Ulteriori aggiornamenti sulla questione-crocifisso

Non accennano a placarsi le intimidazioni nei confronti di chi ha promosso l’iniziativa legale che ha portato la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a dire ‘no’ ai crocifissi nelle aule scolastiche. Su Facebook è infatti comparso un nuovo gruppo dal nome che è tutto un programma: Il CROCEFISSO, Massimo Albertin e signora, levatevi dalle palle.
Per un gruppo che compare, un altro che misteriosamente trasmuta: il gruppo La pizza margherita in aula è un simbolo della nostra tradizione è improvvisamente diventato vorrei baciare una persona dal vivo tra i miei contatti fb. Tutti i post precedenti sono stati cancellati. Uno degli “amministratori” (non si capisce se “imposti” d’ufficio) ha comunicato che “il vecchio gruppo è stato chiuso direttamente dalla direzione di facebook…motivo di vilipendio..ora la nuova gestione è stata affidata a noi ,chi non vuole rimanerci può cancellarsi, chi rimane non deve offendere ed esprimere opinioni vilipendiose”.
La giornata non segnala nuove estempranee prodezze da parte di amministratori locali. E’ giunta pero’ notizia che nella zona industriale di Gavirate (VA) un imprenditore settantaquattrenne, elettore leghista, ha fatto erigere davanti al suo capannone una croce alta sei metri che si illumina anche di notte.
Di ben altro spessore quanto accaduto al liceo classico ‘Repetti’ di Carrara, classe II A. Secondo quanto riporta il sito de La Nazione l’alunna Giulia Grandi ha appeso, ai lati del crocifisso presente in aula, un foglio bianco e uno con un punto interrogativo, al fine di rappresentare in aula anche il pensiero di atei e agnostici. Diversi altri studenti hanno sostenuto il suo punto di vista.
La sentenza della Corte di Strasburgo suscita preoccupazione non solo nelle gerarchie cattoliche, ma anche in quelle ortodosse. E’ di oggi la notizia, data dal sito della BBC, che l’arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia Ieronimo è pronto a convocare un sinodo straordinario per rispondere alla sentenza che, teme, può rappresentare un precedente anche per la nazione ellenica, circostanza che scalfirebbe il predominio incontrastato della sua confessione religiosa.
Una buona notizia arriva dagli USA. Un giudice federale della South Carolina ha stabilito che non è consentito circolare con targhe della macchina adornate da croci e aventi messaggi inneggianti alla religione: così facendo si violerebbe la separazione tra Stato e Chiese stabilita dalla costituzione. La notizia su Fox News.
AGGIORNAMENTO DEL 15 NOVEMBRE. Il gruppo La pizza margherita in aula è un simbolo della nostra tradizione è stato ripristinato su Facebook.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 13 novembre 2009 alle 21:57 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.