Dilaga l’isteria pro-crocifisso

Non si va certo leggeri, in Italia, nel criticare la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo e coloro che l’hanno apprezzata. Paradossalmente ma non troppo, alla fine i toni più sobri sono quelli delle gerarchie ecclesiastiche. Certo, anche su Avvenire non si scherza: oggi un articolo di Pier Giorgio Liverani era intitolato in maniera significativa Espulso il Fondatore, intendendo con tale definizione Gesù Cristo: “Colui che inventò la laicità fondandola su un principio razionale”, un “simbolo della (vera) laicità valido per tutti gli uomini, atei compresi”, platealmente contrapposto agli “ingiusti laici fondamentalisti”.
Nel frattempo aumenta il numero dei sindaci che vogliono multare con 500 euro chi toglie il crocifisso: da quello di Ostra Vetere (AN, a capo di una giunta di centrodestra) a quello di Scarlino (GR, a capo di una giunta di centrosinistra). Nessuna multa invece per chi, come Lotta Studentesca (movimento vicino a Forza Nuova), con un atto di forza ha appeso ieri centinaia di crocifissi in alcune scuole di Roma: secondo il loro portavoce, il crocifisso sarebe “un simbolo chiave in cui si identificano centinaia di migliaia di studenti italiani ai quali verrebbe certamente commessa una violenza e per i quali verrebbe violato un diritto assoluto”.
Ancora più fanatici i promotori di un gruppo su Facebook dall’evangelico nome di Tu stacchi il crocefisso dal muro? Io ti stacco le mani!, che ha già riscosso l’adesione di oltre 14.000 membri. Gli ha risposto, molto più civilmente, il gruppo No al crocefisso nelle scuole: chissà se l’utilizzare toni più moderati ha, in Italia, ancora qualche speranza di successo. Non si direbbe, stando a quanto accaduto questo pomeriggio. Domenica in Arena (RAI 1) e Domenica Cinque (Canale 5) hanno dedicato un approfondimento alla sentenza della Corte Europea. E’ stata data la parola al socio UAAR che ha dato origine al ricorso: assieme ai propri figli ha testimoniato le minacce, anche di morte, ricevute negli anni per la semplice ragione di chiedere uno stato laico e civile. A Domenica Cinque era presente in studio anche Isabella Cazzoli, del Comitato di coordinamento UAAR, ingiuriata con veemenza da Sgarbi che nella trasmissione dovrebbe rivestire la figura di “arbitro”. In entrambe le circostanze i conduttori (rispettivamente Massimo Giletti e Barbara D’Urso) hanno mantenuto un atteggiamento fazioso: a Domenica Cinque la trasmissione è degenerata poi in una vera e propria bolgia, con cori da stadio dei sostenitori del crocifisso e Daniela Santanchè a definire “pedofilo” Maometto.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato domenica, 8 novembre 2009 alle 19:43 e classificato in Generale, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.