Il calcio e la superstizione

Qualcuno dice che il calcio sia la religione più seguita al mondo: di certo, anche il calcio è venato di superstizione. Un articolo su Pallonate fa il punto della situazione: Cristiano Ronaldo, bomber del Real Madrid, che, perseguitato da uno stregone (forse pagato da Paris Hilton), si rivolge a sua volta a un mago; il presidente del Mantova che ha importato un santone dal Sudamerica. Oggi, ad Abano Terme, è cominciato il convegno del CICAP. Buon lavoro: ce n’è veramente tanto.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 9 ottobre 2009 alle 16:21 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

43 Commenti a “Il calcio e la superstizione”

  1. fresc ateo scrive:

    PER ME LA RELIGIONE EBRAICA,COSI COME TUTTE LE RELIGIONI,E’ L’INCARNAZIONE DELLE SUPERSTIZIONI PIU’ INFANTILI,LA PAROLA “DIO”NON E’ ALTRO CHE L’ESPRESSIONE E IL PRODOTTO DELLA DEBOLEZZA UMANA. ALBERT EISTEIN.

  2. Il Filosofo Bottiglione scrive:

    il calcio E’ una fede.

    i miei studenti, in assemblea di classe hanno votato di esporre, a fianco del crocifisso, il gagliardetto della Juventus.
    ora i due simboli delle fedi della maggiornza degli italiani campeggiano, uno a fianco all’altro, nella loro aula.

  3. puric scrive:

    la religione è l’oppio dei popoli
    ma il calcio è ancora peggio

  4. interruttore scrive:

    …concordo. E come per la religione, anche la fede calcistica e’ alimentata dalla mancanza di cultura,in questo caso sportiva. Non per niente, i paesi in cui c’e’ il piu alto tasso di fanatismo calcistico sono profondamente cattolici, vedi Italia Brasile Argentina…

    sapete anche cosa mi ripugna? vedere i giocatori che si fanno il segno della croce prima di intrare in campo!! Penso: se dio ci fosse davvero perderebbe tempo a influenzare le prestazioni di giovani milionari che tirano dei calci a una palla??? E’ assurdo

  5. Stefano Bottoni scrive:

    Si sta parlando di superstizione. Ho 40 anni e dunque mi ricordo Anconetani, il presidente del Pisa (che giocò un po’ di anni anche in serie A), che andava personalmente a spargere sale dietro la porta degli avversari. Certo non faceva nulla di male, faceva solo sorridere.
    Farsi il segno della croce, spargere sale, salire sempre le scale prima di tutto col piede destro (c’è chi ammette di farlo)… Se serve a farli sentire più sicuri facciano pure.
    Certo nello sport talvolta si vince e talvolta si perde. E se si è seguito il rituale ma si è perso… la conclusione mi sembra ovvia.
    Superstizione appunto. Nient’altro.

  6. erasmus scrive:

    Credi che la superstizione possa prosperare dove funziona il cervello?

  7. stefano grassino scrive:

    Lo sapete perchè i calciatori si facevano ricevere dal papa G.P. secondo? Perchè gli sponsor gli maggioravano i contratti, in quanto essere ricevuti in vaticano dalla massima autorità della CCAR, faceva aumentare le vendite con l’immagine dei succitati “eroi della domenica”. Il clero invece, ne guadagnava in popolarità davanti ai fedeli perchè l’immagine del papa accanto al famoso “divo” del pallone, suscitava ammirazione da parte del popolino cattolico. Il mercato delle vacche è stato sempre all’avanguardia in tutti i campi, ed in questo i preti sono maestri.

  8. crebs scrive:

    # puric scrive:
    9 Ottobre 2009 alle 16:59
    la religione è l’oppio dei popoli
    ma il calcio è ancora peggio

    Non concordo.
    Invero anche per il calcio si fanno le crociate, si bruciano le streghe, si ricorre all’inquisizione.
    Ma non conosco nesuno sport (il pugilato? la lotta greco-romana?) che sia sopravvissuto per 2000 anni

  9. myself scrive:

    Il tifo per una squadra di calcio è sicuramente assimilabile ad una religione.

    - La squadra (religione) si trasmette di padre in figlio.

    - Si crede nella propria squadra (religione) e si considerano sbagliate tutte le altre squadre (forme di pensiero).

    - Ci si reca alla stadio (chiesa) tutte le domeniche o alternativamente si segue la partita (messa) in TV.

    - Un tifoso (credente) di un altra squadra (religione) è visto con disprezzo e spesso si cade nella violenza.

  10. Malè scrive:

    E’ evidente come più un popolo abbandoni il culto del vero ed unico Dio, più cada preda del nichilismo e della superstizione.

  11. Colapesce scrive:

    @ Filosofo Bottiglione

    se il calcio è una fede, si può dire che la fede sia un calcio?

    Cordialità

  12. dysphoria_noctis scrive:

    Colapesce, dipende dove :D

  13. Ivo Mezzena scrive:

    Una frase che mi ha sempre allibito è “avere fede per la propria squadra”:
    perché scegliere il Milan piuttosto che l’inter, in cosa differiscono le due fedi?

  14. fab scrive:

    Dato che il tempo è quello che è, o sviluppi i muscoli o sviluppi il cervello. Quindi…

  15. Paul Manoni scrive:

    Quoto l’intervento di MYSELF… ;)

    Con la differenza che DIO e’ metafisica…La SQUADRA e’ reale!
    Per cui quando si dice di avere fede nel Milan (meglio che dell’inter!),
    lo si dice perche’ si crede comunque in qualcosa di reale…
    Purtroppo (o per fortuna!) l’esistenza di dio non e’ dimostrata ne dimostrabile,
    e quindi chi ci crede, crede comunque in qualcosa di non esistente
    fino a prova contraria! ;)

    Anche se questo sembra un intervento pro football, sappiate che invece
    la penso esattamente come la maggior parte di voi…
    Il tifoso medio e’ un’ignorante, intollerante, dedito alla violenza, alla discriminazione
    ed alla superstizione…
    Il fatto che il calcio si avvicini in modo cosi netto alla religione, ne e’ la dimostrazione! ;)
    Ciao

  16. Stefano Bottoni scrive:

    @ Ivo Mezzena

    Essendo un tifoso (che non va più allo stadio da 5 anni, ma dai 20 ai 30 anni ero regolarmente in mezzo agli ultras) penso di poterti rispondere.
    La “fede” non c’entra niente. Si tratta di “appartenenza al branco”. Per un motivo o per l’altro si sceglie una squadra (nel mio caso perchè mio padre tifava per il Toro, c’erano campioni come Pulici, Graziani, Claudio Sala, poi la storia del Grande Torino etc. etc.) e la si segue. Si va in curva, si fanno nuove amicizie (alcuni dei miei migliori amici li ho conosciuti lì), ci si esalta insieme quando si vince e ci si incavola insieme quando si perde.
    E’ un rito collettivo. In fondo lo facciamo ancora adesso quando ci ritroviamo al club a vedere la partita in tv e siamo al massimo una dozzina.
    Rito collettivo, catarsi, esaltazione… non c’è molta differenza da un rito religioso. E’ altrettanto irrazionale, in fondo non ci viene nulla in tasca se il Toro vince.
    Però, se non sei un ultras, non picchi chi segue un’altra squadra (anzi, con l’età che abbiamo è un’occasione per scambiarci quattro simpatici sfottò e bere un bicchiere insieme), e certo sai che i giocatori per cui tifi esistono e non sono entità immaginarie. Nè fu immaginario il Grande Torino scomparso a Superga.
    La conclusione è fra un estremista calcistico e un estremista religioso la differenza praticamente non esiste. Per fortuna è una fase che ho passato da una decina d’anni (quella calcistica, quella religiosa da una trentina).

  17. Fri scrive:

    Beh, mi fa piacere sapere che posso considerarmi atea anche in fatto di calcio e non solo di religione. ;-)

  18. Paul Manoni scrive:

    @Stefano Bottoni
    Anchio ero scalmanatello come te una decina di anni fa’…Tifo Milan ma simpatizzo tantissimo per il Toro ;) Ero a Pescara l’anno della promozione in serie “A” del Torino e accompagnavo un amico della tua stessa “Fede” alla partita della resa dei conti… ;)
    Anchio ho passato la fase “ultras” e mi rendo conto solo ora di quanto ero idio..
    Concordo con la descrizione dell’appartenenza al branco ed effettivamente e’ cosi!
    Vabbe’, basta se no ci linciano per l’OT ;)
    Un caro saluto

  19. don alberto scrive:

    ah, ve ne accorgete solo adesso?

  20. Brian di Nazareth scrive:

    @ myself

    aggiungo:

    La squadra (religione) preleva un sacco di soldi dalle tasche dei propri fedeli.

    La squadra (religione) costa un sacco di soldi a tutti i contribuenti (stadi, poliziotti, treni sfasciati durante le trasferte, ecc).

  21. CARTMAN666 scrive:

    @Stefano Bottoni, siamo una specie in via d’estinzione. Mi permetto di ricordare l’inutilità delle scaramanzie religiose: Italia Corea del Sud, mondiale del Giappone, nonostante il Trapattoni nostro ct, avesse in panchina la bottiglia d’acqua benedetta, dalla sorella suora, l’italia perde 2 a 1, contro tutti i pronostici, sbaragliata da una squadretta di Buddisti!!
    Che potenza il dio dei cattolici, ha perso contro una squadra di second’ordine per giunta sfavorita alla vigilia.

  22. stefano grassino scrive:

    I calciatori entrndo in campo si fanno il segno della croce. Alcuni lo fanno perchè dio li aiuti a non rompersi le gambe e questa forma di preghiera la posso anche comprendere. Altri perchè dio li faccia vincere. E’ un pò come quando si và in guerra ed il prete benedice le truppe affinchè dio le porti alla vittoria. Vorrei che un teologo mi spiegasse una cosa molto semplice: dio per chi fà il tifo?

  23. Danx scrive:

    Che dire dei calciatori che fanno il segno della croce quando entrano in campo (ma stranamente non lo fanno quando vengono azzoppati) o che alzano la maglia per far leggere a tutti la loro scritte inneggiate a DIO o a GESU sulla canottiera? Clamoroso ciò che successe qualche giorno fa, in una partita della Juve. Legrottaglie, come sempre, aveva la canottiera con la scritta su Gesù, e lo stesso un suo avversario che fece gol, alla faccia del difensore juventino.
    Perchè Gesu aiutò solo uno dei due?
    L
    O
    L
    Non ditemi che Legrottaglie lo ringraziava lo stesso….

  24. roberta scrive:

    @ Fri
    anch’io….non seguo neanche le partite dei mondiali….^_^

  25. AndreA scrive:

    Il calcio è come la religione. E’ meglio tenersi alla larga da entrambi.

  26. stefano f. scrive:

    diciamo che i calciatori in genere non sono altro che dei grandi ignorantoni! cresciuti tirando calci ad un pallone non hanno sviluppato altro che quella parte del cervello che sovrintende al movimento dei muscoli, per il resto zero assoluto, ovviamente ci sono delle eccezioni ma sono piuttosto rare

  27. roberta scrive:

    pero’ il calcio non richiede l’otto per mille

  28. Brian di Nazareth scrive:

    Ci sarà mai un calciatore che esulta togliendosi la maglietta per far vedere la scritta: SONO ATEO?

  29. stefano f. scrive:

    perchè 40ena? mah…

  30. Lorenzo Galoppini scrive:

    Il calcio di per sè non sarebbe una religione (parla un antisportivo di ferro che il calcio lo ha seguito solo per una parentesi di alcuni anni, in pratica dai mondiali del ‘90 a quelli del ‘98, dopo essersene sempre disinteressato fin da piccolo, per poi tornare al vecchio disinteresse). E’ il modo in cui viene vissuto che lo fa diventare una religione. Come ha giustamente fatto notare Interruttore, guarda caso i paesi con più fanatismo calcistico sono anche quelli più religiosi, come il nostro, il Brasile o l’Argentina. Il problema del calcio in Italia e in altri paesi consimili da questo punto di vista, é sempre lo stesso: SE NE PARLA TROPPO E GLI SI DA’ TROPPA IMPORTANZA, più di quella che meriterebbe. E tutte le cose, quando se ne parla troppo, finiscono col diventare antipatiche; almeno a chi ha cervello. Personalmente ho sempre odiato qualunque forma di esagerazione, di eccesso, di ossessione e di estremismo in genere e il calcio non fa certo eccezione. Allargando il discorso a un più generale punto di vista filosofico-logico, l’eccesso, l’esagerazione, sono sempre negativi perchè IRRAZIONALI.

  31. Chiaro di Luna scrive:

    @Malè:

    AHAHAHAHAHAAHAHAHAH
    Padre pio non è superstizione? Il sangue di san gennaro non è superstizione? La storia dei prepuzi di cristo non è superstizione? La sindone non è superstizione? Essere vergini con un figlio non è superstizione? Credere ad un essere che ha tutte le caratteristiche umane ma ti ascolta non è superstizione?

    L’unica via per non credere nella superstizione è data dalla cultura, ottenuta grazie alla scienza.

    E per quanto riguarda il nichilismo, io penso che la vita non abbia senso, la vita è il nichilismo stesso, non c’è alcun scopo per vivere, se non il vivere stesso.
    Voi avete creato un dio per dare uno scopo superiore alla vita, per credere di non stare soli quando siete affranti nel dolore, quando piangete.
    Per dare un senso alla vita anche quando succedono le tragedie più immani avete inventato vari “dei” che poi ognuno di essi (od in massa) sono stati strumentalizzati da dei furbacchioni a discapito dei poveretti più ignoranti e creduloni o onesti.
    Preferisco mille volte affrontare la realtà dura e cruda e svegliarmi, che fare come voi e rifugiarmi nelle favole.

  32. Nicla scrive:

    Ahahahha queste dimostrazioni di idiozia hanno sempre un effetto esilarante!

  33. Malè scrive:

    roberta

    Ma a chi dovrei destinarlo l’8×1000! Allo Stato che è un pozzo senza fondo e dilapida le sue sostanze per finanziare le spese elettorali del furbo cafone Di Pietro o dell’eterno digiunatore Pannella o per mantenere gli oziosi valletti che pullulano al Quirinale e nelle altre costose sedi istituzionali della Repubblica?
    O a una delle varie sette che piagnucolano spudoratamente il loro distacco dal denaro ma poi non disdegnano di riscuotere. A questo punto preferisco sottoscrivere in favore della Chiesa Cattolica, le cui opere di bene sono evidenti e che, pertanto vede confermarsi la fiducia della maggioranza dei cittadini. Fra questi non ci siete ovviamente voi, ma come dice il proverbio “il mondo è bello perchè è a-variato”!

  34. Nello scrive:

    “A questo punto preferisco sottoscrivere in favore della Chiesa Cattolica, le cui opere di bene sono evidenti”

    http://img407.imageshack.us/img407/4048/smiley14pr1.gif

    8×1000 alla chiesa cattolica? No grazie (da vedere su you tube)

  35. stefano grassino scrive:

    Chiedo un favore personale: evitare di rispondere al troll Malè. Se non impareremo questa tattica ci bloccheremo. Se non impareremo a difenderci da soli non saremo degni di definirci persone mature.

  36. Mario scrive:

    La maggior parte dei calciatori ragionano con i piedi. Ho visto molti farsi il segno della croce prima di iniziare una partita.

  37. Gérard scrive:

    Ma chi era già quel allenatore che andava alle partite con il bottiglione d’acqua santa con se ?

  38. Gérard scrive:

    Anche gli artisti di teatro in generale sono superstiziosi ma si tratta quasi mai di religione ( almeno all’estero – Ho conosciuto un po il mondo artistico fuori Italia…) L’unico mondo teatrale che ho conosciuto da vicino in questo paese è il Vaticano

  39. Matteo scrive:

    @ Malè
    pensa un pò: io li destino alla congregazione della Sacra Teiera. Le loro opere di bene sono ancor più evidenti. Inoltre promettono di sparpagliare nello spazio miliardi di cucchiaini d argento che risplenderanno per la gioia dei nostri occhi.

  40. c.j. scrive:

    BERLUSCONI

    HO DETTO TUTTO

    1. Presidente del Consiglio dei ministri di una nazione all’85% cristiana cattolica (1a d’Europa)
    2. Accusato di Corruzione, Mafia, Scandali a sfondo sessuali… e chi piu’ ne ha piu’ ne metta…
    3. Convinto Promotore della filosofia di vita dell’intoccabilità e impunibilità -Lodo Alfano-
    4. Presidente del… Milan…squadra di calcio tra le piu’ potenti (e ricche) del mondo
    5. Uomo d’Affari, imprenditore, presidente di Mediaset, Fininvest, Mediolanum
    6. Promotore delle radici cristiane nella carta costituzionale europea

    POLITICA – POTERE – MAFIA – FASCISMO – ECONOMIA – CAPITALISMO – RELIGIONE

    Serve altro?

  41. roberta scrive:

    @ Matteo
    che hai contro i pastafariani e i seguaci dell’unicorno rosa invisibile?

  42. Massi scrive:

    La religione è come il calcio: una palla!

  43. Pasta e ceci scrive:

    Si Gilardinooooo Siiiiii!
    Gol di Gilardino ad un minuto dalla fineee!
    Italia qualificata per i mondiali in Sudafricaaaaa!!!