XX settembre, una lettura protestante

Con un intervento su Notizie evangeliche ripreso anche da Raivaticano, Daniele Garrone, decano della Facoltà valdese di teologia, definisce ‘fausta’, per più motivi, la data del XX settembre: fausta per l’Italia, in quanto «veniva posta fine ad une delle ultime e più caparbie monarchie assolute dei tempi moderni, che motivava la sua intolleranza e il suo dominio sulle coscienze e sui corpi non solo con il richiamo ad un generico diritto divino, ma con la specifica pretesa che il papa-re fosse il vicario del crocifisso, una contraddizione in termini, tanto più per ogni lettore del Vangelo»; fausta per le minoranze religiose in Italia «in primis protestanti ed ebrei. […] perché fino al 20 settembre gli ebrei potevano vivere nella città del papa solo ghettizzati, i protestanti nemmeno quello».; fausta per gli stessi cattolici, liberati da un «sovrano assoluto che impartisce pene, compresa quella di morte, per chi non aderisce alla “Verità” che egli detiene». Purtroppo, a suo giudizio, «non è questo l’umore di questa Italia affollata di chierichetti atei e di neoclericali che invocano la riscossa tridentina». Come se in realtà Porta Pia fosse risultata piuttosto la «breccia attraverso cui il Vaticano è dilagato in Italia».

Questo articolo è stato pubblicato domenica, 20 settembre 2009 alle 6:52 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.