Macché Oscar: arriva Brian, il premio cinematografico degli atei italiani

Gli atei tornano a premiare il cinema, partecipando alla 66esima edizione della Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia che si apre oggi.  Per la quarta volta, una sua delegazione si costituirà giuria per consegnare il Premio Brian al film che più degli altri porta sul grande schermo i valori del laicismo.
Perché premio Brian? «Il riferimento è al film Brian di Nazareth, la commedia dei Monty Python del 1979 che faceva la parodia dei Vangeli – spiega Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Uaar – ma a noi piace pensare anche all’anagramma di Brain, cervello». Il nome Brian, comunque, è stato democraticamente scelto con un sondaggio sul sito internet dell’associazione, aperto a tutti i navigatori della rete.
L’ultima edizione del premio Brian è stata vinta da Khastegi, del regista persiano Barman Motamedian, che rifiutò il premio. Nelle edizioni precedenti, la giuria atea aveva scelto Le ragioni dell’aragosta, di Sabina Guzzanti, e Azul oscuro, casi negro di Daniel Sanchez Arevalo, che ha conquistato anche l’Europa Cinemas Label (il premio al miglior film europeo delle Giornate degli Autori) ma che non è mai arrivata in Italia.

Comunicato Stampa UAAR

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 2 settembre 2009 alle 11:00 e classificato in Generale, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.