Una lettera su “Avvenire”: UAAR “infima minoranza”, forse coperta, sicuramente denigratoria

Il quotidiano dei vescovi italiani Avvenire ha dato spazio in questi ultimi giorni a numerose lettere sulla sentenza della Corte di Straburgo sul crocifisso nelle aule scolastiche. Sabato 14 ne è stata pubblicata una, scritta dal sig. Giovanni Mazzarol, che ci riguarda da vicino. Avvenire l’ha lasciata senza commento, noi la riproduciamo integralmente:

Caro Direttore, il sito ufficiale della Uaar (atei razionalisti) ha dichiarato che la signora che ha avviato la serie di ricorsi che ha portato alla sentenza, fa parte della suddetta associazione. Bene. Ma io mi chiedo: per sostenere per anni un’azione legale di questa portata, ci vogliono avvocati con diverse specializzazioni, e poi sono necessari atti, presenze, patrocini. Tutto molto costoso. Possibile che un’associazione apparentemente piccola possa sopportare uno sforzo economico e organizzativo così ragguardevole? Che questa sia solo una punta di iceberg e dietro ci siano ben altre associazioni coperte? E poi: gli atei sono sempre esistiti. Ancor oggi sono un’infima minoranza, almeno in Italia. Ma solo, direi, in questi ultimi anni pretendono con forza diritti e privilegi che vanno contro il volere della maggioranza della popolazione. Penso che tutto questo abbia avuto inizio in coincidenza con una campagna di denigrazione e derisione dei valori cristiani in atto in certi ambienti, quelli sì, a larga influenza. Sembra quasi un déjà vu su altro versante di ciò a cui abbiamo assistito negli anni di piombo. Allora certe forze antigovernative hanno ossessivamente denigrato i partiti di governo, in termini marxisti, come a quel tempo andava di moda. Era naturale che alla fine qualcuno dal disprezzo verbale passasse all’azione. Già vediamo qualche sporadico vandalismo contro immagini sacre per le strade, in montagna. Preghiamo che non si vada oltre.

Si tranquillizzi il sig. Mazzarol: l’UAAR non ha alle spalle nessuno. Né partiti, né terroristi, né mezzi di informazione, e nemmeno la massoneria. Porta avanti le proprie iniziative legali spendendo con oculatezza quanto riceve dai suoi soci: i bilanci dell’associazione sono del resto pubblici. L’UAAR non denigra la religione, non si lascia andare a episodi di vandalismo (semmai li subisce, come mostra la cronaca), e non rivendica privilegi, ma soltanto quei diritti che, in una democrazia compiuta, dovrebbero essere riconosciuti a tutte le minoranze, siano esse infime o non infime (perché è comunque un po’ difficile definire “infima minoranza” un pensiero diffuso tra milioni di cittadini).

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 16 novembre 2009 alle 21:27 e classificato in Generale, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.