Afghanistan: graziato giovane condannato a morte per blasfemia, ira dei mullah

Secondo il quotidiano ‘The Independent‘, il presidente afghano Karzai avrebbe “segretamente graziato” il ventiquattrenne Sayed Pervez Kambaksh, condannato a morte per blasfemia, pena poi ridotta a vent’anni di carcere. La sua colpa era stata quella di occuparsi dei diritti delle donne, scaricando un articolo da internet e diffondendolo tra gli studenti dell’università di Balkh. Il suo caso aveva suscitato la mobilitazione di governi e associazioni a livello internazionale, alla quale si era unita anche l’Uaar (Ultimissima del 13 marzo). Liberato, il giovane avrebbe già lasciato il paese, ma la grazia ha suscitato le critiche di molti esponenti religiosi. Ad esempio il mullah Maulavi Hanif Shah Hosseini ha affermato che “Kambaksh ha commesso un crimine contro il Corano e le persone che hanno cospirato per fare in modo che sfuggisse alla legge hanno commesso anche loro un reato”, accusando inoltre i paesi occidentali e le associazioni per i diritti umani di indebite pressioni sul governo afghano.

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato martedì, 8 settembre 2009 alle 12:13 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.