parte mia qui a Papozze di internet con la linea che ci è concessa avviene sempre a scatti (il contratto dice 7 mega di velocità, ma in realtà sono 800k da ormai tre anni e si sa che da noi pur pagando quello che loro vogliono i contratti sono solo dei pezzi di carta igienica senza buchi per cui si rompono in modo disordinato) con quale delizia vi lascio immaginare, chiedo se sarebbe possibile avere un testo scritto delle relazioni fatte durante gli incontri. 
Grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Poiché l&#8217;Italia è quello che è, Telecom è quello che l&#8217;Italia le consente di essere ed in virtù di ciò la ricezione da parte mia qui a Papozze di internet con la linea che ci è concessa avviene sempre a scatti (il contratto dice 7 mega di velocità, ma in realtà sono 800k da ormai tre anni e si sa che da noi pur pagando quello che loro vogliono i contratti sono solo dei pezzi di carta igienica senza buchi per cui si rompono in modo disordinato) con quale delizia vi lascio immaginare, chiedo se sarebbe possibile avere un testo scritto delle relazioni fatte durante gli incontri.<br />
Grazie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Bruno Gualerzi</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/11/29/incontro-del-giovedi-sullo-studio-scientifico-della-religione/#comment-321906</link>
		<dc:creator>Bruno Gualerzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 18:07:53 +0000</pubDate>
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		<description>Scusa Raffaele, personalmente non avevo nemmeno capito che c&#039;era un video (che andrò senz&#039;altro a consultare), ma comunque credo che non sia poi così scorretto rimettersi semplicemente all&#039;assunto &#039;studio scientifico della religione&#039; ricavandone una serie di considerazioni in base ad una propria concezione di &#039;scienza&#039; e di &#039;religione&#039; e di come si possa procedere ad uno &#039;studio&#039; su queste basi. E non vedo perchè, sempre in base a queste convinzioni, non si possa considerare impossibile uno studio scientifico della religione. Personalmente lo giudico possibile, ma, appunto, a certe condizioni. 
Come penso qui molti abbiano fatto.
A meno che non si chiedesse di esprimere solo un giudizio sulla relazione proposta... che però può essere formulato sempre in base a quanto detto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa Raffaele, personalmente non avevo nemmeno capito che c&#8217;era un video (che andrò senz&#8217;altro a consultare), ma comunque credo che non sia poi così scorretto rimettersi semplicemente all&#8217;assunto &#8217;studio scientifico della religione&#8217; ricavandone una serie di considerazioni in base ad una propria concezione di &#8217;scienza&#8217; e di &#8216;religione&#8217; e di come si possa procedere ad uno &#8217;studio&#8217; su queste basi. E non vedo perchè, sempre in base a queste convinzioni, non si possa considerare impossibile uno studio scientifico della religione. Personalmente lo giudico possibile, ma, appunto, a certe condizioni.<br />
Come penso qui molti abbiano fatto.<br />
A meno che non si chiedesse di esprimere solo un giudizio sulla relazione proposta&#8230; che però può essere formulato sempre in base a quanto detto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: libero</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/11/29/incontro-del-giovedi-sullo-studio-scientifico-della-religione/#comment-321899</link>
		<dc:creator>libero</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 17:45:30 +0000</pubDate>
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		<description>Il mio ex insegnante di religione al liceo negli anni 60, quando riusciva a parlare di religione, ci diceva che la fede è una presa di coscienza, o si crede o non si crede.
E&#039; possibile studiare razionalmente la fede cattolica ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio ex insegnante di religione al liceo negli anni 60, quando riusciva a parlare di religione, ci diceva che la fede è una presa di coscienza, o si crede o non si crede.<br />
E&#8217; possibile studiare razionalmente la fede cattolica ?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Bruno Gualerzi</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/11/29/incontro-del-giovedi-sullo-studio-scientifico-della-religione/#comment-321898</link>
		<dc:creator>Bruno Gualerzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 17:37:36 +0000</pubDate>
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		<description>Credo si possa intendere la filosofia (io comunque così la intendo) come sforzo razionale continuo per identificare sempre nuovi campi e nuovi criteri di ricerca. Quindi non qualcosa che chiude, come una sorta di scienza prima, come applicazione di categorie filosofiche predefinite, ma che apre.
In questo quadro perciò mi sta bene anche &quot;a meno che per filosofico non si voglia intendere uso del ragionamento che è indispensabile per una sintesi e un giudizio storici.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo si possa intendere la filosofia (io comunque così la intendo) come sforzo razionale continuo per identificare sempre nuovi campi e nuovi criteri di ricerca. Quindi non qualcosa che chiude, come una sorta di scienza prima, come applicazione di categorie filosofiche predefinite, ma che apre.<br />
In questo quadro perciò mi sta bene anche &#8220;a meno che per filosofico non si voglia intendere uso del ragionamento che è indispensabile per una sintesi e un giudizio storici.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Raffaele Carcano</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/11/29/incontro-del-giovedi-sullo-studio-scientifico-della-religione/#comment-321894</link>
		<dc:creator>Raffaele Carcano</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 17:21:34 +0000</pubDate>
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		<description>Divertente: si pubblica un video in cui si spiega come studiare scientificamente le religioni e, senza prima vederlo, si sostiene che non si possono studiare scientificamente le religioni. Forse abusiamo un po&#039; troppo dell&#039;aggettivo &#039;razionalisti&#039; :-)...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Divertente: si pubblica un video in cui si spiega come studiare scientificamente le religioni e, senza prima vederlo, si sostiene che non si possono studiare scientificamente le religioni. Forse abusiamo un po&#8217; troppo dell&#8217;aggettivo &#8216;razionalisti&#8217; <img src='http://www.uaar.it/news/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> &#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: hexengut</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2009/11/29/incontro-del-giovedi-sullo-studio-scientifico-della-religione/#comment-321891</link>
		<dc:creator>hexengut</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 17:12:12 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Gualerzi, di nuovo duello crociano; non vedo perché il dato e lo studio storici debbano necessitare del sussidio filosofico; possono interagire, io credo, per una visuale più ampia ma l&#039;uno non è dipendente dall&#039;altro; a meno che per filosofico non si voglia intendere uso del ragionamento che è indispensabile per una sintesi e un giudizio storici.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Gualerzi, di nuovo duello crociano; non vedo perché il dato e lo studio storici debbano necessitare del sussidio filosofico; possono interagire, io credo, per una visuale più ampia ma l&#8217;uno non è dipendente dall&#8217;altro; a meno che per filosofico non si voglia intendere uso del ragionamento che è indispensabile per una sintesi e un giudizio storici.</p>
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